venerdì 15 marzo 2013

Commento dell’Omelia del Papa Francesco I



Commento dell’Omelia del Papa Francesco I
del 14/03/2013
Ieri pomeriggio ho avuto modo di seguire l’omelia di Papa Francesco nella Messa celebrata nella Cappella Sistina. Ha detto poche parole a braccio, commentando le tre letture e l’ultima, il Vangelo, ovviamente riguardava il Primato che Gesù diede a Pietro. “E Io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Mt 16,18).
Il Papa ha espresso pochi concetti raggruppati in questi tre verbi: camminare, edificare, confessare. Camminare è un movimento che indica vitalità, una preghiera viva del credente. Edificare gli altri con la pratica delle virtù. Confessare che apparteniamo a Gesù Cristo e come Lui dobbiamo vivere. Fino qui il discorso anche se interessante e spirituale non aveva smosso forse nulla.
Ma una frase ha raggelato quei Cardinali che probabilmente sono un po’ lontani da Gesù. Questa la frase del Papa: “Chi non prega il Signore prega il diavolo, quando non si confessa Gesù si confessa la mondanità del demonio”. Sono parole che scuotono tutti i cristiani, soprattutto i Cardinali e queste parole il Papa le ha dette proprio per i Cardinali presenti. Ognuno di essi ha provato gioia o irritazione nel sentire queste parole, nessuno lo sa se non Dio e la loro coscienza.
Il Papa ha detto queste parole nella prima Santa Messa davanti ai Cardinali, e un motivo lo avrà certamente avuto!
Oltre a spiegare i tre verbi sopracitati, ha approfondito il significato della Croce, anche qui ha detto alcune parole che hanno un peso gravoso. Non tanto perché ha parlato dell’importanza della Croce, il fatto è che le parole erano rivolte ai soli Cardinali presenti, non era un discorso pubblico. Leggiamole attentamente: “Quando confessiamo Gesù Cristo senza Croce non siamo discepoli del Signore. Siamo mondani. Possiamo essere Vescovi, Cardinali, Papa… ma non discepoli del Signore”.
La riflessione della Croce è senz’altro determinante, la Croce comporta una vita crocifissa per un Sacerdote e soprattutto per un Cardinale, è il letto mistico su cui deve riposare interiormente per riprendere vigore e vivere con maggiore impegno la sua vocazione sacerdotale.
Poi il Papa ha preso come riferimento Pietro, probabilmente non a caso dopo quanto avvenuto a febbraio. Queste le sue parole: “Lo stesso Pietro che ha confessato Gesù, voleva seguire il Signore ma all’inizio diceva no alla Croce, Ti seguo senza altre condizioni. Noi dobbiamo avere il coraggio di camminare con la Croce del Signore”. E rivolgendosi con maggiore chiarezza a tutti i Cardinali presenti ha aggiunto: “Se testimoniamo con il Sangue del Signore, la Chiesa andrà avanti”.
Il Vangelo di oggi presenta uno dei soliti attacchi contro Gesù. Alcuni abitanti di Gerusalemme osservavano il Signore e si ponevano domande sul suo coraggio, sulla predicazione profonda e veritiera, traendone una convinzione: “Egli parla liberamente ma sappiamo di dov’è, non può essere il Messia”. Come spesso accadeva, l’opinione che si formavano i nemici di Gesù, diventava immediatamente verità, senza fare verifiche né d’altronde potevano capire che non avevano alcun discernimento.
Gesù parlava liberamente perché Lui stesso era la Verità, quanti Lo seguono fedelmente partecipano a questa Verità e vogliono manifestarla a tutti come amore e coraggio. Ognuno di voi è chiamato come battezzato a parlare di Gesù e del suo Vangelo, dovete spiegare ai vostri familiari l’importanza della Confessione dell’Eucaristia, della preghiera giornaliera, delle virtù da praticare e i vizi da vincere.
La perseveranza nel praticare le virtù e la lotta contro i vizi, arrecherà grandi benefici spirituali che si riverseranno anche nel fisico. Molte persone ammalate guariscono quando iniziano a pregare con Fede. Chi prega bene vive anche bene!