domenica 15 gennaio 2012

Dal Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Dal Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Ieri mi sono arrivate tre email di lettori che con carità mi chiedevano maggiori spiegazioni sull’intervista rilasciata da Don Gabriele Amorth su Monti e che vi ho inviato il 9 gennaio 2012. Una intervista forte, Don Amorth non ha risparmiato accuse precise a Mario Monti e agli altri che governano l’Italia. Chi mi conosce comprende bene che per la mia prudenza mai pubblicherei qualcosa se non esistessero documenti.

Quindi, ieri mattina il direttore di una radio cattolica ha detto che Don Amorth smentiva l’intervista, un fatto clamoroso se fosse vero, sempre il direttore si è premurato di intervistare un giornalista il quale ha ripetuto quello che diceva il conduttore. Che interesse ha e aveva il direttore di questa radio cattolica a difendere Mario Monti? Qui sta il punto, dobbiamo partire da qui. Ma vado per il momento oltre per spiegare altro.

Ho risposto ai tre lettori che mi sembrava strana la gaffe di un quotidiano cattolico online, non può avere inventato un’intervista così pesante. Così ho fatto una semplice ricerca e ho visto che il sito pubblica ancora l’intervista a Don Gabriele Amorth, quindi è tutto vero. Potete rileggere l’intervista cliccando questo link.


Quando il 9 gennaio ho letto l’intervista ho creduto subito anche perché vi ho riconosciuto il tono di Don Amorth, poi se non fosse stata vera lui avrebbe dovuto chiedere una immediata e pubblica ritrattazione allo stesso sito cattolico online. O addirittura querelare. Don Amorth non lo ha fatto, l’intervista è ancora pubblicata e quanti hanno cercato di depistare le forti parole dell’esorcista devono accettare la verità. Dovrebbero anche spiegare pubblicamente la loro premura nel cercare la smentita forzata dell’intervista.

Io vi ho dimostrato la piena attendibilità dell’intervista, quanto pubblico nel mio sito e in questo commento è sempre valutato con la preghiera e molta attenzione, si passa alla pubblicazione con prudenza e se c’è vera necessità di fare conoscere qualcosa che riguarda noi cristiani e che scotta…

E quando si pubblicano certi articoli c’è sempre qualcuno di parte che vuole smentire. Non mi riferisco ai tre lettori di ieri, la loro richiesta mostrava molta sincerità e ho risposto subito e brevemente. Perché non è bello lasciare dubbi agli altri, non è corretto non voler chiarire un dubbio così rilevante. Don Amorth nell’intervista ha parlato con molta chiarezza…

Anche ieri abbiamo assistito alle dolorose conseguenze della crociera della morte, l’inferno in crociera, una nave ritenuta inaffondabile come il Titanic, in poche ore è stata distrutta definitivamente. Ho provato un vero dispiacere per i morti e i feriti, per tutte le persone che hanno assistito a una tragedia spaventosa, anche per il buio imprevedibile e per la nave che si capovolgeva.

Dispiace sapere che il comandante è fuggito in cerca di salvezza, venendo meno alla regola ferrea di salvare prima i passeggeri. Dispiace sapere che i passeggeri terrorizzati cercavano di prendere i pochi salvagente, rubandoli addirittura agli altri. Ve lo immaginate, chi aveva il salvagente veniva strattonato e derubato del mezzo di salvezza. Proprio in questi momenti si vede l’amore per il prossimo…

Il pm accusa il comandante di «manovra maldestra», ed è vero che in molte cose dobbiamo avere fede negli altri.

I turisti hanno avuto fede nel comandante, come avremmo fatto anche noi, ma molti non hanno fede in Gesù. Si ha fede nei cibi quando si va in pizzeria o al ristorante, in macelleria e al panificio, ma Gesù non merita di ricevere attenzione. In diversi ristoranti nel vicentino hanno trovato gatti uccisi nel frigorifero che vendevano al posto dei conigli, e in qualche parte la pasta al ragù è il miscuglio di salse rimaste e congelate. Si ha però fede quando si tratta del cibo e di altri piaceri, si crede senza porsi dubbi e senza lamentarsi se viene fuori qualche notizia al Tg.

Perché molti si lamentano di Gesù, l’unico incolpevole dei loro fallimenti e peccati?

Il Vangelo di questa domenica ci invita a riflettere sulla chiamata, non tanto quella vocazionale, la chiamata alla propria santificazione. Per molti è utopia, per altri neanche a parlarne, e questi sono cristiani. Santificarsi significa agire sempre onestamente e nel rispetto della giustizia verso Dio e i fratelli da amare. Per giustizia, a Dio si deve dare amore pieno e obbedienza alla sua Parola, come anche per giustizia bisogna fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Questo è il cammino di santificazione personale.

La chiamata di Gesù è sempre accompagnata dal suo Spirito, dona pace e gioia, come provò anche il giovane Samuele che leggiamo nella prima lettura: quando si accertò che la chiamata arrivava da Dio, rispose: “Parla, perché il tuo servo ti ascolta”. Ma si era consigliato con Eli che dormiva con lui nel Tempio per custodire l’Arca dell’Alleanza.

È molto importante chiedere consigli prima di intraprendere certe decisioni, non si agisce mai per istinto.

Nel Vangelo è Gesù a dire ai primi due discepoli: “Che cosa cercate?”, è sempre Dio a prendere l’iniziativa, sempre Lui vuole salvarci e dialogare con noi. La risposta dei due fu sincera: “Rabbì dove dimori?”. Questo manifestava che volevano seguire la vita santa di Gesù, diventare suoi seguaci rinunciando alle loro aspettative e piaceri. Per seguire Gesù sempre bisogna rinunciare a qualcosa.

E quando ci rendiamo disponibili a imitare Gesù, Lui ci risponde: “Venite e vedrete”. Significa che dobbiamo camminare sulle sue orme, vivere il suo Vangelo, accogliere la sua Volontà. Ci accoglie nel suo Cuore e si dona pienamente a noi non solo nell’Eucaristia, anche nella disponibilità di parlargli quando lo desideriamo e per il tempo che decidiamo.

E Gesù è sempre lì in attesa del nostro amore che si manifesta nella preghiera del cuore e nelle opere sante.



Continuiamo le intense preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.