sabato 20 dicembre 2014

MANELLIANI – 7 NUOVI E VECCHI ATTACCHI CONTRO IL GOVERNO DEGLI FI

MANELLIANI  –  7 

 

Ribadiamo che ciò che conta sono e saranno solo ed esclusivamente le conclusioni, espresse in documenti ufficiali, che la Santa Sede indicherà al termine del Commissariamento apostolico e quindi, sin da ora siamo pronti ad accettarle in pieno. Fino a quando la Chiesa non si pronuncerà ufficialmente come è lecito che i discepoli di Manelli ne parlino sempre e solo in termini di esaltazione e di elogio, in questo momento e fino alla conclusione delle indagini è altrettanto lecito, per chi ne ha esperienza o conoscenza, produrre testimonianze, riflessioni, documentazioni e opinioni personali  sui punti negativi dell’Istituto e sostenere con vigore la necessità, la giustezza e la piena legittimità del  commissariamento, opponendosi anche ad una illecita canonizzazione in vita che non rientra nella Tradizione della Chiesa.   Inoltre affermiamo che noi distinguiamo nettamente il De Mattei professore di storia dal De Mattei  pubblicista, per cui le nostre osservazioni riguardano solo la produzione giornalistica del De Mattei pubblicista. 

 NUOVI  E  VECCHI  ATTACCHI   CONTRO  IL  GOVERNO  DEGLI  FI

Questo intervento è stato pubblicato sul sito pellegrini nella verità (Croce-via) (cfr. http://pellegrininellaverita.wordpress.com/2014/07/17/nuovi-vecchi-attachi-contro-il-governo-degli-f-i/).  Lo riproponiamo con qualche nostro commento e aggiornamento, perché riteniamo che, oltre ad essere ricco di informazioni e di documentazione, permane il valore delle considerazioni di base in esso esposte.

 DE  MATTEI:   STUPIDAGGINE  CONTRO  GOVERNO DEGLI  F.I.

Con un grave atto di ingerenza nella vita interna dell’Istituto dei Francescani dell’Immacolata, guidati dai nuovi ed unici legittimi superiori (quelli precedenti sono stati rimossi e quindi decaduti) il foglietto on line di De Mattei (8 luglio 2014), con una nuova bufala si permette, con proclami roboanti e con sparate da avanspettacolo, di accusare il Commissario Volpi addirittura di liquidare il diritto della Chiesa. (http://www.corrispondenzaromana.it/francescani-dellimmacolata-il-commissario-volpi-liquida-il-diritto-della-chiesa/). La bufala è palese e la boutade chiaramente malevola e non fa onore al barone romano Roberto (e compagni). Si tratta, come ha ben detto Frate Felice, “dell’ennesimo episodio di stupidaggine ideologica urlata contro il governo “legittimo” di noi FFI e spacciata per “attacco al diritto”.

SETTARISMO  TRADIZIONALISTA

1) L’articolista di turno, assoldato questa volta, è il marito di quella che, in altro articolo precedente su questo stesso sito, abbiamo definito, , la “papessa Siccardi” (cfr. http://pellegrininellaverita.wordpress.com/2014/02/05/i-frati-dellimmacolata-e-la-papessa-siccardi/) e a quell’articolo rimandiamo per comprendere il tipo di gabbia mentale e dideformazione ecclesiologica di base da cui parte anche il foglietto di De Mattei. Ma è la stessa musica di chiesa e post concilio, di messainlatino.it, di “Una fides”, di “Vigiliae Alexandrine”,  di Riscossa cristiana (che è solo una delle “gambe” del “polipo” De Mattei) ed è la stessa  musica del gruppo  facebook in difesa degli FI, espressione pura di quel “comitato dell’immacolata” che non rappresenta l’Istituto (cfr.http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/ffi-news/286-il-comitato-dell-immacolata-non-ci-rappresenta). È la mentalità  ottusa tipica dei tradizionalisti e del loro fanatismo settario. Credono che la Tradizione  si è  ritirata  a casa loro e il Magistero si sarebbe rifugiato solo nelle loro conferenze. Vedono, in modo ideologico, NELLA SANTA SEDE UN NEMICO DA ABBATTERE, UN ESTRANEO DA COMBATTERE, UN AVVERSARIO DA COLPIRE E DEMONIZZARE,  prima e indipendentemente dai fatti in questione. I fatti, per loro, sono solo lo sgabello per questa loro paranoica battaglia perduta. La vera persecuzione è quella subita dal Card. Aviz, dal Commissario, dalla Visitatrice Suor Fernanda, da P. Alfonso, P. Angelo Geiger e da altri ancora, e posta in atto da questi tradi-modernisti con il loro quotidiano linciaggio mediatico e con l’infangamento costante: un furbesco e malevolo polverone mediatico per impedire l’indagine e inquinare le prove. Allo stesso modo i veri abusi sono i metodi e i comportamenti disonesti e scorretti messi in atto dai manelliani che continuano a disprezzare, contestare, ostacolare e ad opporsi al  commissariamento voluto dal Papa. I tradi-modernisti cercano di strumentalizzare il caso doloroso degli FI, solo per i loro interessi di cassetta, per la loro settaria strumentalizzazione della messa tridentina e degli FI come lotta di classe contro la Santa Sede, il Papa e chiunque agisce per eliminare le derive presenti in questo Istituto. Questo articolo è l’ennesima concretizzazione della “organizzazione pilotata della sommossa sotterranea /…/ con amici compiacenti che sui blog e a mezzo stampa hanno inneggiato alla rivolta, alla disobbedienza, alla diserzione dei frati affinché l’istituto non sopravvivesse nelle mani dei Volpi di turno” (Frate Felice).

ABUSI   DI  ALCUNI  MANELLIANI

2) Ma  quale  liquidazione del diritto di cui blatera Manetti! Il diritto, in realtà, l’hanno liquidato quei frati manelliani che se ne vanno in giro dove vogliono e quando vogliono, assentandosi a loro arbitrio, senza chiedere a nessuno e senza dar conto a nessuno e senza farsi autorizzare, come è loro dovere, per le loro fughe dimostrando ancora una volta di seguire un tipo di obbedienza modernista che sceglie di volta in volta a chi obbedire a seconda delle convenienze individuali.  Il Commissario ha solo preso un provvedimento per arginare scorrettezze e disonestà di comportamento dimostrato da certi frati, con i loro allontanamenti selvaggi e fuori ordinanza che hanno fatto saltare la normale disciplina di ordinaria gestione dell’Istituto. Il provvedimento è quindi solo una risposta ad hoc verso questi abusi per impedire che si ripetano. Nessun  presunto significato universale, dunque come insinuato dall’articolista. Ben ha specificato con obiettività la causa del provvedimento Frate Felice sul sito Croce-via, l’11 luglio 2014, ore 17:41. “Molte volte infatti il P Commissario ha dovuto letteralmente penare per sapere dove si trovava in quel momento il tal Padre. Del perché non fosse presente alla sua residenza, perché si fosse fatto sostituire da giorni senza che nè lui nè il Segretario G ne sapessero niente, perché fosse rientrato in Italia all’insaputa dei responsabili e così via e di questi episodi in questi mesi ne sono capitati a iosa. /…/ Tanti di suddetti episodi hanno fatto scattare la necessità di un controllo diretto ma non c’è per niente da strapparsi le vesti. Il mea culpa infatti non tocca certo a P Volpi ma a coloro che approfittando della fase di Commissariamento,  per utilità proprie – legittime o meno- hanno messo in pratica comportamenti che prima, nell’era di P Stefano Manelli Ministro Generale, erano IMPENSABILI. Difatti se un frate o un Padre si fosse spostato per più giorni all’interno della delegazione o dall’estero senza informarne P Gabriele (Delegato) o direttamente P Stefano magari anche attraverso i Consiglieri, questo frate non avrebbe fatto un lungo cammino. Eppure a nessuno prima era venuto in mente di gridare all’abuso di autorità. /…/ Cos’è cambiato oggi per questi frati?”. Dunque facevano prima esattamente ciò che oggi è stato disposto dal Commissario, sono solo cambiati  i legittimi superiori di riferimento. Tutto qui. E allora  perché tutto questo polverone inutile e dannoso?
3) Si vuole un’altra prova della disonestà dei manelliani? Chi ha trasmesso abusivamente questo documento all’articolista? Se questa è una nota solo interna per le case di ogni Istituto FI,  nota  non pubblicata sul sito ufficiale degli FI, chi l’ha inviata clandestinamente a De Mattei o al suo articolista? È evidente che si cerca il sabotaggio mediatico e la giustificazione per le ribellioni disciplinari. Si tratta solo di mezzucci sottobanco per non accettare e sbeffeggiare l’autorità del Commissario. Essi non vogliono accettare che c’è il commissariamento e che nel Decreto di nomima era scritto che il commissario “assumerà tutte le competenze che la normativa particolare dell’Istituto e quella universale della Chiesa attribuiscono al Governo Generale”.
L’articolista di De Mattei e De Mattei stesso, si sono presi la briga di informarsi di quali e di che tipo di abusi il provvedimento vuole impedire la reiterazione? Non si prendono forse provvedimenti simili in qualsiasi ambito o realtà dove si manifestano abusi rispetto alle regole condivise quando esse vengono infrante? E allora dov’è il problema? L’articolista di De Mattei e De Mattei stesso, forse sono interessati solo a difendere le scorrettezze  e le disonestà  di questi manelliani perché le condividono? Perché vogliono fomentare la ribellione e il disprezzo?
4) De Mattei e il suo articolista – in conformità alla natura ideologica del De Mattei (ben evidenziata da padre Angelo Geiger) hanno lo scopo preciso di aizzare e fomentare la rivolta e la disobbedienza contro le legittime autorità, una lotta di classe interna contro i legittimi superiori attuali (quelli di prima sono decaduti) e contro la Santa Sede all’esterno, imbastendo una narrazione dei fatti surreale  e fittizia. Quella di De Mattei non è forse semplicemente un’azione rivoluzionaria fatta da uno che si definisce (falsamente) contro-rivoluzionario? In questo modo, De Mattei e il suo articolista, non introducono e promuovono loro quello spirito rivoluzionario che, a parole, ma solo a parole, vorrebbero combattere? Si tratta, ripetiamo, di un provvedimento di sola disciplina interna che non ha nessun significato estraneo o esterno ad una semplice ricomposizione del normale ordine interno di un Istituto. La norma indicata sta dentro il normale voto di obbedienza di ogni religioso e in più anche dentro il normale voto mariano di quest’Istituto. Il solito strumentale polverone del solito De Mattei, innescato, forse, proprio da quei frati, che di quelle scorrettezze si sono resi protagonisti e che vogliono continuare a praticare quelle disonestà.  Il sito ufficiale degli FI – come riportato da Simon – ha pubblicato una competente smentita alle bufale di De Mattei (http://www.immacolata.com/index.php/fr/35-apostolato/ffi-news/289-risposta-alle-obiezioni-di-carlo-manetti)

CARISMATISMO   E   MODERNISMO  

L’articolista di De Mattei introduce la sua fuorviante e surreale narrazione dei fatti insinuando con una sparata propagandistica che il commissario Volpi, come i modernisti, per privare la Chiesa (sic!) del diritto giuridico farebbe il carismatico nel tagliare e cucire come gli pare. Abbiamo già dimostrato la conformità al diritto dei provvedimenti di Padre Volpi. Riportiamo questa scivolata di Manetti, solo per contestargli “da quale pulpito viene la sentenza” in quanto il carismatico, il “tumore” come lui stesso l’ha dipinto, paradossalmente, c’è l’ha già in casa. Infatti già Fra Felice e altri al corrente di simili fatti, ci hanno ragguagliato sul fatto che Manelli, sbagliando clamorosamente, avevaprofetizzato, sempre con sguardo rapito nel vuoto, che per il marzo 2013 sarebbero venuti i tre giorni di buio, al punto che le solite suore avevano già procurato le candele prescritte per quei giorni. Un’altra conferma del falso carismatismo del Manelli viene, in tempi non sospetti, da un commento di un lettore pubblicato su un sito tradizionalista, non certo sospettabile di pregiudizio verso Manelli, ma invece schierato a testa bassa dalla parte dei manelliani: “Se l’Istituto funzionava bene non si arrivava al commissariamento. Molti laici vivono di paure come la “tre giorni di buio” che doveva arrivare, secondo p. Manelli, il 21 marzo 2013 o Benedetto XVI che, sempre a detta del Manelli, avrebbe dovuto essere ucciso alla domenica delle Palme del 2012. È serio, questo? (cfr. messainlatino.it, 27 agosto 2013 20:34 commento all’articolo: “F.I. – il questionario inviato ai frati da parte del Visitatore apostolico mons. Vito Todisco). Sempre su messainlatino.it  è stato pubblicato un commento che fa ancora più luce su questo funambolico carismatismo del Manelli. “Si tratta di un falso carismatico-pentecostale che, con la complicità di tanti nel suo Istituto, si spaccia per detentore di un presunto (e falso) infallibile discernimento delle vocazioni: con questa tecnica ingannevole suggestiona tanti ad entrare nel suo Istituto. Un forte clima di plagio ha creato questo grottesco mito: chi non entra nell’Istituto alla data precisa da lui profetizzata (sempre con fare estatico), viene convinto che perderà addirittura la vocazione, mentre chi non entra proprio viene suggestionato che andrà addirittura all’inferno o cadrà in una vita di peccato”. (Precisiamo che per noi non sono certo in discussione i carismi, ma solo il fatto che una persona simula falsamente di avere un carisma che non ha). Forse nessuno come lui, di vocazioni, ne ha sbagliate centinaia: in 10 anni da quell’Istituto sono andati via circa 200-250 tra frati e suore che hanno preso tutti altre strade. Questo, insieme al fatto che l’Istituto ha mirato soprattutto a fare “numero”, è la tecnica con cui vengono reclutate le vocazioni. E questo non è una forma di settarismo?” (cfr. messainlatino.it, articolo “Frati F.I. e il Papa: i chiarimenti di p. Lombardi”; commento 30 giugno 2014, ore 17:48). Nello stesso intervento si riporta che proprio su quello stesso sito è stata pubblicata una testimonianza di un ex frate il quale affermava che “era contento di essere andato via da un istituto ormai diventato una setta” (cfr. messainlatino.it, 27 agosto 2013 20:45, commento all’articolo: “F.I. – il questionario inviato ai frati….). Ecco perché ha perfettamente ragione Fra Felice quando al termine del suo illuminante intervento, qui su Croce-via, conclude dicendo: “Tutte queste cose rendono bene l’idea di chi è P. Manelli e chi sono coloro che lo difendono: membri di una setta cui, per grazia, la Chiesa ha detto basta, adesso basta!”.  Manelli dimostri di essere obbediente alla Chiesa con i fatti: SMENTISCA gli articoli infanganti il commissariamento pubblicati in luoghi diversi o, meglio, chieda ai suoi adepti di porre fine alla loro campagna vergognosa contro la Santa Sede, SMENTENDO anche questa campagna, e DISSOCIANDOSI  da entrambe queste prassi non oneste. Solo così dimostrerebbe che non è lui e quei 5-6 che facevano parte del decaduto Consiglio generale, ad essere i mandanti di questa azione disonesta e sovversiva. Noi riteniamo che i 21 frati che hanno fatto esposto alla Congregazione sono veri eroi e in particolare, sono super-eroi i cinque frati più uno (P. Alfonso) e il commissario (P. Volpi) che hanno accettato una sofferenza indicibile per purificare l’Istituto dalle deviazioni che la Santa Sede ha ravvisato e ha prescritto di correggere. Essi sono i veri modelli, che lavorano nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa, non contro la Chiesacome tutta la pattuglia di tradi-modernisti che abbiamo indicato all’inizio. Il Papa ha nominato il Commissario, obbediscano al Commissario. Il resto sono solo chiacchiere e/o calunnie.

CONCLUSIONE

Basta solo lavorare secondo la vera Tradizione della Chiesa, in comunione col suo Magistero, per ottenere frutti apostolici, non c’è bisogno delle falsificazioni e dei funambolismi di Manelli. “DUE  VILLAGGI  AMERICANI CON TANTE  VOCAZIONI.  Negli ultimi anni dai due paesini, duemila abitanti in tutto, sono usciti 44 preti e 80 suore. /…/La parrocchia prega per un’ora ogni settimana per le vocazioni,  e si prega il S. Rosario ogni sera. I due paesi non sono stati investiti solo da molte vocazioni maschili, negli ultimi dieci anni infatti da Westphalia sono uscite 37 suore e 43 da Fowler” (http://www.tempi.it/il-record-di-fowler-e-westphalia-i-due-villaggi-americani-dove-la-crisi-delle-vocazioni-non-esiste-il-sacerdozio-e-nell-aria#.U8Coh5R_s28).Simon de Cyrène stesso aveva già indicato (9 luglio 2014 • 13:11):” “Conosco personalmente altri ordini che crescono impetuosamente e sono perfettamente in armonia con gli insegnamenti del Magistero attuale, ad esempio, la famiglia monastica di Betlemme, dell’Assunzione della Vergine e di San Bruno, http://www.bethleem.org/, che conta circa 800 sorelle e 200 frati dediti alla pura contemplazione eremitica nel loro caso con decine di entrate al noviziato ogni anno”. A cui aggiungiamo l’Istituto del Verbo Incarnato con 2000 tra frati e suore.
 RIPORTIAMO ALCUNI COMMENTI ALLO STESSO ARTICOLO PUBBLICATI SULLO STESSO SITO.
 Simon de Cyrène   17 luglio 2014 • 11:12
Ringrazio “fatima1960″ per questo riassunto della situazione concernente i F.F.I. : la neutralità di Croce-Via in questa faccenda ci obbliga moralmente a che anche il suono dell’altra campana sia sentita. Soprattutto, poi, se questa altra campana è autenticamente cattolica, in unione con il Santo Padre e la Chiesa tutta.  Ritrovo da un punto di vista pratico e concreto quel che avevo messo in evidenza dall’analisi del testo di De Mattei nel mio post precedente: i F.F.I. sono di fronte a  gente che concepisce la vita all’interno della Chiesa non come quello di una comunità peccatrice di uomini, malgrado tutti i malgrado, animata dallo Spirito Santo, ma come un luogo di conflitti di potere, dove Satana vince. Questa concezione della Chiesa di De Mattei prende le sue radici in una concezione sociologica della Chiesa, concezione sociologica che vede tutto in termini di lotte di potere, impregnata come è di marxismo nella sua origine fondante: l’uso del termine di “lotta di classe” da parte di fatima1960 bene esprime questa filiazione ideologica nel campo del tradi-protestantesimo dematteiano o del suo tradi-modernismo de facto. Ma questa battaglia ideologica di de mattei e com(p)ari non è solo “olfattivamente marxistoide” nella sua concezione ma anche nei metodi : SI CERCA DI DESTABILIZZARE IL “POTERE” LEGITTIMO, SOLO DATO ALLA CHIESA IN QUANTO CORPO DI CRISTO UNITA INTORNO AL CAPO E CHI LO RAPPRESENTA, E CIOÈ IL VICARIO DI CRISTO ED I VESCOVI IN UNIONE CON LUI, PROPALANDO CALUNNIE, SEMINANDO SFIDUCIA, ORGANIZZANDO COMITATI, CERCANDO DI CREARE EFFETTI VALANGA MOLTIPLICANDO REALTÀ, ASSOCIAZIONI, BLOGS CHE, IN FINE, TUTTE SONO NELLE MANI DI UNA SOLA PERSONA, implicitamente ed esplicitamente, mandando avanti un’agenda che non è né religiosa né spirituale ma solamente politica e cioè destabilizzare il governo della Chiesa sperando rimpiazzarlo da qualcosa d’altro più conforme alla propria ideologia.  Ed in questo gioco i F.F.I. non sono un fine: solo solo un mezzo ed il fatto che siano un mezzo appare chiaramente dal fatto che subiscono una persecuzione sistematica da parte di De Mattei e coloro che si autodefiniscono “manelliani” ma che sono solo un’altra forma di quella piovra politica che si rifà ideologicamente al tradi-protestantesimo e consimili. Possiamo rimanere neutri ma non dobbiamo essere dei babbei: costoro attaccano la chiesa e dobbiamo esserne coscienti. e la attaccano con metodi da “agit-prop” del secolo scorso.        In Pace
 Simon de Cyrène   17 luglio 2014 • 11:41
Vorrei fare un commento sulla “scoperta” di alcuni lati della personalità di P. Manelli F.I. che fatima1960 ce ne fa: ovviamente dal punto di vista di una sana epistemologia della testimonianza, queste affermazioni non ci danno un grande valore di certezza in quanto l’autore desidera e ne ha il diritto rimanere anonimo. Direi che questo tipo di affermazione va da essere comprovata e che nel frattempo bisogna considerarla solo come una possibile possibilità senza darne oltremodo valenza, sennò faremmo, mutatis mutandis, lo stesso sporcatissimo gioco che certi blogs della sfera anti-cattolica del mondo tradi-protestante che si nutrono di tali pettegolezzi e calunnie.  Questa “rivelazione” mi fa ricordare un problema analogo ad un’altra congregazione molto fiorente nell’ambiente francofono, quello dei “Frati di San Giovanni” (Frères de St Jean) dove anche lì il fondatore aveva tendenza a non guardare per il sottile chi chiamava alla vita religiosa con un atteggiamento mistico che ricorda quello descritto da Fatima1960: molte entrate e molte uscite, molte vite distrutte nel mezzo, ma un bottom line in fin dei conti positivo. Quando il fondatore morì, P. Dominique Philippe, il Vaticano ordinò di non incominciare nessun processo di canonizzazione, come alcuni frati e laici volevano in quanto lo avevano già beatificato da vivo, in quanto c’erano stati dei comportamenti morali non compatibili con l’essere un sacerdote, un religioso ed il fondatore di una nuova congregazione. Bottom line positivo non può essere una ragione sufficiente per canonizzare qualcuno da vivo: la Chiesa non può permettersi una filosofia morale utilitaristica, anzi la deve rifuggire, come Cristo stesso fece, l’uomo essendo sempre anche un fine e mai solamente un mezzo. Colgo l’occasione della conclusione del biglietto di fatima1960 per dire che bisogna smetterla con la mitologia delle vocazioni in numero solo presso le realtà che rifiutano implicitamente o esplicitamente il S.S. Concilio Vaticano II: gli ordini che vanno bene, quelli che esplodono i numeri sono quelli che hanno ben capito cosa insegni il concilio ed i Papi degli ultimi 50 anni e quando esplodono i numeri lo fanno alla grande, perché così è la generosità dello Spirito Santo. Forse dovremmo, su Croce-via, far conoscere queste realtà, perfettamente in obbedienza nella Chiesa, e totalmente feconde: a mio livello ci farò un pensierino. Nel frattempo dobbiamo pregare per i F.F.I. affinché queste vessazioni demoniache e queste persecuzioni tradi-protestanti e cripto-lefebvriane cessino al più presto e possano vivere la loro santa ed encomiabile vocazione come Dio comanda, ma non diamoci troppa illusione, il dia-bolos, il divisore, è molto arrabbiato dal vedere che una pera che lui stesso stava marcendo dal capo e che stava per cascargli tra le mani come la FSSPX 40 anni fa, gli sia sfuggita dalle mani ad opera proprio del Vicario di Cristo.   Oremus et pro Pontefice nostro.     In Pace
 Dernhelm  –  17 luglio 2014 • 15:15  —  “A conferma: mi risulta che le trappiste non abbiano problemi di calo delle vocazioni. Magari quello che affascina è la “stretta osservanza” e, io penso, la preghiera, e tanto basta. Senza alcun bisogno di atteggiarsi a tradi-protestanti”.
Maria Letizia —  17 luglio 2014 • 20:26    —  “Finalmente si parla chiaramente senza problemi dicendo come stanno realmente le cose. Grazie fatima1960. Quante volte ho cercato di commentare gli articoli del de Mattei dicendo che non erano veritieri, e alla faccia della libertà di pensiero e di parola, venivano ogni volta cancellati”.

 A  CONFERMA  DEL  FUNAMBOLISMO PSEUDO-CARISMATICO DEL MANELLI PUBBLICHIAMO  ALCUN  INTERVENTI  REGISTRATI SUL GRUPPO  FACEBOOK: “LA VERITÀ  SUL COMMISSARIAMENTO  DEI  FRATI  FRANCESCANI  DELL’IMMACOLATA”,  GRUPPO  CHE INVITIAMO I NOSTRI LETTORI  A CONSULTARE  E  FREQUENTARE  REGOLARMENTE.  

(Lunedì  11  agosto  2014  –   ore  22,40).

ATTENTI   AI   SANTONI!

Ho incontrato famiglie di figli spirituali del Padre Manelli che dichiaravano aver fatto benedire casse di candele per la “tre giorni di buio”. Altri hanno fatto provviste di sacchi di ceci, fagioli e lenticchie da conservare per la tre giorni di buio, terrorizzati dalla profezia di Padre Manelli. Doveva cadere lo scorso 21 marzo. Quando poi alla data prevista nulla si avverava, si meravigliavano che la cosa non fosse avvenuta, perché lo aveva detto un “santo”. Altre profezie sono lo scisma dei modernisti che seguiranno il cardinale Martini. L’arcivescovo di Milano è morto e niente è successo. Poi si parlava di un asteroide che doveva cadere sulla terra e solo chi stava a S. Giovanni Rotondo, e in un raggio di 30 Km da San Giovanni Rotondo, si sarebbe salvato, lì dove il Padre Manelli voleva fare costruire un albergo con i soldi della povera gente e poi riempirlo di queste persone terrorizzate. Nulla si è avverato. Altra profezia era l’uccisione di Benedetto XVI e poi l’assassinio di Papa Francesco in Terra Santa. Nulla si è avverato. Questo è quanto dicono in giro i seguaci di questo Padre Manelli e qualcuno aggiunge: “Se Padre Stefano è il nostro padre spirituale, nulla ci potrà accadere”. Infine doveva nascere il nuovo Istituto di Padre Manelli il 21 novembre 2013, poi l’8 dicembre 2013, poi il 6 gennaio 2014, poi l’11 febbraio 2014, poi il 25 marzo 2014, poi il 1 maggio 2014, poi il 29 giugno 2014, poi, prendendosi le vacanze estive, l’8 settembre 2014. Nulla si è avverato e nulla si avvererà. Indovinate il perché…”
 

IDENTIKIT  DEI  SANTONI.   A) Identikit è un termine inglese composto da “identification” (identificazione) e “kit” (apparecchiatura). Si tratta della procedura che consente di ricostruire i tratti somatici di un personaggio.

B) Il santone è UN FALSO PROFETA, UN FALSO CARISMATICO CHE INDUCE IDOLATRIA COL CULTO DELLA SUA PERSONALITÀ, diventando lui l’oggetto della fede, non Gesù. Egli sfrutta le persone solo per la propria autoesaltazione, agisce attraverso il plagio e le suggestioni di diverso tipo indotte soprattutto attraverso il fanatismo col quale, sempre, si riducono le persone a semplici “marionette”: invece della fede i “discepoli” del guru precipitano nella superstizione! I santoni producono settarismo, fariseismo, fondamentalismo, ecc. I “santoni” manipolano le persone a seconda dei propri bisogni o interessi, anche pseudo spirituali: inventano false vocazioni, rovinano vere vocazioni intercettandole e depistandole nel loro orticello, spingono le persone a vivere solo per loro in morbosa simbiosi, le usano e abusano per dare incenso “a tripla mandata” alla loro presunzione e alla loro vanità. A seconda dei santoni (che sono però diversi e hanno fini diversi) la religione, purtroppo, è usata come uno sgabello per assicurarsi “merci” diverse: o soldi, o privilegi, o case, o vita comoda, ma SEMPRE E INNANZITUTTO ESALTAZIONE E DIVINIZZAZIONE PERSONALE, ecc. Utilizzano minacce, imbrogli, autoritarismo, si crea attorno a loro sempre una realtà settaria. Le persone da loro plagiate credono di salvarsi solo per mezzo del santone, o solo grazie all’Istituto, o solo grazie al gruppo, o solo grazie al movimento e pensano che uscendo o allontanandosi da questi, vanno all’inferno. I santoni sono, tutti, dei falsi pastori abusivi e clandestini, dei “PASTORI IDOLO”, dei “pastori stolti”, dei “pastori insensati” che USURPANO E SCIMMIOTTANO IL RUOLO E IL POSTO DEI VERI PASTORI.
C) Nel libro del profeta Zaccaria si descrive l’identikit del “pastore idolo”: “un mercante (un “mercenario” – Gv 10, 12-13) /…/ un pastore insensato /…/ (Zc 11, 7-17). Di questi falsi profeti, di questi menzogneri carismatici, di questi RIDICOLI SANTONI, il Signore dice: “Io non li ho inviati /…/ io non ho parlato loro /…/ predicono in mio nome menzogne /…/ PROFETIZZANO GLI INGANNI DEL LORO CUORE /…/ essi traviano il mio popolo con menzogne e millanterie. Io non li ho inviati né ho dato loro alcun ordine” (Ger 23, 21.25-26.32). “Con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li ho inviati. /…/ VI PREDICONO MENZOGNE IN MIO NOME” (Ger 29, 9.21). “Il profeta (falso) che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri déi, quel profeta dovrà morire. Se tu pensi: Come riconosceranno la parola che il Signore non ha detta? Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l’ha detta il Signore; l’ha detta il profeta per presunzione; di lui non devi avere paura” (Deut 18,20-22). “Cercano i loro interessi, non quelli di Gesù Cristo” (Fil 2,21). “Pascono se stessi” (Ez 34,2). Di questi “PARASSITI ECCLESIALI” è detto che: “Profetizzano secondo i propri desideri. /…/ HANNO AVUTO VISIONI FALSE, VATICINI MENZOGNERI /…/ mentre il Signore non li ha inviati /…/ PREANNUNZIANO VATICINI BUGIARDI. /…/ La mia mano, dice il Signore, sarà sopra i (falsi) profeti delle false visioni e dei vaticini bugiardi; non avranno parte nell’assemblea del mio popolo, non saranno scritti nel libro d’Israele” (Ez 13, 2-4.6-7.9).
D) Sul tema dei falsi profeti, dei falsi cristi e dei falsi apostoli leggere con attenzione i seguenti passi: Mt 7,15-21-23; 24, 23-25; 2 Cor 11, 2-5.13-15; 2 Pt 2,1-3; 1 Gv 2,19; 4,1.
 
DUE  TESTIMONIANZE DA PARTE DI PERSONE CHE CONOSCONO BENE E DALL’INTERNO L’ISTITUTO.
Lucia Giangrande  (ex suora – voti perpetui – è stata 14 anni nell’Istituto):  “Infatti (Manelli) è stato mio padre spirituale e devo dire mi ha rovinato la vita……grazie alla sua santità
Ellen Cristiane Silva    (ex suora – voti semplici – è stata circa 13 anni nell’Istituto): “In verità (Manelli) ha rovinato non solo la tua, ma anche la mia e di tante altre!!!!
 
RIPORTIAMO UN NOSTRO AGGIORNAMENTO (SVINCOLATO SOLO DAL TEMA SPECIFICO che ormai è superato) AD UN COMMENTO (GIORGIO) pubblicato sempre nello stesso sito e poi un altro di PIENALUCE.
Vogliamo premunire i lettori su un atteggiamento che dovranno affrontare con frequenza e che è tipico dei manelliani. Noi proponiamo chilometri di argomentazioni (si pensi agli articoli di Fatima1960, alla santa pazienza di Claudio nell’elencare i fatti già riportati, all’ottimo lavoro di Simon de Cyrène nel richiamare e comparare molta documentazione insieme ad una  analisi critica dei testi ); noi lavoriamo con fatica per fornire almeno testimonianze convergenti, da fonti diverse, pubblicate per altro sui siti loro amici e loro cosa fanno: calano una saracinesca mentale su tutti i fatti a vanno a impelagarsi spesso su minuzie formali, altre volte cambiando l’oggetto della discussione, altre volte ignorando la contestazione e riproponendo le solite notizie di esaltazione dell’Istituto.  Purtroppo la colpa è soprattutto del tipo di (s)formazione, per anni ed anni, li ha costruiti così: insofferenti ad ogni minima critica verso il guru-fondatore, incapaci di scendere sul piano del ragionamento per discutere temi specifici della loro vita (che deve rimanere nascosta o comunque ben coperta); rifiutandosi non solo di ragionare e di riflettere sulle osservazioni che vengono fatte a qualche loro incoerenza e sugli aspetti problematici del loro istituto ma, a volte incapaci di comprendere o di prendere in considerazione gli stessi argomenti messi in campo che non poche volte vengono da loro travisati.  Essi sono come “talebani” che sono stati condizionati a pensare per anni esclusivamente che l’Istituto è solo perfetto, che sarebbe fatto di soli angeli e di gente impeccabile, che Manelli è l’unico vero sacerdote, che i frati e le suore sono gli unici veri religiosi, che Manelli sarebbe il grano, invece della zizzania; che “Manelli è perfetto, infallibile, non sbaglia mai, non ha sbagliato mai, quando parla è come Parola di Dio (sic!), per cui qualsiasi osservazione critica, anche lieve, che viene fatta su di lui i suoi discepoli vi cominceremo ad aggredire ripetendo come un mantra imparato a memoria: “Si tratta solo di calunnie e per di più animate da risentimento!”. Chiunque non condivide questo loro fondamentalismo, sarebbe modernista, eretico, mondano, e anche diabolico! Bisogna comprenderli. Sono stati segregati per anni dentro la “muraglia cinese” del manellismo, sequestrati culturalmente (e volte anche esistenzialmente) da ogni informazione diversa da quelle fornite dall’Istituto o che non fosse la pura esaltazione fanatica e superstiziosa del fondatore. Un pò come è successo ugualmente (il paragone riguarda solo questo aspetto e non altri) con Marcial Maciel Decollado, con Plinio Correa de Oliveira e come accade, ci risulta purtroppo anche oggi, tra i neocatecumenali, con Kiko Arguelo. La lista dei fondatori o dei capi di gruppi e movimenti, idolatrati illecitamente dai loro discepoli, è lunga.  Anche una innocente e sacrosanta iniziata, come quella di Croce-via, di fare la storia di istituti religiosi fiorenti (senza fissazioni tradizionaliste, sebbene anch’essi tra qualche difficoltà), neanche gli va bene. Essi hanno paura delle comparazioni con altri Istituti: a) sia per non dover prendere atto che non hanno nessun ridicolo monopolio e che altrove c’è tanta luce, anzi a volte molta più luce; b) sia perché hanno paura che attraverso la conoscenza delle malefatte degli altri Istituti, si possa meglio mettere a fuoco le loro.  Ricordiamo che anche i discepoli fanatici di Marcial Maciel Decollado (che citiamo solo in questo aspetto e non in altri) ostacolarono in tutti i  modi la visita apostolica disposta dal Vaticano e che, sempre loro, a suo tempo, per tutto ciò che veniva detto sulle malefatte (ormai accertate del fondatore depravato), gridavano e sostenevano (convinti) che si trattava solo di sporche “calunnie” rigettate con sdegno, senza neanche prendersi la briga di almeno ascoltarle e valutarle con serenità. Poi l’indagine della Santa Sede ha dimostrato, al di là di ogni dubbio, che le accuse a quel fondatore erano tutte vere e gravi. A noi sembra che l’atteggiamento mentale di fondo dei manelliani, oggi, sia simile. D’altra parte  bisogna  comprenderli, poverini. Fino a due anni fa pensavano di essere gli unici cattolici, gli unici veri francescani, pensavano di essere gli unici salvatori della patria in mezzo ad un mondo completamente in mano al demonio, adesso in molti cominciano a dire, come abbiamo dimostrato anche in siti a loro favorevoli, che loro sembrano essere come una ….. setta, almeno in parte della loro mentalità!  Lo shock, per loro, è evidentemente enorme. Ma devono farsene una ragione. Chi semina vento raccoglie tempesta!”.
Sin da quando fu nominato il Visitatore apostolico per i frati, i manelliani, hanno riversato tonnellate di disprezzo e di delegittimazione sui nominati legittimi della Santa Sede (De Mattei voleva addirittura far dimettere il Commissario nominato dal Papa; “Libertà e persona” ha pubblicato una lettera allucinante di sole accuse contro P. Alfonso; “messainlatino.it” ha pubblicato addirittura gli interventi di un energumeno che minacciava di colpire al viso e poi in seguito anche le gambe dell’interlocutore che osava criticare Manelli; ecc.). Tonnellate di continua denigrazione della persona (si badi bene non delle azioni) e delle persone che, legittimamente hanno fatto ricorso alla Santa Sede, come previsto dal diritto canonico. Valanghe, quotidiane di veleno, di livore e di ostilità accanita senza un minimo di vergogna, contro i legittimi nominati dalla S. Sede (Mons. Todisco, P. Alfonso, Padre Volpi, Suor Fernanda, P. Angelo Geiger, ecc.) e questo sia su vari siti, sia sui giornali e anche con manifestazioni, (ricordiamo che quando il Commissario dispose la sospensione delle pubblicazioni della casa editrice mariana, “chiesa e post concilio”, offrì il suo sito come “bancarella” su cui far acquistare quel materiale). Inoltre lo stesso articolo-fango viene riproposto, quasi in contemporanea, su tutti i siti che sono stati citati all’inizio dell’articolo, allo scopo di suggestionare e plagiare quanti più loro clienti. Come non bastasse, sia in questi siti sia sul gruppo facebook del comitato che non rappresenta l’Istituto, si scade a livelli da scaricatori portuali e si offende continuamente chi difende il commissariamento, con frasi ingiuriose tipo: “i cinque frati sono corrotti e traditori, sono deliranti e malati, ecc.”; “chi difende il commissariamento è demenziale”; lo “psicoezio” sfarfalla; i difensori del legittimo commissariamento sono dipinti così: “Donna cannone, cocottes, trans, gay, clown, ballerine…il circo di rubagalline da VOLPInaia”. Ho citato solo quelli più eleganti! Sono attacchi organizzati solo per infangare le persone, senza entrare mai nel merito delle argomentazioni o stare sui fatti citati. Appena non sanno come rispondere cliccano, copiando e incollando, la frase fatta: “calunnia”. Coma ha ben rilevato Simon de Cyrène: “Da mesi assistiamo impotenti allo straripare di cattiverie, giudizi temerari, attacchi ad hominem contro la persona del Santo Padre, del Commissario Volpi, dei 21 diventati 5 frati” senza che, nessuno – dico nessuno – dei manelliani abbia mai deplorato il livore, “l’odio e lo spirito di vendetta” (che nei manelliani ci sta tutto perché odiano il commissariamento e, di esso, vogliono vendicarsi) spruzzato da loro su tutte quelle persone. Noi che riteniamo giusto, legittimo e sacrosanto il commissariamento interveniamo solo quando essi dileggiano l’autorità legittima della Chiesa, quando insultano e dipingono come “mostri” (od orchesse) i nominati legittimi della Santa Sede che stanno facendo un lavoro eroico in mezzo alla giungla di veleni e alle trappole mediatiche e non mediatiche organizzate dai manelliani. In pratica se osservano il silenzio internet, anche noi riposiamo. Se invece sputano veleno, noi insorgiamo. Tutto qui. Inoltre a livello personale nessuno di noi ha mai avuto direttamente screzi o tensioni con Manelli o i manelliani. Sono poco onesti perché cercano (con un altro delle loro risposte pre-fabbricate da copia-incolla) di far credere che chiunque esprima perplessità o critiche all’operato di Manelli deve per forza essere animato da risentimento come a dire: “Manelli è perfetto, infallibile, non sbaglia mai, non ha sbagliato mai, è la “quarta persona della trinità”, per cui osservazioni su di lui sono solo calunnie animate da risentimento!”. Un’altra scorrettezza è cercare di far credere (sempre con un altra delle loro risposte pre-fabbricate da copia-incolla) che chiunque attacca le opere dei manelliani lo fa solo a partire da sentimento poggiato sul nulla, sul vuoto, come se tutto dipendesse da un’animosità immotivata e gratuita. Invece è esattamente il contrario: si attacca il male e gli abusi perché sono un danno e una tragedia per tutti. Perché si dovrebbero attaccare dei fondatori, senza motivo? Senza che ci fossero fatti che giustificano l’uso del bisturi? È un ennesimo tentativo di squalificare gli interlocutori. Rispondete nel merito. Il resto è solo disonestà. Quando scriviamo, per tirarci fuori da queste sabbie mobili, cerchiamo di documentare e di argomentare logicamente le nostre affermazioni (cosa che invece hanno in orrore i fanatici) come quando in merito al funambolico (e da tutti conosciuto) carismatismo bislacco di Manelli abbiamo citato i luoghi e i siti dove l’argomento è venuto fuori, proprio per evidenziare che è cosa conosciuta da più persone e non costruzione arbitraria. Vogliamo dire ai nostri poco amici che noi attacchiamo solo gli abusi (chiamandoli per nome), il male, gli imbrogli, le spruzzate di veleno, l’infangamento e l’operato disonesto, non la persona o le persone che li compiono. La conclusione è questa: Manelli o non Manelli i manelliani devono accettare che la S. Sede è legittimata (e lei sola) a fare verifiche e interventi sugli Istituti religiosi, a maggior ragione quando li ha riconosciuti di diritto pontificio. Devono accettare che tocca alla S. Sede (e solo a lei) nominare a suo giudizio quali siano e quanti siano i visitatori o i commissari apostolici e non possono essere i manelliani a decidere chi piace a loro o chi fa loro comodo. Devono accettare che, eventualmente, come è già successo per altri, che nell’indagine potrebbero emergere responsabilità e colpe del fondatore e farsene una ragione. Solo nel caso continuassero ad essere francescani e mariani, anche senza eventualmente Manelli, sarebbero veri figli di S. Francesco. Solo questa limpida e completa adesione alla volontà di Dio e la loro vera e soprannaturale obbedienza alla Chiesa, farebbe di loro dei veri e indiscussi cattolici. Il resto sono chiacchiere da bar. Con amicizia”.
 
Sul  sito ufficiale dei Francescani dell’Immacolata è stata pubblicata una smentita, dal titolo: “LO STALKING DI “CORRISPONDENZA ROMANA” AI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA”  (cfr.http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/ffi-news/291-lo-stalking-di-corrispondenza-romana-ai-francescani-dell-immacolata)  in risposta allo ennesimo articolo uscito sul foglio on line di De Mattei  dal titolo. “Chi è Mario Castellano” del 23 luglio 2014 (cfr. http://www.corrispondenzaromana.it/chi-e-mario-castellano/). Invitiamo a leggere e approfondire il testo pubblicato sul sito ufficiale che per noi rimane il referente qualificato e attendibile.  Tra i vari commenti reperiti su questo argomento, ne riportiamo uno che aiuta ad avere sempre più informazioni in merito all’effettivo stile di vita di questo dentro questo Istituto. Per questo lo troviamo interessante.

Non conoscendo e non sapendo nulla di Mario Castellano, su questa ennesima bufala di De Mattei,  mi soffermo sull’aspetto più sconcertante, che salterebbe agli occhi anche ad un qualsiasi osservatore esterno e cioè LA PRASSI DELLA MORTE DEL PRESUNTO NEMICO.  Quello che è allucinante è che una persona stimata e apprezzata poco prima, raccomandata dallo stesso fondatore (come hanno testimoniato P. Alfonso e P. Calloni), appena manifesta dubbi o critiche alla gestione dell’Istituto, o da buon cattolico, obbedisce ai legittimi pastori posti dalla Chiesa staccandosi dal fondatore rimosso e quindi decaduto, in questo Istituto, diventa di botto un nemico, un avversario da distruggere e/o demonizzare, un mostro da abbattere. Siamo in pena mentalità paranoica-schizofrenica. In pratica non conta per niente se tu segui o non segui la regola e le costituzione, se sei fedele o infedele al carisma francescano, conta solo se segui o non segui Manelli nelle sue geometrie, nei suoi diktat o nei suoi capricci. Insomma siamo di fronte ad un istituto in cui si segue una  persona, non il carisma. Un Istituto “ad personam” come certi partiti o molti partiti. Insomma come una …..setta. In questo modo, seguendo cioè questo schema (lo ripetiamo perché c’è chi non capisce o fa finta di non capire) si usa il francescanesimo come specchietto per le allodole, come sgabello, ma di fatto (ripeto per chi non capisce: nelle scelte concerete, nei fatti che si pongono in atto, nello stile di vita) si è costruito UN CASTELLO DI ANTI-FRANCESCANESIMO. Mai  S. Francesco si è fatto divinizzare, mai ha preteso di essere uno sempre ispirato, cioè di farsi pari a “dio”,  per cui poi, come drammatica conseguenza, tutto ciò che dice lo direbbe “dio” stesso e disobbedire a lui, significherebbe disobbedire a “dio” stesso. Siamo in piena idolatria! In questo modo con questa falsificazione pentecostale-carismatica egli si assicura un arbitrio e un dominio assoluto che, come la storia della Chiesa ci insegna, è portatore, o può essere portatore, di gravi abusi e tragiche violenze e soprusi. Mai  S. Francesco si è proposto come una specie di “sibilla cumana”, come “frate indovino”, come l’unico microfono dello Spirito Santo. Mai S. Francesco ha preteso che si credesse che ogni parola che usciva dalla sua bocca fosse solo Spirito di Verità: sarebbe stato imporre, da parte sua che era onesto, una bestemmia.   Ricordiamo che il carisma  viene da Dio (e non da un uomo):  anche il fondatore è servo non padrone del  carisma, per cui, una volta donato, anche il fondatore deve vivere in obbedienza al carisma. LA  FABBRICA DELLA  CALUNNIA. Aggiungiamo, per conoscenza, una conseguenza di questa cultura del “nemico” e della condanna. Una volta che è partita nell’Istituto la “fatwa”, si assiste ad un meccanismo perverso costante e sistematico. I superiori (frati) e le superiore (suore) si fanno paladini e moltiplicatori di questa “fatwa”, sebbene le più fanatiche e fondamentaliste siano proprio le suore. Accade allora che vengano chiamati al cellulare, o raggiunti con una e-mail, gli altri superiori o le altre superiore per avvertirli – caritatevolmente – che la tale persona o il tale personaggio  sono nemici dell’Istituto e di Manelli e quindi bisogna dar loro la “morte” esistenziale, aizzando contro di loro tutti i propri sudditi: non si rivolge loro la parola, se si incontrano per strada si cambia strada, si escludono e si stracciano da ogni tipo di contatto, manifestando chiaramente disprezzo nei loro riguardi. Soprattutto si comincia a parlare male di loro in tutti i modi e in tutte le occasioni, anche a ricreazione. Comportamenti come questi sono aberranti e  vergognosi e sono indegni non solo del francescanesimo ma proprio del cristianesimo”. Riccardo