sabato 20 dicembre 2014

MANELLIANI – 6 LA BUFALA DEL PARTITO DI DE MATTEI

MANELLIANI –  6

Questo intervento è stato pubblicato sul sito pellegrini nella verità (Croce-via) (cfr. http://pellegrininellaverita.wordpress.com/2014/06/23/francescani-dellimmacolata-papa-francesco-e-lermeneutica-della-continuita/comment-page-1/#comments), come  commento    fatima1960 —  27 giugno 2014 • 19:53. Lo proponiamo come ulteriore approfondimento sul caso degli FI.

 LA  BUFALA  DEL  PARTITO  DI  DE MATTEI


 Una nuova bufala di De Mattei.
In merito all’articolo apparso su Corrispondenza Romana, n. 1347 del 25 giugno 2014, (http://www.corrispondenzaromana.it/il-partito-del-commissario-volpi-in-udienza-dal-papa/) rileviamo quanto segue.
1)  L’articolo inizia sollevando dubbi e sospetti sul fatto che l’articolo è stato pubblicato dieci gironi dopo l’avvenimento. Cosa significa che la notizia non è stata data subito? Per questo non sarebbero veri i contenuti? Che c’entra questa constatazione col vero problema? Le notizie se non sono di giornata, come i cornetti al mattino, sarebbero meno vere?  L’udienza è avvenuta con un preavviso più breve del normale. L’Istituto, in quanto tale, era tenuto alla discrezione al riguardo ed ha rispettato tale consegna. Bisogna chiedere a Tornielli perché l’ha pubblicato in quella data e in quei termini.  Inoltre solo Tornielli è responsabile della notizia da lui stesso poi corretta in seconda battuta. Persino chi è favorevole ai manelliani non ha potuto fare a meno di sottolineare “la leggerezza con cui Tornielli scrive per poi rimangiarsi quel che scrive”. Inoltre anche gli stessi francescani dell’Immacolata e gli attuali legittimi superiori possono chiedere a Tosatti: “Ti sei documentato? E da chi?”.
2) L’articolista di De Mattei assicura che uno dei nuovi superiori si è accostato all’orecchio del Papa e gli ha sussurrato di non credere alle cose dette da quel tale frate. Ora che ne sa De Mattei e il suo articolista di quanto è stato detto all’orecchio del Papa? C’era lui e il suo articolista dentro l’orecchio del Papa? Ha forse inserito il vivavoce? Se la frase è stata veramente sussurrata evidentemente l’ha sentita solo il Papa. Come fa lui a sapere che cosa è stato sussurrato all’orecchio del Papa? Ha forse i superpoteri come superman? Oppure si vuole accreditare come un personaggio paranormale e telepatico?
3) Cosa c’entra che mancano i fondatori? Ma è possibile che non si renda conto che essi sono stati rimossi (quindi decaduti), che l’Istituto è commissariato, che essi e tutto l’istituto sono oggetto di una indagine di cui proprio i fondatori e i loro “colonnelli” sono considerati responsabili e che in queste condizioni, se vogliono parlare col Papa, devono chiedere un’udienza privata? Con quale conoscenza approfondita e con quale diritto De Mattei e il suo articolista si permettono di infangare il Papa e la Santa Sede, dicendo che in merito al commissariamento si tratterebbe solo di un’azione e di una persecuzione ingiusta? L’eventuale partecipazione dei fondatori (decaduti), in quel momento, sarebbe stata, solo come metodo, assurda e inopportuna, e questo senza neanche voler entrare nel merito delle responsabilità nella situazione dell’Istituto. Quando la Chiesa commissaria non lo fa al buio, (come insinua De Mattei) o addirittura prima di conoscere gli eventuali problemi. No, lo fa quando ha la certezza della gravità della situazione e delle responsabilità di coloro che sono commissariati. Il Papa così come la Congregazione, come il Segretario di Stato, la Congregazione per la dottrina della fede, in questi mesi hanno ricevuto centinaia di lettere e centinaia di testimonianze dirette da comitati, singoli, religiosi e sacerdoti legati direttamente o indirettamente, e i temi delle molte rimostranze, come ha dimostrato nell’incontro a Santa Marta, li conosce sin nei particolari. Il Papa non ha da capire solo oggi chi ha ragione o chi ha torto, quello Lui lo sa già ed è per questo che ha mandato a governare l’istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata il suo Commissario P Volpi. Questo è ciò De Mattei e il suo articolista fingono di non capire con  questi petulanti e pretestuosi articoletti mentre continuano a rilanciare la bufala che il Papa non sa, che è informato male, che ci sono i cattivi che vogliono fare del male al santone Manelli. L’incontro aveva il solo scopo di rassicurare tutti che chi deve essere informato è informato e approva i provvedimenti adottati. Punto e basta. Il resto sono fantasie di De Mattei e del suo articolista.
4) I partecipanti all’udienza sono stati stabiliti dal Papa stesso, che ha voluto convocare solo ed esclusivamente i formatori e i formandi, accompagnati – ovviamente –  dalle Autorità attuali cioè solo le legittime autorità attualmente in carica.
5) In merito al divieto di porre domande spontanee, l’articolista non si accorge che il Papa, in un lungo incontro durato 1 ora e 45 minuti, ha risposto invece proprio ad un  serie di domande – che a differenza di quanto riportato dall’articolista c’erano e sono state fatte – e che almeno una domanda spontanea, comunque c’è stata da parte del novizio che ha chiesto di ricevere i Fondatori!  L’incontro con il Papa è stato registrato audio e video proprio perché potrà essere di grande aiuto ai frati e per chiarire anche il ruolo e la posizione attuale dei fondatori e del carisma. Qualcosa di ufficiale uscirà.
5) L’articolista di De Mattei si lamenta che “Tornielli avrebbe riportato solo alcune cose e non altre e non si capirebbe perché”.  Bene se lui veramente le conosce queste altre cose dette (fa credere infatti di possedere maggiori informazioni), perché non le ha trascritte nel suo articolo? Perché non le ha divulgate? Quale difficoltà aveva a scriverle? Forse non gli facevano comodo perché smentiscono il suo ripetitivo mantra e la sua indimostrata tiritera di base?  L’incontro con il Papa è stato registrato e alla luce di questa testimonianza mediatica oggettiva, l’articolista dovrà, come Tornielli, correggere le sue affermazioni. Il Papa ha ribadito che Padre Volpi ha puntualmente eseguito i suoi ordini, informandolo regolarmente dell’opera svolta insieme alla Congregazione così come era tenuto a fare da decreto apostolico. Quello che De Mattei e l’articolista non capiscono è che se è vero che il fondatore apre il carisma, il Papa ha chiarito che  “una volta riconosciuto un Istituto, spetta alla Santa Sede garantire la conformità della sua ispirazione e della sua azione con il Magistero della Chiesa. Con il riconoscimento, in altre parole, un Istituto diviene pertinenza della Chiesa, e non di chi lo ha fondato”. Il Fondatore o i Fondatori non sono i “padroni” assoluti e intoccabili dell’Istituto,
6) Altra bufala dell’articolista di De Mattei è che il Papa non ha per niente raccomandato ai frati di essere come gli “zingari”, ma esattamente il contrario: “…..per favore, Francescani dell’Immacolata, non diventate zingari!”, cioè non fate un vita solo da nomadi. È una ulteriore dimostrazione dell’inaffidabilità e dell’inattendibilità di De Mattei che invece i tradizionalisti concepiscono come il loro guru e il loro “profeta” (sic!) di cui ogni parola sarebbe addirittura una specie di vangelo!
7) In questo Istituto, come emerge dal Decreto di nomima del Visitatore apostolico bisognava correggere “stato della comunità, vita di comunione fraterna, stile di governo del Superiore Generale, formazione dei giovani religiosi e dei candidati al sacerdozio, rapporti con la Congregazione delle Suore Francescane dell’Immacolata”; nel Decreto di nomima del Commissario apostolico sono state aggiunte altre due aree su cui indagare: “l’organizzazione delle attività apostoliche; la corretta gestione dei beni temporali”. L’Istituto viene semplicemente depurato delle deviazioni che la Santa Sede ha ravvisato e ha prescritto di correggere.
Per queste e altre notizie (cfr. Chiarimenti istituzionali sulle “imprecisioni” di Corrispondenza Romana”) consigliamo tutti di consultare sempre il sito ufficiale dei francescani dell’Immacolata (http://www.immacolata.com/index.php/it/)
Fatima1960

 RIPORTIAMO  SOLO ALCUNI COMMENTI POSTATI SOTTO LO STESSO  ARTICOLO  DI  CROCE-VIA

Frate felice  —  26 giugno 2014 • 10:55
Sono felice di poterti rispondere triste confratello. Ovviamente credo a quanto ho scritto relativamente alle uscite e sfido chiunque a dimostrare il contrario: le richieste di Indulto sono “scritte” e portano nome e cognome del frate e quelle dei professi semplici sono trattate direttamente dal Commissario le altre, Sacerdoti e professi perpetui dalla Congregazione, ma tutte sono obbligatoriamente registrate. Coloro che sino ad oggi hanno manifestato più insofferenza per il Commissariamento dell’istituto e per i provvedimenti adottati e hanno abbandonato sono come dichiarato non più di 40. Altri possono essere in attesa dell’indulto ma come saprai la Congregazione si è riservata il diritto di concederlo caso per caso e sino ad allora ognuno dovrà rimanere al loro posto. Se è questo lo stato di costrizione al quale ti rivolgi be non è certo una novità studiata per noi FI oggi ma è la prassi di chi sceglie la Chiesa, la via Religiosa, la Consacrazione -con i Voti di Obbedienza ecc- Sarebbe un po comodo volersi consacrare al Signore nella Chiesa e poi voler essere svincolato dagli obblighi a richiesta, sul momento e voler scegliere in autonomia la propria destinazione. … chi pensasse così avrebbe fatto lo stesso sbaglio di coloro che “provano” a sposarsi: anche per loro il divorzio comporterà obblighi e rispetto dei tempi.Mi parli di Matteo Moni l’ex novizio che al termine dell’udienza del Papa ha rivolto la sua preghiera per i nostri fondatori: Scrive lui che il Papa è rimasto in silenzio. Sinceramente non mi ha sorpreso e anzi, con tutto il rispetto per la sincerità e bontà di Matteo, mi avrebbe sorpreso il contrario. Mi spiego: il Papa a quel punto aveva risposto alle domande sulla bontà del governo di P Volpi, sulle scelte più sofferte che ci hanno colpito – seminario-, sul fatto che è la Chiesa che è garante del Carisma, sul fatto che è il Papa il garante della Ortodossia, che lui ci segue passo passo come a volerci dire che non siamo “orfani” e il novizio si mette a dirgli Santità ma perché non riceve i fondatori? Umanamente fa tenerezza ma concretamente Matteo ha dimostrato di aver capito poco di quanto il Papa, con la sua presenza, ci stava dicendo. I nostri fondatori certamente faranno bene a chiedere udienza, a parlare direttamente con il Papa. Ma considera che P Volpi ogni volta che voleva parlare con P Stefano questo gli ha mandato un certificato medico e dall ottobre della prima richiesta di incontro per il chiarimento di aspetti essenziali dell’istituto ha potuto vederlo a tu per tu a fine gennaio 2014. Ti sembra collaborazione questa? Ti sembra buona cosa che il Papa debba cercare per noi un Convento a Roma, per far studiare gli studenti, perché coloro ai quali il MG P Manelli ha consegnato i beni dei FI ci hanno buttato fuori con sfratto? Purtroppo per P Stefano il Papa conosce anche queste cose che insieme a quelle avvenute prima del Commissariamento non depongono tanto a suo favore.  Dispiace ma è così  fraterni saluti frate felice
Questo sito ha più volte e in molti modi messo in guardia contro i giochi di prestigio operati dai tradi-protestanti (o tradi-modernisti) De Mattei, Siccardi, e quanti altri. Ciò che è veramente curioso è lo sconclusionato articolo di De Mattei (Corrispondenza romana, 18 giugno 2014 dal titolo “La nuova teologia di Suor Fernanda Barbiero”) in cui, contro la consacrata si utilizzano parole scollegate dal contesto, scelte e selezionate in modo strumentale da De Mattei per infangare Suor Fernanda. De Mattei è abituato a tagliare e cucire ciò che gli fa comodo (come fanno anche a volte chiesa e post concilio,messainlatino.it, libertà e persona, Vigiliae Alexandrine”, Una fides”), sarebbe bastato solo leggere l’articolo nella sua completezza per inquadrare quelle frasi nel loro significato giusto. Per onestà giornalistica riporto le frasi di Suor Fernanda che, guarda caso, si trovano poi anche nello stesso articolo di De Mattei e che erano già sufficienti quindi ad inquadrare bene l’oggetto delle sue affermazioni. L’articolo ha un titolo (La vita religiosa abita ancora la storia?) che chiarisce subito in quale contesto la Suora vuole offrire una riflessione. «La storia per l’uomo spirituale è l’elemento in cui si muove la vita dello spirito. La vita spirituale – inoltre – noi l’abbiamo messa dentro una storia individuale di salvezza, di redenzione, di purificazione, in cui il risultato dipende in gran parte dalla grazia, dall’aiuto che viene dall’alto. Così i religiosi hanno fatto della vita una occasione e una preparazione per il cielo. C’è da augurarsi un cambio rivoluzionario nelle nostre comunità. La grazia della libertà che Cristo ci ha donato non è la libertà dalla materia, dal sensibile, come ci insegnava una filosofia spiritualista, ma è una libertà dentro le cose, dentro la storia. Lo Spirito non ci libera separandoci dal materiale, come ci insegna il platonismo, ma ci libera assumendo la sua realtà che implica un essere con gli altri e un essere con le cose». /…/ «Bisogna superare il dualismo nell’etica, nella relazione. Il vero ateismo è questa separazione di Dio dall’umano. Non si tratta di rinunciare al trascendente. Occorre raggiungere il trascendente passando per l’umano o più esplicitamente l’etico”. Tutto in linea, quindi, come ha giustamente ipotizzato Simon. Come si vede De Mattei, con i suoi squinternati vaneggiamenti è andato fuori strada e forse sarebbe meglio che si dedicasse ad una più proficua (per lui) caccia alle farfalle, in cui sembra essere essperto. Inoltre Suor Fernanda scrive articoli sulla rivista dell’USMI da anni: guarda caso mai De Mattei si era stracciato le vesti nel passato, mai una parola su di lei, mai si era preso la briga di andare a leggere gli articoli della Suora. Guarda caso ha iniziato la sua solita storia di fango e di calunnie, solo quando Suor Fernanda è diventata Visitatrice della Suore “manelliane” dell’Immacolata. Insomma De Mattei se anche il pizzaiolo all’angolo della strada facesse affermazioni contro i manelliani, De Mattei si metterebbe subito a scrivere qualcosa per dipingere il povero pizzaiolo come un mostro, così ha fatto (sembra essere il suo mestiere!), in modo disonesto, anche con i Visitatori e i Commissari nominati legittimamente dalla Santa sede per una azione di cui la Santa Sede ha tutta la piena titolarità e tutta la piena legittimità. De Mattei ha scritto anche un altro articolo senza testa né coda (Corrispondenza romana, 27 giugno 2014, “Christianus mihi nomen est, catholicus cognomen”) solo per difendersi (finalmente viene contestato e messo sotto giudizio proprio dai FI) dalle critiche che gli ha rivolto un Francescano dell’Immacolata Padre Angelo Geiger che, analogamente a questo sito, lo ha etichettato come tradi-protestante o meglio come “cripto-lefebvriano” e lui ha cercato addirittura di girare la frittata affermando che il cripto-lefebvriano sarebbe il vero cattolico!. Ma De Mattei se li rilegge i suoi cosiddetti articoli prima di pubblicarli? Ma si rende conto della faziosità, dell’unilateralità e sinceramente delle corbellerie che va propalando? E coloro che frequentano questo sito leggono veramente con attenzione gli articoli pubblicati? La cosa veramente strana – e questa sì curiosa – è che il figlio di De Mattei, Rodolfo, ha sposato una ex suora di Manelli, uscita durante il noviziato (Maria Vittoria) perché non condivideva degli aspetti della vita di quell’Istituto. Quindi una testimonianza c’è l’ha già in casa. Come mai allora De Mattei non fa almeno tesoro dell’esperienza vera e viva della nuora e invece si accanisce, a testa bassa, a sfornare, ogni settimana, articoli faziosi e ingiuriosi contro chi ha ricevuto l’incarico legittimo dalla Santa Sede di fare verifiche e correggere proprio gli aspetti negativi della vita di quell’Istituto?
 
Sul sito ufficiale dei francescani dell’Immacolata è stata pubblicata questa preziosa lettera-testimonianza di un frate che, nella sua semplicità, conferma tutto quanto da tempo su questo sito, in vari interventi qualificati, è stato sempre sostenuto.  (http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/ffi-news/285-lettera-aperta-di-un-frate-studente). Fra Terrance Chartier, con semplicità, ha indicato ciò che anche tutti noi, da tempo, sosteniamo: gli attacchi continui contro il Commissario Volpi, il segretario Bruno e la nuova gestione dell’Istituto, voluta dal Papa e dalla Congregazione, nascono da uno spirito malevolo, poco religioso e poco cristiano. Papa Francesco ha spiegato che questo spirito di attacco, di divisione, di agitazione e chiasso proviene dal Diavolo. L’uso dei media come strumento di attacco contro la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e in modo particolare contro il Commissario, contro Padre Alfonso e contro il Papa stesso, è una tattica che non fa altro che aumentare lo spirito di rancore e di risentimento dentro l’Istituto e dentro la Chiesa. Sono i partigiani della legge del taglione: “occhio per occhio, dente per dente” ossia di uno spirito di vendetta. Pensate a tutto il lavoro sporco svolto da Roberto de Mattei in questo periodo: raccolta firme – quale novello Pannella – addirittura per far dimettere il commissario Volpi, squallidi e faziosi attacchi settimanali sul suo foglietto on line, prima contro il Visitatore apostolico Mons. Todisco, poi contro padre Volpi e P. Bruno, poi contro Suor Fernanda, poi contro il Card. Aviz. Una disinformazione costante e studiata per aizzare gli animi contro la Santa Sede e per operare, di fatto, un linciaggio mediatico. Se non è opera del diavolo (come dice il Papa) questa! Pensate a tutto l’odio e il veleno fomentato contro il commissariamento dai siti internet tradizionalisti (chiesa e postconcilio,messainlatino.it, acta apostaticae sedis, vigiliae alexandrine, una fides e, a parte, rispetto a questi libertà e persona), chiaramente di impostazione lefebvriana o sedevacantista. Pensate a tutto il veleno fomentato dai manelliani, a vari livelli, contro la Santa Sede e il commissariamento (cfr. anche il gruppo facebook “in difesa dei francescani dell’immacolata). Grazie Fra Terrance vero frate francescano dell’Immacolata ma, grazie a Dio, non manelliano!