martedì 10 marzo 2015

MANELLIANI 17 – TESTIMONIANZA DI PADRE ALESSANDRO CALLONI – SECONDA PARTE

MANELLIANI 17 – TESTIMONIANZA DI PADRE ALESSANDRO CALLONI – SECONDA PARTE

9  dicembre  2014  –  ore  21,10
 C’è un altro fatto che bisogna necessariamente raccontare, anche se piuttosto detestabile, perché è quello che esprime meglio l’opzione ideologica, assunta dal PRECEDENTE GOVERNO DEL NOSTRO ISTITUTO, il quale pur di occultare ai frati e alle suore le verità “scomode”, giungeva persino a CANCELLARE INTERE PAGINE SCRITTE DAGLI AUTORI SACRI, ALTERANDONE, DI FATTO, NELLA COMPRENSIONE DEI LETTORI, NON SOLO IL PENSIERO, MA PURE LA PERSONALITÀ
 —- 1) FALSIFICAZIONE  SCRITTO DI DON  DOLINDO —-  Il nostro Istituto aveva, e ha tuttora, da editare in esclusiva, le intere OPERE DI DON DOLINDO RUOTOLO, sacerdote napoletano morto in concetto di santità, del quale – il nostro Istituto – “curava” anche la causa di beatificazione (ne vedremo l’importanza più avanti). Ebbene, il Ruotolocommentando il XIV cap. della I Lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi, si permetteva di domandare all’Autorità ecclesiastica di allora, motivandola, una semplice richiesta. É un po’ lunga, ma vi assicuro che ne vale la pena leggerla tutta. Il paragrafo si intitola: UN UMILE PROPOSTA. Eccolo!
“Queste gravi parole dell’Apostolo (“Preferiva dire cinque parole in modo da essere capito, e per istruire gli altri, anziché dire diecimila parole in altra lingua) ci danno occasione di trattare una scottante questione, che prospettiamo, protestando, la più assoluta obbedienza a qualunque disposizione della Chiesa, ed unicamente per implorare dalle competenti Autorità il loro intervento. Nessuno, infatti, potrà negare che il popolo cristiano e la grande maggioranza dei Sacerdoti e dei Religiosi prega tutt’al più con lo spirito e non con la mente, perché non intende ciò che dice. In tutto il mondo le lingue liturgiche sono diverse da quelle comuni e parlate, di modo che la massa dei fedeli, sia latini che greci, non capisce più nulla di quello che si dice nei sacri Riti, ossia nei momenti più solenni nei quali la grazia divina si effonde sulle anime, e le anime parlano a Dio. É questa la causa vera e profonda dell’ignoranza dei cristiani nelle cose di Dio, e del loro rilassamento spirituale. Non si può disconoscere un intervento diabolico o almeno uno sfruttamento diabolico nel cambiamento delle lingue. Il perfido nemico sapeva bene che il mutamento delle lingue avrebbe portato la confusione e l’isterilimento dei cuori e della vita Cristiana. Una massa di fedeli che assiste ad una Messa, latina o greca, è uno spettacolo molto triste. L’anima ci sta come automa, ci si annoia ci si urta, e non vede più la ragione e l’utilità di stare mezz’ora a sentire un brontolio senza senso. É vero; oggi si è cercato di riparare a questo inconveniente con le versioni in lingua parlata, un po’ troppo tardi in verità, e quando il popolo cristiano si era già abituato a star presente alla Messa più che ad ascoltarla….. Ascoltare la Messa oggi, per la stragrande maggioranza, equivale a rimanere seduti o in piedi in Chiesa, con una grande noia, guardando a destra e a sinistra o schiacciando comodamente un pisolino. L’unica attenzione che presta questa massa di popolo al sacro rito è il vigilare quando sta per finire, di modo che appena si volta l’ultimo Evangelo scatta su dalle sedie, e va rumorosamente via, senza partecipare alle preghiere finali, le uniche alle quali ancora il popolo partecipa col Sacerdote, pur non capendone un’acca. Ogni persona che ragiona capisce che in questo barbaro modo il popolo cristiano non si nutrisce, e che per necessità perde ogni spirito di fede e di devozione……Nessuno può negare che il grande e totalitario decadimento cristiano è cominciato proprio quando il latino è diventato incomprensibile alla massa dei fedeli. Quanti tesori di esortazioni vive e rifulgenti di grazia e di Spirito Santo si perdono nella Chiesaperché il popolo non le intende! Non è davvero penoso per es. che quelli che si sposano non ascoltino una sola parola, una sola che li interessi nel sacro rito? Seduti o inginocchiati, si sentono solo come flagellati da us, is, orum, bus, tis, um, e guardando ansiosi solo che si finisca. Quanta luce di pietà, di religione e di ammonimenti in un Battesimo, in una Cresima, nella benedizione di un morto, nelle esequie di un bimbo si sperpera invano, quante perle preziose sono gettate per terra! Eppure, ognuno di questi riti potrebbe rinnovare tante anime! Senza dire, poi, che il sacerdote, sapendo di non essere compreso…. perde il senso della responsabilità, e con grande facilità acciabatta e arruffa le sacre parole del rito sacro, premuroso anch’egli di finire presto…… É uno sfacelo completo sia dalla parte della maggioranza dei sacri Ministri sia da quella del popolo. Chi regge le sorti del popolo cristiano non può non preoccuparsene….. Scriviamo queste cose in ginocchio davanti alla Chiesa di Dio, supplicandola di dare ai suoi figli il latte del quale è ricolmo il suo petto materno…..Noi piangiamo tutte le lagrime della nostra vita senza conforto, perché non ascoltiamo neppure nella morte le grandi parole della Chiesa che ci accompagnano alla tomba….. Anche allora, tra le angosce dell’ultimo malanno e l’ansare dell’agonia, noi sentiamo solo us, um, orum, bus, bis, os….. E noi …. osiamo levare alla Chiesa questa supplica ardente in nome degli ignoranti che non intendono, degli infermi che non capiscono la voce del medico che li cura, in nome dei combattenti nell’agone terribile della vita, dove ogni comando deve essere ben chiaro e marcato per poter avanzare….. Qual valore ha l’Amen, detto come conclusione di una pubblica preghiera, se chi lo dice non capisce la preghiera che si è recitata? E quale frutto può ricavare un fedele dalle più grandi e solenni istruzioni che gli vengono fatte se non le ha capite……? L’argomento, importantissimo, vale soprattutto per quelli che vogliono ad ogni costo conservare certe tradizioni, senza tener conto del vero bene delle animeVolere ad ogni costo conservare una lingua oramai incompresa dalla massa dei fedeli, quando essa fu usata unicamente per essere intesa dai fedeli…. è cosa da fanciulli. L’argomento vale benissimo per quei conservatori ad oltranza, che si ribellano ad ogni sana novità, pur di conservare quello che in realtà non serve più al bene vero delle anime. A questi possono essere rivolte le parole severe che Dio disse al suo popolo per mezzo di Isaia, e che san Paolo cita non letteralmente: “Per mezzo di uomini di altra lingua, e per altre labbra parlerò a questo popolo, e nemmeno così mi daranno retta, dice il Signore”….. Certamente è una cosa bella l’universalità del linguaggio della Chiesa nel mondo, certamente è un mezzo di unitàpoiché dovunque in tutto il mondo si trovano lo stesso Altare e la stessa preghiera; ma questi vantaggi non compensano l’enorme svantaggio della quasi totale assenza del popolo cristiano dallo spirito e dalla luce dei sacri riti, ossia della più efficace scuola di vita cristiana che abbia la Chiesa….. Alcuni oppongono a questi palpitanti argomenti il maggior sapore e la migliore espressione che in latino o in greco antico si ha dei concetti del sacro testo, ma questo gusto raffinato è di pochissimi tra gli stessi ecclesiastici, e non si può sacrificare il bene comune del popolo cristiano alle raffinatezze letterarie o spirituali di pochissimi”. 
 TESTO  FATTO  SCOMPARIRE — Questa è solo una parte del commento di Don Dolindo alla I Lettera di san Paolo ai Corinzi; ma quello che a noi interessa, non è tanto se Don Dolindo abbia più o meno ragione, nelle cose che dice, ma che questo testo, come altri che loro ritenevano avversi al loro pensiero, sono stati letteralmente fatti scomparire nella nuova edizione, della pubblicazione al commento delle Lettere paoline. Credo che la FALSIFICAZIONE VOLONTARIA DEGLI SCRITTI DI UNA PERSONALITÀ ECCLESIALE, della quale sei stato chiamato a presentare e custodire il pensiero, sia, all’interno del mondo culturale, L’IMMORALITÀ PIÙ GRANDE DELLA QUALE UNO POSSA RENDERSI RESPONSABILE. E qui traspare ed emerge inequivocabilmente, LA MENTALITÀ IDEOLOGICA, per sua natura, necessariamente falsificatrice della realtà, che ben poco si interessa della verità, sempre “piegabile” all’interesse del momento. Se penso che si facevano addirittura delle conferenze (ai frati), dove si proponeva Don Dolindo Ruotolo, a sostegno dell’opzione liturgica in latino, la cosa fa veramente sorridere. Sarebbe bello che ci spiegassero in nome di quale diritto, la loro coscienza si attribuiva la possibilità di ALTERARE GLI SCRITTI DI UN UOMO DI DIO, FALSIFICANDOLI; oppure ci dicano che cosa intendano nella loro mente, quando parlano di Provvidenza di Dio, dal momento che dagli scritti del Ruotolo, FACEVANO SPARIRE PURE LE PAGINE “PROBLEMATICHE” – secondo loro – IN RELAZIONE ALLA SUA CAUSA DI BEATIFICAZIONE.
 —- 2) LITURGIA  ANTICA —- Ma ritorniamo alla liturgia antica che, secondo loro, era assolutamente libera ed opzionale.
A) Se non la sceglievi eri accusato di infedeltà ai Fondatori (pensate che addirittura P. Gabriele Pellettieri, cofondatore dell’Istituto, aveva detto più volte, che lui non intendeva spendere gli ultimi anni della sua vita per il “Tridentino”). Ma l’ideologia non vive in simbiosi con la verità; anzi: neppure la frequenta.
 B) Ci sono numerose testimonianze di frati (la Congregazione ne possiede le carte) che parlano di come a loro FU IMPOSTO IL VETUS ORDO, CON MINACCE – addirittura un frate, fatto superiore, scrive che è stato “massacrato” (indovinate da chi? fatemi 2 nomi), pur di indurlo a sceglierlo per la sua comunità.
 C) Frati che non lo preferivano venivano mandati in altre comunità, per essere “rieducati”.
 D) VENIVANO FATTI SUPERIORI DELLE COMUNITÀ DEI GIOVANI FRATI, APPENA USCITI DAL SEMINARIO, SENZA ALCUNA ESPERIENZA, per poter estendere il Tridentino, soprattutto alle missioni, con i disastri che ne sono conseguiti, sotto ogni punto di vista.
 E) ALCUNI SEMINARISTI, ADDIRITTURA, VENIVANO MINACCIATI DI NON POTER FARE LA PROFESSIONE SOLENNE,qualora non si fossero alzati la notte per il Mattutino; quando poi invece c’erano dei formatori che erano dispensati dall’alzata notturna e uno, in particolare, che andava a dormire di nascosto, quando gli altri frati partecipavano alla santa Messa. Questo fatto dell’alzata notturna è veramente incredibile, poiché lo stesso P. Stefano nel commento alla Traccia Mariana di vita Francescana, parla dell’importanza del sonno (almeno 7 ore, e della indispensabilità soprattutto delle prime 4 che non devono mai essere interrotte). Di fatto, questo era impossibile nellenostre comunità, le quali, quasi tutte reggono Parrocchie e Santuari. Eppure anche qui inizialmente si è cercato di forzare l’alzata per tutti, ma vedendo il no secco di molti superiori, si era momentaneamente soprasseduto, in attesa di tempi migliori. IL GRANDE PROBLEMA DEL VETUS ORDO ERA DATO DAL BREVIARIO, NON CERTO DALLA SANTA MESSA, tant’è vero che molte comunità la celebravano tranquillamente. Io come superiore l’avevo introdotta sia nel Santuario di Albenga, sia qui a Trieste; senza mai confliggere però con il bene delle anime dei fedeli, perché un’anima, sotto questo aspetto, vale mille volte di più di una Santa Messa, proprio perché È LA MESSA AD ESSERE PER LA SALVEZZA DELL’ANIMA E NON L’ANIMA PER LA MESSA. Nostro Signore rende attuale nel Sacrificio eucaristico il mistero della sua Pasqua, per l’anima e per il suo bene, e quindi secondo i “suoi” bisogni, e null’altro. E non mi si dica che prima viene la gloria di Dio – scusate, ma lo so anch’io – ma è da dualisti folli, mettere in conflitto queste due realtà, quando queste esprimono un’unità inseparabile. E solo un “malato” può venire a dirmi che la Messa antica produce più grazia (rivada a leggersi il trattato sulla grazia e poi ritorni rapidamente nel suo – finalmente – silenzio.Sentire P. Stefano dire che un sacerdote che celebra il rito antico è un sacerdote salvato (quante suore hanno sentito questa frase; provate a chiedere loro) è veramente….. Provate a leggere il libretto scritto da Sant’Alfonso Maria de Liguori “La Messa (antica) e l’Ufficio (antico) strapazzati” e poi ci risentiamo. Ma di questo parleremo più avanti trattando del CVII.
 F) ADDIRITTURA SI DICEVA AI FRATI DI CAMBIARE LA GUIDA SPIRITUALE, QUALORA NON PREFERISSE IL RITO ANTICO. Quando chiesi spiegazioni mi fu detto che erano solo dei suggerimenti (chiaramente immorali, visto che non c’è adeguazione tra la richiesta e la motivazione). Basti pensare al rapporto asimmetrico esistente tra un formatore e un seminarista, e come per quest’ultimo, il “suggerimento” diventi percepibile, immediatamente, come un comando.
 G) ALCUNI FRATI VENIVANO MESSI IN CONDIZIONE DI DOVERSENE ANDARE; altri venivano mandati in terra di missione, e altri ancora venivano additati come rilassati, solo perché chiedevano di poter essere, quello che erano sempre stati.
 H) Frati che hanno detto, molto chiaramente, di essere MORTI” SPIRITUALMENTE, proprio perché nulla capivano di ciò che pregavano; e che ringraziavano perché il ripristino della liturgia ordinaria, li aveva “ricuperati” spiritualmente. È chiaro che non posso perdermi a raccontare tutti i casi particolari, la Congregazione ha gli scritti e, di conseguenza, sa come deve agire. Ma come si permettevano di umiliare frati (soprattutto i fratelli religiosi) che avevano da sempre servito l’Istituto, a DOVERSI METTERE IN GINOCCHIO, per esempio, PER IMPLORARE DI NON ESSERE MANDATI IN COMUNITÀ COME ROCCA DI PAPA, DOVE IL TRIDENTINO ERA FORZATAMENTE OBBLIGATORIO, mettendo seriamente a rischio la loro vocazione? Queste sono delle piccole porzioni di fatti, realmente accaduti; se loro hanno il coraggio di dire che le mie sono solo delle menzogne, benissimo. Io li “sfido” molto serenamente a un faccia a faccia pubblico; quando vogliono e dove vogliono; con chi vogliono, e con quale platea. Ma li voglio guardare tutti in faccia, li voglio vedere ad uno ad uno, negare tutte queste cose, davanti a me. E posso loro assicurare che non mi permetterei mai di scadere nel gossip, per cui stiano tranquilli: i fatti e nulla di più; quando, dove, con chi, e davanti a chi, decidetelo voi. Fatemi sapere!
 —-3) —- PROVVIDENZIALE  COMMISSARIAMENTO —– Voglio, inoltre, aprire una piccola parentesi, molto breve. Molti dicono che noi abbiamo fatto tutto questo per il potere e sciocchezze di questo genere. È giusto che si sappia che noi abbiamo chiesto immediatamente a P. Gabriele Pellettieri di fare il Padre Generale dell’Istituto, e quando lui rifiutò, gli chiedemmo di fare almeno il Rettore dei chierici; ma anche qui rifiutò. Un vero peccato, perché, dalla Provvidenza di Dio, il Padre era stato voluto come cofondatore, forse proprio in vista dei fatti odierni. Questa è una riflessione mia: ma che senso ha un cofondatore, quando il fondatore è ragione sufficiente, per virtù propria (donata), delle necessità di un Istituto. Forse, la sua funzione ed il suo ruolo erano in vista proprio di questo triste momento, ma….. Ad ognuno le sue responsabilità  Inoltre, IO SPERO CHE IL COMMISSARIAMENTO DURI ANCORA A LUNGO, perché ABBIAMO LA NECESSITÀ ASSOLUTA DI ESSERE GUIDATI DALLA SAPIENTE MANO DELLA CHIESA, NEL RICUPERO DI UNA “PERSONALITÀ”, VERAMENTE ECCLESIALE; e della capacità di ri-costruire l’Istituto nella ricchezza della sua vera essenza, perché possa finalmente ri-splendere la sua autentica vocazione, come è stata voluta dalla volontà originaria di Dio. Obbedienti e docili però alle indicazioni delle uniche Autorità legittime, proprio per evitare il pericolo che possano ri-apparire dei cloni del governo precedente, incapaci di rispettare la dignità delle persone, credendo che possano bastare, semplicemente, lettere di proprio gusto o comunelle grottesche, per sbarazzarsi del confratello. Chi ha orecchi per intendere: intenda.
                                                                                ALCUNI  COMMENTI
Domenico Mimmo Iodice.  questi metodi settari sono ben noti in quanto si riproducono con singolari analogie in numerose realtà. Credo siano espressione di immaturità spirituale.
 Alessandro Calloni  El’immaturità spirituale ti porta a vivere “fuori” di te, sempre proteso a “contemplare” con gusto i difetti altrui per poter celebrare te stesso. I manelliani hanno un bisogno costante del pettegolezzo sugli altri; di vivere in uno stato abituale di conflittualità. Se pensate che facevano delle critiche feroci ai Francescani Conventuali per aver eliminato o edulcorato alcuni scritti di san Massimiliano M. Kolbe; cosa hanno fatto loro? Hanno eliminato intere pagine di altri autori. NECESSITANO DELLE “PAGLIUZZE” ALTRUI PER POTER DIMENTICARE LE LORO “TRAVI“. Vedrai, Domenico, NEL TERZO SCRITTO quando si parlerà dell’obbedienza; solo che molte cose non si possono dire perché sono riservate, ma un giorno, questi eventi diventeranno “storia” della Chiesa; a loro vergogna!
 Maria Rosaria Duraccio Riguardo a p.Gabriele: chi gli ha dato l’ordine di non accettare gli incarichi che gli erano stati proposti?
 Maria Letizia  P. GABRIELE È SOLAMENTE UN BURATTINO, ESEGUE SOLO CIÒ CHE IL MANELLI ORDINA.
 Ernesto Di Francesco. Questi post in cui si descrive la vita quotidiana dentro l’Istituto sono preziosi per farsi un giudizio sulla questione. L’unica cosa che chiedo al Padre è: come riuscire a continuare nell’opera meritoria dei Francescani dell’Immacolata in merito alla critica alla deriva neomodernista? Mi spiego meglio: va bene commissariare l’Istituto, ma occorre mantenere la saldezza dottrinale garantita dal realismo tomista, trovando le ragioni teologiche per criticare e rifiutare il “principio di immanenza” (come lo definiva Cornelio fabro) presente nella teologia di Rahner. In una parola: come mantenere ciò che di buono c’era nell’Istituto senza lasciarsi trascinare dalla corrente neomodernista prevalente (numericamente) nella chiesa attuale? Grazie, Padre. Magari la mia preoccupazione è infondata…
 Alessandro Calloni  Ernesto le posso garantire che i frati restati fedeli alla Chiesa cattolica e a chi è stato chiamato a guidarla in questo preciso momento storico, sono assolutamente lontani da qualsiasi attrazione verso le idee moderniste e sfido chiunque a manifestare il contrario. Facciano i nomi dei frati e dicano quali idee moderniste avrebbero sposato, ma ci mettano la faccia; le posso garantire che sono divenuti talmente dei conigli, che devono pettegolare solo nell’anonimato del loro…
Domenico Mimmo Iodice Vi do la mia testimonianza. Non conoscevo la questione dell’Ordine ma mi chiedevo le ragioni di un astio e un risentimento verso papa Francesco all’interno di vari forum. La mia sorpresa più grande è stata di verificare che l’appartenenza a questa esperienza era quasi una costante. Così come è sempre una costante il richiamo a Socci. C’È un tam tam mediatico senza precedenti…
 Alessandro Calloni  NEL PROSSIMO SCRITTO PARLEREMO DELL’OBBEDIENZA E DELLA POVERTÀ (LA CASTITÀ LA LASCIAMO A DELLE AUTORITÀ PIÙ ALTE) e così vedremo che SI  SONO  INVENTATI UNA  NUOVA  SPIRITUALITÀ  E  UNA  NUOVA  ASCESI; e lo faremo proprio nella sapienza della dottrina morale tradizionale che loro dicono di amare molto ma sembra solo a parole = causa materiale, causa formale, finis operis, finis operantis, opzione fondamentale, immanentismo, soggettivismo, situazionismo, trascendentalismo, ma soprattutto il loro concetto eretico di coscienza, che è divenuta la parolina magica per fare quello che vogliono. I massoni impallidiscono dinanzi alla libertà radicale della loro coscienza, sembrano al confronto dei ferrei legalisti. E loro fanno tutto questo in nome dell’Immacolata, del Francescanesimo = sono uno spasso.
 Domenico Mimmo Iodice Ho incontrato su FB questo gruppo per caso e, come spesso accade quando non riesco a capire, ho cercato di comprendere le ragioni del distacco un po’ astioso dalle posizioni dell’attuale magistero. E lì giù di tutto: dalle prospettive apocalittiche alla presenza di Satana nella chiesa, a Bergoglio come falso papa, come da indicazione visionaria di una ignota mistica, al rischio di creazione di una nuova religione massificante e globale che annullerà il cristianesimo e di cui il Pontefice sarebbe fautore. Il tutto innaffiato con una generosa dose di amore per la tradizione e di santa venerazione dei nuovi perseguitati, tra cui Socci. Ne ho chiesto ragione a Socci, che ha cancellato il mio post e rimosso dalle persone che possono commentare i suoi deliranti monologhi. e questo è il mio excursus dell’ultimo mese…
 Domenico Mimmo Iodice Caro padre Alessandro fammi sapere se gradisci che io copi e incolli la tua testimonianza in altri gruppi di discussione tipo “amici di fra Nicola Borrelli” che argomenta come sai. E’ questione delicata quindi aspetto da te indicazioni. Io ne discuto ma dall’esterno
 Alessandro Calloni   Carissimo Domenico puoi postare quello che io scrivo dovunque tu lo ritenga opportuno sempre che siano chiaramente dei figli fedeli alla Chiesa, quindi dovunque ne possa nascere una discussione proficua per le persone. Per il resto queste persone hanno bisogno di paventare scenari apocalittici perché devono impaurire la gente per tenerla unita a sé. Pensa che quando io sono entrato nell’Istituto, quasi 22 anni fa già P. Stefano parlava dell’imminenza della guerra che stava arrivando; poi ho sentito parlare dei 3 giorni di buio con tanto di data, ma è fallito tutto. Poi i vescovi rahneriani avrebbero preso il sopravvento e ci avrebbero cacciati via dalla nostra Casa Madre di Frigento, perché il vescovo di quel luogo era un rahneriano; ma anche qui date su date: niente. E poi era tutto così con i laici che ti chiamavano impauriti perché profetizzavano tutte queste sciocchezze nei convegni ecc. Era tutto così da anni = è solamente il rifiuto del tempo che il Signore ti ha chiamato a vivere, pretendendo che faccia lui la parte che devi fare tu con qualche azione in stile “occasionalismo” islamico. Che molte cose non vadano bene è chiaro a tutti mica serve che ce lo dicano loro. Ma tu puoi guardare questo mondo decifrandolo come un immenso mare di peccato dove non c’è più speranza; oppure lo puoi guardare come un’immensa opportunità che ti offerta è per “fare” una grande mèsse. La seconda è una prospettiva evangelica; la prima è semplicemente una mancanza di speranza-fede.
 Domenico Mimmo Iodice …se uno vuol CREARSI UNA PROPRIA REALTÀ ECCLESIALE PARALLELA, allora non ha altra scelta che questa…
 Alessandro Calloni Non è che neanche Cristo riesca ad unirci, ma È LA SUA “INVENZIONE”PERSONALIZZATA E PERSONALISTICA A CREARE LA DIVISIONE. Loro non possono permettere l’esistenza del distinto, proprio perché essendo in-fondati, hanno bisogno dell’identico per conversare, specchiandosi nella propria autoidentificazione. é una sorta di omoses…. spirituale dove l’identico da loro fondamento e stabilità.
 Domenico Mimmo Iodice Ah ecco. Il fatto è che a me piacerebbe parlare proprio con loro per metterli in guardia da questo pericolo. Ma finora il dialogo mi sembra non abbia prodotto frutti. Quando sono proprio alle strette, concludono sempre che in ogni caso si adeguano (a parole) al magistero petrino.
 Alessandro Calloni  Chissà forse petrino è un loro vicino di casa, perché non mi sembra che con Roma c’entrino qualcosa. Ma sai Mimmo la cosa bella è che hanno organizzato a Roma una serie di conferenze incentrate sulla crisi della famiglia e il caso dei Francescani dell’Immacolata; che come dire: Il buco nell’ozono e il caso dei Francescani dell’Immacolata; oppure il surriscaldamento globale e il caso…...e che poi non si rendono conto che basta sostituire i termini delle loro conferenze, sostituendo le nostre persone con le loro, e si possono dire le medesime cose. Sono veramente dei grandi! Come farà la Chiesa senza di loro?
 Lo Psico Ezio    Apprezzo molto le analisi psicologiche del Padre Calloni. Il Manelli e i suoi seguaci erano dei narcisi. Il cofondatore per più di quaranta anni è vissuto “sotto lo schiaffo” del Padre Manelli. Ho sentito pure che è stato dieci anni nelle Filippine. Perché non è andato piuttosto padre Manelli in missione? Le incoerenze si pagano prima o poi, se non c’è ravvedimento. Lucida l’analisi sull’ideologia che adultera la verità, mortifica la carità e crea l’etica della situazionePreoccupante sul piano psicologico il comportamento dei laici plagiati e peggio ancora quello di frati ed ex frati ancora dietro al FondatoreUna  dinamica  al  100%  settaria, come ho già avuto modo di scrivere. Mi meraviglio che non stiano protestando su queste testimonianze schiaccianti del Padre Calloni. Hanno forse paura che seguiranno altre mille testimonianze, sempre VERE. Troppe persone stanno male e non ce la fanno nemmeno a dirlo e a capirlo. Solo la verità ci fa liberi.

 Alessandro Calloni     il problema è che ALCUNI  DI  LORO  HANNO  LEGATO  LA  LORO  VOCAZIONE  AD  UN UOMO  E  NON  A  DIO  E  SE VIENE  MENO  QUELL’UOMO  SONO  DI  FATTO  FINITI  PURE  LORO. Perché alcuni conoscono molto bene gli errori che sono stati commessi ma non vogliono pensarci, e se li nascondono aggrappandosi al nulla. Spero più avanti di poter parlare anche di altre cose ma non è ancora il momento, però piano piano c’è chi comincia a parlare e a rivelare sempre di più nuovi particolari. Si stanno cuocendo nel loro…..

 Stella Mattutina Per loro il mondo è pieno solo di nemici: i frati ribelli, Alleanza Cattolica, il Prefetto ed il Segretario della Congregazione degli istituti di vita consacrata, il Papa…Poi c’è la massoneria (ormai in pieno potere nella Chiesa), il demonio, il modernismo, ecc…Mi viene male alla testa solo a pensarci.
 Alessandro Calloni    Nel prossimo scritto citerò anche un po’ di cose che ci ha detto il Santo Padre quando ci ha convocati a Roma perché sono fantastiche. Ma pensate che combriccola che sono: i frati predicano contro il Papa; il giornalista dice che il Papa non è il Papa; e il professore dice che il Papa è il Papa, ma t’insegna come disobbedirgli. Ditemi: ma non sono fantastici? E loro sono la vera Chiesa. Caspita ma non c’è un’isola dove metterli tutt’insieme?