sabato 20 dicembre 2014

MANELLIANI – 13 COMMISSARIAMENTO DIOCESI DI ALBENGA LA CAUSA DEL PROVVEDIMENTO È L’IMMORALITÀ NON LA TALARE!

MANELLIANI – 13

 COMMISSARIAMENTO   DIOCESI   DI  ALBENGA

LA CAUSA DEL  PROVVEDIMENTO  È  L’IMMORALITÀ  NON  LA  TALARE!

Lo scopo e l’obiettivo di questo articolo è uno solo. Ci siamo occupati  di  offrire dei riscontri oggettivi, di indicare dei fatti gravi e seri, documentati anche sulla  stampa nazionale, di dare le ragioni concrete che dimostrano come l’azione della Santa Sede è giusta e opportuna!! Tutto  qui.  Il resto spetterà all’indagine e ai provvedimenti che adotterà il commissariamento e la Santa Sede. 
1) I problemi seri della Diocesi di Albenga-Imperia, che hanno portato al commissariamento, durano da tempo.Riportiamo telegraficamente i link di alcuni articoli significativi che GIÀ NEL 2010 denunciavano situazioni malsane, ma soprattutto mettevano in evidenza la grave invasione di preti gay che stava sconvolgendo la Diocesi.  L’INVASIONE DI  PRETI  GAY STA SCONVOLGENDO LA DIOCESI   (cfr. www.uominiliberi.eu/febbraio09/mail.htm)
 2) TROPPI  PRETI  GAY  E  AD  ALBENGA  SCOPPIA LA TEMPESTA  (cfr. http://apocalisselaica.net/focus/notizie-scelte/qtroppi-preti-gayq-e-ad-albenga-scoppia-la-tempesta); (cfr. www.gaynews.it/view.php?ID=84373).In questo articolo si informa anche su Don Lu, il parroco che diventò donna; che in Diocesis u 180 preti più di cento risultano forestieri; e anche su don Carlo Pellagatta, il parroco transessuale di Rolfo d’Andora.
3) IL VESCOVO, IL MODELLO E L’INCUBO DEI PRETI GAY  (cfr. http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/09/22/AMXCNe4D-modello_vescovo_incubo.shtml)

In questi articoli, a cui rimandiamo per una lettura diretta e personale, si parla di preti gay e talebani sistemati in molte chiese della diocesi con incarichi, ruoli importanti, Curia vescovile compresa. Si parla di 40 PRETI OMOSESSUALI SU 140 PRETI DIOCESANI. Anche nel Seminario di Albenga si registra un numero abnorme di seminar ostio omosessuali. Si tratta di pastori d’anime provenienti nella stragrande maggioranza da altre diocesi d’Italia. Si afferma – in questi articolo che sono del 2010 – che mai si era assistito a tanto degrado nella diocesi. Si ricorda che GIÀ NEL 2010 la Santa Sede voleva intervenire sul Vescovo Olivieri e trasferirlo a Roma: per due volte lo avevano invitato a fare le valigie. Si denuncia, GIÀ NEL 2010,  “l’accoglienza di preti stravaganti, di altri che hanno abusato di minori e sono impiegati in curia, di preti papà, di preti amanti. Si riferisce la storia di don Silvano De Matteis, il sacerdote di Loano denunciato con l’accusa di aver importunato, durante la processione di San Giovanni, la moglie del comandante del porto Antonio Raffone. Il caso di don Luciano Massaferro, parroco di Alassio, in carcere da quasi un anno con l’accusa di aver molestato una bambina di 12 anni; di Renato Giaccardi che ha patteggiato per reati con un minore; di preti che hanno cambiato sesso” (cfr. Corriere della Sera, 24-09-2010; cfr. ww.cinemagay.it/dosart.asp?ID=18817). Si parla di Marco Battistini, diacono di Loano, già protagonista dim una storia d’amore con una catechista minorenne ed ora accasato con un’altra donna (venerdì 19 novembre,  cfr. http://www.savonanews.it/2010/11/19/leggi-…ga-imperia.html). Si parla di Don Trila denunciato per truffa (cfr. http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchiv…?objid=11851135. Pubblicazione: 01-02-2012, STAMPA, IMPERIA, p. 60).  Ho raccolto in un fascicolo a parte tutta la documentazione su questi casi.
4) LA STAMPA NAZIONALE sta già RILANCIANDO le notizie RIGUARDANTI I FATTI GRAVI DI ABUSI SESSUALI nella Diocesi di Albenga-Imperia a riprova sia che l’oggetto del commissariamento sono questi gravi abusi che, ricordiamo,SONO STATI DENUNCIATI GIÀ NEL 2010, MA ERANO GIÀ PRECEDENTI A QUELLA DATA, sia che il commissariamento non c’entra nulla con la messa tridentina, come continuano a sostenere cocciutamente le varie “belle addormentate nel bosco” dei soliti siti tradizionalisti.

L’OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO È L’IMMORALITÀ, NON LA TALARE! L’OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO SONO GLI ABUSI E LE VIOLENZE, NON IL MANIPOLO!

1) La Repubblica, 23/10/2014, p. 25 – Albenga, preti plaboy e parroci nudi sul web. Il Papa commissaria la diocesi degli scandali: “/…/ Troppi scandali in quelle parrocchie: sacerdoti condannati o indagati per pedofilia, altri che in processione corteggiano le fedeli più carine, parroci che posano nudi su Facebook o per siti gay, che svuotano le cassette delle elemosine e se la danno a gambe”, che palpeggiano turiste adolescenti sul lungomare. Per non parlare di quelli che sfoggiano tatuaggi, fanno i barman nei locali notturni, organizzano giri di prostituzione. /…/ La relazione del nunzio apostolico Bernardini ha scoperto indagini e processi. A) Don Luciano Massaferro, parroco di Alassio, reggente delle parrocchie di San Giovanni Battista e San Vincenzo, condannato a sette anni e otto mesi per abusi sessuali nei confronti di una chierichetta. B) Don Silvano De Matteis, parroco di Loano, a Diano San Pietro, accusato da un capitano di porto di averne corteggiato la moglie durante una processione. C) Don Cesare Donati, parroco di Bastia d’Albenga, che prima viene destituito con l’accusa di avere una compagna, poi dice che officerà nelle funzioni, ma finisce a fare il barman. Il suo posto è preso da un prete che si è fatto fotografare nudo su di un sito gay. D) Padre Alfonso Maria Parente, già protagonista al festival di Sanremo, che fugge con la cassa della parrocchia di Pairolo. È sostituito da don Juan Pablo Esquivel, che vive con un “amico” e fa culturismo. E) Su Facebook è finito pure don Gabriel Viorel Irla, parroco di Poggi di Imperia: nudo naturalmente. /…/  LUISA BONELLO, medico savonese, a febbraio 2014,aveva consegnato a Papa Francesco UN DETTAGLIATO RAPPORTO SULLE VIOLENZE COMMESSE DAI SACERDOTI DELLA ZONA, DENUNCIANDO LA “CONNIVENZA” DEI VERTICI. /…/ Si è uccisa il mese scorso. La magistratura ha aperto un’inchiesta per “istigazione al suicidio”.
2) Libero, 23/10/2014, p.1 s p. 17 – Gli strani preti di Albenga: gay, truffatori, molestatori, sfruttatori – La diocesi del peccato- Nell’articolo sono citati molti dei preti indicati da La Repubblica, con aggiunta di particolari: “/…/  A) Don Silvano de Matteis durante una processione il sacerdote vide la moglie del comandante della capitaneria di porto e fece degli apprezzamenti che neanche De Sica ha fatto alla Ferilli in Natale a New York. B) Don Cesare Donati ebbe una relazione con una donna, aprì un bar con la sua fidanzata e continuò a celebrare messa nei fine settimana. /…/ Il vescovo lo sostituì con un sacerdote che finì nudo su alcuni siti gay. /…/ C) Padre Alfonso Maria Parente andò a Sanremo dichiarando di avere 32 anni, mentre ne aveva 38 e il limite per partecipare era di 35. Scappò con la cassa della parrocchia. Poi si mise a vendere kit di Padre Pio truffando 8000 fedeli convinti che il ricavato andasse in beneficenza. Peccato che i soldi se li tenesse lui e che finì agli arresti domiciliari. D) Don Renato Giaccardi, della parrocchia di Loano, si limitò a beccarsi 4 anni per induzione allo sfruttamento della prostituzione minorile”.
5) Dopo la tiritera-farsa su manelli, commissariato – dicono i manelliani –  solo perché celebrava la messa tridentina, adesso inizia la stessa farsa e la stessa disinformazione sul vescovo Olivieri. Si chiudono gli occhi sui chilometri di immoralità del clero e sulle chiare e colpevoli  complicità omosessuali (i seminaristi e i preti vanno lì, proprio per continuare indisturbati  ad essere gay, non vanno lì per modificarsi in corso d’opera!) e si comincia col mantra che si tratta della solita persecuzione (liturgica-dottrinale) solo perché tradizionalista e celebra la messa tridentina. Non è possibile ritrovarsi con una cospicua “LOBBY DI PRETI GAY” (40 preti su 140, e molti di tali figuri passano addirittura per tradizionalisti!) senza una qualche complicità del vescovo e dei suoi collaboratori.
Per il momento, fermo restando che il Vescovo è stimato come persona “integerrima e amata dai fedeli” (cfr.http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/09/22/AMXCNe4D-modello_vescovo_incubo.shtml), non sarebbe la sua persona ad essere in discussione, ma solo certe sue scelte definite di “generosità”, scelte sulle quali la Santa Sede darà le sue valutazioni.
Gli articoli non parlano della gente che è sconvolta dalle messe tridentine, ma parlano di pederasti, di preti-trans, di seminaristi e preti omosessualità oltre ogni decenza. Sbaglio? Albenga andava commissariata, che Olivieri sia tradizionalista o meno. Quei fatti di grave immoralità se difesi dai tradizionalisti, gettano discredito su tutta la tradizione. Il commissariamento è motivato dal marcio cospicuo che danneggia tutta la Diocesi e quindi è bene che venga fuori (e non sia come al solito sommerso) e che sia eliminato con decisione. Gli scandali, in quella diocesi, piovono da tempo, DA TROPPO TEMPO. La solita  Mic, su chiesa e post concilio, ha chiuso gli occhi su tutta questa spazzatura e insieme ai suoi amici con i paraocchi sta commettendo lo stesso errore che ha commesso con manelli e sta riprendendo la stessa disinformazione utilizzata per i manelliani. Per alcuni ingenui basta che uno porti la talare e celebri la messa tridentina, poi può essere anche un porco o un corrotto o un disonesto, non fa problema.  È una grave malformazione difendere a priori i tradizionalisti negando “come un bufalo” il marcio e la depravazione quando tutto questo sono anni che flagella quella diocesi. In questo modo infantile e ideologico non si fa per nulla un buon servizio alla Tradizione, anzi si contribuisce a farla rigettare. Noi dobbiamo essere contro gli abusi, la corruzione, il marcio e la spazzatura sempre e dovunque, sia che si presentino in ambienti modernisti sia che si presentino in ambienti tradizionalisti.

                                                                                                                             Fatima1960

6) Il  miglior commento ai fatti immorali registrati nella Diocesi di Imperia-Albenga, per i quali è stato disposto il suo commissariamento, lo troviamo nella preghiera ufficiale della Chiesa che oggi, nella memoria di San Giovanni da Capestrano, riporta una sua catechesi, che risale al 1580 ma sembra scritta per i nostri giorni. Trascriviamo dal Breviario – Dal trattato “Lo specchio dei chierici”  di San Giovanni da Capestrano, sacerdote (Parte 1, Venezia 1580,2): “Coloro che sono chiamati alla mensa del Signore, devono brillare di purezza con l’esemplare condotta di una vita moralmente lodevole e rimuovere ogni sozzura o immondezza di vizi.  Vivano per sé e per gli altri in modo dignitoso, come sale della terra. Splendano per un grande spirito di sapienza e con questo illuminino il mondo. “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini” (Mt 5,13). Coloro che fanno parte del clero e danno cattivo esempio per i loro pessimi costumi, per i vizi e i peccati, sono degni di disprezzo e di essere considerati come fango spregevole. Non sono più utili né a sé, né agli altri. Dice infatti san Gregorio Magno: “Se di qualcuno si disprezza la vita, ne segue che non se ne accetta neppure la predicazione” .  Invece “I presbiteri che esercitano bene la presidenza siano trattati con doppio onore, soprattutto quelli che si affaticano nella predicazione e nell’insegnamento” (1 Tm 5,17). (Liturgia delle Ore, vol. IV, 23 ottobre, memoria facoltativa di S. Giovanni da Capestrano, Ufficio delle Letture, pp. 1401-1402).
P.S. = Attenzione. 1) Il titolo dell’articolo sul Secolo XIX parla di commissariamento, ma non si riferisce ad una eventuale decisione, tantomeno già attuata, dell’iter canonico del commissariamento. Infatti nel testo dell’articolo si afferma che “Mario Olivieri sarà affiancato da un vescovo ausiliario, che ufficialmente lo sosterrà ma di fatto ne prenderà il posto. Una prassi diversa dal commissariamento. Il titolo, sintetico, è un modo giornalistico per affermare che nella Diocesi ci sono cose gravi che verranno affrontate con un aiuto adeguato per superarle. 2) I detrattori si sono affrettati a denigrare il giornale parlando addirittura di un suo legame con la massoneria. Le sintetiche notizie di fatti gravi riportate dal giornale riguardano molti preti della diocesi caduti in immoralità e, questi fatti, sono stati ripresi subito dalla stampa nazionale che, non temendo né di essere smentita né di ricevere querele, ha pubblicato nomi, cognomi e fatti particolari, alcuni dei quali sono stati sanzionati con sentenze della magistratura. 3) Sin dall’inizio il giornale attribuisce al vescovo Olivieri solo la responsabilità di aver fatto entrare in diocesi tanta gente sbandata e di non aver, in qualche modo, fatto vigorosa pulizia, per tempo, di tanta sporcizia morale. Dunque, il vescovo, bravo o non bravo come persona (in nessun comunicato si tocca mai la sua persona!) qui quello che è messo in discussione è solo il modo in cui ha esercitato il suo ruolo di “episcopoi”, di “vigilante”, perché non avrebbe vigilato bene.  Nelle testimonianze prodotte non si parla mai di immoralità che riguarderebbe il vescovo! Punto. Ciò che gli si addebita, eventualmente, è solo la responsabilità di aver fatto entrare in diocesi tanta spazzatura e di non avere usato “la scopa”, per tempo e con energia, per eliminare la sporcizia dentro casa. Tutto qui. Filtrare il moscerino, concentrandosi, come hanno fatto i siti tradizionalisti, solo nella difesa del vescovo (“è uomo buono”, “sano di dottrina”, ecc, ignorando volutamente le eventuali colpe gravi di omissioni) e ingoiare  il  cammello tacendo o quasi negando le tonnellate di vergognosi fatti di immoralità, è disonesto, vergognoso e maleodorante. Dopo qualche giorno di questi inutili farfugliamenti, i siti tradizionalisti tacciono, non pubblicano più commenti su questo tema (come Mic) hanno capito di aver sbagliato, ma come gli antichi farisei, invece di riconoscere i loro errori, si chiudono in un silenzio orgoglioso e, come sempre, non chiedono mai scusa.
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Riporto la semplice, efficace e sintetica testimonianza di Katia Scolieri che fa parte della Diocesi di Albenga-Imperia e che parla per esperienza e conoscenza diretta dei fatti e per un suo impegno personale  per cercare di impedire il dilagare della corruzione.  —-  Katia Scolieri – “Sono anni che succedono queste cose nella nostra diocesi, danni su danni, abbiamo portato fatti e testimonianze al vescovo su molti preti, ma i cittadini non sono mai riusciti ad ottenere nulla!! Senza contare quanti nomi non sono ancora saltati fuori… preti pedofili….preti con tatuaggi massonici….. che vergogna!!! Poi cercavi di portare qualche amico a parlare con qualche sacerdote e ne usciva sconvolto dalle cose che si sentiva dire!!” (cfr. blog “In comunione con il commissariamento dei frati francescani dell’immacolata”, 23/10/2014, commento a “La causa del commissariamento è l’immoralità non la talare”).
RIPORTO  DUE  VALIDI  COMMENTI
 —— vincenzo da torino ha detto… “Da notizie di stampa uscite negli ultimi anni risulta che questa diocesi abbia la più alta concentrazione di preti-gay molti venuti da altre partiVi vige tra i preti una alta immoralità. Il vescovo ha una grossa responsabilità nel non vigilare sui suoi preti ed accogliere chi non ne era degno. Non basta la talare…Meglio approfondire la situazione ed evitare la partigianeria preconcetta che vi fa prendere solenni granchi…” (Chiesa e postconcilio, “L’epurazione continua. Mons. Mario Olivieri, Vescovo di Albenga-Imperia esautorato”, 24 ottobre 2014, 00:40)
—–  Cesare Baronio ha detto…  http://www.huffingtonpost.it/2014/10/23/albenga-parroci-nudi_n_6033148.html—  “Diciamocelo senza troppi giri di parole: al di là della buonafede di S.E. Oliveri, quanti di noi ignoravano la situazione deplorevole di certi chierici di Albenga? Il problema è che certuni hanno avuto modo di studiare a Roma, dove nessuno ha pensato di cacciarli o di segnalarne al Vescovo le prodezze...” (Chiesa e postconcilio, “L’epurazione continua. Mons. Mario Olivieri, Vescovo di Albenga-Imperia esautorato”, 24 ottobre 2014, 07:06).
RIPORTO DAL  SITO CROCE-VIA  (pellegrininellaverità) tre  commenti.
    Franceschiello    24 ottobre 2014 • 11:53 — “Se è vero anche solo la metà di quello che si dice, allora mi auguro che la giustizia di Papa Francesco cali su Albenga con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno.Uno dei compiti più importanti e più delicati di un vescovo consiste nella formazione del clero. Se Mons. Oliveri ha ammesso in seminario ondate di seminaristi palesemente inadatti, allora è giusto che paghi per questo suo gravissimo errore“.
   Franceschiello —  24 ottobre 2014 • 11:59 — “……e Mic farebbe bene a non giustificare Mons. Oliveri. Perché Mons. Lefebvre, tra l’altro, era ben noto per la severità con la quale vagliava i seminaristi” .
  PIENALUCE —   24 ottobre 2014 • 12:46 —  “Condivido le sagge parole di Franceschiello: la posizione da lui espressa dovrebbe essere anche la posizione di tutti i veri amanti della Tradizione. Cosa hanno a che fare l’immoralità, la depravazione e gli abusi sessuali (purché accertati e ben comprovati) con la vera Tradizione? Cosa hanno a che fare le lobby gay con la vera Tradizione? Anzi è interesse principale di chi ama la talare e la messa tridentina denunciare subito e con decisione ogni forma di scandalo certo e occuparsi di prendere con decisione, senza tentennamenti, le distanze da queste forme di deviazione dalla vera vita e missione del sacerdote. Oltretutto niente infanga di più l’orizzonte tradizionale che la eventuale collusione tra canti gregoriani, preti col tricorno e ……… le depravazioni sessuali! Questa oscena collusione infatti è il miglior modo per disgustare la gente e giustificare anche il rifiuto della liturgia antica. Ad Albenga ci sono, da tempo, più volte denunciate, tonnellate di immoralità, per cui stiano attenti i tradizionalisti, perché con prese di posizioni infantili, di difesa a priori della diocesi “tradizionalista”, chiudendo gli occhi sulle brutture, essi credono ingenuamente di difendere l’orizzonte tradizionale, mentre in effetti, finiscono per difendere solo l’immoralità, gli abusi sessuali, i pedofili e le lobby gay.  QUALCUNO VUOLE DIFENDERE QUESTA SPORCIZIA? QUALCUNO VUOLE DIFENDERE QUESTA SPAZZATURA?Sarebbe assurdo.
Il miglior commento ai fatti immorali registrati nella Diocesi di Imperia-Albenga, per i quali è stato disposto il suo commissariamento, (solo questi fatti immorali sono oggetto della condanna) lo troviamo nella preghiera ufficiale della Chiesa che, nella memoria di San Giovanni da Capestrano, di giovedì 23 ottobre, riporta una sua catechesi, che risale al 1580, ma sembra scritta per i nostri giorni. Trascriviamo dal Breviario – Dal trattato “Lo specchio dei chierici” di San Giovanni da Capestrano, sacerdote (Parte 1, Venezia 1580,2): “Coloro che sono chiamati alla mensa del Signore, devono brillare di purezza con l’esemplare condotta di una vita moralmente lodevole e rimuovere ogni sozzura o immondezza di vizi. Vivano per sé e per gli altri in modo dignitoso, come sale della terra. Splendano per un grande spirito di sapienza e con questo illuminino il mondo. “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini” (Mt 5,13).Coloro che fanno parte del clero e danno cattivo esempio per i loro pessimi costumi, per i vizi e i peccati, sono degni di disprezzo e di essere considerati come fango spregevole. Non sono più utili né a sé, né agli altri. Dice infatti san Gregorio Magno: “Se di qualcuno si disprezza la vita, ne segue che non se ne accetta neppure la predicazione” . Invece “I presbiteri che esercitano bene la presidenza siano trattati con doppio onore, soprattutto quelli che si affaticano nella predicazione e nell’insegnamento” (1 Tm 5,17)” (cfr. Liturgia delle Ore, vol. IV, 23 ottobre, memoria facoltativa di S. Giovanni da Capestrano, Ufficio delle Letture, pp. 1401-1402).

                                                                                                                                                  Riccardo  Piccarreta