domenica 15 marzo 2015

Manelli - LA VERITÀ SI PUÒ ANCHE NON AMARE MA NON SI PUÒ CAMBIARE


(CONTINUA LA PETIZIONE DI ADRIANA)


LA VERITÀ SI PUÒ ANCHE NON AMARE MA NON SI PUÒ CAMBIARE


Grazie alle nuove acrobazie dell’Avv. del diavolo, Raffaele Bevilacqua, si sta intentando un sabotaggio contro la Petizione diffondendo altre false ed infamanti accuse: « I manelliani vogliono bloccare la Petizione della Lettera di Adriana scrivendo a molti di te, Luciano, che hai cambiato il suo conto in banca. Come se tu le volessi prendere tutto. [...] Ma oramai Manelli le ha tolto tutto con l’inganno. Tutto! Come ha fatto con altri anziani. Che Adriana preghi per me ».
Che brutto scherzo riserva il destino a volte: ai puri di cuore. Agli innocenti poi!
E che distrazione fatale la seguente! Un avvocato così scaltro stramazza proprio adesso su quella stessa insidia da lui preparata. O ironia della sorte! Ma come? Possibile un fato così crudele coi buoni? No?
S’è dimenticato davvero sul mio tavolo quel “doc." così importante?
Oh! Sì. Proprio così.
COLPO DI SCENA! Una prova sì schiacciante e dolorosa si erge ora contro tutta l’arte malefica adottata da questi miserabili maniscalchi, architetti del male. Carnefici. Seguaci di siffatta menzogna!
Dio vi punirà, sta scritto: uno ad uno!
L’Avv. Raffaele Bevilacqua, dopo avermi anch’esso ben circuita e fatto firmare il suo mandato [settembre 2012 - non ricordo la data esatta perché ha tenuto con se molti miei doc. importanti, mai restituiti], decise mediante sue iniziative legali, personali, di redigere un "Atto di denuncia querela con contestuale invito" contro la mia banca: la BCC.
Io però non l’ho mai sottoscritto, come infatti neppure Luciano.
Ecco un estratto:
« Il giorno 18.01.2013 abbiamo acceso e stipulato, con l’uff. post. di San Marco in Lamis, un contratto di conto corrente […] con richiesta contestuale fatta pervenire dal predetto istituto postale alla BCC […] di eliminare il vecchio conto di essa Banca di Credito Cooperativo nr. 10/042407, sul quale ad oggi vi sono euro 56.000/00 circa, e di trasmettere e trasferire detta somma sul nuovo conto postale.
Con successiva richiesta racc.a.r. nr. 72101697250/6 del 29-31.01.13 si intimava e si invitava nuovamente essa BCC detta, nonostante il decorso del tempo ingiustamente decorso senza che il bonifico della somma fosse stato effettuato in favore degli esponenti sul nuovo conto, ad effettuare il trasferimento agognato della somma senza risultato alcuno. Con ulteriore e successiva racc. a.r. 21-26.02.13, nonostante il richiamo alla precedente racc.a.r detta, si risollecitava la BCC filiale detta, in persona del legale rapp.p.t. ad eseguire il trasferimento della somma di euro 56.000/00 circa dal vecchio conto BCC al nuovo conto postale, dichiarando le immotivate e arbitrarie ragioni di tale assurdo comportamento tenuto dalla BCC in aperto e manifesto dispregio e danno nei ns. confronti […]
La gravità dei fatti è ancora maggiore perché essi incidono e si sono prodotti in danno ad una persona in avanzata età, destinataria di ben diverse situazioni. […] abbiamo tollerato abbastanza la immotivata e indebita sottrazione dei nostri soldi nonché la condotta irriguardosa dell’Istituto BCC, e/o di chi per esso, e non intendiamo più aspettare di poter decidere dei nostri soldi, ne subire ulteriori abusi in nostro danno. [...] È impossibile assumere e prendere iniziative, di qualsiasi genere e specie, quando si è nella indisponibilità materiale di poter disporre dei propri soldi a causa di decisioni assurde da parte di altri che trattengono senza ragioni i tuoi soldi, soprattutto contro la tua volontà: tale situazione genera angoscia, stress indicibile e conseguenze imprevedibili ».
Da tale sventurata diatriba in cui mi sono venuta a trovare, fra questi due concorrenti spietati, si evince chiaramente come da una parte vi fosse “ CHI “, presso la BCC, si opponeva con forza a non concedere il “trasferimento delle mie somme”, e dall’altra il Bevilacqua che tiranneggiava la mia Banca per aggiudicarsele. Certo, il tutto veniva coordinato sapientemente grazie anche all’apporto tecnico di un operatore scelto dal Bevilacqua, delle Poste di San Marco in Lamis. Un tal Matteo Nardella, persona assai fidata. Tale operatore, così descrittoci dal fido amico, ci è stato presentato proprio durante un incontro, sempre organizzato dall’avvocato che mi pilotava, per la creazione del mio nuovo conto corrente postale in cointestazione con Luciano Mirigliano.
Pure questo fatto però, ahimè, va posto sotto la lente d'ingrandimento, in strettissima relazione ad un altro di rilevanza ancor maggiore. Ovvero va considerato in funzione di un " falso atto di procura notarile " simulato ad Hoc dal Bevilacqua, fattomi firmare, ma con lo scopo preordinato di far inciampare passo passo il Mirigliano.
Teoricamente un delitto perfetto!
Sì. Come se il tutto fosse partito, orchestrato da quest’ultimo. Ossia da Luciano e non INVECE da Raffaele Bevilacqua, rimasto sempre uguale a se stesso nella capacità di preordinare il male insieme ai suoi complici.
Autori di sì spaventosa illegalità, inaudita.
Tale innominabile individuo, sì infido ormai sotto ogni punto di vista, come pure tutta la cordata a cui si è affiliato, d'altronde, aveva ben congegnato tutto a nostro danno, sin dall'inizio. Sognava di far cadere finanche il mio Procuratore, rimasto sempre longanime, al suo posto. Sebbene nominato da me in ritardo, solamente quando abbiamo scoperto questa terribile insidia lanciatale dal Bevilacqua, non da un Notaio autentico [5-11.11.2013].
Elenco brevemente tutti i vari misfatti compiuti da questo superbo servitore di Satana affiliatosi a Padre Manelli.
1. Il Bevilacqua mi assicurò, garantendomelo davanti a testimoni, di aver iscritto a ruolo la nostra tanto sospirata causa, di aver presentato l’atto di cit. contro l’Ass. Missione dell'Immacolata il 19.08.2013. Sicché, in pratica, ciò non è mai avvenuto.
2. Mi ha fatto scrivere un testamento olografo di mio pugno, trattenutosi gelosamente in sua custodia, presso la di lui dimora fino al mio insistente “basta" con riottenimento. Carte però che lui stesso ha strappato, rotto a pezzi, alla consegna, nell’ultimo nostro incontro avuto qui da me, sotto gli occhi increduli di testimoni.
3. Ci tengo a precisare come, sempre costui, mi fece chiudere con lucchetti e catene tutta la proprietà. Mi caldeggiò assai alla prudenza e così tanto da non far entrare più alcuno, isolandomi dal mondo. Sebbene si debba considerare insieme anche l'episodio dell’assalto subito da parte delle Suore F.I. Noi però abbiamo continuato ugualmente a ricevere centinaia di persone nel tempo, come dimostrano le nostre testimonianze raccolte, proseguendo l’apostolato, liberi, senza nulla temere!
4. Altro fatto curioso. Ogni tanto mi registrava col proprio cell. la voce, facendomi diverse domande. Stava preparando, così ha affermato, una intervista a porte chiuse tra me, lui e il Pres. del Tribunale di Foggia. Escluso però il Dott. L. Mirigliano, non titolato ancora come mio vero Procuratore e difensore.
5. Una volta mi ha persino sussurrato all’orecchio: “ quando non ci sarai più tu dove andrà Luciano? " Sì. Perché secondo il Bevilacqua, egli non avrebbe dovuto più esserci o stare qui con me in casa mia. Gli dava tanto fastidio, non solo a lui! L’avvocato "ingenuo" credeva che la casa fosse andata a finire sicuramente in mano alle suore di Padre Manelli e forse un pezzettino di qualcosa, un ossicino, l’avrebbe potuto rosicchiare pure lui con altri. Chissà!?
6. Dichiaro finanche di avermi fatto questi sottoscrivere quel famoso atto che simulava in tutto e per tutto una vera procura notarile. Ma tanto falsa quanto la persona che l’ha sinistramente concepita. Consta di due fogli con date distinte: 2.10.2012 e 20.05.2013.
7. Con una firma in calce, su un pezzo di carta volante, egli mi attesta di essersi intascato dalle mie mani, migliaia di euro. Ma mai fatturati.
Ecco il punto. Il Bevilacqua è riuscito ad imitare alla perfezione la tesoriera della mia onlus, Dora De Salvia: cercando di raggirarmi talmente bene, curandosi di me, purtroppo anche finanziariamente. E facendomi spostare il conto dalla mia banca dove stava a dove ora lui non può più accedere liberamente.
Dunque, dopo lo scempio accaduto e la revoca dell’Avv. Bevilacqua, io, allarmata, ho fatto mettere al sicuro, ma con inenarribili difficoltà, il mio conto corrente trasportandolo di corsa dall’uff. postale di San Marco in Lamis a quello di SGR.
Tra l’altro, la gentile Sig.ra De Salvia ha affermato che io sono una “imbambolata”. Mentre del Dott. Mirigliano ha dichiarato averle costui messo le mani addosso. Tali dichiarazioni le ha sostenute al tel. con Michele Pallotti, uno dei tanti miei parenti accorsi da Modena, nell’agosto 2014. Loro le richiedevano ufficialmente un incontro importante, insieme a Luciano, per spiegazioni in merito all’attività bancaria da lei svolta sul mio conto.
In primis accettò! Poi l’indomani, a poche ore dal faccia a faccia, ricevo la notizia dalla figlia che la mamma, Dora De Salvia, non si sentiva bene: ammalata. Anche lei! Incontro disdetto e mai più vista, né sentita.
Ebbene! Luciano Mirigliano aveva scelto di seguire già il carisma della SdD Luisa Piccarreta. Prima di venire da me. Ma su mia richiesta, esplicita, e dopo essere passato al vaglio anche dei miei parenti, l’ho autorizzato a rimanere qui al mio fianco, accanto a me. Prendendosi cura non solo della mia persona, ma di tutto ciò che mi riguarda. In particolare della mia missione d'apostolato.
Io gliel’ho proposto e lui ha accettato l'incarico.
Ora concludo con questo inquietante aggiornamento. Un episodio accaduto pochi giorni fa.
Domenica scorsa, 8 marzo, uscendo di casa per andare a Messa, Luciano ha notato appena fuori dalla porta "i segni della rabbia” di qualcuno. Tanto disordine e abbruttimento. Sì. I manelliani stanno battendo tutte le strade per giungere allo scopo: vogliono destabilizzarci con nuovi attacchi e gesti vandalici ben mirati.
Egli poi, arrivato fra i banchi di Santa Maria delle Grazie, scorse dal solito suo posto e in un brivido di coraggio, essendo divenuto anche quel luogo oramai oggetto di persecuzione manifesta, l’Avv_Raffaele Bevilacqua. Nascosto in un angolo. Costui stava appostato subito alle sue spalle, di Luciano. Fermo dietro di sé.
Ma all’atto del riconoscimento si è coperto subito la faccia, prima di abbandonare la posizione e scappar via, come da sentinella. Il giorno seguente il mio Procuratore ha ben circostanziato i fatti presso il Comando dei Carabinieri di SGR, sporgendo regolare denuncia.
Dunque, un missionario della legalità. Un umile servo della legge di Dio. Un avvocato recluta al servizio del Padre dei poverelli: Manelli! Ostinati fino alla fine come i reprobi. Caduti tutti, ahimè, in rovina, senza una dichiarata ammissione di colpa. Un fermo pentimento!
Stiamo già valutando l’aspetto penale di ogni singolo episodio accaduto.
Il "nemico” ripete l’errore di sempre: sottovaluta i piccoli! Non sa che siamo oramai pronti a tutto. Anche a dare la vita s’è necessario. Sì! E sarà un gaudio poter terminare la corsa effondendo questo nostro povero sangue per amor di Cristo. Un meraviglioso privilegio, testimoniar così la verità. A testa alta. E lo faremo! Il nostro incedere non è quello dei pusillanimi corrotti, o dei tiepidi, ma dei vivi fino alla morte. In una fede infuocata che desta pace al cuore, coraggio, rispetto a coloro che, terrorizzati da questa colpa, già morti sono in spirito e menzogna.
Sopravvivono nell’attesa di un “giudizio” che: verrà! Anche per gli increduli. Chi regna nella luce vive nella pace. Ma chi regna nelle tenebre vive già nel terrore dell’abisso.
Stiamo battendo solo vie luminose, soleggiate, tracciate dal Signore degli eserciti e stando al sicuro. Sì! Perché vogliamo camminare nella sua adorabile Volontà Divina. Giammai in quella umana battuta da uomini così malvagi e disonesti. Noi non abbiamo nulla per cui impaurirci. Né altri nemici all’infuori di questi, condotti da Padre Manelli che ci perseguita or più, notte e giorno. Dunque, se ci succederà qualcosa …
Costoro sono già stati "tutti" segnalati alle Forze dell’Ordine!
E al di là di ogni altra falsa accusa inventata, cosa potranno tirar fuori ancora per giustificare il loro crimine, la loro responsabilità? Nulla! Perché essa rimarrà comunque tale e quale se non aggravata. Piena e circostanziata.
Ribadisco il concetto. La Congregazione dei Francescani dell’Immacolata, finita sotto molti riflettori a causa di inauditi scandali, nonché commissariata, mi ha estorto ogni mio avere con l’inganno, raggirandomi. I Padri Fondatori di detto Ordine, S. Manelli e G. Pellettieri, dovranno rispondere delle loro azioni davanti alla legge.
E in coda tutti gli altri!
UNIAMOCI IN PREGHIERA ALL’AVVOCATA NOSTRA:
MARIA SS. REGINA DI TUTTE LE VITTORIE!
IN FEDE! ADRIANA PALLOTTI
P.S. Se io salverò la mia opera sarà solo grazie a questo strumento di benedizione che Dio mi ha Mandato, apostolo del Divin Volere: Luciano.