sabato 20 dicembre 2014

MANELLIANI 11 A PROPOSITO DELLA LETTERA DI DON CIRIACO VOZELLA

MANELLIANI   11

 

A   PROPOSITO  DELLA  LETTERA  DI  DON  CIRIACO  VOZELLA

 PREMESSA

Innanzitutto la lettera è datata due anni  prima del Commissariamento (cfr.http://veritacommissariamentoffi.wordpress.com/2014/09/14/don-ciriaco-vozella-scrive-a-padre-manelli/). In tempi, quindi, non sospetti. Forse un ultimo avvertimento (non sappiamo, per ora, di altri tentativi simili). Forse un ultimo tentativo di far riflettere chi non ascolta nessuno, un ultimo invito a ravvedersi prima che tutto l’ordine dovesse subire una grande purificazione. Tutto è stato inutile. Tutto è stato, come al solito, squalificato e rimasto inascoltato. Non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare.  Inoltre il sacerdote ha ribadito più volte che lui eraMOLTO VICINO ai Frati Francescani dell’Immacolata, a cui ha portato anche alcune vocazioni. Non solo ma si è anche adoperato a Roma, tramite raccomandazioni, per far ottenere il riconoscimento pontificio all’Istituto. Quindi don Ciriaco era una persona che credeva e lavorava per l’Istituto. Se era una fonte attendibile prima, non si capisce  perché non dovrebbe esserlo ora quando ha scoperto che Manelli è un falsario del vangelo.
PUNTI  ESSENZIALI
Mentre rimandiamo alla lettura diretta e personale della lettera, riflettiamo su alcuni  punti  particolarmente significativi della testimonianza di Don  Ciriaco.
1) “Prima ero molto vicino ai Frati Francescani dell’Immacolata, poi me ne sono allontanato,/…/  perché ho sempre creduto nell’intero Vangelo”. /…/ “Dopo il riconoscimento pontificio mi sono presto allontanato dalla comunità di Frigento, perché NON ACCETTAVO /…/ IL MODO COME SI PORTAVA AVANTI LA FORMAZIONE DI QUEI GIOVANI E DI QUELLE RAGAZZE /…/ Manelli ha guidato la comunità in maniera rigida, con regole che sono in contrasto, a parer mio, con il Vangelo”.
- È evidente che don Ciriaco, con delicatezza, indica che si è allontanato dall’Istituto dei frati manelliani, PERCHÉ i manelliani SI SONO ALLONTANATI DAL VANGELO INTERO E COMPLETO, hanno cioè “tagliato e cucito” una loro realtà diversa e distante dal vero Vangelo.  Quante volte nei nostri interventi abbiamo denunciato il FARISEISMO (noi solo siamo veri frati e cattolici, con il disprezzo degli altri), “L’AUTOREFERENZIALITÀ, la DIVINIZZAZIONE DEL FONDATORE considerato superiore al magistero se non addirittura ai testi biblici” (Tarquinia – messaggio di P. Volpi 31- 8-2013); il CULTO DELLA PERSONALITÀ di Manelli (“non si muove foglia che Manelli non voglia”); l’OBBEDIENZA ESASPERATA, OSSESSIVA, anche in minuzie inutili; il falso carismatismo da santone, da PASTORE-IDOLO (Zc 11, 7-17); il CONTROLLO ASSOLUTO, PUNTIGLIOSO, SCRUPOLOSO E PUERILE che difficilmente non induce anche problemi psichici. Il tipo di obbedienza squilibrata e fanatica, non può non inclinare nei religiosi uno stato mentale almeno di seria distonia. Senza l’eliminazione di tutti i punti negativi non negoziabili, da noi sempre indicati, a poco servono anche gli aspetti positivi dell’Istituto, perché i punti positivi sono utilizzati come sgabello e per nascondere – come un paravento – i punti negativi.
Il nostro lavoro ha il solo scopo di offrire una radiografia della struttura mentale settaria in cui sono ALLEVATI e ALLENATI, realmente, i ragazzi che entrano in quell’Istituto.

 2) Preziosa e ripetuta, nella lettera del sacerdote, è l’indicazione della DEVIAZIONE PRINCIPALE DELL’ISTITUTO:

A)  “Alcuni, nella Chiesa, si sono “appropriati” dello Spirito Santo e hanno cominciato a codificare leggi, regole, /…/ imponendo modi e atteggiamenti, non detti da Gesù, ma frutto di loro false interpretazioni” (—– N.d.R. =  Alcuni si auto-proclamano come ispirati dallo Spirito Santo e con questa menzogna impongono scelte e comportamenti falsi = N.d.R.).
B) “Alcuni superiori o fondatori di istituti di ieri e di oggi, hanno sbagliato obbligando alcuni cristiani, divenuti loro seguaci, a SEGUIRE PIÙ QUELLE “LORO” REGOLE, ANZICHÉ IL VANGELO. Niente da dire sulle regole di S. Benedetto, S. Francesco e la Beata Madre Teresa, ecc..”. (—–N.d.R. = Quando si seguono le proprie regole, più del Vangelo, si realizza, di fatto, un  settarismo, un pauroso allontanamento dal Vangelo =  d.R.).  “TANTI RELIGIOSI, pur di seguire le regole del fondatore, SI SONO DIMENTICATI DEL VANGELO!”  /…/ Il Superiore si crede un “PADRETERNO in nome del voto dell’obbedienza alla “SUAPERSONA; e chi vuole obbedire a Gesù, è costretto ad andar via per vivere meglio alla luce del Vangelo” (—–N.d.R. =  Il problema non è il voto mariano o il voto di obbedienza, ovviamente. Il problema è che il voto mariano di consacrazione illimitata è alla Madonna,  NON DEVE ESSERE TRASFORMATO ABUSIVAMENTE IN UN’OBBEDIENZA ASSURDA E ILLIMITATA A MANELLI!!! = N.d.R.).

SI  SONO  FATTI  ………  


C “La mania di fondare nuovi istituti, SECONDO IL “PROPRIO SPIRITO” e non secondo lo spirito santo e le direttive della Chiesa, /…/ porta alcuni sacerdoti ad imporre abiti e norme che ALTERANO LE REGOLE E I CONSIGLI INDICATI DA GESÙ E SCRITTI DAGLI EVANGELISTI, nei libri ispirati nella bibbia e approvati dalla chiesa” (N.d.R. = Qui viene descritta la MANCANZA DI ECCLESIALITÀ che, sin dall’inizio è stata indicata come il principale motivo del commissariamento = N.d.R.)
—————   Quante volte nei nostri interventi abbiamo denunciato l’abuso di Manelli di voler essere – contro il diritto canonico – anche il superiore dell’Istituto delle suore. Quante volte abbiamo denunciato il nepotismo di quell’Istituto, l’uso delle minacce e del terrorismo psicologico, l’atmosfera di forte soggezione con la conseguente polverizzazione della personalità; la manipolazione dell’obbedienza per ordinare anche cose contro i dieci comandamenti. Quante volte abbiamo denunciato la fabbrica sistematica della diffamazione, del fango e della demonizzazione di coloro che rivolgono critiche all’Istituto, e la cultura del nemico dei manelliani, insieme all’esclusione totale di coloro che escono dall’Istituto. C’è una grave e paurosa manipolazione del carisma francescano e anche, purtroppo, della Madonna, usati entrambi come sgabello e zerbinetti per i proprio interessi di cassetta personali,  per la propria divinizzazione  e culto della personalità. L’identikit delineato fotografa molto bene un grottesco “ISTITUTO AD PERSONAM” (così come esistono i partiti ad personam”), tagliato e cucito non certo sul carisma , ma sulla persona umana del fondatore, in cui al primo posto non sono le regole del vero Vangelo, ma le regole imposte da Manelli e fatte rispettare con metodi da regime.
D) “L’Istituto segue regole non evangeliche ma che forse fanno parte dei COMPORTAMENTI PROPRI DEGLI SCRIBI E DEI FARISEI (Mt 23,1-5) /…/ Tante norme, TANTE SOTTIGLIEZZE, TANTI CAVILLI, TANTI “PESI INSOPPORTABILI E IMPOSTI”, OLTRE ALLE INDICAZIONI DEL VANGELO”.
—– Sempre con delicatezza, don Ciriaco aveva già fatto notare che uno dei problemi principali dell’Istituto, è il fariseismo con esaltazione delirante dell’Istituto e disprezzo di tutti  gli altri. Quante volte abbiamo denunciato che il libro segreto e interno “USI E TRADIZIONI” è proprio fatto di enormi cavilli e pesi. Inoltre le stesse regole hanno bisogno di essere interpretate!
E) “Le regole che Manelli ha dato al “SUO” istituto, e la formazione, che ricevono quelli che sono entrati nella tua comunità, sono troppo restrittive e rigide, sono norme che annullano la persona umana, rendendola SCHIAVA con il voto di obbedienza AL “SUO” MODO DI VIVERE, e non a Cristo e al Vangelo”.
——- Forte e vera, noi la condividiamo pienamente, è la denuncia di una COMUNITÀ RESA SCHIAVA, strumentalizzando sia il voto di obbedienza ad uso e consumo di Manelli e dei cosiddetti superiori manelliani (frati e suore) sia la Madonna stessa chiamata in causa per imporre con ricatto i capricci e gli arbitri di Manelli. Schiavi delDISPOTISMO DI MANELLI (che compare subito tra i motivi della Visita apostolica), ma anche del DISPOTISMO DI UNA STRUTTURA e dei suoi cosiddetti superiori (frati e suore). Quante volte abbiamo usato l’’espressione “MANICHINI”, “MARIONETTE” di Manelli, “LOBOTOMIZZATI DEL SANTONE DI FRIGENTO”:  questi significa, detto in altro modo, la parola SCHIAVI due volte usata da don Ciriaco. Se voi interrogate un manichino egli risponderà: “Noi stiamo bene; il padrone è il migliore padrone e senza di lui noi non viviamo ed esistiamo; il padrone è buono e santo; il padrone ci tratta sempre bene; il padrone è la migliore persona che abbiamo mai incontrato; qualsiasi cosa dice o fa per noi va sempre bene”, ecc.
F) “I due parrocchiani di don Ciriaco, quando vengono per qualche giorno in famiglia, non possono più dormire presso la loro abitazione, con i genitori, ma sono obbligati a raggiungere il vicino convento di Frigento. Essi hanno dovuto troncare ogni rapporto di amicizia con i loro compagni d’infanzia, perché hanno ricevuto una formazione cheli porta A VEDERE IL PERICOLO DEL PECCATO IN OGNI GESTO E IN OGNI PERSONAforse anche nei loro genitori, forse anche nei loro familiari più stretti. Alcuni mi dicono di loro che hanno ricevuto il “LAVAGGIO DEL CERVELLO”. Forse loro non sono più alla scuola del Vangelo; ma sono diventati SCHIAVI all’interno del “SUO” nuovo istitutoche è alimentato non certo da una vita evangelica nel suo insegnamento completo a noi giunto”.
-  Gravissima questa mutazione genetica fatta subire ai giovani, per cui sono SEPARATI da tutti anche dai legami leciti, per essere SEGREGATI solo alla vita dell’Istituto. Gravissima questa mentalità che impone di vedere PERICOLO DEL PECCATO IN TUTTO E IN TUTTI:  nel modo LUTERANO c’è questa ossessione del peccato, non certo nel mondo veramente cattolico. Don Ciriaco usa due volte la parola schiavi per dipingere la vera condizione e situazioni di molta gente dentro quell’Istituto. Non ci si faccia ingannare dal fatto che, intervistati, i frati e le suore di Manelli dicano: “Ma noi siamo liberi”, “Nessuno ci impone nulla”, “Le scelte sono solo nostre”, “I nostri superiori sono bravissimi e sono santi”! COME IN TUTTI I REGIMI NON….. POSSONO PARLARE  SE  NON  PER  ESALTARE, INCENSARE  E  DIVINIZZARE  IL ….REGIME.
G) “Avevo deciso di essere anch’io alla celebrazione della Professione Perpetua del mio parrocchiano. /…/ Ma hanno imposto il rito straordinario e ho deciso di non venire perché così ero stato escluso dal condividere la preghiera sacerdotale”. “Ti prego: non dobbiamo più usare il latino in simili celebrazioni”. Almeno in  quelle  con vasta partecipazione popolare.
-   Effettivamente la saggezza e l’opportunità pastorale richiede che le professioni semplici o perpetue, dove c’è una partecipazione popolare di persone che non accedono regolarmente al rito tridentino, non vengano fatte nel RITO STRAORDINARIO, per NON TRASFORMARLO, contro il  Motu Proprio stesso, in RITO …ORDINARIO e per evitare che tanta gente del popolino o anche sacerdoti che non celebrano il V.O., siano messi in condizione di scarsa partecipazione alla Messa o almeno in condizione di grave disagio.
CONCLUSIONE
-  Volete avere il vero carisma francescano-mariano?  Volete avere la vera Tradizione?  Volete riprendere la vera spiritualità kolbiana? Dovete separarvi e staccarvi nettamente da Manelli e dalla mentalità settaria che vi ha inculcato. Dovete scaricare Manelli.  Dovere tagliare i ponti con Manelli. Dovete distruggere l’abnorme e delirante idolatria che è legata a questo oscuro personaggio. Se volete S. Francesco dovete togliere il guru, il santone, dovete togliere “frate indovino”!

                                                                                                                                                          Riccardo  Piccarreta