sabato 20 dicembre 2014

MANELLIANI – 3 – LA PAPESSA SICCARDI

MANELLIANI  –  3 –

LA   PAPESSA   SICCARDI


Questo intervento è stato pubblicato il 5 febbraio 2014 (cfr. http://pellegrininellaverita.wordpress.com/). Lo riproponiamo con qualche nostro commento e aggiornamento, perché riteniamo che, oltre ad essere ricco di informazioni e di documentazione, permane il valore del nucleo essenziale delle sue affermazioni di base.
 Roberto de Mattei, su Corrispondenza romana (del 29-01-2014), ha pubblicato il solito articoletto della Siccardi che insulta il visitatore apostolico, padre Bruno, i cinque frati-prete che hanno presentato legittimo e canonico esposto alla Congregazione dei religiosi, il Commissario Volpi, il Card. Aviz, e pretende di giustificare  la sue invettive addirittura citando il Papa che, invece, questo commissariamento approva e sostiene. Si tratta di un accanito e  ciclico insulto delirante. È la mentalità  ottusa tipica dei tradizionalisti cioè di un fanatismo settario e scismatico in cui, pur dicendo di far riferimento al magistero, alla tradizione. ai concilii e ai papi, si autoproclamano abusivamente solo loro stessi come unici depositari e guide parallele della dottrina, della Chiesa, del magistero, della liturgia, dell’apostolato, della storia della Chiesa, ecc.  Si dicono cattolici ma sono autoreferenziali e acefali. Giusto chiamarli tradi-protestanti: nel loro sincretismo si proclamano cattolici ma poi si contrappongono e si sostituiscono alle vere guide della Chiesa. Tradizionalisti e modernisti, pur differenti nelle loro dottrine, commettono la stessa deviazione:“Non si sopporta più la sana dottrina /…/ ognuno si sceglie i maestri secondo le proprie voglie  /…/ per volgersi alle favole” (2 Tm 4,3-4). La Siccardi e de Mattei non costituiscono, a nessun titolo, nessun magistero, né sono titolati ad esserlo. Sono i nuovi il “gatto e la volpe” (cfr. Edoardo Bennato) che decidono cosa il papa debba dire o fare, e vorrebbero essere loro, e non il Papa, ad avere la parola definitiva sui frati e le suore di manelli! I loro insulti e le loro cattiverie  sono fondati su due falsi ridicoli dogmi: a) tutta l’azione sui F.I. dipende solo dalla messa tridentina e non da abusi e illeciti dentro la loro vita religiosa, adottati già ben prima di cooptare la messa tridentina; b) Manelli è l’immacolata concezione, è infallibile, impeccabile, e non può commettere errori, i frati e le suore, con un certo infantilismo, sarebbero solo perfetti e sempre innocenti e non sbagliano mai, per cui qualsiasi indagine su di loro sarebbe solo una persecuzione. Con quale superbia questa studiosa si permette addirittura di offendere il Papa: “Il suo silenzio è assordante”. Come a dire: “il Papa deve per forza parlare e deve dire solo ed esclusivamente quello che dico io! La Siccardi taglia e cuce tutto lei. Fa tutto lei,  decide  tutto lei,  la  … PAPESSA!    ALCUNE  CONSIDERAZIONI. 
1) Ma che ne sa di quello che c’è in quell’istituto dietro le quinte?  Che ne sa di tutte le testimonianze e le prove che la Santa Sede riceve sempre di più ed ha già tra le mani?  Prove che la Santa Sede non è tenuta a far conoscere al “gatto e alla volpe” che non hanno né titolo né qualifica per esigerli! Cosa ne sanno loro delle malignità e dei soprusi di manelli e dei suoi colonnelli (e  colonnelle) denunciati da centinaia di testimonianze? L’arroganza consiste proprio nell’ergersi abusivamente al posto dei legittimi pastori e contro i legittimi pastori!
2) Alla Siccardi le ripetute tonnellate di odio e di calunnie ad personam, spruzzate da quelli che appaiono come i colonnelli (e  colonnelle) di Manelli, contro i legittimi e canonici commissari della Chiesa, non le fanno nessun problema. Come mai? Le condivide? Si pensi al ripetuto odio (cfr. Libertà e persona: “Sono autoreferenziale”) contro P. Alfonso Bruno, che sta facendo un lavoro eroico e qualificato per purificare l’istituto dal plagio-manelli; si pensi alla campagna di fango contro il Commissario P. Volpi, che in pochi mesi ha fatto un lavoro competente, preciso, medicinale ed … eccezionale; si pensi al deprezzamento anche del Card. Aviz (cfr. Socci, Libero, 26 gennaio 2014).  I manelliani che si comportano così (ma solo loro) vanno definiti, evidentemente, come “i francescani dell’arroganza”, non certo dell’Immacolata!
3) Già prima del commissariamento, durante e a maggior ragione dopo il commissariamento, sono affluite moltissime testimonianze di abusi ed illeciti (che non riguardano la messa tridentina). Si disilluda la Siccardi. Gli eventuali illeciti e abusi contestati a manelli e colonnelli (e colonnelle) riguardano innanzitutto vari aspetti della vita religiosa e si collocano già tutti in un periodo precedente al 2007 e all’adesione della Messa tridentina. Le due cose vanno quindi nettamente separate e non sovrapposte.
4) Come ha affermato sia il Card. Dario Castrillon Hoyos durante l’Assemblea Generale della Federazione Internazionale Una Voce (FIUV)  [notizia riportata da Catholic World News] e come hanno ribadito il Card. Aviz e il segretario Mons. Carballo, in una breve nota rilasciata ai giornalisti, al termine della conferenza stampa in Vaticano il 31-1-2014, “il discorso del rito antico non è assolutamente il motivo principale” del commissariamento e i frati che hanno fatto l’esposto sono 21 e non cinque. Fino al 2006 manelli vietava la messa in latino. Già nel 1989 ci fu una prima visita apostolica.  I primi esposti ci furono già nel 1998; poi uno nel 2001 e poi un altro nel 2003.  L’edificio-manelli, quindi, traballava già da prima: i problemi interni all’istituto esistono quindi prima e indipendentemente dalla messa tridentina e sono, presumibilmente, legati all’impalcatura mentale di Manelli, ad un DNA di fondo che pare strutturare malamente tutto l’istituto come un istituto ad personam.
5) Come può la Siccardi affermare che il provvedimento della Santa Sede è operato da persone incapaci, ignoranti, incompetenti e senza una ragione?  Proprio ora testimonianze significative stanno diventando anche pubbliche.  “Niente prove? La Santa Sede agisce senza prove? Qui verrà fuori un Degollado 2. Ricordate il caso di Dominique Philippe? Un tempo i Fondatori servivano la Chiesa. Oggi alcuni “fondatori” si servono della Chiesa” (cfr. messainlatino.it, 02 febbraio 2014 19:33, commento all’articolo “Perdonatemi se sono autoreferenziale”).  Il segretario della Congregazione, Mons. Carballo, nella conferenza stampa già citato ha affermato:” “Purtroppo non tutti i fondatori che portano grandi frutti col loro carisma vivono secondo la grazia del carisma stesso”. La Siccardi non  mostra neanche un minimo di umiltà nel pensare: “E se mi sbagliassi?”. “E se mi mancassero delle informazioni significative che invece sono in possesso solo della Santa sede?”. “E se, come accaduto con altri personaggi, dietro un’apparente facciata perbenistica, si celassero inaccettabili “panni sporchi”? “Tutti i grandi responsabili della Santa Sede si sarebbero fatti coinvolgere in una bolla di sapone?” “Non è più prudente, sospendere il  mio giudizio, e almeno aspettare prima la fine dell’indagine e poi si farà qualsiasi valutazione?”.
6) La reazione dei manelliani proprio perché enormemente scomposta, violentemente irrequieta, troppo invasata, solo diffamatoria e mistificatoria, piena di odio e di insulti, già di per sé, indica quale è lo spirito che li anima (uno spirito …. non santo!), ma indica pure che, evidentemente, hanno paura che venga scoperto ciò che è sommerso. Come ha affermato un saggio lettore: “Questo “modus procedenti” fa emergere quanto fosse necessario il provvedimento in corso per smontare una lobby e una indebita “beatificazione” in vita” (cfr. messainlatino.it, 27-1-2014 16:22, commento a “Lettera aperta al Papa da un lettore inquieto”).

ANALIZZIAMO  L’ARTICOLO DELLA PAPESSA

A)  Cominciamo  dal  gossip  del  titolo. Cosa  significa  misericordia?  Che  bisogna giustificare e /o  coprire gli abusi e gli imbrogli che eventualmente sono presenti e che starebbero emergendo? La Chiesa quando è intervenuta per smascherare e sanzionare la vita depravata e gli imbrogli di Marcial Maciel Degollado ha avuto innanzitutto misericordia delle sue vittime, cioè di tutte le persone che subivano danni enormi dalla sua azione disonesta, ma ha avuto misericordia anche di lui che continuava a vivere nel peccato grave senza mai uscirne: la Chiesa è intervenuta come un medico che dà al malato la medicina perché recuperi la salute. Così anche in altri casi (cfr. Mons. Milingo, Mamma Ebe; il caso dell’Istituto  Dermatologico  Italiano e di  padre Franco Decaminada; il caso della rimozione del fondatore ed espulsione della co-fondatrice della comunità  missionaria  Villaregia;  lo scandalo dentro il movimento “i ricostruttori della preghiera” e la soppressione, nel 2010, il caso della famiglia monastica fraternità di Gesù, il caso di Dominique Philippe, ed altri).  Cosa significa dunque misericordia?  Che non ci deve essere nessuna sanzione per chi commette nefandezze  a nome  della ….Chiesa? Che un istituto di diritto pontificio può fare quello che vuole  senza essere soggetto a nessun controllo dell’autorità apostolica? In questo furbesco polverone sollevato dal “gatto e la volpe”, si crede di difendere la messa tridentina, invece si finisce per difendere i “panni sporchi” dell’Istituto. Così un lettore di MiL: “Lasciate che il Commissario faccia il suo lavoro. Voi credete di difendere la tradizione invece difendete i “panni sporchi” di quell’istituto. Manelli vi ringrazia” (cfr. messainlatino.it, 27 gennaio 2014 17:08,  commento all’articolo Lettera aperta al Papa da un lettore inquieto”). Un altro lettore: “Vogliamo ricordare che la misericordia non era di casa nei conventi dei manelliani nemmeno prima del commissariamento, quando Manelli e soci impartivano ordini in nome della presunta volontà di Dio, credendosi dei padreterni. Meno male che la chiesa è intervenuta” (cfr. messainlatino.it, 31 gennaio 2014 10:43, commento all’articolo della Siccardi “misericordia per tutti ma non per i F.I.”).
B) Con quale competenza, autorità e legittimità la Siccardi (se è lei) crede di essere abilitata e titolata ad esprimere giudizi che, in ultima istanza spettano solo alla Chiesa? Crede di essere  legittimata a sostituirsi alla Chiesa? Arrivano testimonianze significative, ora anche pubbliche, che confermano la bontà dell’azione della Santa Sede. Un lettore: “I manelliani, allevati nelle efficienti batterie F.I., pensano che la verità è solo in manelli e in ciò che dice manelli, tutti gli altri dovrebbero prostrarsi ai suoi piedi, compreso il papa, la santa sede e tutti i cattolici. Più settarismo di così si muore. Più plagio di così forse non è possibile”. E un altro lettore: “Nella fabbrica di odio e di insulti scritta (pensiamo) da uno studente di Sassoferrato contro P. Alfonso Bruno, addirittura lo si accusa di affermare che manelli potrebbe aver insegnato anche cose non buone. Qui siamo, ufficialmente, dinanzi all’affermazione di una insopportabile superstizione: questi credono che manelli non possa mai sbagliare, non possa mai insegnare cose non buone, insomma sarebbe infallibile, ecc. Ora solo il papa, a certe condizioni, gode dell’infallibilità. Per il resto anche il papa deve confessarsi (come ha detto papa Francesco) e anche il papa deve fare qualche mea culpa, almeno per qualche errore o erroruccio commesso. Chi pensa a questa presunta infallibilità dogmatica di manelli, segue una fede diversa da quella cattolica. (cfr. messainlatino.it, 01 febbraio 20114 11:25, commento all’articolo “Perdonatemi se sono autoreferenziale”). E un altro più sintetico: “Dietro la facciata buonista (come per altre settarelle) i manelliani sono arroganti farisei e inguaribili settari” (cfr. messainlatino.it, 28 gennaio 2014 13:49, commento all’articolo “Frati F.O.: lettera aperta al Papa da un lettore inquieto”). Un altro lettore entra nel cuore del problema:“I manelliani, poverini, vivono di questa superstizione in questo loro personaggio ambiguo. Per loro, evidentemente, la fede coincide nell’idolatrare questo vitello d’oro. Poverini: credono che non essere plagiati da manelli, come loro, significhi non avere fede” (cfr. messainlatino.it, 28 gennaio 2014 21:48, commento all’articolo: “Lettera aperta al Papa da un lettore inquieto”).  Basterebbe anche già solo questo (anche se non ci fossero abusi e illeciti) per decidere di stare lontano da questi conventi e ringraziare la Santa Sede di essere intervenuta.
C) Tante  vocazioni? Anche Maciel Marciel Degollado vantava di avere molte vocazioni e si spacciava per carismatico sempre ispirato. È notorio che molta gente segue santoni e santone da cui sono ingannati e plagiati, illudendosi di fare un vero e buon cammino di fede, ingenuamente affascinati dal loro falso misticismo. Un lettore su questo: “Si parla delle tante vocazioni, ok. E vogliamo parlare di quanti frati e suore sono usciti e fatti sentire come disadattati e riempiti di sensi di colpa?! (cfr. messainlatino.it, 31 gennaio 2014 13:59, commento all’articolo della Siccardi “misericordia per tutti ma non per i F.I.”). Un altro: “Manelli stesso nel 2011 scriveva che i suoi frati erano arrivati quasi a 500 e altrettante le suore (lettera ai frati in occasione dell’Immacolata). Se adesso (2014) sono circa 380 questo è chiaro segno che almeno 120 in questi ultimi 3 anni sono spariti” (cfr. messainlatino.it, 31 gennaio 2014 15:02, commento all’articolo della Siccardi “misericordia per tutti ma non per i F.I.”). Ma poi ci sono tutti quelli che sono andati via prima che entrasse in vigore la messa tridentina. “I fuoriusciti sono nell’ordine di più di centinaia prima del 2007. Non è vero che tutti necessariamente dicono male dell’istituto. È manelli che inculca l’idea che chi esce è un diavolo, è un nemico, che va all’inferno e/o farà una vita depravata. Tutti i fuoriusciti che segnalano abusi a illeciti – di diversi tipi – devono invece essere ascoltati con rispetto e verificare le loro affermazioni. Una volta verificate è giusto che contro questi abusi e questi illeciti si proceda. Solo la Santa Sede, con la sua prudenza e discrezione, può decidere quando renderli noti. I veri cattolici attendono con fiducia, stima e riconoscenza le conclusioni del lavoro che si sta facendo” (cfr. messainlatino.it,  28 gennaio 2014 12:16 – commento ad articolo: “Frati F.I:  lettera aperta al Papa da un lettore inquieto”).
D)  Un’osservazione interessante di un lettore: “Bisogna ringraziare coloro che hanno espresso questo delirio manelliano perché essi ci mostrano la vera mentalità (dietro la facciata buonistica) che circola in questo istituto: la chiesa si sarebbe rifugiata o rintanata solo nei conventi F.I., fuori c’è solo “fumo di satana”, non conta la gerarchia della Chiesa, ma solo manelli e i suoi colonnelli, che sarebbero la vera gerarchia. Chi obbedisce o disobbedisce a loro, obbedirebbe o disobbedirebbe a “dio”. Il settarismo e il fariseismo odioso di queste posizioni trasuda da tutte le parti. Un ultima osservazione. Come mai manelli non smentisce mai i deliri di questi suoi adepti? Perché non li ferma? La nostra opinione è che lui parla forse proprio per bocca di questi lupi travestiti da agnelli e che le loro idee e azioni coincidono. Basterà aspettare ancora solo un poco e poi la verità esploderà” (cfr. messainlatino.it,  28 gennaio 2014 12:47 – commento ad articolo: “Frati F.I:  lettera aperta al Papa da un lettore inquieto”).           Fatima1960
RIPORTIAMO, AD INTEGRAZIONE DI QUANTO ESPOSTO, DUE  COMMENTI SIGNIFICATIVI PUBBLICATI SULLO STESSO SITO.  

PIENALUCE ha detto:   ( 8 febbraio 2014 • 21:20)

Come mai, in diversi commenti ostili al commissario, non si entra nel merito delle testimonianze riportate? E se fosse vero che manelli dietro la facciata da santone, ha commesso qualche nefandezza? Forse che la fede verrebbe meno in qualche modo? Forse che questo potrebbe produrre una qualche crisi? E perché? Mica manelli entra nella professione di fede, o nel Credo, o nelle promesse battesimali? Mica lui è oggetto di una qualche fede? Eventualmente, comunque, non sarebbe l’unico uomo di chiesa che, a livello umano, ha – eventualmente – aderito a comportamenti riprovevoli. Si pensi al caso di Papa Alessandro VI (Borgia) che ebbe quattro figli da un donna sposata romana. La cosa, comunque, non può e non deve toccare né la fede nell’infallibilità pontificia che è altra cosa rispetto all’impeccabilità (mai garantita a nessuno) né la fede personale che non è legata a nessun uomo (neanche al papa come uomo) e non è pregiudicata dagli errori di qualsiasi uomo. Se persino un papa, a livello umano, può sbagliare, quanto più un’altra qualsiasi figura della Chiesa! Stima e rispetto quindi per chi lavora bene, ma rifiuto di ogni fanatismo e di ogni idolatria. Le osservazioni dei manelliani spesso sono solo: “Ho incontrato manelli e mi è sembrato….”; oppure: “sono sicuro – a livello soggettivo – che è un santo”; oppure: “non è possibile che lui e un ordine così “severo”, abbiano fatto qualcosa ”; oppure: siccome non capisco le motivazioni del commissariamento, non intendo aspettare la fine delle indagini, ma picchio in testa al commissario, alla Santa sede e, in un certo senso, anche al papa che segue e approva il commissariamento”, ecc. Nulla, nessun atteggiamento di vera fede, ma solo “impressioni di settembre” e semplici suggestioni individuali. Alcune rapidissime considerazioni. PRIMA NEL METODO. Come mai non ci si indigna perché più ufficiali della Santa Sede vengono in modo infame e sgangherato insultati, odiati e vilipesi? Questa ostilità accanita verso la Santa Sede è molto più grave – essendo il superiore gerarchico di tutti – di una eventuale pregiudizio verso manelli. Come ha detto vincenzodatorino: “Mi sarei aspettato solidarietà, stupore ma non una condanna senza appello dell’operato della Santa Sede”. Onestamente quando abbiamo visto che è iniziata una campagna di diffamazione e di denigrazione verso i legittimi e canonici incaricati dalla Santa sede, quando addirittura si sono usati giornali a tiratura nazionale per infangare la Santa sede, quando de Mattei, con una iniziativa strampalata e sconcertante, raccoglie firme per far dimettere il commissario, mettendo in atto un tentativo di squallido sgambetto mediatico (alla Marco Pannella) e di scorretto e disonesto polverone solo mediatico, abbiamo tolto la nostra stima a tutti questi particolari fomentatori manelliani e siamo rimasti purtroppo disgustati. La Santa sede ha diritto di scegliere lei, la persona di sua fiducia e di competenza a cui affidare un compito così delicato.  Come si osa sostituirsi alla Santa Sede? A che titolo de Mattei vorrebbe imporre alla Santa Sede addirittura di non avere il diritto di scegliere la persona adatta? Dove è finita la vera fede? Come mai si vorrebbe un super-rispetto per manelli mentre non se ne ha alcuno per la Santa Sede? Fino a prova contraria chi è stato rimosso e chi è sotto inchiesta seria è manelli e non il Commissario o la Santa Sede!   Ora UN’OSSERVAZIONE NEL MERITO. Come cattolici, anche se manelli (e/o colonnelli e colonnelle) non avesse commesso nessun tipo di abuso o iniquità, (come diceva Totò: “ammesso e non concesso” che non ci fosse nessun illecito) ma solo avesse indotto idolatria attraverso un abnorme culto superstizioso della personalità nei suoi riguardi; se solo si fosse fatto adorare come un nuovo vitello d’oro, adoperando un dannosissimo plagio; se solo avesse creato il mito del santone infallibile, impeccabile, del fondatore-“dio” (cfr. Ger 17, 5-7: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo”); se solo avesse creato un ipnosi-plagio che gli avesse consentito un controllo assoluto e dispotico sull’Istituto e sulle persone a lui soggette; sarebbe sufficiente solo questa dimensione per tenerci lontano da quei conventi e non mandarci mai nessun ragazzo o ragazza. Penso che almeno su questi principi di fondo possiamo essere tutti d’accordo. A noi, dunque, basta solo che uno stravolga la fede e crei superstizione, per togliere la stima e il contatto. Per questo, se anche in teoria (lo diciamo cioè solo per discutere e per far capire bene la nostra posizione in previsione di qualsiasi soluzione) manelli fosse, eventualmente, anche sospeso a divinis, la nostra fede non ne verrebbe toccata per nulla, non subirebbe nessuno scossone, non entreremmo per niente in crisi, né ci turberemmo più di tanto, continueremmo a vivere la nostra fede di sempre, senza che tutto questo incida sulla qualità della nostra fede. Manelli o non manelli la nostra fede non dipende da lui, né lui è intrinsecamente essenziale alla nostra fede. Manelli non è e non può essere – come per ora solo si sospetta – un illecito dogma aggiunto e noi non siamo schiavi psicologicamente di nessun tipo di guru, nessuna santona o (eventualmente) falso profeta, che sono cose tutte da paganesimo. La nostra fede non dipende e non è legata né a manelli, né a nessun altro. A noi basta la semplice fede cattolica di sempre e di tutti (Tradizione, Bibbia, Magistero, cfr. Dei Verbum nn. 8-10). In pace”.

 MICUS  ha detto:  (10 febbraio 2014 alle 22:08)

L’intervento poderoso e lineare su un Istituto fiorente e giovane come quello dei FI deve essere giustificato da qualcosa di veramente grave. Non penso che il problema si possa ridurre alla sola questione liturgica. Solo questo non basterebbe e il problema, se fosse solo questo, sarebbe di competenza di altra Congregazione. Se il problema fosse stato semplicemente l’ideologia di qualche scheggia impazzita sarebbe bastato colpire i singoli sovversivi, senza mettere le manette all’intera congregazione. Dunque … c’è evidentemente dell’altro. Come disse il Divo: “a pensare male si fa peccato, ma spesso s’indovina”. Ed ecco che allora una spiegazione potrebbe essere riscontrata sul piano delle relazioni umane interne all’ordine. Relazioni insane, torbide, un clima ermetico e non cristiano. Mi ricordo ciò che scrisse Giulio Maria Scozzaro ex FI, ex prete, ex tutto, ma in questa sua singolare situazione da fuoriuscito, chissà che non dicesse la verità, in fondo lui ha vissuto per anni in quell’Istituto quindi potrebbe essere anche chiamato a testimoniare: “comportamenti dittatoriali e crudeli di Padre Manelli”, “le vessazioni, i ricatti, le oppressioni, il fanatismo e l’adorazione di Padre Manelli, una degenerata vita religiosa simile ad un lager”, “le accuse a Padre Manelli comprendono una documentazione ampia di fatti gravissimi”, “vere e provate ingiustizie e corruzioni testimoniate da centinaia di persone, soprattutto di quelle coinvolte in situazioni strane, non reagirebbero più con disgusto al corretto provvedimento della Chiesa. Moltissimi Frati e Suore per i comportamenti dittatoriali e vessatori di Padre Stefano Manelli hanno subito esaurimenti nervosi e ricoveri negli ospedali, centinaia di Frati sono fuggiti dall’Istituto per passare in altri Ordini, nelle diocesi o restare in famiglia, altri hanno patito vendette abominevoli perché veniva messo in discussione il suo comportamento tirannico. Molti ex Religiosi dopo essere fuggiti dagli Istituti di Padre Stefano Manelli hanno avuto una violenta repulsione per il sacro e non vanno più a Messa, non pregano più e si sono schierati contro la Chiesa. Come si spiega questo comportamento? Sono passati da un eccesso ad un altro, tutti loro sono state vittime di maltrattamenti morali e di un plagio schiacciante, arrivando a odiare la Chiesa perché non è intervenuta per fermare Manelli”. “Sono a conoscenza che fin dal 1998 (15 anni fa) Frati e Suore si erano rivolti alla Congregazione denunciando scandali e la vita spirituale opprimente ed opposta alle indicazioni della Chiesa, in quanto Padre Stefano Manelli ignorando le indicazioni della Chiesa aveva creato una nuova religiosità settaria improntata sulle minacce e prepotenze morali, sui ricatti di finire all’inferno, sull’emarginazione e dalla paura che incuteva di spedire come un pacco postale nelle Nazioni lontane e povere, chi non si sottometteva a qualsiasi sua imposizione. “Non agisce da cristiano”. Questo lo diceva nel 1998 di Padre Stefano Manelli l’ex Sotto-Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, Padre Torres, ai Religiosi che denunciavano le irrazionali oppressioni di Padre Manelli. Questo Sotto-Segretario disse che occorreva urgentemente una accertamento con l’invio di un Visitatore apostolico, ma aggiunse che Padre Manelli era protetto da chi “non ama né la verità né la giustizia”. “Molti Frati con notevoli carismi e molto spirituali, non appena facevano notare, a Padre Manelli, il perduto originario carisma francescano, venivano spediti immediatamente in Russia, in Africa, in Brasile, comunque lontani e diffamati nelle comunità per far perdere ogni credibilità.” “Molti Frati con notevoli carismi e molto spirituali, non appena facevano notare a Padre Manelli il perduto originario carisma francescano, venivano spediti immediatamente in Russia, in Africa, in Brasile, comunque lontani e diffamati nelle comunità per far perdere ogni credibilità. […] Queste sono solamente poche cose di quanto è stato denunciato dai Religiosi, essi hanno costretto la Congregazione ad intervenire, ma da quanto si conosce in giro, ci sono genitori di ex Frati e Suore ridotti a larve umane a causa di esaurimenti nervosi e di ricoveri in psichiatria, che vogliono presentare esposti e richieste di indagini alle Procure dei luoghi dove sono avvenuti imposizioni contro la salute fisica e che calpestano tutto il Vangelo di Gesù Cristo.” “C’è chi parla di induzione al suicidio per le mancate cure mediche e il fanatismo esagerato, volevano le guarigioni senza l’uso delle medicine ma con le solo preghiere … Non voglio esprimermi su queste accuse, eventualmente sarà la Magistratura ad indagare e a fare chiarezza. Non voglio rilasciare qui cosa ne penso, se c’è stato qualcosa saranno altri a evidenziarli”. Restiamo in attesa di sapere cosa c’è dietro e speriamo che le autorità rendano conto anche ai fedeli delle loro azioni”.  Micus