venerdì 9 dicembre 2011

IL FRATE CAPPUCCINO E LA DONNA TROVATI NUDI

IL FRATE CAPPUCCINO E
LA DONNA TROVATI NUDI

Questa è una vicenda triste e al tempo stesso scandalosa. Ne scrivo con
grande amarezza, ma sono costretto a dare giuste precisazioni su una prolungata diffamazione portata avanti da alcuni Frati cappuccini di Palermo.
Il fatto centrale è lo scandalo causato da un Frate cappuccino nell’estate
del 2006, quando sul quotidiano venne la notizia che Padre Enrico Miranti
era stato trovato nudo con una donna nuda, dentro una macchina nella
pineta di Castellammare del Golfo (Trapani). Luogo che Padre Enrico
Miranti conosceva molto bene, in quanto in precedenza era stato lì con i
giovani della Gifra francescana. E molti hanno testimoniato questa conoscenza da parte del Frate.
Ne diedero notizia i telegiornali, si conobbero molti particolari da donne
che avevano avuto relazioni sessuali con lo stesso Frate. Molti affermavano che erano a conoscenza delle attività sessuali di Padre Enrico Miranti da molti anni e che anche i suoi Superiori lo sapevano e rimanevano consenzienti.
Quindi, i Superiori approvavano le sue relazioni sessuali!
La cosa curiosa fu che a cominciare dal suo Superiore, Padre Calogero
Peri e poi alcuni Frati, raccontavano molte spiegazioni contraddittorie per
insabbiare lo scandalo e liberare da ogni colpa Padre Enrico Miranti.
Fin qui è comprensibile, anche se lontani dalla verità e dal Cristianesimo.
Ma insabbiare uno scandalo e proteggere un immorale è complicità.
La gravità e maliziosità del comportamento successivo, si è manifestato quando hanno stoltamente addossato la gravità dei peccati sessuali di Padre Enrico Miranti ad altri cercando, quindi, di riabilitare completamente il Frate scandaloso, mentre gettavano nel fango altre persone assolutamente incolpevoli sulla scelta di Padre Enrico Miranti di andare con una donna a fare sesso in una pineta della zona protetta di Castellammare del Golfo.
Il depistaggio organizzato dai suddetti Frati è stato privo di Cristianesimo,
non solo c’è l’immoralità degli scandali sessuali con donne sposate e
con ragazze, c’è anche l’aggravante di mostrarsi puri ed accusare altri con
diffamazioni inconsistenti e diaboliche. Hanno voluto giustificare la vita
immorale che conducevano con affermazioni false.
Se avessero taciuto le loro immoralità senza accusare e diffamare altri tra cui anche me, non sarei qui a ricordare i loro episodi scandalosi, ma qui si pone un serissimo caso morale, perché per giustificare tutte le loro immoralità sessuali continuano ad infangare la mia buona reputazione e di altri che conoscono, come me, i loro vizi sessuali.
La riservatezza che mi contraddistingue non può più rimanere tale, non
posso più consentire ed accettare passivamente tutte le immonde e diaboliche diffamazioni che proprio l’autore dello scandalo sessuale Padre Enrico Miranti ed altri continuano a seminare sulla mia dignità sacerdotale.
Con i loro velenosi comportamenti mi costringono a manifestare la verità
dei fatti, e mi rendo disponibile ad un confronto pubblico con gli stessi
Frati cappuccini. Mi dispiace scrivere che la verità si può conoscere anche
parlandone pubblicamente in una loro parrocchia o in altro luogo alla
presenza dei fedeli. Quei fedeli che hanno ascoltato molte falsità.
Non ho alcuna sete di vendetta, sono convinto che l’affermazione
pubblica della verità su un caso davvero delicato e che mette in discussione la mia credibilità dinanzi a migliaia di cattolici, è oramai impellente e io non mi tiro indietro per un confronto con quanti hanno diffuso in questi cinque anni, valanghe di maliziose diffamazioni sulla mia persona, per giustificare le loro immoralità sessuali.
Hanno travisato ogni verità, il mio rifiuto di rimanere in un luogo senza
Dio lo hanno trasformato in una loro reazione contro me. Una reazione avvenuta solo dopo il mio incontro con il loro Generale, quando vennero a conoscenza che avevo riferito le perversioni sessuali di alcuni Frati cappuccini e che i loro comportamenti non hanno nulla di cristiano. Se qualcuno afferma il contrario, non c’è che discuterne pubblicamente.
Le persone che in buonafede si sono divertite con Padre Enrico Miranti,
intrattenitore elettrizzato e assoluto protagonista delle sue sceneggiate,
hanno il diritto di conoscere se lui è un vero seguace di Gesù e fedele servitore della Chiesa, oppure, se è un oppositore dei veri insegnamenti di Gesù Cristo, un uomo che insegna falsità spacciandole per il Vangelo di Gesù, calpestando la sana dottrina della Chiesa.
È un onesto diritto dei credenti conoscere se Padre Enrico Miranti è un
cattolico o un eretico. E se risulta di fede protestante per i suoi aggiornamenti opposti al Vangelo di Gesù, i suoi Superiori devono spiegare come si stanno adoperando per delimitare le sue opere assolutamente immorali.
Non c’è occasione migliore per questi Frati cappuccini di ripetere quello
che vogliono, confrontandoci davanti ai loro parrocchiani e discutendo              su centinaia di scandali che li riguardano. Se si trattasse solamente dello scandalo in cui Padre Enrico Miranti fu trovato nudo con una donna di Termini Imerese, Carmelina P., sarei il primo ad usare comprensione e a fare silenzio, ma gli scandali sessuali sono innumerevoli, con donne sposate, fidanzate e ragazze giovani. Chiaramente non posso affidarmi solo alla mia parola, altre persone sono testimoni e conoscono la mania sessuale di Padre Enrico Miranti. E altri fatti gravi che riguardano altre persone.
Se si deve arrivare a tanto per stabilire la verità, sono disponibilissimo,
d’altronde il Cardinale Bagnasco ha detto varie volte di denunciare i Sacerdoti pedofili e dediti al sesso, quindi anche quelli che hanno relazioni
sessuali con donne sposate e altre non coniugate.
Non scrivo questo con gioia, è una forte sofferenza la mia quando si
discute l’immoralità di uno o più Sacerdoti, ma ho atteso inutilmente molti
anni che finissero le loro estenuanti diffamazioni, compiute con assoluta
violenza e malizia. Ho atteso invano, loro continuano a diffamare.
Ho inserito nel libro questo capitolo, solo per la persistente azione diffamatoria di alcuni Frati cappuccini contro me. Non sarei arrivato a tanto.
Da oltre cinque anni prego per quanti vivono nell’immorale lussuria
del sesso e distruggono la Fede di centinaia di persone, vivono disordinatamente e nei peccati che spacciano addirittura per legge morale.
Ho conosciuto centinaia di persone che hanno seguito in passato Padre
Enrico Miranti e altri Frati, persone ingannate da catechesi moderniste e
confessioni libertine, in cui ogni peccato sessuale viene permesso e si lascia completa autonomia nei comportamenti morali. Per poi dire in qualche omelia l’opposto.
E i Prelati non intervengono per difendere la Chiesa.
Di conseguenza, la morale sessuale insegnata da questi Sacerdoti è falsa,
arrivano a dire anche queste cose ai giovani non sposati: “Fare sesso
non è peccato anche se non siete sposati, l’importante è amarvi”. Come a
dire: “Se c’è simpatia tra voi, fare sesso è lecito”.
Questo è l’invito al sesso libero, ignorando che nessuno può stabilire
se due ragazzi che oggi si amano, un domani si sposeranno o se la sola simpatia sarà sufficiente per mettere su famiglia.
E passando di ragazzo in ragazzo, una giovane ragazza ha già fatto tante
esperienze come una donna di malaffare. Questi insegnamenti li diffondono innumerevoli Sacerdoti e Frati, manifestando che essi stessi compiono questi peccati, illudendosi di non peccare.
La moralità di molti Sacerdoti e Frati è assolutamente inesistente.
Ci sono continui scandali di Sacerdoti eretici e propugnatori di una spiritualità falsa e solo apparentemente francescana. E nessuno interviene...
Il silenzio dei Prelati
Non mi sorprendono quei Sacerdoti e Frati, anche Vescovi, che si turbano
quando si parla pubblicamente di uno scandalo sessuale come quello
di Padre Enrico Miranti (almeno quello pubblico). Dovrebbero essere
felici per avere scoperto un Sacerdote che con le sue immorali opere distrugge la spiritualità dei fedeli e li allontana da Dio, infanga gravemente
la Chiesa, rende inutile la morte in Croce di Gesù.
Consideriamo che un qualsiasi Sacerdote dedito alla diffusione di eresie
e dalla mentalità protestante, è cosa buona scoprirlo e metterlo in condizione di non fare ulteriore danno. Questo è anche compito dei Superiori, soprattutto dei Cardinali e dei Vescovi. Non si hanno però notizie di interventi dei Prelati nel richiamare o trasferire quei Sacerdoti senza più Fede e che professano pubblicamente il modernismo eretico.
Invece di gioire per la possibilità di fermare chi predica eresie piuttosto
che il Vangelo storico, questi Sacerdoti e Frati, anche Vescovi, scattano
agitati in modo automatico non appena si deve richiamare chi commette
scandali gravissimi, soprattutto sessuali. Come si spiega questa incredibile
agitazione e difesa di un Sacerdote scandaloso che commette immoralità
e che conduce molte anime all’inferno? Hanno gli stessi interessi?
È un riflesso condizionato come quello sperimentato dal premio Nobel
Ivan Pavlov: nel nostro caso ad una determinata parola scatta una reazione
da parte di Vescovi e Superiori. Forse hanno molte cose da nascondere?
Se fai conoscere a qualche Vescovo o un Superiore di Religiosi che un
loro Sacerdote commette scandali sessuali, insegna dottrine protestanti e
che sta rovinando le anime dei fedeli, scatta immediatamente la difesa irrazionale e confusa di quel Consacrato che dovrebbe essere quantomeno allontanato ed invitato a rimanere diversi anni in una comunità distante almeno 500 chilometri dal luogo dello scandalo.
Oggi si deve stare attenti a riferire a qualche Vescovo gli scandali di un
loro parroco anche se si è in possesso di prove sicure. Eppure la salvezza
delle anime dovrebbe essere una delle principali preoccupazioni di
un Cardinale e di un Vescovo!
Molti fedeli affermano che i Prelati non prendono provvedimenti nei confronti dei Sacerdoti immorali, perché loro stessi commettono quei peccati.                                                                                                   
Affermazioni azzardate, ma pensano questo e molto altro ancora.
Quindi, dinanzi alla superficialità voluta ed entusiasta di quei Prelati indifferenti, cosa devono fare i fedeli che vengono a conoscere relazioni sessuali del loro parroco con una donna, un uomo, un bambino? Rimanere in silenzio? Pregare per la sua conversione? È più facile che si converta il più potente criminale che un Prelato o un Sacerdote sprofondati nell’abisso dell’immoralità e dell’iniquità.
Ci sono migliaia di fedeli conoscitori di scandali sessuali di centinaia
di Sacerdoti, ma non lo dicono ai loro Vescovi addirittura per paura di ritorsioni verso loro stessi. Non hanno più fiducia nei loro Vescovi e sono
convinti che indicherebbero i loro nomi agli interessati. Certamente non tutti i Vescovi agiscono in questo modo scorretto, ci sono Vescovi onesti e timorati di Dio. Prelati spirituali e premurosi per il bene delle anime, attenti al gregge loro affidato.
Sicuramente le denunce non possono essere anonime o senza vere prove,
occorre la testimonianza di persone coinvolte direttamente o di chi ha
conosciuto avvenimenti da persone coinvolte, altrimenti non si può discutere su scandali non provati.
Ma di incalcolabili casi di scandali sessuali commessi dai parroci e dai
Frati ci sono prove e testimonianze, che io non voglio divulgare. Inoltre,
di ogni caso va valutato il comportamento, se c’è stato pentimento o aumento delle immoralità, se si è trattato di un caso isolato. E non vorrei che qualcuno dovesse costringere a divulgarli, perché quelli coinvolti dovrebbero quantomeno dimettersi da incarichi che svolgono sotto mentite spoglie, ingannando la comunità e la diocesi che guidano...
“Dalle loro opere li riconoscerete”
Per conoscere l’onestà integerrima e la vera spiritualità di un Sacerdote,
occorre valutare le sue opere. Molti Sacerdoti vengono accusati di
commettere peccati sessuali, ma è sbagliato accusarli senza alcuna prova.
Non si può accusare un Sacerdote senza alcuna certezza, se ci sono le prove occorre avvisare il Superiore o il Vescovo, per evitare che continui a
commettere peccati sessuali con altre donne, uomini…
Nel caso di Padre Enrico Miranti ci sono numerose prove evidenti
e testimoni. La conoscenza dello scandalo commesso da lui nella pineta
dentro la macchina con una donna, trovati nudi entrambi, è un  
avviso ai fedeli che non si trovano dinanzi un uomo servitore di Gesù.
Vediamo le indicazioni per comprendere la spiritualità di un Sacerdote.
Quando si accusa un qualsiasi Sacerdote di commettere azioni impure
o di avere relazioni sessuali, basta considerare la vita che conduce, da come parla e il suo linguaggio, la sua mentalità che esprime nelle sue opere e le scelte di vita. “Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7,16).
Non c’è possibilità di sbagliare, perché il Sacerdote corrotto e malizioso
vive come i mondani, parla con libertà, vive senza Dio e facilmente mostra
di essere festaiolo, carnale, vizioso, eccitato, sensuale. In parole più
chiare ha l’inclinazione verso il sesso. Ancora più volgare di un mondano.
Invece, il Sacerdote virtuoso e che vive nella preghiera e nella penitenza,
non segue i piaceri del mondo, non si diverte come i mondani, vive
nella contemplazione e nella serietà di vita. Non può cadere nel peccato
sessuale con una donna o altri, perché ha il dominio dei sensi ottenuto
dopo anni di mortificazioni, rinunce, penitenze.
Il Sacerdote che si riempie di Spirito Santo nell’adorazione eucaristica
giornaliera, è forte per vincere ogni tentazione, non avverte assolutamente
i piaceri sensuali come i peccatori. La Grazia lo sostiene e diventa molto
più forte di tutti i diavoli messi insieme.
Perché quando un Sacerdote è pieno di Spirito Santo, l’inferno trema,
i diavoli si nascondono e per questo inviano i loro seguaci per distruggerlo.
La Madonna interviene sempre e le trappole dei falsi seguaci di Cristo,
rivelano che essi sono in realtà veri amici dei diavoli, addirittura demoni
incarnati.
“Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via
che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa;
quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e
quanto pochi sono quelli che la trovano!
Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma
dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse
uva dalle spine, o fichi dai rovi?
Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce
frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un
albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti
buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete
riconoscere” (Mt 7,15-20).
La loro regola è il quieto vivere
Ritorno al pensiero riguardo la scelta che deve fare un Prelato o un Superiore dei Religiosi se un Sacerdote viene scoperto addirittura durante un rapporto sessuale con una donna. Bisogna intervenire per aiutarlo e non lasciarlo libero di commettere molti altri scandali in quella zona oppure si mette tutto a tacere, lasciandolo libero di continuare a commettere immoralità con quella persona (donna, uomo) e di diffondere dottrine eretiche?
Ci sono due risposte alla domanda: il Vescovo o il Superiore che appartiene alla Chiesa Nera massonica o modernista ed è impregnato di protestantesimo, copre lo scandalo, afferma che la carità copre quel peccato e che non è giusto allontanarlo o punirlo. E la salvezza delle anime? Per questi Prelati modernisti tutti siamo già salvati per la morte di Gesù, proprio come dicono i protestanti.
Invece, il Vescovo che segue fedelmente Gesù Cristo e Lo ama veramente,
che compie un vero cammino spirituale e ha più Spirito Santo che
spirito diabolico, si preoccupa grandemente per la salvezza delle anime,
per lo scandalo che si dà ai piccoli. Ed interviene, agisce direttamente se
si tratta di un suo Parroco, avvisa i Superiori se è un Religioso per fermare
chi corrompe i giovani e molti altri fedeli, con la sua vita disonesta ed i
suoi insegnamenti protestanti.
Questo è l’agire di chi ama la Chiesa e non segue il protestantesimo, non vive nell’immoralità, non è affiliato alla Massoneria.
Perché non si vedono queste reazione dei Cardinali e dei Vescovi?
Se i fedeli hanno paura delle ritorsioni dei loro Vescovi e si rivolgono
a un Sacerdote per chiedere un intervento, cosa deve fare quel Sacerdote
che viene a conoscere da alcuni familiari di donne, i rapporti sessuali di un
Frate?
Il primo pensiero che viene alla mente a quasi tutti i Prelati e i Sacerdoti,
è di “farsi i fatti suoi”, questo per il “quieto vivere”, l’invenzione di
quanti vivono abitualmente nei peccati mortali e hanno una doppia vita
sessuale con donne, uomini, bambini.
Non riguarda solo i Sacerdoti, anche diversi Vescovi hanno una
doppia vita, ho ricevuto testimonianze scandalose da ex seminaristi,
pieni di dettagli e prove su quanto viene commesso nel segreto da Prelati che appartengono sempre alla Chiesa Nera massonica.
E su quella domanda che ho posto sopra, se intervenire o no quando
diverse persone raccontano ad un Sacerdote di relazioni sessuali commesse
da un Frate con più donne, molti Sacerdoti non riferiscono nulla al Vescovo per evitare le classiche ritorsioni, per non ricevere diffamazioni e gesti di vendetta. Io non ho fatto così.
Quando diversi familiari di donne coinvolte in rapporti sessuali con Padre
Enrico Miranti mi chiesero di intervenire presso il Generale dei cappuccini, non mi tirai indietro, scrissi una lettera e la feci leggere a una decina di Frati cappuccini, avuto il loro consenso la inviai al loro Generale e successivamente mi recai a Roma. Ma il Generale non volle intervenire come non era intervenuto un anno prima nei confronti del cappuccino Padre Fedele di Cosenza, che sarà poi arrestato con l’accusa di avere violentato una Suora e per altri reati. C’è il processo ancora in corso.
Quando un Frate commette scandali sessuali e questo viene testimoniato
da diversi familiari, non è sufficiente per agire e fermare quel Frate? A
quanto pare no, l’amicizia copre tutto, si ignora intenzionalmente la rovina
delle anime che seguono il Frate immorale e che dà cattivi esempi, mettono a tacere scandali di cui Gesù ha detto: “Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare” (Mt 18,6).
Invece, il Superiore di Padre Enrico Miranti di allora, Padre Calogero
Peri, mise tutto a tacere. Perché? È un obbligo per la carica di Vescovo che
ricopre oggi spiegare alla Chiesa Santa e ai suoi fedeli, il motivo dell’insabbiamento di questo scandalo. Almeno di questo scandalo. Condivideva il modernismo di Padre Enrico Miranti o c’è qualche altro motivo ancora?
Questi Vescovi e Superiori dei Religiosi non credono più alle parole di Gesù, non credono più nell’esistenza dell’anima, del peccato mortale e dell’inferno. Come possono prendere provvedimenti se per loro non è peccato quando un Frate ha avuto e continua ad avere diverse relazioni sessuali con donne giovani e sposate?
Qui sta il punto della questione: se io che seguo fedelmente il Magistero
della Chiesa considero peccato quello che oggettivamente lo è, per quanti
appartengono alla Chiesa Nera, fare sesso non è peccato, non c’è nulla
di male se un Frate fa sesso con le donne, anche se sono sposate.
Non c’è nulla di grave se il Prelato, il Sacerdote, il Religioso, hanno
l’amante, o cambiano spesso donne, uomini, e cercano anche i bambini per
fare sesso. Da questa Chiesa Nera potrebbe esplodere una polveriera!
Molti Prelati sono convinti di questo ma non lo dicono pubblicamente,
sarebbe uno scandalo, anche se vogliono che si arrivi all’eliminazione del
celibato dei Sacerdoti, e questo riguarderebbe gli stessi Prelati.
Sono insegnamenti che trasmettono ai loro parroci, ignorando la dottrina
dei Papi. E sono molti i Prelati che non seguono più il Papa!
Allora, il mio interesse per la salvezza delle anime e per fare ripristinare
la moralità dove non esiste più, viene considerato inopportuno, non dovuto, appunto perché ognuno deve “farsi i fatti suoi”.
Ma questa non è la Chiesa Santa di Gesù, è una organizzazione criminale
che agisce sotto mentite spoglie, si serve della Chiesa Santa per attirare
sessualmente donne e giovani compiacenti e compiere ininterrotti scandali sessuali.
Vogliono trasformare la dottrina della Chiesa fondata da Cristo, svuotandola del soprannaturale e ricomposta con nuove leggi umane.
Non si può assistere impassibili al disfacimento delle fondamenta
della Chiesa Cattolica.
Vivono senza Dio
Nel maggio 2006 dopo avere saputo da diverse persone verità sicure
sulle relazioni sessuali di Padre Enrico Miranti, con il coinvolgimento di
due donne, mi chiesero assoluta discrezione e di avvisare il Generale dei
cappuccini a Roma, cosa che feci per fermare un Frate che scandalizzava
e corrompeva la Fede dei semplici.
Inoltre, evidenziai che gli insegnamenti del Frate erano protestanti, che
stava rovinando molti giovani e le coppie di sposi che seguivano lui si separavano, oltre i gravissimi scandali che seminava tra i fedeli.
In pratica, chi frequentava nei ritiri questo Frate, o perdeva la Fede o si separava. Tertium non datur. Non esisteva una terza possibilità.
Oltre ad essere stato informato da persone coinvolte, numerosi partecipanti
ai ritiri del Frate in questione, Padre Enrico Miranti, raccontavano situazioni imbarazzanti e il suo Superiore Padre Calogero Peri non è mai intervenuto.
O perché li condivideva o per altro.
Avvisai il loro Generale a Roma perché era un obbligo morale il
mio, non potevo tacere e non potevo permettere che questo Frate continuasse ad insegnare eresie e dottrine moderniste, pienamente opposte alla morale sessuale della Chiesa Cattolica.
Questo mio intervento, però, rischiava di danneggiare le “libere opere”
di Padre Enrico Miranti e di Padre Calogero Peri.
Da qui nacque in essi un odio viscerale nei miei confronti, avevo svelato
diversi fatti gravi e opposti al Vangelo. Quando poi scoppiò lo scandalo
di Padre Enrico Miranti trovato nudo con una donna, elaborarono un
attacco calunnioso raro e malvagio: il loro progetto era quello di distruggere la mia credibilità per non essere considerato più veritiero.
Dopo un conciliabolo tra loro, decisero di raccontare ovunque che la
notizia dello scandalo non era vera e che era stata inventata da altri, tra cui
hanno inserito anche me. Questo perché avevo scritto al loro Generale.
Ma come si poteva inventare una notizia del genere, diffusa dai quotidiani
e dai telegiornali? Come si spiegava la denunzia della guardia forestale
contro Padre Enrico Miranti al Tribunale di Trapani, denunciato per
atti osceni in luogo pubblico e per sostituzione di persona, in quanto alla
guardia aveva detto che era un professore universitario e non un Frate cappuccino?
La massima falsità che hanno raccontato per giustificare lo scandalo
della scoperta di Padre Enrico Miranti mentre faceva sesso con una donna
di Termini Imerese, Carmelina P., fu di raccontare ovunque che la denuncia era stata presentata non dalla guardia forestale ma da altri.
Oltre che insensata e sprovveduta la giustificazione inventata da chi
adesso è Vescovo, da Padre Enrico Miranti e da alcuni cappuccini, era anche maliziosa. È possibile che una persona qualsiasi denunci una coppia
che fa sesso in una pineta di montagna senza avere visto nulla? Non è possibile.
Ne avrebbe conseguenze penali.
Come discolpa secondo loro era sufficiente, ad altri risulta malvagia,
calunniosa e grave, ed accresce la responsabilità di Padre Enrico Miranti
e di quanti lo hanno coperto nell’opera di insabbiamento dello scandalo,
tra cui il principale è stato Padre Calogero Peri.
Intanto la loro diffamazione anche contro me la diffusero ovunque, nelle
parrocchie, nelle sacrestie, negli incontri parrocchiali, nei ritiri, nel passaparola, e i loro amici per giustificarli ne parlavano in tutti i luoghi che
frequentavano per convincere altri che si era trattato di una notizia falsa,
per assolvere Padre Enrico Miranti anche contro l’evidente verità, costituita in primo luogo dalla denuncia della guardia forestale.
Con impegno non “umano”, lui e altri Frati si sono adoperati per fare
arrivare gravissime e infondate accuse contro me ai Vescovi siciliani, a
moltissime parrocchie, parroci, sacrestie e gruppi di preghiera. Hanno
convenuto che più diffondevano diffamazioni contro me, maggiormente le
mie parole sarebbero state ignorate e non considerate come vere.
Le loro diffamazioni contro me le hanno riferite a tutte le comunità religiose e alle Monache di clausura, ai fedeli, agli sconosciuti, sia per convincerli dell’innocenza, sia per delegittimare me. A forza di raccontare
queste diffamazioni, è cresciuto anche l’inganno diffuso.
Le diffamazioni erano ovviamente accuse stravaganti, diffuse per depistare
i loro scandali, anche per diffondere l’idea che i peccati sessuali i Sacerdoti li possono commettere…
Hanno creato abilmente una confusione per inquinare i fatti, per farsi
considerare vittime, dimenticando gli scandali commessi e gli insegnamenti modernisti, protestanti, eretici. Proprio i Superiori tacciono, si girano dall’altra parte, mostrando un pieno distacco dalla Grazia di Dio.
Penso che solo una mente depravata e priva della luce di Dio, dominata dalla piena presenza dei diavoli, può arrivare al punto di giustificarsi, accusando altre persone di avere operato fotomontaggi con delle foto che ritraggono un Frate mentre fa sesso con una donna.
Se le foto non sono vere, sarebbe stato semplice denunciare chi li
ha mostrate. Ma se le foto sono vere come attesta qualcuno che aiutava la missione dei poveri, vuol dire solamente una cosa: quel Frate presente in quelle foto con una donna, entrambi nudi, è un impostore perché probabilmente senza vocazione sacerdotale, incline al sesso anche con donne sposate (di Palermo, Bivona, Termini Imerese, ecc.), ingannatore dei buoni fedeli che illude con canti, balli, barzellette, mentre sfila le loro anime dalla Grazia di Dio.
Un Frate ingannatore che distrugge le anime e le porta a satana.
Il mio comportamento è stato quello di un Sacerdote che si preoccupa
della salvezza delle anime, anche se rimane ovvio che la salvezza di ogni
fedele è una scelta personale. Dinanzi a scandali gravi e ad un Frate che
insegna eresie ed allontana molti fedeli dalla salvezza eterna, non si può
rimanere in silenzio.
Infatti, non sono rimasto in silenzio, e vorrei sapere da chi oggi mi
perseguita se è più importante l’omertà oppure la salvezza delle anime.
Chi rimane in silenzio dinanzi questi scandali non ha conosciuto il
Vangelo di Gesù, non vive il Vangelo, non ha amore per le anime. Non è
un cristiano.
La vigliaccheria è la manifestazione del vuoto spirituale sotto il saio francescano o i sacri abiti vescovili.
Il comportamento di Padre Enrico Miranti
Dopo lo scandalo sessuale Padre Enrico Miranti per circa un mese non
si fece più trovare, non rispondeva al telefono e non replicò assolutamente
alle notizie dei quotidiani e dei telegiornali. Quando ricomparve raccontò
moltissime versioni diverse, senza dare una spiegazione convincente.
Se la notizia dello scandalo fosse stata non veritiera avrebbe dovuto pretendere una riparazione e denunciare immediatamente chi aveva presentato la denuncia contro lui per atti osceni in luogo pubblico.
Ma Padre Enrico Miranti non raccontò ai quotidiani la verità, non denunciò la guardia forestale, e questo lascia supporre che veramente era stato scoperto nudo in una zona riservata della pineta.
Invece di pentirsi dello scandalo e di riconoscere i suoi errori, iniziò
una campagna diffamatoria contro altri, per distogliere gli occhi dal suo
scandalo pubblico. Non espresse alcun pentimento pubblico nè altrove.
Un uomo di Dio con una vera vocazione francescana avrebbe cominciato
a pregare ininterrottamente e pentirsi davanti a Gesù Eucaristia per
lo scandalo commesso, sarebbe andato in un luogo di contemplazione per
ricominciare con una nuova mentalità. Invece no, al contrario, continuò
come se nulla fosse successo. Forse peggio di prima.
Oltre ad essere stato denunciato da una guardia forestale e invitato davanti
al magistrato del Tribunale di Trapani, ci sono persone che posseggono
testimonianze incontestabili, indiscutibili, sulle sue opere peccaminose.
Non ne hanno mai parlato pubblicamente, oppure, Padre Enrico Miranti
vuole istigarli per causare una reazione pubblica?
La prudenza spirituale e il vero pentimento avrebbero dovuto accompagnare lui e i suoi amici. Sarebbero dovuti andare in un eremo di montagna (senza donne stavolta), a fare penitenze e decidersi se servire il Signore o i propri capricci sessuali. Anche per leggere il mio libro sul sacerdozio: “Sacerdote, chi sei Tu?”. Avrebbero dovuto decidere già allora se continuare a scherzare con le opere di Dio o servire con assoluta purezza e verità la Chiesa. Certo, qualcuno non avrebbe ricevuto un incarico di rilievo che esprime in realtà il premio per l’affiliazione massonica.
Cospargendosi la testa di cenere, avrebbero dovuto fare lunghi digiuni
a pane ed acqua per tutti gli scandali offerti a migliaia di fedeli in circa vent’anni di immoralità in molti conventi cappuccini della Sicilia.
Mi vengono in mente i Frati cappuccini di Mazzarino (Caltanissetta)
che alla fine del 1950 più che pregare Dio, erano diventati estorsori, non
solo pretendevano soldi da altri Sacerdoti e commercianti della zona, ma
chi non pagava veniva minacciato dai loro sgherri che sparavano anche
per uccidere. Erano tre i “religiosi” decisamente pervertiti: Frate Carmelo,
Padre Venanzio e Padre Agrippino.
I tre cappuccini infatti erano più fedeli al denaro che alla Parola di Gesù
Cristo. Fu uno scandalo incredibile, questi tre cappuccini chiedevano il
pizzo e chi non pagava veniva ucciso.
Questi tre cappuccini furono condannati a tredici anni di carcere. Ecco
come si diventa quando non si prega più e si vive nell’immoralità.
I tre Frati cappuccini di Mazzarino ci fanno capire che non basta portare
il saio cappuccino e mostrarsi sorridenti, raccontare barzellette, ballare
e cantare come i pagani, per giustificare la loro presenza in un convento
francescano. Bisogna veramente servire Dio. Distaccandosi dalle donne,
dal denaro, da ogni forma di immoralità. E dalla criminalità.
Le conseguenze delle diffamazioni
Forse non è mai esistita una sola persona che non abbia ricevuto diffamazioni e cattiverie. Quello che visse Gesù lo conosciamo dal Vangelo, abbiamo letto in precedenza qualcosa su Padre Pio. Contro Gesù dicevano di tutto, lo stesso su Padre Pio, i diffamatori sono così ambigui da agire sempre nelle tenebre. Autori colpiti da un odio demoniaco, da uno spirito satanico che li domina e li governa, li rende meno uomini.
La diffamazione che colpisce qualsiasi persona distrugge la sua esistenza,
può essere un marito o una moglie, un giovane o un anziano, tutti vengono sporcati dal fango ingiusto e velenoso.
Le falsità e tutte le diffamazioni contro me, hanno causato alla mia dignità
sacerdotale penosissime conseguenze.
Non si può quantificare che tipo di danno mi hanno causato con le malvagie e false accuse nei miei confronti. Il mio caritatevole silenzio di questi anni è stato scambiato da molti come accettazione, ma sarebbe stato eccessivo permettere ancora che le loro falsità continuassero.
Da alcuni Frati ho ricevuto enormi danni alla reputazione, non c’è niente
che potrà restituirmi quanto hanno sporcato. Solo Gesù sana le ferite.
Contro la mia persona hanno raccontato le più impressionanti falsità per nascondere gli scandali sessuali commessi da loro un po’ ovunque.
Non si possono immaginare le conseguenze nefaste di questa persecuzione
diffamatoria, piena di inganni verso quei fedeli che hanno ascoltato
una versione assolutamente falsa dello scandalo di Padre Enrico Miranti.
Le calunnie maliziose e ricercate con diabolicità, distruggono la vita di
ogni persona onesta, figuratevi la vita di un Sacerdote, che viene considerato credibile dalla sua condotta di vita, con lui si deve avere un rapporto di fiducia e se si diffondono accuse false non si potrà considerare affidabile.
Per quale mia opera mi accusate?
Ho scritto e parlato pubblicamente di Gesù e della Madonna, a quanti
mi diffamano ripeto con Gesù: “Per quale delle mie opere mi condannate?”.
Sarebbe onesto da parte di quanti continuano ad accanirsi subdolamente
contro il mio sacerdozio, ripetere pubblicamente le loro diffamazioni
per io difendermi ed agire in ogni sede.
Gesù difendeva la sua innocenza dinanzi a quanti Lo schiaffeggiavano
e Lo diffamavano: “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se
ho parlato bene, perché mi percuoti?” (Gv 18,23).
Le diffamazioni contro me sono ridicole, è la mia vita che testimonia
la mia irreprensibilità, lo sanno quanti leggono i miei libri e seguono da
molti anni i miei insegnamenti. Il diffamatore che parla per vendetta, si deve assumere ogni responsabilità delle sue affermazioni in ogni sede.
Inutile scrivere che Gesù era accusato per vendetta da scribi e farisei,
ma anche ai giorni nostri quelle accuse sono riproposte in qualche film
eretico e viene presentato come amante di Maria Maddalena.
Padre Pio fu lungamente calunniato in tutti i modi. La malvagità diabolica
giunge ad esprimere parole pienamente stravaganti, inconcepibili,
irragionevoli.
Le calunnie contro Padre Pio non potevano essere provate, non esistevano,
come anche contro me è impossibile portare una sola prova, perché
non c’è, non c’è stata e se Dio continua ad aiutarmi non ci sarà mai.
Padre Pio pubblicamente restava in silenzio perché parlavano i suoi
figli spirituali e le sue sante piaghe, ma anche su queste c’erano Vescovi,
Sacerdoti e cappuccini che si accanivano e lo accusavano di falsità. E
Padre Pio è stato uno dei più grandi Santi della storia, ne sono fedele devoto e studioso.
Invece, altri Santi come Sant’Antonio da Padova, San Bernardino da
Siena, San Giovanni da Capistrano e altri ancora, eccome se gridavano
pubblicamente contro i Sacerdoti immorali ed eretici.
Sbagliano ingenuamente coloro che immaginano i Santi come persone
innocue e deboli. Prendo l’esempio di San Francesco d’Assisi considerato
umile e mite. E infatti lo fu, ma quando si trattava di difendere il Vangelo
e la Chiesa, diventava molto coraggioso ed esprimeva senza paura la verità.
I Frati che sbagliavano gravemente contro la Regola, li puniva con
molta severità. Ad un Frate che aveva accettato denaro, impose di prendere
con la bocca lo sterco d’asino, mentre a chi affermava una sola parola
diversa dal Vangelo, faceva togliere il saio come punizione e spesso lo invitava a tornare a vivere nel mondo.
Altro i modernisti di oggi che vogliono il silenzio sugli scandali, perché
loro ne commettono di continuo! Si appellano alla carità che fa silenzio,
cadendo in vergognosa contraddizione, perché la vera carità è la verità.
Senza la verità è una carità falsa, ipocrita, immorale.
Come senza verità sono molte missioni popolari compiute da alcuni
Frati. Una mentalità eretica e un permissivismo immorale viene portato in
alcune missioni popolari, sono momenti in cui ubriacano le parrocchie con
canzonette e balli pagani, nascondendo la loro azione eretica e distruttiva
delle anime. E rendono inutile la morte di Gesù in Croce, perché dove passano gli eretici, lasciano macerie spirituali ed insegnamenti immorali.
Chi condivide le opere immorali, si sarà vantato della presenza missionaria
nella sua parrocchia, ma quali frutti spirituali sono avvenuti? Non è
sufficiente la gioia con balli e canti, barzellette e lusinghe, ciò che rende
veramente spirituale una missione popolare in una parrocchia è la penitenza, il sacrificio, la Verità del Vangelo, l’esempio santo dei veri missionari che mettono al centro Gesù Cristo e non il sesso e il divertimento pagano.
Se è vero che la gioia cristiana e la fraternità del Vangelo, sono un pregio
e adornano i cristiani, questo clima evangelico si crea quando la missione
popolare contempla la penitenza, il sacrificio, la Verità del Vangelo
e l’esempio santo dei missionari.
Mancando questi requisiti, non solo la missione popolare è un inganno,
una farsa, una sceneggiata, è in realtà una induzione a migliaia di fedeli
a percorrere la strada larga che porta alla perdizione. Strada che già percorrono anche diversi parroci e non vogliono percorrerla da soli…
Queste missioni popolari sono “benedette” dai Prelati che guardano l’esteriorità e non si pongono assolutamente il problema della dottrina che viene annunciata. E se in queste missioni diffondessero eresie e una visione stravolta del Vangelo?
La salvezza delle anime
Riflettiamo almeno per qualche istante che Gesù per salvare le anime
è morto in Croce, dopo essere stato vilipeso, perseguitato, tradito, massacrato, flagellato, sputato, coronato di spine e crocifisso con le mani e i piedi spaccati da lunghi chiodi.
Tutti i Santi e le anime elette hanno fatto penitenze inenarrabili, digiuni
estenuanti, rinunce continue, mortificazioni generali proprio per la conversione dei peccatori e la salvezza delle anime.
Che significato danno i modernisti a queste parole di San Paolo: “Perciò
sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia
carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo Corpo che
è la Chiesa” (Col 1,24).
Risulta antievangelico e perverso il comportamento di quanti strumentalizzano il loro ruolo sacerdotale per insidiare e soggiogare donne (sposate e nubili) e fare sesso, oltre ad altre conseguenze tremende come la
perdita della Fede di chi li segue ed ascolta le loro catechesi.
Dinanzi a Sacerdoti che rovinano moralmente i buoni fedeli, portandoli verso l’inferno e bramosi di fare sesso con donne, uomini e
bambini, non c’è da perdere tempo nel denunciarli ai loro Superiori,
per fermarli dal compiere stragi di anime. Chi tace è un complice!
Proprio il cappuccino Padre Pio per salvare le anime dall’inferno portò
per cinquant’anni le stimmate che gli causavano dolori atroci e spesso era
costretto a strisciare i piedi per evitare fitte dolorosissime.
Quante volte la Madonna ha detto a Medjugorje di fare penitenze e digiuni
a pane e acqua per la conversione dei peccatori! “Avete visto l’inferno,
dove vanno a finire i peccatori. Ve l’ho mostrato affinché conosciate
la condizione di quelli che stanno lì!” (6 novembre 1981). “Vorrei convertire tutti i peccatori, ma essi non si convertono! Pregate, pregate per loro!
Non aspettate! Ho bisogno delle vostre preghiere e della vostra penitenza”
(20 aprile 1983). “Figli cari! Tutte le preghiere che recitate alla sera
in famiglia dedicatele alla conversione dei peccatori perché il mondo di
oggi è immerso nel peccato. Pregate il Rosario tutte le sere in famiglia!”
8 ottobre 1984).
Lo aveva chiesto a La Salette nel 1846, addirittura promettendo miracoli
a condizione della loro conversione: “Se si convertono, le pietre e le
rocce diverranno mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei
campi”.
La Madonna lo aveva chiesto alla piccola Bernardette a Lourdes il 24
febbraio 1858: “Penitenza! Penitenza! Penitenza!”. “Pregate Dio per i
peccatori”. “Baciate la terra in penitenza per i peccatori”.
E a Fatima nel 1917 diverse volte ha chiesto di pregare per la conversione
dei peccatori: “Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte, soprattutto
quando farete qualche sacrificio: O Gesù, è per tuo amore, per
la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro
il Cuore Immacolato di Maria”.
Oltre a questi inviti alla preghiera e alla penitenza per la conversione
dei peccatori e la salvezza del mondo oramai alla deriva morale, Gesù e la
Madonna hanno rivelati ai Santi profezie dolorose per il futuro, proprio
come viene indicato nell’Apocalisse. La preoccupazione di Gesù e di Maria Santissima per le anime in procinto di finire all’inferno è altissima, lo hanno rivelato a molte anime elette.
Nel caso dei Sacerdoti libertini, essi considerano normale portare centinaia
di giovani e di coppie di sposi verso la perdizione eterna, perché loro
insegnano che l’inferno non esiste. Tutti i peccati immorali sono leciti.
Gesù considera suoi nemici quanti Lo tradiscono, commettono scandali
sessuali nella Chiesa ed insegnano eresie.
“Io dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi
operatori di iniquità” (Mt 7,23).
“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli,
ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno
in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome
e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?
… allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Mt 7,21-23).
“Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti
dalla mia bocca” (Ap 3,16).
Chiedo ai Superiori che hanno un’idea distorta della carità, quanti vogliono proteggere quei Sacerdoti dediti al sesso, che scandalizzano le parrocchie e distruttori della sana dottrina della Chiesa Santa: dinanzi a questi gravissimi scandali si deve intervenire oppure volete lasciare dannare le anime di quanti seguono gli immorali e i corrotti?
Gesù è morto per la salvezza del mondo, mentre i diavoli cercano in
tutti i modi la dannazione dei redenti. Chi dobbiamo servire, Gesù o i diavoli?
Di chi siamo devoti, di Gesù o del piacere sessuale?
Le anime da salvare hanno la priorità su tutto, questo lo vuole Gesù.
Il punto sta proprio qui: considerando il rifiuto dell’intervento dei
loro Superiori perché assuefatti alla modernità, altri Sacerdoti fedeli
a Gesù, devono intervenire oppure lasciare finire all’inferno innumerevoli cattolici?
Se qualcuno ha una risposta diversa lo faccia sapere, ma non può essere
un cattolico chi non pensa alla salvezza delle anime. La priorità è salvare
le anime, non proteggere gli amici dagli scandali sessuali come fece
Padre Calogero Peri “promosso” Vescovo di Caltagirone.
Posso scrivere questo perché mi considero moralmente inappuntabile e
nessuno può accusarmi ragionevolmente ed intelligentemente di sbagli
dottrinali o morali, chi lo fa se ne assume la responsabilità in tutte le sedi.
Comprendo che nessuno si espone così tanto come ho fatto io, quando
si sa bene che le ritorsioni saranno molte. Ma dobbiamo metterci davanti
il Vangelo e fare un esame di coscienza, chiederci se siamo Sacerdoti per
interessi personali o per seguire Gesù Cristo anche fino al Calvario.
Io sono Sacerdote per difendere in tutti i modi il Vangelo di Gesù e la
sua Chiesa, nella sana dottrina tradizionale. Anche esponendomi alle vendette altrui, come è successo altre volte. Ho la consapevolezza che rimanere in silenzio è un tradimento a Dio.
Non sono Sacerdote per i miei capricci, sono un servo di Gesù e voglio
compiere quanto Lui vuole. Faccio la Volontà di Dio. Tutto qui.
Il giorno della mia ordinazione sacerdotale ho smesso di pensare con
la mia testa e mi sono completamente abbandonato all’Amore e alla Volontà di Gesù, alla scuola della Madre della Sapienza. Sono figlio di questa Chiesa Santa oggi infangata e violentata dai molti suoi figli smarriti.
La verità nella Chiesa non può mai essere omessa, bisogna sempre evidenziarla, a costo di svergognare chi ha commesso opere immorali che
scandalizzano i fedeli. La Chiesa di Gesù Cristo ha come pilastro la Verità.
Chi ha paura della Verità vive nelle tenebre, o è iscritto a società segrete
opposte alla Chiesa Cattolica.
Questa mia testimonianza è un gesto di chiarezza e giustizia, senza desiderare il male di alcuno. Anzi, ho perdonato tutti, io amo anche i miei nemici, prego  per loro e desidero il loro bene. Chiedo ogni giorno a Gesù di salvare le loro anime, quindi, in me si trova esclusivamente perdono, verità e giustizia. Desidero per loro tutto il bene possibile.
La chiarezza con cui scrivo di Padre Enrico Miranti, non è dettato da
avversione verso lui per tutta la cattiveria e le diffamazioni che ha diffuso
contro me e l’intensa sofferenza che continuo a patire. Non ho assolutamente un briciolo di risentimento, scrivo per manifestare la verità e manifestare le eresie che diffonde contro Gesù e la Chiesa, il danno spirituale forse irreparabile che causa a molte persone, soprattutto giovani.
Con il suo comportamento non salva le anime, le conduce per mano fino
all’orlo del burrone e poi pure le spinge giù e continua a scherzare, a
ballare con le cose sante, fare discoteca, cantare per ipnotizzare i presenti
e allontanarli dal Vangelo di Gesù Cristo. Non vive come un Sacerdote.
L’ho incontrato in una circostanza e mi sono diretto verso lui, parlando
senza timore degli scandali che causa nella Chiesa. Ho parlato con lui
con affetto e misericordia, mostrando la verità di molti suoi errori.
Lo perdono pienamente, perdono e amo quanti mi odiano e perseguitano.
Prego con amore per loro, anche per farli smettere di scandalizzare.
Ed è un dovere parlarne pubblicamente, un obbligo morale, sono
anime pagate con il Sangue di Gesù Cristo, dobbiamo fare tutto il possibile per non lasciarle finire all’inferno.
Questo sia memorizzato bene in mente da chi vuole stracciarsi le
vesti per la rabbia ipocrita: al di sopra di tutto ci sia la salvezza delle
anime, anche a costo di svergognare pubblicamente gli immorali.
E se dovrò continuare, non mi tirerò certo indietro. Fatti e misfatti
da raccontare ce ne sono migliaia. Che riguardano anche i Vescovi.
Davanti alla salvezza delle anime e la difesa della sana dottrina della
Chiesa non ci può essere il silenzio ipocrita per salvare le immoralità di
chi porta le anime all’inferno, bisogna avere il coraggio di non guardare in
faccia nessuno, come fece Gesù che morì in Croce, inchiodato e svergognato, per salvare tutti i peccatori.
Per i mondani è “uno di noi”
Molte persone che seguivano Padre Enrico Miranti hanno dichiarato
che la sua grande premura è di farsi considerare come uno di loro, un mondano che si diverte ed agisce liberamente come i peccatori, non come un francescano cappuccino che deve seguire una Regola rigida. Non come un Sacerdote che deve obbedire al Vangelo di Gesù Cristo.
Aveva e ha una grande gioia quando gli altri lo considerano “uno di
noi”, non uno di Dio o pieno di Dio. Non un francescano che ha abbracciato uno stile di vita penitenziale e distaccato dal mondo.
Padre Enrico Miranti trasmette questi insegnamenti a quanti lo seguono
per non imbarazzarli quando agisce come un pagano, compie certe azioni
che un cristiano non dovrebbe mai fare.
Dove è finita la Regola di San Francesco d’Assisi?
Poi nelle catechesi ritorna quasi sempre a parlare di sesso tra marito e
moglie. Persone presenti sono rimaste sconvolte dal ripetuto riferimento
all’atto sessuale tra marito e moglie che Padre Enrico Miranti richiama ripetutamente.
Afferma questo: “Quando il marito vuole fare sesso, la moglie
deve sempre acconsentire, non si deve rifiutare”.
Non si capisce perché debba interessarsi del sesso tra marito e moglie.
È un’affermazione ripetuta in molte catechesi, e fa nascere più di un
sospetto la sua premura nell’indicare alle coppie le modalità per fare sesso.
È vero che testimoni affermano che Padre Enrico Miranti ha avuto relazioni sessuali anche con le mogli di amici di Palermo e di altri due paesi, uno in provincia di Palermo e uno di Agrigento, ma indicare le circostanze dell’atto sessuale tra marito e moglie lascia moltissimi dubbi.
Molte persone rimangono disgustate anche per le esibizioni che lui e
altri cappuccini manifestano in circostanze di divertimento improprie per
un Sacerdote. La notte di capodanno organizzano in discoteca un veglione
e la partecipazione è libera, basta pagare 25 euro.
L’esibizione di Padre Enrico Miranti sul palchetto della discoteca mentre
ballava scatenato e forsennatamente, alzandosi il saio come le ballerine
del CanCan francese, facendo ruotare il cordone del saio che indica i
tre voti di castità, obbedienza e povertà, ha lasciato scioccate diverse persone.
Quel cordone benedetto e che per un francescano è ciò che li lega a
San Francesco d’Assisi, l’immagine dell’osservanza casta da osservare,
viene usato per divertire il pubblico e farsi considerare un intrattenitore.
Non si pone agli altri come un padre che deve aiutare i credenti ad evitare
i vizi e a praticare le virtù, lui agisce nettamente all’opposto.
Per i mondani Padre Enrico Miranti è proprio “uno di noi”, ma cosa
sarà per il Signore Gesù, uno che corrompe i fedeli e li devia dalla vera
spiritualità del Vangelo?
La testimonianza di una donna
Una donna che ha sofferto molto, ha raccontato a persone di assoluta
affidabilità ed è pronta a raccontarlo al Generale dei Cappuccini, di avere
avuto una relazione sessuale con Padre Enrico Miranti e anche come avvenne l’invito dello stesso Frate a fare sesso con lei. “L’ho conosciuto a
Bivona durante un ritiro, già un’amica mi aveva parlato di lui, lo aveva
conosciuto nel convento di San Giovanni Gemini. Mi parlava di lui come un Frate diverso dai Sacerdoti che seguono i Comandamenti, con un comportamento moderno perché attira i giovani addirittura andando al mare insieme e mettendosi in costume davanti alle donne e non disdegna guardare in modo provocante le ragazze in costume. Una volta al mare c’era una donna senza reggiseno, lui la guardò lungamente e poi diceva che bisogna ammirare le creature di Dio. Quando l’ho conosciuto sono rimasta sorpresa, anche sconvolta. Non mi aspettavo di incontrare un Frate che fa complimenti provocanti a bassa voce alle ragazze piacenti, o che diventa una specie di pagliaccio pur di riuscire simpatico e attraente. Non potevo immaginare San Francesco d’Assisi in quel luogo che ballava e che faceva la corte alle ragazze per fare poi sesso! Mi chiedevo se questo Frate fosse veramente un Sacerdote francescano oppure uno che si travestiva per raggiungere lo scopo del sesso. Nonostante questi miei pensieri confusi, un giorno fui invitata da lui a parlare per aprirmi (diceva lui), e parlammo per diverse ore. Ogni giorno casualmente mi cercava e mi invitava a parlare. Cominciò a farmi molti complimenti, a dirmi che ero bella, insomma mi faceva la corte. Tutti i miei pensieri negativi dell’inizio scomparvero dalla mia mente, lui cominciò a parlarmi del sesso e della nuova legge della Chiesa sui rapporti sessuali. Accusava la Chiesa di essere medioevale, criticava tutti ed era agitato, insoddisfatto, avrebbe voluto cambiare tutto. Diceva che era sbagliata “la situazione dei Sacerdoti che non possono sposarsi, sono uomini come gli altri e hanno diritto a fare sesso con la moglie o con altre donne. Bisogna togliere il celibato dei Sacerdoti, devono essere liberi di sposarsi e di avere figli. I rapporti sessuali sono normali anche per i Sacerdoti, devono anche loro fare l’esperienza dell’amore completo, i Sacerdoti che fanno sesso non hanno sensi di colpa”. Dopo tutti questi ragionamenti caddi nella sua trappola e feci sesso con lui. Potrei raccontare molti particolari. Quella fu per me un’esperienza traumatica, dopo il ritorno a casa piansi per giorni e maledivo quel ritiro a Bivona. Non voglio più incontrare i Frati cappuccini e sconsiglio a tutti di seguirli perché dietro i sorrisini e le dolci parole, c’è molta falsità e ipocrisia”.
Questa testimonianza cruda e pura, manifesta tutta l’ambiguità e la corruzione di un Frate che per convincere le donne e fare sesso, racconta una serie infinita di falsità. Non c’è solo questa donna a raccontare cosa è avvenuto con Padre Enrico Miranti, altre testimonianze svelano la vera strategia di abbordaggio delle donne che frequentano i ritiri organizzati da lui.
La donna della testimonianza ha conosciuto altre donne informate sulla
pratica del Frate con le donne, ha parlato dei molti complimenti e corteggiamenti di cui è capace Padre Enrico Miranti, è una donna che conosce altre storie di sesso tra lo stesso Frate e donne sposate.
Risulta assai difficile che a nessun Superiore abbiano mai raccontato le
continue trasgressioni sessuali di Padre Enrico Miranti. Se si considera
che Padre Calogero Peri era un intimo amico di Padre Enrico Miranti e
insabbiava tutti gli scandali, si comprende molto di più.
Occorre amare Dio per agire con determinazione contro i Frati immorali
e dediti al sesso, occorre ancora credere al Vangelo di Gesù Cristo.
Chi possiede una Fede vera, dinanzi a una testimonianza che sconvolge,
deve necessariamente auspicare l’allontanamento del Frate dai luoghi
degli scandali, invece si lascia agire liberamente, permettendogli la diffusione di eresie a persone non in grado di distinguere gli inganni opposti alla sana dottrina cattolica.
E questa mentalità immorale che calpesta la verità e la giustizia, libertina
sessualmente, fortemente modernista nella dottrina, è condivisa con
altri. Padre Calogero Peri conosce molto bene tutto questo.
Centinaia di Sacerdoti fedeli a Gesù sono al corrente di segreti di quanti
tradiscono il Signore e distruggono la Chiesa Santa, ingannando anche i
fedeli sinceri.

Per scaricare il libro
LA CORRUZIONE NELLA CHIESA :
http://www.gesuemaria.it/files/libro%206-ottobre-2011.pdf