venerdì 2 agosto 2013

SATANA IN VATICANO

SATANA IN VATICANO


 
Dell’incredulità del Vaticano circa l’esistenza di Satana ne ho avuta una dimostrazione quando ho avuto a che fare con una commissione di cardinali incaricata si scrivere il rituale degli esorcisti.
Il Concilio Vaticano II aveva disposto al termine dei suoi lavori che venissero aggiornati tutti i testi liturgici. Purtroppo in questa opera di aggiornamento ha prevalso spesso una ricerca di novità, per cui al posto di “aggiornare” si è pensato di buttare via i vecchi testi e fare tutto di nuovo. Un’azione spesso scellerata perché messa in campo partendo dal presupposto che il vecchio fosse sempre e comunque sbagliato: che follia!
L’ultimo testo sula quale hanno messo mano gli “innovatori” è stato il rituale per gli esorcisti, ovvero il testo che un esorcista segue quando deve svolgere un esorcismo. Io, assieme ad altri esorcisti, mi ero preparato pensando che sarei stato presto consultato da questa commissione. Invece niente. Invece, a sorpresa, il 4 giugno 1990 è apparso un nuovo rituale “ad interim”, senza  che nessuno di noi fosse stato consultato, nemmeno a voce, nemmeno per telefono.
Poco male. Un testo provvisorio p sempre riformabile, pensammo. Tanto più che all’inizio questo nuovo rituale venne distribuito perché fosse sperimentato dagli esorcisti, dai quali il Vaticano avrebbe dovuto attendere delle osservazioni. In sostanza, secondo gli accordi, gli esorcisti dovevano provare “sul campo” questo nuovo rituale, quindi dovevano trasmettere le proprie osservazioni al vescovo della propria diocesi, il quale si sarebbe premurato di trasmettere alla Conferenza episcopale, e questa infine alla Congregazione per il culto divino, il “ministero” della Santa Sede responsabile del rinnovamento del testo. In realtà il percorso così tortuoso si rivelò essere una trappola. Disse il cardinale Eduardo Martìnez Somalo, dal 1988 prefetto del Culto divino: <>, In realtà nulla di tutto questo avvenne. Principalmente per la tortuosità del percorso – dagli esorcisti ai vescovi, dai vescovi alla Conferenza episcopale e poi alla Congregazione del culto divino – in Vaticano non arrivò nessuna osservazione. Nessuna.
Noi esorcisti avremmo avuto molto da dire. La lettura e la prova del nuovo rituale fu infatti per noi assolutamente disastrosa. Era fin troppo evidente che il nuovo rituale era stato preparato da persone che mai avevano fatto esorcismi in vita loro e che mai vi avevano assistito. Così noi esorcisti stabilimmo di riunirci in assemblea per decidere il da farsi. Ci trovammo in diciotto, provenienti da diversi paesi del mondo, tra i più veterani esorcisti esistenti. Discutemmo di questo testo provvisorio e decidemmo di scrivere una lunga relazione che chiamammo <>. Consegnammo le nostre osservazioni alla Conferenza episcopale italiana, alla Congregazione per il culto divino e una copia fu data direttamente in mano a papa Giovanni Paolo II che davanti ai nostri occhi la prese e ci ringraziò.
Passarono i mesi e un giorno venne data notizia dell’uscita del testo definitivo del nuovo rituale, pubblicato in latino con data 22 novembre 1998. La traduzione italiana, curata dalla Conferenza episcopale italiana, uscì il 25 novembre 2001.
La nostra delusione fu grandissima. Il testo definitivo con nostra sorpresa ricalcava sostanzialmente l’edizione “ad interim”, con però l’aggiunta di macroscopici errori. Ad esempio, il testo vietava di fare uso di esorcismi nei casi di maleficio, casi che causano oltre il novanta per cento di disturbi diabolici. E ancora il testo vietava di fare esorcismi se non si ha la certezza della presenza del demonio. E’ assurdo. E’ solo facendo esorcismi che si ha la certezza che si tratta di possessione oppure no! In più chi stese questo testo non si accorse di contraddire il Catechismo della Chiesa Cattolica dove si afferma che gli esorcismi vanno fatti sia in caso di possessione, sia in caso di disturbi causati dal demonio. In questi disturbi non c’è mai la possessione, non c’è mai la presenza del demonio dentro il corpo delle persone, come non c’è quando si esorcizzano gli animali, le case, gli oggetti.
A cosa sono servite dunque <>?
Sono servite al disprezzo. Mi spiace dirlo ma devo dirlo: sono servite solo al disprezzo.
Il segretario della Congregazione per il culto divino affermò, davanti alla commissione di cardinali incaricata di redigere questo nuovo testo, che gli unici interlocutori dovevano essere i vescovi e non i sacerdoti o gli esorcisti. E aggiunge: <>. Eravamo noi. Eravamo noi diciotto.
Fu un’accusa indecente.
Noi esorcisti abbiamo soltanto voluto fare delle osservazioni dopo aver usato il rituale “ad interim” e averne sperimentato in molte parti la totale  inefficacia. Abbiamo creduto alla Lumen gentium, la costituzione dogmatica sulla Chiesa uscita dai lavori del Concilio Vaticano II, che dice: <>. Noi abbiamo creduto alla Lumen gentium ma non così hanno fatto in Vaticano. Non mi pare che in Vaticano sia stata recepita da tutti.
Per fortuna in extremis il cardinale Jorge Arturo Mendina Estévez, che nel 1996 divenne prefetto della Congregazione per il culto divino, riuscì con un colpo di mano dell’ultimo minuto a inserire una particolare notificazione in cui si concedette agli esorcisti di servirsi ancora del vecchio rituale facendone richiesta al Vescovo. Fu la nostra salvezza. Tutti potemmo continuare a esorcizzare con il vecchio rituale, a mio avviso l’unico efficace contro il demonio.
Devo dire però ancora una cosa. E questa cosa riguarda Joseph Ratzinger. L’attuale Pontefice era ai tempi della stesura del rituale “ad interim” uno dei membri della commissione cardinalizia incaricata di scrivere il testo. Egli è stato l’unico ricercare e ad ascoltare il parere di noi esorcisti anche se poi purtroppo tale parere non è stato condiviso dagli altri suoi colleghi.
(Padre Gabriele Amorth)