sabato 20 dicembre 2014

MANELLIANI – 8 – DIFENDERSI DAI LANCIATORI DI COLTELLI

MANELLIANI  – 8  – 

Ribadiamo che ciò che conta sono e saranno solo ed esclusivamente le conclusioni, espresse in documenti ufficiali, che la Santa Sede indicherà al termine del Commissariamento apostolico e quindi, sin da ora siamo pronti ad accettarle in pieno. Fino a quando la Chiesa non si pronuncerà ufficialmente come è lecito che i discepoli di Manelli ne parlino sempre e solo in termini di esaltazione e di elogio, in questo momento e fino alla conclusione delle indagini è altrettanto lecito, per chi ne ha esperienza o conoscenza, produrre testimonianze, riflessioni, documentazioni e opinioni personali  critiche sui punti negativi dell’Istituto e sostenere con vigore la necessità, la giustezza e la piena legittimità del  commissariamento, opponendosi anche ad una illecita canonizzazione in vita che non rientra nella Tradizione della Chiesa.  Inoltre precisiamo che noi distinguiamo (in questo caso come sempre), nettamente non solo il De Mattei professore di storia dal De Mattei  pubblicista (per cui le nostre osservazioni riguardano solo la produzione giornalistica del De Mattei pubblicista) ma che – per tutti e per chiunque – i nostri rilievi riguardano solo ed esclusivamente quello che viene scritto in un articolo, così com’è scritto, indipendentemente da chi è e ciò che fa chi lo ha scritto, in quanto – per tutti e per chiunque – rimane immutato il nostro rispetto come persona.  

DIFENDERSI  DAI  LANCIATORI  DI  COLTELLI

 DE  MATTEI  AMMETTE: QUERELATO  DAL CAPRANICA

È lui stesso ad informarci. “Nel maggio dello scorso anno, il Rettore del collegio Capranica ha querelato per diffamazione il direttore di “Corrispondenza Romana”, ottenendo l’oscuramento di un articolo giudicato diffamatorio verso gli usi e i costumi morali del Collegio (la causa è ancora in corso). Così accade oggi con la querela di padre Alfonso Bruno nei confronti di Francesco Colafemmina. Così, prevedibilmente, continuerà ad accadere. Ciò che si prepara è un regime ecclesiastico fondato sull’uso politico del diritto” (cfr. Corrispondenza romana n. 1352 del 30 luglio 2014 –http://www.corrispondenzaromana.it/le-idee-imposte-per-decreto/). Ancora una volta il De Mattei comincia a costruire mostri e fantasmi fomentando, come al solito, l’immagine di una Chiesa addirittura “sanguisuga” che intenderebbe assimilarsi ai regimi dittatoriali (sic!). No, l’insinuazione è  improponibile. Ognuno  risponde personalmente delle proprie azioni. Le querele sono rivolte da una persona precisa ad un’altra persona precisa, a partire da quanto scritto in modo specifico e le responsabilità di ciascuno, eventualmente, sono solo personali e relative solo ad un fatto specifico. Che c’entra la Chiesa con beghe personali? È veramente sconcertante poi vedere, come fa De Mattei, dietro una eventuale razionalizzazione dei ministeri vaticani della giustizia (arrampicandosi su collegamenti da fantateologia) un ennesimo complotto per trasformare la Curia romana in un regime totalitario.  Ma costui non si definisce cattolico? E qual è il suo atteggiamento ecclesiale? De Mattei si lamenta della querela del Capranica. Ma qual è il problema? E che c’entra un fatto specifico che implica solo la sua responsabilità personale, col suo indebito e grottesco allargamento del suo caso personale addirittura con un presunto complotto sulla giustizia che riguarderebbe tutta la Chiesa?  Per il problema suo specifico esso implica e coinvolge solo i suoi comportamenti giornalistici in un caso particolare, ma non certo la Chiesa intera né le presunte manovre oscure e complottistiche da lui paventate nella Chiesa. Sul suo problema valgono per lui le riflessioni che valgono per tutti:   1) se ha scritto avendo almeno uno “straccio di prova” di quello che dice (quello straccio di prova che pure continua a invocare nel “caso Manelli”), allora tutto andrà bene e può stare certamente tranquillo. Non si capisce allora perché si lamenta.
2) Se invece non  ha lo “straccio di prova”, è giusto che paghi per la sua colpa: si chiama calunnia, sta dentro l’8° comandamento “non dire falsa testimonianza” ! Si vedrà. Ma non può per un suo fatto personale tirare in ballo presunte manovre nella Chiesa che neanche è a conoscenza delle sue iniziative. Oppure, senza discernimento,pretenderebbe forse di avere una assurda immunità a scrivere di tutto e di più, senza prudenza? E poi, pretenderebbe  forse, per questo, anche l’aureola di eroe? Vorrebbe forse fare IL LANCIATORE DI COLTELLI INDISTURBATO e pretendere che  il povero “bersaglio” non cerchi di essere colpito?  E poi non è forse vero che da due anni, in merito al caso Manelli,  lui e i suoi “coalizzati” fanno i lanciatori di coltelli, ogni settimana, ogni giorno, sui vari blog tradizionalisti e anche su giornali a tiratura nazionale?  E i poveri bersagli di turno non dovrebbero cercare di difendersi dai coltelli? E come giustificare questa loro azione accanita contro la Santa Sede, in chi si dichiara cattolico, quando il bersaglio sono addirittura i legittimi pastori della Chiesa, nominati dalla legittima autorità della Chiesa? Si invoca rispetto per i consacrati solo manelliani, mentre poi i consacrati ….. degli altri! (sic!), i consacrati ad esempio della Congregazione, il commissario, i visitatori e tutti coloro che sono stati nominati dalla Santa Sede, sarebbero ……..“carne da macello” e non ci sarebbe problema a infangarli sui mass-media? Ma su quale pianeta si vive? Ma a quale chiesa si appartiene? Da quale  cosiddetta formazione cattolica procede questa distorsione? Ma è veramente cattolica una simile impostazione? Per noi questa mentalità, dove è riscontrata, è già …… settarismo! Tanti anni fa il saggio Mons. Luciano Pacomio (oggi vescovo), quando cercava di moderare gli estremismi dei neocatecumenali, giustamente e con acume, disse direttamente a Kiko: “Nel vangelo c’è la profezia, c’è la parresia, ma certamente non c’è la lotta di classe contro i vescovi”.
 Il commissario e i nominati dalla Santa Sede fanno solo il loro dovere, sono stati nominati legittimamente dalla legittima autorità della Chiesa, obbediscono alle direttive a loro indicate e mettono in pratica quanto hanno ricevuto come mandato. Nessuno che afferma di essere un vero cattolico può discreditare, delegittimare, offendere, i legittimi pastori della chiesa ed aizzare contro di loro una lotta di classe mirata, in qualche modo, a criminalizzarli, inventandosi “mostri, Kommissari, orchesse, ecc.” che esistono solo nella propria fantasia: chi lo fa, onestamente, si merita tutto l’epiteto di “tradi-protestante” (modernista quindi almeno nella prassi) o di “catto-protestante”, che più volte abbiamo utilizzato in queste nostre riflessioni. Tutta la nostra stima e il nostro apprezzamento per un commento veramente edificante e “cattolico” che abbiamo letto su uno di questi siti tradizionalisti a cui va, quindi, il nostro apprezzamento per l’onestà della sua pubblicazione: “Cattolico ha detto. Cara Mic, leggendo quello che lei dice a proposito del dolore che Papa Francesco prova venendo a conoscenza delle critiche mossegli (non solo a lui, ma alla sua attuale linea pastorale) su questi blog tradizionalisti, confesso che mi sento un poco in colpa e credo che sia meglio ripensare il tutto. Sinceramente mi scuso se a qualcuno posso aver mosso, inavvertitamente, critiche eccessive ed ingiustificate (sia al Santo Padre che a sacerdoti, religiosi/e, Vescovi, Cardinali) e rimetto tutto alla Divina Misericordia ed alla Provvidenza, che a tutto sa porre rimedio (scrivendo dritto anche sulle righe storte, come insegna Don Bosco). Con questo mio post la saluto e la ringrazio, cara Mic, per il suo impegno e la sua dedizione alla Chiesa Cattolica e mi ritiro dall’agone di una lotta di cui forse ho mal interpretato i termini. Il Signore la benedica e la Santa Vergine la protegga sempre, grazie” (chiesa e post concilio – articolo Una risposta personale agli attacchi ad personam”, commento 31 luglio 2014 08:48). Il vero cattolico infatti ha fiducia e stima nell’azione e nell’intervento della Chiesa e dei suoi pastori, attende con umiltà le conclusioni della Santa Sede, obbedisce sinceramente alle disposizioni emanate, non criminalizza i legittimi incaricati, non li dipinge come aguzzini o golpisti, sta dalla parte della legittima autorità perché è “casa sua”, quindi ne accoglie con gratitudine le chiarificazioni dottrinali e disciplinari e, se proprio non comprende, nel momento, i motivi di un provvedimento ritiene che la “madre” sta sicuramente agendo per il bene dei figli. Il resto, scusate se lo diciamo, in modo brusco, per noi è già ……. settarismo!

 DA  QUALE  PULPITO  VIENE  LA  SENTENZA

Da due anni stiamo assistendo ad una vera e propria guerriglia violenta mediatica e non mediatica contro la Congregazione dei religiosi per impedire che faccia chiarezza dentro l’Istituto dei FI, i quali se sono veramente immacolati, non hanno nulla da temere da qualsiasi verifica e da diversi interventi. Turandoci il naso facciamo una breve sintesi scusandoci se, alla nostra sensibilità cattolica come a quella di chi ci legge, questa carrellata assomiglia ad un rassegna degli orrori! Non sono passati neanche quindici giorni dal decreto di Commissariamento (11 luglio 2013), senza che ancora sia stato precisato o fatto nulla  e De Mattei già lancia accuse e spara sentenze: inizia la sua guerra contro l’azione della Santa Sede. Neanche il fatto che il Papa ha visto e approvato il Decreto, lo induce almeno ad una  opportuna cautela nel lanciarsi in affermazioni azzardate e sconcertanti. Eppure si dichiara cattolico. “l decreto è un abuso di potere, un allarmante perdita della certezza del diritto. La Chiesa non è un soviet” (Il caso dei Frati FI (de Mattei) (Roberto de Mattei, Corrispondenza Romana, 30.07.2013). “Il provvedimento è una pulizia etnica /…/ un vero mandato con licenza d’uccidere” (messainlatino.it, 6/8/2013 – Trionfo e tragedia. Il Crepuscolo degli Ordini religiosi (PapalePapale) del 31.07.2013 – Il Mastino da PapalePapale del 31.07.2013).  Corrispondenza Romana raccoglie firme contro il decreto della Santa Sede, approvato dal Papa (9/8/2013). Questo nonostante un comunicato ufficiale degli FI, sul sito ufficiale, “Ribadisce la propria obbedienza a quanto disposto dal S. Padre, dichiara la propria estraneità da questa iniziativa e da tutte eventuali altre simili passate e future, rifiuta qualunque tentativo di usare una vicenda strettamente interna all’istituto per attaccare il romano pontefice e la gerarchia cattolica, cui porta e per cui chiede il massimo rispetto, chiede a tutti  su questa vicenda silenzio, rispetto e preghiera” (02.08.2013). Il portavoce della Sala Stampa Vaticana ha affermato che il commissariamento “riguarda la vita e il governo della Congregazione nel suo insieme e non solo questioni liturgiche /../ non intende  contraddire il Summorum Pontificum, ma rispondere a problemi specifici e tensioni createsi in questa Congregazione a proposito del rito della celebrazione della Messa” (Radio Vaticana del 2 agosto 2013). Il commissario eserciterebbe un potere iniquo e gli Fi sarebbero vittime di un provvedimento iniquo [Quella sberla ai Francescani nella Chiesa di Francesco (di Gnocchi-Palmaro), - (Il Foglio, quotidiano nazionale, 07.08.2013]. Bisogna resistere agli ordini illegittimi, è un dovere [- Lex dubia non obligat (Corrispondenza Romana, di de Mattei) (09.08.2013)]. La prima omelia di Padre Volpi ai farti, secondo la Siccardi, sarebbe stato “una istigazione all’ammutinamento /…/ che proviene da una volontà matrigna” [L’invito di P. Volpi (Commissario) all’ammutinamento (Riscossa Cristiana,  di Cristina Siccardi) (29.08.2013)]. Padre Alfonso è il traditore o l’accusatore che dir si voglia” [La testimonianza di F. Agnoli su p. Alfonso Bruno, nuovo segretario generale dell’Ordine FI, nominato dal Commissario p. Volpi (14.09.2013)] [cfr. anche Le calunnie contro p. Stefano Manelli FI (di Francesco Agnoli, da Libertà e Persona, ottobre 2013)]. De Mattei raccoglie firme per ottenere le dimissioni del Commissario Volpi accusato di ferocia (14/12/2013) e di regime tirannico [Iniziata la raccolta di firme per chiedere le dimissioni del commissario p. Volpi (Corrispondenza  Romana, Roberto de Mattei, 09.12.2013)]. [Cresce la pressione sulla S. Sede per far cessare la scandolosa persecuzione dei FFI: consegnate 8000 firme a Parolin, e ora è iniziata un’altra iniziativa (Corrispondenza Romana, del 08.02.2014)].   Presentato a Firenze un libro che è solo un copia-incolla di tutti gli articoli di parte che giustificano la criminalizzazione del commissariamento [Presentato a Firenze il libro di C. Manetti sul caso dei Francescani dell’Immacolata (19.12.2013)].  Nella sua lettera del 27/11/2013 Padre Volpi difende P. Alfonso ricordando che il Codice di Diritto Canonico indica la necessità del rispetto verso il sacerdote e che “se la denunzia nei confronti di un Sacerdote risulta falsa, la parte accusante pecca gravemente”,spetta solo alla gerarchia della Chiesa indagare e prendere provvedimenti. E infine stigmatizza quanti  risultano affetti dallo smisurato orgoglio luciferino, che li spinge ad essere giudici della Gerarchia”. Papa Francesco ha esortato i frati ad obbedire al Commissario [Papa Francesco ha esortato i Frati F.I. a obbedire al commissario p. Volpi e a collaborare con lui (messainlatino.it – 03.01.2014)].
Si è messo anche Antonio Socci a denigrare ed offendere il commissariamento. Nel suo articolo si parla, senza rispetto, di persecuzione e di “inquisitori sinistri”, ma viene citato solo il Card. Aviz (“che ha avuto trascorsi con la T.d.L.”) [In Vaticano c’è una nuova Inquisizione Catto-progressista. Perseguitano i Francescani dell’Immacolata perchè hanno fede e tante vocazioni. E’ una vergogna! Ma il Papa lo sa?   (di A. Socci, Libero, quotidiano nazionale, 05.01.2014)]. Un attacco ad personam veramente agghiacciante viene rivolto a P. Alfonso Bruno in un articolo che è uno dei peggiori e più impregnati di ostilità [Frati F.I: “perdonate se sono troppo autoreferenziale” così parla p. Bruno (da Libertà e Persona, il 1° feb 2014)] . Ci sono poi gli articoli contro Suor Fernanda Barbiero (28-5-2014 –cfr. http://pellegrininellaverita.wordpress.com/2014/06/05/de-mattei-e-il-falso-vento-da-pechino/); 16-6-2014 –http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/unamica-delle-francescane-dellimmacolata-ci-scrive/); (18-6-2014- http://www.corrispondenzaromana.it/la-nuova-teologia-di-suor-fernanda-barbiero/).
Ricordiamo che ad essere sotto inchiesta sono Manelli e i manelliani, invece De Mattei e i suoi coalizzati ribaltano tutto e vogliono far apparire sotto inchiesta il commissario, al Visitatrice, la Congregazione, ecc. Dopo tanto massacro (vi sembra troppo parlare di killeraggio mediatico?), si può forse anche capire lo sfogo forte di chi, attendendo da tempo una giustizia che non arriva, alla fine sbotta:  “Padre Alfonso ha fatto benissimo, anzi ha aspettato anche troppo. Certamente, dopo il visitatore (Mons. Todisco) è stata la persona più perseguitata da voi e dai vostri blog: un infangamento e uno sputtanamento unico. Dovrebbero fare così anche con gli altri blog (ma innanzitutto con quello di De Mattei) perché con persone testarde e senza rispetto bisogna usare le maniere forti” (chiesa e post concilio – articolo Una risposta personale agli attacchi ad personam”, commento 30 luglio 2014 17:52). Precisiamo, però, da parte nostra tre cose: 1) Leggiamo questa esternazione come lo sfogo di chi da tempo assiste sgomento allo tsunami mediatico, da tutte le parti, contro il commissariamento, è insofferente al continuo accanimento senza moderazione, aspettava da tempo un qualche intervento, almeno limitante che però non veniva, e gli sembra, d’impulso, che questo sia qualcosa che comincia a pareggiare, a fare giustizia o comunque  inizi a far riflettere.  2) Da parte nostra è doveroso precisare che la testardaggine citata non si riferisce certo a chi “continua a chiedere risposte che sono ignorate”, perché questa sollecitudine è lecita; la testardaggine è solo di chi, mostrando ampie carenze nella formazione, si ostina a non dare fiducia e stima alla Santa Sede, ad attaccare e fare guerra, quasi ogni giorno, senza rispetto, ai legittimi nominati dalla legittima autorità della Chiesa, ostacolati in ogni modo e messi alla berlina, nominati che compiono solo il loro dovere (con quanta fatica e sofferenza nessuno se lo chiede), nominati che vengono fraudolentemente additati come abusivi e incompetenti, come sediziosi e feroci tiranni mentre i manelliani vengono sempre e solo accreditati come se fossero esclusivamente dei poveri “calimeri neri”  ingiustamente vessati. 3) Da parte nostra, infine, è doveroso precisare che per maniere forti si intendono solo gli antibiotici o l’operazione chirurgica quando le normali medicine si mostrano inefficaci. Di fronte al fatto che si continua ad usare, senza vergogna, modi non corretti, non onesti e non rispettosi, aizzando la guerra e la ribellione contro la Santa Sede, almeno a titolo personale, e rispondendo poi personalmente, è lecito difendersi dai coltelli.

MODERAZIONE  CHE  NON  MODERA

Purtroppo molti di questi blog tradizionalisti (sebbene non tutti allo stesso modo perché c’è un vivace dibattito) di fatto spesso moderano solo gli interventi  o i  commenti che non sono il linea con il blog (quelli scomodi), ma non sempre moderano gli attacchi ai pastori della chiesa, soprattutto quando questi pastori sono aggrediti come se fossero degli estranei da combattere, degli avversari da sgambettare, degli fastidiosi intrusi, dei nemici da colpire, dei pericolosi extraterrestri-alien  di cui liberarsi. Come si può permette di parlare del Commissario (con la K), modernista e non cattolico? (cfr. Radio Spada – L’ALTRA CAMPANA SUI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA”., Silente on 25 luglio 2014 at 9:26 pm said) (chiesa e post concilio,  
“Alcune chiose al frate FI nuovo corso intervistato da Radiospada”
,  Silente, 25 luglio 2014 15:42). Come si può pubblicare una lettera in cui un “lettore inquieto” afferma che se il Papa fosse il mandante del commissariamento FI “la Fede di molti vacillerebbe parecchio, traballerebbe la fiducia in colui che da sempre il Papa ha rappresentato: il Vicario di Cristo in terra! /…/  Si verrebbe a creare un conflitto morale che irrimediabilmente porterebbe molti ad un allontanamento dalla sua persona e dal suo insegnamento” (cfr. messainlatino.it –  LUNEDÌ 27 GENNAIO 2014 –Frati F.I.: lettera aperta al Papa da un lettore inquieto.). Come a dire che per questo personaggio il vero Papa sta a Frigento!  A conferma che non si tratta di una nostra lettura,  in un commento allo stesso articolo un personaggio almeno allucinato afferma, senza vergogna: “Ehi, VDR (vescovo di Roma), tu che vieni dalla fine del mondo sei avvisato!!! Bada bene a quello che dici perché “Fedele Inquieto” ti rimette sull’aereo e ti ri-spedisce nella pampa. Invece di star lì a telefonare a questo e a quello, va di corsa alla clinica dove è ricoverato IL VERO PAPAquel certo manelli che tu “perseguiti”.… che magari se sei fortunato e ti ritiene Cattolico (i suoi giudizi in materia sono molto selettivi) ti riceve in udienza, e non ti scordare di portargli le arance!” (Anonimo 28 gennaio 2014 09:35). Qui siamo al delirio puro e se – corrispondesse alla sua vera posizione, saremmo fuori dalla vera fede! Non parliamo poi addirittura delle incivili e cafonesche minacce fisiche: “Sei figlio della codardia, quindi se padre Pio al suo figlio lo prese a schiaffi, a te ti faccio scegliere dove prenderti a calci senza nemmeno rimproverarti e poi sciacquati la bocca sia che parli di san pio che di p.stefano. non sono anonimo come te, sono giuseppe f……” (messainlatino.it, 23 giugno 2014, articolo Il Papa ha incontrato gli FI – A. Tornielli – Vatican Insider – 23-06-2014, – Pino, 24 giugno 2014, 22:37). Una cosa è esprimere una propria opinione anche critica e vivace, e poi rimettere ogni decisione finale alla Santa Sede, a cui spetta l’ultima parola; un’altra cosa è, sistematicamente, dipingere i pastori della Chiesa che stanno indagando sull’istituto di Manelli, come mostri col dente insanguinato per poi aizzare contro le legittime autorità, avversione e ribellione, forse pere promuovere una specie di “presa della Bastiglia”. IL RICHIAMO A REGOLE CONDIVISE  E CIVILI CREDIAMO SIA UNA GARANZIA PER TUTTI.

CONCLUSIONE

La correzione vigorosa di errori, sul momento può creare, nell’errante, sofferenza e disappunto, ma poi, eliminato l’ostacolo si cammina leggeri e spediti. “Il Signore corregge chi ama” (Prov 3,13) “Gli indisciplinati vanno corretti” (1 Ts 5,14). “Certo ogni correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che, per suo mezzo, sono stati addestrati” (Ebr 12, 11). I manelliani hanno applicato questo principio, per anni, agli altri. Adesso tocca  a loro. E siano riconoscenti.
 

Fatima1960