sabato 20 dicembre 2014

B) FRANCESCANI IMMACOLATA — ABUSI DELL’ISTITUTO – SECONDA PARTE

B) FRANCESCANI IMMACOLATA — ABUSI DELL’ISTITUTO – SECONDA PARTE


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Introduzione -
Dopo il commissariamento, i frati e le suore continuano a vivere lo schema di vita che avevano prima del commissariamento. Pregano lo stesso numero di ore di prima, fanno penitenza, compresa la disciplina la sera, vivono in ambienti poveri, continuano a vivere di provvidenza, aiutano i poveri, ecc. Col commissariamento è stato innanzitutto tolto il pastore-idolo-causa del settarismo ed è stato sostituito con i legittimi pastori della Chiesa, nella Chiesa. Altri aggiusti  sono stati fatti. Ma è necessario operare una SANAZIONE IN RADICE ed eliminare anche tutte le deviazioni, gli schematismi e i modi di vivere e pensare che, dentro l’Istituto, sostenevano la monarchia del santone. LaSECONDA e TERZA parte di questo nostro lavoro vuole mettere a fuoco proprio tutti quegli abusi che nella vita dei conventi supportavano, promuovevano e facevano da sgabello a questa deviazione manelliana dal carisma autentico del francescanesimo. Abbiamo già detto che oggetto delle nostre denunce non sono le cose  buone ufficiali e pubbliche presenti in questo istituto – che noi riconosciamo –  ma solamente l’uso cattivo e squilibrato che – dietro queste cose buone e mascherandosi con queste cose buone –  veniva fatto di queste cose buone, Oggetto della nostra denuncia sono solo i panni sporchi, il “marcio sommerso”, i soprusi compiuti  dietro la facciata, nei cosiddetti corridoi dei conventi. È solo questa parte marcia nei vari organi – e quindi le sofferenze gravissime causate in centinaia di frati e suore – che vogliamo far emergere per CONTRIBUIRE A SANARE TUTTO L’ORGANISMO. Tutto  qui. Chi pensasse il contrario è in ….malafede.
 —- 1) ABUSI   SIN  DALL’INIZIO —- La personalità distorta di Manellli era già presente e si manifestò così come si manifesta oggi, sin dall’inizio, cioè sin dai tempi delle Clarisse di OSIMO (Ancona). Siamo nel 1978. Qui Manelli aveva inviato due sue figlie spirituali, suor Angelica e suor Francesca Stanco e le aveva affidate alle cure di Maria Pia Miari, considerata la Fondatrice con il Manelli del ramo delle Clarisse dell’Immacolata che vivono nei “roseti”.  A noi non interessa chi sono, dove sono e cosa fanno oggi queste due suore. A noi interessa solo mettere in evidenza che già all’epoca, queste due suore e quelle come loro, avevano nei riguardi di Manelli già quello stesso rapporto di assoluta sudditanza che si riscontra oggi in tutte le suore di Manelli. Già a quell’epoca, infatti, era attivo il culto della personalità abnorme di manelli. Ogni visita di Manelli era vissuto come un “evento”, come se arrivasse un “Guru”: addirittura la preparazione dell’Altare per la “sua” celebrazione era riservata alle figlie spirituali.  Qualcuna provava addirittura “sensazioni mistiche” nel farlo! Manelli è sempre stato un “pavone” molto vanitoso. Spesso Madre Pia Miari interrompeva la preghiera comune, addirittura irrompendo in Coro, per annunciare l’arrivo di Padre Manelli  o quello, per esempio, dei genitori di Suor Angelica.   I genitori delle “altre” suore (quelle non manelliane!) invece venivano trattati diversamente e in modo discriminatorio: i loro comportamenti venivano aspramente criticati e la loro generosità ridicolizzata;  Già a quell’epoca Manelli veniva consultato come UNA SPECIE DI MAGO O CARTOMANTE.Per ogni sciocchezza, lo si interpellava: per sapere ad esempio come sarebbero andate le gravidanze di sorelle o cognate delle suore, quale sarebbe stato il sesso dei nascituri, come sarebbe andato il parto; se ricoverarsi in ospedale, se una malattia sarebbe guarita, cosa fare nel caso un bambino non aveva l’intestino che funzionava bene; come si doveva trattare questa o quella monaca, come si doveva votare e chi si doveva votare, e, soprattutto se si doveva votare, e molto altro ancora. Già all’epoca il SANTONE-VISIONARIO-SFERA DI CRISTALLO spacciava FALSE PROFEZIE. Una suora non stava bene, su consiglio di Padre Manelli, venne invitata a fidarsi che, col tempo, tutto sarebbe passato. In quel caso però, la mancanza di cure adeguate ha minato molto la salute di quella suora che ancora oggi ne porta le gravi conseguenze per continui interventi chirurgici, che fatti in ospedali piccoli non risolvevano i problemi diagnostici. Sono  numerosi i casi come questi e sarebbe auspicabile che i diretti e le dirette danneggiate aprissero una richiesta risarcimento per i danni subiti. Già all’epoca a Manelli era permesso tutto: stravolgimenti degli orari, ore infinite al telefono, ore interminabili di parlatorio, notte e giorno. Aveva tempo per confessare solo per le “sue” monache manelliane.  Già all’epoca si respirava un clima di terrore, un clima da inferno “facile”: si minacciava l’inferno per niente.  Se l’obbedienza non era cieca, se non facevi la penitenza, finivi all’inferno! Il tutto corroborato dalle citazioni di santi  che vedevano grappoli di persone finire all’inferno ogni giorno e tutto, tutto dunque si doveva fare bene per non finire all’inferno. Il ricatto, nella sua falsità, era semplice: “O stavi con manelli e con il “suo” dio (che egli identificava chiaramente con se stesso, o, meglio, con il suo pensiero) o finivi all’inferno.  Il “dio” di Manelli infatti è un “dio” terribile e crudele, una specie di “molok” che esiste solo nella sua fantasia malata.  Già in quell’esperienza, a quell’epoca, alcune suore venivamo punite anche con l’obbligo di mangiare cibo avariato.
 —- 2)  IMBROGLI  SIN  DALL’INIZIO  —  Quando l’Istituto divenne di Diritto Diocesano (22/6/1990), nelle nuove  Costituzioni, alla voce ELEZIONE DEL SERVO  GENERALE, fu stabilito, dopo lunga discussione, che l’elezione doveva essere fatta da tutti i frati professi perpetui, sacerdoti o non sacerdoti, così come si è sempre fatto nella tradizione francescana. Il nuovo testo delle Costituzioni fu inviato all’Arcivescovo Carlo Minchiatti, per l’approvazione ed egli l’approvò, compreso il paragrafo sull’elezione del Servo Generale. Quando il libro delle nuove costituzioni arrivò in convento,  quell’articolo sull’elezione del Servo Generale – nonostante avesse avuto l’approvazione dell’Arcivescovo – era sparito ed era stato arbitrariamente e completamente cambiato: il Servo Generale – citava il nuovo intruso articolo – era eletto solo dai guardiani – e solo se sacerdoti – di tutti i conventi.  In pratica,  siccome i guardiani erano eletti solo da manelli, con questo articolo egli si garantiva di essere eletto a vita. Una verifica fatta col vescovo dimostrò che il cambiamento era stato fatto: a) dopo aver ricevuto la firma del vescovo e prima che il libro arrivasse nei conventi b) e contro quanto firmato dal vescovo stesso. Come si vede, l’uso di abusi, anche gravi, in questo Istituto è stato presente sin dall’inizio senza farsi neanche scrupolo di ingannare l’autorità della Chiesa. Sin dall’inizio Manelli ha manifestatoOSSESSIONE SULLA QUANTITÀ: l’importante per manelli era aumentare il numero dei frati e delle suore (con poca o scarsa attenzione alla qualità e alle vere vocazioni dei candidati).
 —- 3) CULTO  DELLA  PERSONALITÀ  MANIACALE
Negli anni dal 1988 al 1998 è stata creata e diffusa in modo massiccio il CULTO DELLA PERSONALITÀ MANIACALE, aberrante e abusivo intorno a manelli (aveva le stesse stigmate e doni di P. Pio; si raccoglievano i suoi capelli come reliquie, qualcuno addirittura le ingoiava!); veniva detto a tutti di lasciare il proprio padre spirituale e di prendere solo manelli. Persino ai figli spirituali di frati-sacerdoti pur essi  francescani dell’Immacolata, veniva addirittura ingiunto di lasciare il loro sacerdote e sostituirlo con manelli. Manelli fino a quando l’Istituto non è stato riconosciuto di diritto pontificio, si barcamenava, CERCAVA DI MOSTRARSI “NORMALE”. Dopo che l’Istituto è diventato di diritto pontificio (nel 1998) si è mostrato com’è veramente e com’è oggi. Ricordiamo che nel 1998 erano già andati via dall’istituto circa cento frati e sacerdoti (gli abusi dunque sono precedenti e indipendenti all’adozione della S. Messa tridentina). Comunque già nel 1998 (quando furono inviate le nove-  lettere-esposti alla congregazione dei religiosi) erano già molti ed invasivi i comportamenti opprimenti, anche eticamente violenti, che miravano alla totale soggezione psichica dei religiosi, facendoli vivere in condizione di terrore psicologico e sempre annunciando l’inferno a quanti non obbedivano anche a comandi irrazionali e contrari all’integrità psico-fisica. Oggi sappiamo che GIÀ PRIMA DEL 1998, comunque, anche ALTRI FRATI – prima cioè delle nove-lettere-esposti –  avevano già denunciato padre Manelli.
 —- 4) I MANELLIANI PURI SONO PRONTI A TESTIMONIARE ANCHE IL  FALSO PUR DI DIFENDERE MANELLI.
 —- 5)  MONARCHIA  ASSOLUTA — Nell’Istituto c’era un accentramento assoluto e maniacale del potere solo nelle mani di Manelli, una specie di MONARCHIA ASSOLUTA. Chi non  la pensava come manelli, o non obbediva subito ad ogni suo ordine, spariva. All’improvviso qualche frate o suora non c’era più. Se chiedevi che fine aveva fatto, ti dicevano che non aveva vocazione, oppure che era andato via senza dare spiegazioni, ecc. Manelli ordinava anche di spiare frati a lui sgraditi per scoprire qualcosa che non andava  per poi avere motivo di cacciarli dall’Istituto. Questa monarchia era fondata sul “pregiudizio pentecostale”, cioè sulla SUPERSTIZIONE CARISMATICA che manelli era sempre ispirato. In pratica chi non “adorava” manelli era colpevole contro una specie di “primo comandamento”  carismatico e il malcapitato – accusato di mancanza di “mentalità soprannaturale” (sic!) o era mandato in paesi lontani o, prima o poi, incorreva in qualche rappresaglia. L’incredibile culto della personalità intorno a padre manelli, aveva ed ha i connotati di  un vero delirio.  I MANELIANI SEGUIVANO E SEGUONO FANATICAMENTE LA PERSONA E NON IL CARISMA DELL’ISTITUTO e Manelli esercitava un assoluto arbitrio sull’Istituto e dentro l’Istituto. C’era, e c’è indubbiamente, nei manelliani, UN’IDOLATRIA DEL FONDATORE E DELLA PROPRIA FAMIGLIA RELIGIOSA. C’ era un’OBBEDIENZA IDOLATRICA: bisognava obbedire a Manelli e ai superiori, indipendentemente da quello che veniva chiesto (sic!). Fatto gravissimo: quando c’era l’elezione della Madre Generale, le suore erano costrette  a votare il nome indicato da manelli.  Manelli indicava anche il nome del politico per cui votare alle elezioni Fino al 2005 manelli aveva sempre proibito nell’istituto la messa in latino.
 —- 6) FARISEIMO —-  CHI ESCE DALL’ISTITUTO HA SEMPRE TORTO. L’ISTITUTO HA SEMPRE RAGIONE. Quelli che escono dall’Istituto è sempre e solo perché o non stavano bene, o erano malati, oppure non avevano vocazioni o non hanno saputo perseverare in essa, ecc.. Ciò che si fa nell’Istituto e sempre tutto buono, santo, giusto: MAI UNA VOLTA CHE SI AMMETTA QUALCHE SBAGLIO, QUALCHE ERRORE, QUALCHE MANCANZA. Quelli che andavano via, venivano accusati di essere sempre loro in errore, di essere sempre loro quelli “sbagliati”. Per tutto quello che fanno gli altri Istituti c’era sempre stato nei loro riguardi almeno una riserva e spesso, anche se erano preti, venivano  ridicolizzati e deprezzati pubblicamente. Venivano rivolte critiche ai sacerdoti (tranne a quelli dell’Istituto), e venivano ridicolizzati spesso anche facendo le loro imitazioni burlesche. Veniva insegnato che GLI ESTRANEI ALLA COMUNITÀ SONO UN PERICOLO PER LE SUORE E LA MADRE DEVE VIGILARE: in questo modo veniva esercitato UN CONTROLLO FISCALE E CAPILLARE, che arrivava ad ascoltare di nascosto le telefonate ricevute dalle suore. Mai l’Istituto avrebbe sbagliato nell’identificare la vocazione dei suoi membri. La grave mpostazione farisaica “manelliana” portava a pensare che solo gli F.I. sono veri religiosi, veri cattolici, veri francescani; solo essi  si salvano, solo loro sono santi. In pratica, dopo la Madonna, anche i frati e le suore, sarebbero “immacolate concezioni”! Il loro Istituto godrebbe dell’infallibilità pontificia, con o senza collegamento al vero Papa.  A tavola si parlava sempre male degli altri (per altro senza mai conoscerli o incontrarli). Si inculca l’idea che FUORI DALL’ISTITUTO C’È DANNAZIONE. Veniva rinnegata ogni altra esperienza. Passavano come una ruspa su tutto quello che non è il loro istituto.  Tutto quello che fanno, dalle catechesi alle testimonianze pubbliche (a volte in modo esplicito, dentro l’istituto; in modo implicito fuori dell’istituto) ha come scopo questo messaggio: “VENITE DA NOI. SOLO DA NOI C’È SALVEZZA. SOLO QUELLA NOSTRA È LA VERA CHIESA”.
- 8) OBBEDIENZA  NEVROTICA — A) Nell’Istituto vige ed è inculcata UN’OBBEDIENZA CAPILLARE, PUNTIFORME, INFANTILE  per cui bisogna sempre chiedere il permesso al superiore per tutto, anche ogni minima cosa. ANCHE PER PARLARE CON UN ALTRO FRATE O UN’ALTRA SUORA – dentro lo stesso convento o mentre si compie lo stesso lavoro – BISOGNA CHIEDERE SEMPRE IL PERMESSO AL SUPERIORE. Inoltre viene inculcato il terrore degli attaccamenti umani, per questo c’è il timore anche di fare un sorriso in più, altrimenti si può essere accusati di essersi già “attaccati” a qualcuno o qualcuna. Per cui tra obbedienze esasperate e infantili, tra timore di attaccamenti, si finisce in questi conventi per sentirsi come estranei, come non sorelle o fratelli, come una specie di impiegati che lavorano in una fabbrica. Se poi a questo si aggiungono le mancanze di carità….  I superiori erano molti fiscali. C’era un abuso del voto mariano e dell’obbedienza, pilotati entrambi e strumentalizzati senza alcun appello, da manelli per i suoi arbitri e le sue fissazioni. Si tratta di una forma di FONDAMENTALISMO NELL’OBBEDIENZA. È gravissimo poi quando in nome dell’obbedienza o del voto mariano viene comandato di calunniare o di fare del male a qualche frate o suora. In nome dell’obbedienza non si può comandare ciò che è contro i comandamenti di Dio. L’obbedienza era  diventata  esasperazione e c’era in atto una forte spersonalizzazione. Il 4° voto mariano era utilizzato anche per sottoporre i sudditi ad ogni forma di obbedienza mascherandolo dietro la pretesa che le parole di manelli erano sempre la volontà dell’immacolata! Lui faceva inculcare che il 4° voto implicava una obbedienza cieca, pronti anche a morire perché ogni parola che lui diceva era sempre volontà dell’immacolata. Insomma L’OBBEDIENZA ILLIMITATA ALLA MADONNA ERA DIVENTATA OBBEDIENZA ILLIMITATA E CIECA A MANELLI! Manelli considera i due istituti come sua proprietà, da circa venti anni ha assunto dispoticamente questa grave posizione. In quell’Istituto DIO, L’IMMACOLATA, il Codice di Diritto Canonico, erano tutti  subordinati  solo alla volontà di Manelli.
B) Ogni volta che si deve fare qualcosa, anche minima, si deve chiedere il permesso (tranne se si segue l’orario alla lettera!) allora capita che quando varie suore hanno due o tre cose da chiedere, si forma una fila fuori dalla porta della madre superiora, fila anche di parecchie suore, e si perde tempo a dover aspettare. Anche la superiora è seccata dal fatto che deve vedere o parlare con tante suore, ma tutto deve continuare così, perché così hanno stabilito i superiori! Si giustificano e si incoraggiano poi FORME INFANTILI  DI OBBEDIENZA:  “posso lavarmi?”; “posso non mangiare questo?”, ecc.
C) A Comacchio, una suora filippina aveva intolleranza in merito ad alcuni cibi, intolleranza attestata dal medico, quindi non frutto di sua immaginazione. Durante un pranzo la suora filippina ricordò alla madre superiora che era intollerante al sugo. La madre superiora, le indicava invece di non badare a quello che le aveva detto il medico e che poteva mangiare quel cibo tranquillamente. La discussione andò avanti vari giorni. Qualche giorno dopo è capitato di nuovo il sugo a tavola. La suora filippina, ha guardato il piatto e si è messa a piangere. La “superiora” di allora la guardò con aria severa e scocciata e si è mise a ridere dicendole che non doveva avere quei comportamenti infantili, che doveva essere matura e distaccata spiritualmente (sic!). Quando è capitato di nuovo il sugo, quella suora filippina, evidentemente plagiata psicologicamente, ha cominciato a dire che il sugo era buono e che le faceva bene (cercando evidentemente di auto-ipnotizzarsi!). Ebbene quella suora, durante il pranzo, chiese alla madre di andare al bagno. Era facile accorgersi che andava a rimettere quello che accumulava nelle guance!!! È quasi costante trascurare le indicazioni del medico e blaterare che le difficoltà di salute sono solo frutto di fantasia!   D) Queste forme di obbedienze nevrotiche, infantili, puntiformi, asfissianti, è ovvio che hanno come esito una distruzione della personalità, per cui o c’è nevrosi prima, oppure la nevrosi la si acquisisce stando dentro. Insieme ad altri aspetti  ossessivi della vita di quest’Istituto, queste forme di obbedienza è difficile non contribuiscano a indurre problemi psicologici. Di fatto, così, non c’era una vera fraternità; frati e suore non parlano mai tra di loro, non ci sono momenti di confronto.    E) IN “USI E TRADIZIONI”, fatto da Madre M. Consiglia e Madre M. Francesca, tutto è improntato ad una rigidità legale e fiscale, in tutti i campi.
 - 8) DISATTESO  IL  DIRITTO  A CURARSI  —  A) Tutte le persone, anche i religiosi, hanno il DIRITTO DI ESSERE CURATE. Quando non si fanno gli esami necessari o non si usano le giuste medicine, affermando che NON È NECESSARIO PERCHÉ “GESÙ PROVVEDERÀ A TUTTO”, SI ENTRA IN UN FONDAMENTALISMO CHE È FUORI DALLA CHIESA CATTOLICA. Di fatto erano quasi sempre disattese le cure e le medicine. Ogni volta che una suora manifestava sofferenza fisica o comunque disturbi, nel 99% le superiore dicevano sempre che le loro erano solo fissazioni mentali, impressioni, ecc. Ogni volta che qualcuno accusava qualche malessere sempre veniva detto: “Hai le fisime. Ti fai venire i mali perché vuoi essere coccolata”. Ogni volta che c’era un disturbo fisico o venivano accusati dei malori veniva ripetuto sempre lo stesso mantra:  1) “È un fatto di testa”. E anche: “È contro la povertà  prendere medicinali”.  B) Ci sono diversi casi di persone danneggiate seriamente e a volte irreversibilmente, da questa assurdo menefreghismo sulla salute. Ne prendiamo solo una tra tante. Durante il postulandato e il noviziato una suora fu costretta a rinunciare all’apparecchio per i denti che portava e che aveva prima di entrare da loro. La solita superiora, le disse: “O l’Immacolata o l’apparecchio” sostenendo che durante il noviziato non era possibile andare e venire dal dentista. La suora fu costretta ad andare da un dentista di loro conoscenza per togliere l’apparecchio, vietandole di andare dal suo dentista il quale già all’epoca disse che l’apparecchio non serviva per una forma esterna ma per seri motivi riguardanti la mandibola. Oggi questa suora è uscita dall’Istituto e il suo attuale dentista le ha detto che purtroppo, a causa di quell’errore, i denti sono rovinati irrimediabilmente. C) Sono numerosi casi come questi in cui sono stati prodotti danni  irreversibili alla salute. Bisogna  pensare a sporgere denuncia per i danni alla salute.
- 9)  I  SUPERIORI  SONO UNA CASTA — Con la scusa che bisogna far valere l’autorità, si finiva per imporre invece un autoritarismo! Si era creata una vera casta dei superiori: A) I superiori non devono mai servire a tavola o lavare i piatti. B) Nel modo di correggere si era adottato da tempo quello severo e senza tanta misericordia. Anche in questo, purtroppo, Madre M. Consiglia INFLUENZAVA MOLTE MADRI SUPERIORI.   C)  Le superiori facevano una vita a parte, con mille agevolazioni e privilegi. Di fatto, vivono una vita diversa e separata da tutte le altre suore: hanno il cellulare, il computer, si alzano quando vogliono, per loro l’alzata notturna non esiste come obbligo. A loro tutto è concesso.  D) I superiori vivono a parte, fanno vita diversa dai frati e dalle suore. Si impone, nell’Istituto, l’idea sbagliata – e non cattolica – che i superiori sono SEMPRE ispirati, SOLO ispirati dallo Spirito Santo, per cui vanno sempre obbediti in tutto. Chi disobbedisce ai superiori disobbedisce a Dio, a Gesù, alla Madonna! E)  Manelli non aveva (e non ha) orari, non aveva regole; sempre privilegiato nel cibo, nel vestiario. Alla preghiera comunitaria Manelli non c’era mai. La sua biancheria non era in comune, come invece è quella dei frati e delle suore. La sua stanza era dotata sempre di una stufa d’inverno e di un condizionatore d’estate. In ogni convento c’era sempre una stanza molto particolare solo per lui, dove c’era roba solo sua (i suoi libri, le sue cose, ecc.,). MANELLI VIVEVA COME VUOLE. Con la scusa che sarebbe sempre malato (????)  mangiava tutto quello che voleva, faceva la vita comoda come voleva. A lui erano riservate sempre le cose migliori e anche l’abbigliamento, compreso i sandali migliori, era speciale solo per lui! F)  Suor Cecilia Manelli, ad esempio, pur svolgendo il minimo della vita comunitaria, di fatto, VIVEVA IN CONVENTO QUASI COME A CASA SUA:  in convento c’era il suo pianoforte, e passava quasi tutto il giorno a fare esercizi col suo pianoforte. G)  Suor  Maria  Francesca Perillo, ad esempio, faceva quello che voleva. Suor Maria Francesca Perillo (di Sessa Aurunca) ha un’influenza molto grande su tutto l’istituto e su padre Stefano Manelli, ma ufficialmente non si saprebbe perché.  La deformazione  mentis filolefebvriana soprattutto  a Città di Castello era molto grave, raggiungendo limiti insopportabili. Madre Francesca ha costituito dei quattro conventi di clausura una Custodia e SI È NOMINATA MADRE CUSTODE A VITA!!!   H) Ci sono una diecina di superiore che impongono tutto senza nessuna forma di pietà; per esse vige la “LEGGE SENZA LA CARITÀ”, ma quest’attitudine aduna rigidezza senza comprensione per la dimensione umana, è caratteristica delle superiore citate – forse più di dieci – ed è il “leit motiv” dell’Istituto. I) Non c’è caritàCon la copertura dell’obbedienza si giustificano gigantesche mancanze di carità. I superiori vivono di privilegi. Ad esempio: mentre le suore vivono in mezzo a mille disagi, magari lavano con acqua fredda  e non si lamentavano, si sentiva Suor  Cecilia  lamentarsi con la madre perché non poteva suonare il pianoforte! Cose incredibili! Erano poste in atto molte discriminazioni (sono favoriti gli italiani, trattate male le filippine;è favorisce – come tra i mondani – chi ha oppure dà dei soldi, ecc.).
 - 10) VOCAZIONI – PLAGIO — C’era una pastorale vocazionale fondamentalista.  A) chiunque veniva al convento oppure veniva a fare dei ritiri spirituali oppure veniva per una direzione spirituale, prima o poi gli veniva notificato che aveva la vocazione e, ovviamente, questa vocazione era solo per l’Istituto di manelli. B) Quando riuscivano a convincere qualcuna o qualcuno ad entrare in convento, succedeva – guarda caso – che anche tutti i fratelli e le sorelle della malcapitata o del malcapitato, anche a loro veniva detto che avevano la vocazione e, ovviamente, tutti per l’istituto di manelli! C) È corretto quando si usano metodi così scorretti parlare di “vampirismo” spirituale. Quando infatti si condizionano le scelte vocazionali fino alla minaccia dell’inferno, quando si illudono e si ingannano giovani vite, quando si spillano soldi alla gente e si invita le coppie a fare figli per avere così il “serbatoio vocazionale”, certamente tutto questo si configura come immorale e, forse, anche perseguibile penalmente. D) Tanti poi manelli li ha convinti ad entrare in convento e ad abbandonare o a non intraprendere gli studi, il lavoro, ecc. né lavorare. Quando sono usciti dal convento queste persone si sono trovate senza nulla per continuare la loro vita. Anche qui sarebbe auspicabile una denuncia per i danni subiti. E) MANELLI  SFERA  DI CRISTALLO. Ci sono stati fidanzati anche da lungo tempo fatti separare e convinti che entrambi avevano la vocazione,  ovviamente solo nell’Istituto di Manelli. C’è sempre una “suora o un frate vampiro” che hanno un ruolo decisivo e ossessivo nella separazione dei ragazzi o nell’ingresso di qualcuno in convento. Ad essi  veniva detto falsamente: “è “dio” (cioè manelli!) che vuole che voi entriate nei nostri conventi”. Oggi sappiamo cheQUESTA SUGGESTIONE VOCAZIONALE OCCULTA E NON ONESTA è il frutto amaro di una credenza superstiziosa carismatica che è alimentata in questo istituto, credenza secondo la quale il manelli sarebbe dotato di una “SFERA DI CRISTALLO” che gli consentirebbe, infallibilmente, di conoscere la vocazione di ogni persona:eppure ha sbagliato centinaia di vocazioni!. Quando il SANTONE-SFERA DI CRISTALLO, ha emesso la sentenza carismatica che “quella” o “quello” sono loro vocazioni, le sue parole sono accolte come inappellabili e, di conseguenza, ogni membro dell’istituto, si mobilita per farla applicare in tutti i modi, leciti e …..meno leciti. Manelli  inganna in merito alla sua presunta costante “ispirazione”, sia per quanto riguarda il discernimento delle vocazioni, sia per quanto riguarda le altre sue indicazioni “infallibili” su altri aspetti della vita dei religiosi e dei laici.  Questa TECNICA TRUFFALDINA VOCAZIONALE viene utilizzata in modo costante da manelli, dai suoi frati e dalle sue suore: sappiamo addirittura di interi gruppi di fratelli e sorelle convinti, con ingenua e sciocca adesione, di avere una presunta vocazione. È il caso ad esempio, più famoso, di tutti i figli di Pio Manelli (fratello di Padre Stefano) convinti ad entrare quasi tutti in convento perché il SANTONE-SFERA DI CRISTALLO, aveva sentenziato su di loro (una però si è sposata senza entrare in convento; oggi una parte di essi ha già cominciato ad uscire; una è uscita di recente e si è sposata!). Ma ci sono altri casi simili che sono usciti dall’Istituto e che si sono anche sposati, dimostrando che il discernimento iniziale era stato gravemente erroneo.  Ci sono suorine plagiate che addirittura, con lo scopo di suggestionare i loro “polli” si inventano storie come queste: A) Quando in una famiglia ci sono tre figlie femmine “dio” vuole che due siano sposate e la terza si deve fare suora”. Come si vede viene manipolata, falsamente, l’autorità stessa di Dio per estorcere una vocazione.  B) Durante il ritiro spirituale a Frigento, due ragazzi (oggi dolorosamente separati dai deliri di manelli) hanno riferito che, hanno sentito una voce di sottofondo che diceva loro: “voi avete la vocazione ….  dovete lasciarvi …… dovete consacrarvi”.  Si tratta, come si vede, di un terrorismo psicologico, ingiustificato e disonesto per estorcere vocazioni. Sappiamo, oggi, da altre fonti, che è un’abitudine sistematica, in questo Istituto, ricorrere al  terrorismo psicologico per convincere le persone o a entrare in convento oppure a rimanervi: “se esci dall’Istituto …….  se non entri nell’Istituto …. finirai all’inferno!”; “se torni a casa  perderai mamma e papà, come punizione di Dio per il tuo rifiuto a farti suora, e anche il tuo fidanzato morirà!”.
F) FALSO CARISMATISMO-FUNAMBOLICO DI MANELLI. Un uomo, oggi di 47 anni, che nel passato ha fatto parte della M.I. (milizia Immacolata) ha raccontato che, incontrato per la prima volta Manelli, – non ricorda se ad una stazione di benzina o ad una stazione sull’autostrada – questi in 5 minuti, senza conoscerlo né chiedergli nulla, aveva sentenziato con assoluta sicumera che lui, il fratello e la sorella erano frati e suore!  G) Si noti come, usciti dall’istituto di manelli, la stragrande maggioranza cambia vocazione – dimostrando così che prima, quando era in quel convento, non aveva evidentemente la vocazione dei frati o suore di manelli: la loro permanenza in quell’istituto, dunque, è frutto o di plagio, o di violenza psicologica, o di paura o altro, ma non è autentica!!!  E di questo è responsabile manelli.  IN  QUASI  10  ANNI  SONO  USCITI  QUASI  100  (tra FRATI e SUORE). La  maggior  parte  dei  fuoriusciti  dei  frati  1) o  diventano  preti  diocesani  2)  o  si  sposano (un bel pò di quelli che escono, si sposano!!). 3) Ci sono stati poi anche casi di frati e suore che si sono innamorati tra loro e sono usciti per sposarsi tra loro. Sembrano non avere un germe di identità vocazionale. COME  MAI?  DOV’È IL DISCERNIMENTO DELLE VOCAZIONI IN QUESTO ISTITUTO?  Non sarà che la preoccupazione principale non è quella di accertare la vera vocazione della persona ma solo quella di “fare numero”, di aumentare di numero? Ma questo è la mentalità delMERCENARIO, non certamente del Buon Pastore.

 Guardatevi  dai  falsi  profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro  sono  lupi  rapaci” (Mt 7,15)