martedì 10 marzo 2015

MANELLIANI 19 – MANELLIANE : FARISEE IPOCRITE!!!

MANELLIANI  19 –     MANELLIANE : FARISEE IPOCRITE!!!

Il testo scritto dalle suore (http://www.cuoreimmacolato.com/18-aggiornamenti/62-nota-ufficiale-dell-istituto-20-12-2014) a presunta  difesa dei loro comportamenti, è il manifesto del grande fariseismo dilagante in questo istituto soprattutto in mezzo  alle  suorine  manelliane. Nel testo trasuda  in abbondanza l’ipocrisia  studiata e subdola di queste manelliane che, ottusamente, MENTONO  SAPENDO  DI  MENTIRE.
FARISEI - IPOCRITI - 2

 NOTE  STONATE

1) Fare  delle  sofistiche quanto inutili affermazioni furbesche di bandiera ( “L’istituto non ha mai dichiarato di non riconoscere l’autorità dei documenti del concilio Vaticano II o del magistero post-conciliare”) è come non dire  nulla, è come rimestare aria fritta.  Si tratta solo di frasi ridicole. Infatti è  ovvio che se l’Istituto  avesse fatto una dichiarazione ufficiale su quei punti il caso sarebbe stato chiuso celermente con una condanna.  Siccome l’Istituto  invece vive una VITA  DOPPIA (“dice una cosa e fa il contrario”) il problema non sono le dichiarazioni ufficiali o leAUTOCERTIFICAZIONI delle suorine manelliane in certe loro “note stonate”, ma accertare realmente CHE TIPO DI FORMAZIONE  VENIVA  DATA  DIETRO LE QUINTE, quale idee  venivano messe in testa nelle loro FORMAZIONI PARALLELE IN CONVENTO, da parte di certe superiore parallele che, sembra, abbiano creato UNA SPECIE DI CHIESUOLA PARALLELA. Ricordiamo che è sempre stata la tattica dei modernisti (anche quelli tradizionalisti) restare nella Chiesa per stravolgere dall’interno la Chiesa. Ricordiamo che sia i frati che le suore del precedente governo non hanno mai partecipato agli incontri del CISM e dell’UISM, nel senso che essi  hanno sempre vissuto una vita separata, segregata, tenendosi farisaicamente a distanza dagli altri religiosi e dagli altri superiori religiosi, considerati tutti devianti e/o traditori. Come Manelli  aveva una DOPPIA VITA, così anche l’Istituto aveva una DOPPIA VITA. È sempre stata questa la loro furbizia: mai  scrivere niente ufficialmente,  ma fare tutto dietro le quinte e tenere tutto  nascosto a “quelli di fuori” col mantello del segreto.   2) Come tutti i farisei vorrebbero far credere che esse non sbagliano mai: guarda caso sono sempre gli altri che hanno gli “occhi storti”, esse sono solo sempre pure, innocenti, infallibili, perfette, sarebbero sempre state perfettamente in linea con la Chiesa. PECCATO CHE SE LO DICONO DA SOLE, che la Chiesa  ufficiale dice ben altro di loro e soprattutto che cercano di impedire alla Chiesa di fare delle verifiche e soprattutto  delle salutari correzioni, dimostrando una scarsissima se non pessima formazione ecclesiale. Ha ragione  chi scrive: “Le suore francescane dell’immacolata PERDONO OGNI OCCASIONE PER FARE AUTO-CRITICA e indignate si scagliano contro chiunque stigmatizzi LE LORO MALATTIE SPIRITUALI” (cfr. articolo Orgoglio luciferino, “La verità sul commissariamento”).

 CONTRADDIZIONE  ASSORDANTE 

3) C’è una contraddizione assordante nella loro “nota  stonata”: prima dicono che con un  “sondaggio  ufficiale e convotazioni capitolari effettuate in ogni singola comunità dell’istituto” è stato scelta un modo unanime LA LITURGIA VETUS ORDO”poi però affermano – con una santa faccia tosta – che “la forma ordinaria della santa messa – è quella adottata attualmente in quasi tutte le nostre comunità”. È evidente la contraddizione: se la maggioranza delle suorine dell’Ordine predilige (lasciamo stare se liberamente) il Vetus Ordo, perché di fatto è il Novus Ordo ad essere privilegiato nella pratica? Fermo restando che bisogna accertare se è vero che oggi celebrano solo col N.O. sorgono spontanee due obiezioni:  A) A parte il fatto che il periodo di indagine sotto  giudizio, su di loro, è quello che si riferisce dal 2007 al 2014: è di quel  periodo – e forse non di oggi – che dovranno rispondere di come hanno gestito l’applicazione del  Motu Proprio;  B) ma l’altra critica è anche più ovvia: se fosse vero che prima tutte avevano scelto all’unanimità il V.O., e che oggi quasi tutte lo hanno ELIMINATO a favore del  N.O., allora DA SE STESSE RICONOSCONO  CHE PRIMA AVEVANO SBAGLIATO e che si è trattato di UN  ERRORE  FATTO ALL’UNANIMITA’!  Infatti se avessero agito bene e in piena  linea  con la Chiesa,  perché oggi  avrebbero – come dicono –  cambiato la liturgia e celebrano quasi solo il N.O.?  Se prima era tutto in ordine, se prima la scelta era legittima ed onesta e non ci sono state derive tradizionaliste o addirittura “posizioni eretiche e scismatiche di opposizione al Magistero della Chiesa e di disunione con il Santo Padre” perché hanno cambiato  tutto?  Se fossero state “pulite” avrebbero dovuto  mantenere le decisioni prese, spalancare le porte dei conventi e dimostrare che la messa tridentina era celebrata sempre e solo in perfetta obbedienza al Motu Proprio, senza nessuna deriva lefebvriana o eretica. Invece si sono comportate come chi ha la CODA DI PAGLIA! O hanno sbagliato prima o stanno sbagliando oggi! In realtà neanche loro sanno cosa dire e cosa fare!  Agiscono con scelte disperate solo per evitare la giusta sanzione canonica.

FALSA  UNANIMITÀ  IMPOSTA

4) Rivoltante è poi l’ipocrisia di far credere che esisteva – sul V.O. – UNA UNANIMITÀ LEGITTIMA E LIBERA NON IMPOSTA,  in un istituto dove tutto è controllato in modo asfissiante e dove tutto è rigidamente  deciso dai superiori come – solo per i metodi però – nei regini fascisti o comunisti.  False e ipocrite – quindi – nel fingere una  libera e sostanziale unità  condivisa. False  ed ipocrite nel far credere che ci sia stato un sondaggio ufficiale: in quell’istituto – soprattutto tra le suorine – questi metodi sono considerati come …….eretici!!! Per il clima di costrizione  generale, di controllo  assoluto e capillare, rimandiamo al n.  4  dell’articolo “Istituto F.I. – Abusi non negoziabili” – PRIMA PARTE.  Qui riportiamo – per comodità – solo brevemente quanto attestato da P. Calloni. “A) Se non sceglievi il V.O., eri accusato di infedeltà ai Fondatori : B) Ci sono numerose testimonianze di frati (la Congregazione ne possiede le carte) che parlano di come a loro fu imposto il Vetus Ordo, con minacce. C) Frati che non lo preferivano venivano mandati in altre comunità, per essere “rieducati”. D) Venivano fatti superiori delle comunità dei giovani frati V.O., appena usciti dal seminario, senza alcuna esperienza. E) Addirittura si diceva ai frati di cambiare la guida spirituale, qualora non preferisse il rito antico. F) Alcuni frati venivano messi in condizione di doversene andare; altri venivano mandati in terra di missione, altri erano inviati in ….. “campi  di rieducazione”  e altri ancora venivano additati come rilassati, solo perché chiedevano di poter essere, quello che erano sempre stati. Ricordiamo comunque che il grande problema del Vetus Ordo era dato dal breviario, non certo dalla santa messa”.

 EPURAZIONI

Questo è il clima da “regime” che si viveva in tutto l’Istituto, ma tra le suorine questo clima era ancora più ferreo. La campagna a favore del V.O., era di tipo terroristico: chi non lo accettava non faceva parte dell’Istituto e quindi era costretta ad uscire. Si trattava di VERE E PROPRIE EPURAZIONI. È chiaro che con questi metodi liberticidi c’è sempre stata sempre una UNANIMITÀ ESTERIORE E FORZATA SULLE DECISIONI DEI SUPERIORI. È ovvio, chi non era d’accordo era buttata fuori: le decisioni erano imposte col terrorismo psicologico, si facevano pressioni enormi e anche minacce per un’accettazione acritica e immediata delle decisioni del santone e della papessa Perillo.

COVO  DI  CITTÀ  DI CASTELLO

5) A Città di Castello, vero covo-lager-culturale-delle-tradizionaliste e centro irradiante dell’infezione che è dilagata in tutto l’Istituto si insegnavano  (e si insegna?) le idee distorte e devianti della papessa Perillo (ce ne ha relazionato anche la nostra stimata Ellen): idee che sono state relazionate e di cui dovranno rispondere, probabilmente alla Congregazione per la Dottrina della fede. Ricordiamo che ci sono altre testimonianze su questo punto. Fermo restando – come è stato già detto – che “se nella formazione delle Suore  e delle formande ci dovessero essere delle eresie sarà compito dei dicasteri preposti al giudizio e alla vigilanza esprimersi nel merito” (cfr. articolo Orgoglio luciferino “La verità sul commissariamento”).  Le suorine, nella “nota stonata”, avendo probabilmente la “cosa di paglia”, tentano solo di mettere “le mani avanti”, ben sapendo – evidentemente – quali sono i “panni sporchi” di cui dovranno rispondere. Altrimenti  come farebbero ad essere così precise nell’identificare proprio quei punti negativi? La papessa Perillo ha chiamato più volte Roberto De Mattei, a  Città di Castello, a fare catechesi alle sue  suorine e il prof. Roberto parlava loro di ………Lefebvre e questo durante il regime di commissariamento dei frati. C’è chi è uscita da quel “campo di concentramento” per la martellante  propaganda tradizionalista e filolefebvriana di tutta la formazione soprattutto le critiche e il palese disprezzo per il Novus OrdoNon erano ammesse perplessità né disaccordi, altrimenti c’erano subito le persecuzioni della Madre e di tutta la comunità, minacciando di impedire di far fare i voti. Non è forse vero che sovente la dissidente era apostrofata dalla comunità con parole simili: “Da quale parte stai? dalla parte della chiesa nuova o dalla parte della chiesa antica?”. Non ci sono dubbi sul fatto che la papessa Perillo  e la  Suor  “mala” Consiglia sono le principali e fondamentali responsabili – anche se non le sole – della deriva tradizionalista.
6) Altro fiume di ipocrisia si nota quando addirittura sottolineano che simili aberrazioni – “mai sono state CONTESTATE né al nostro istituto, né a quello dei frati francescani dell’immacolata, né ai nostri fondatori, verso i quali la nostra fedeltà da alcuni è infondatamente e inspiegabilmente contrapposta a quella dovuta alla sede di Pietro”.
Una vera e propria  disonesta disinformazione, una specie di SCIACALLAGGIO ECCLESIALE: tentano anche di approfittare del fatto che la Santa Sede ha deciso per sua serietà e correttezza – visto che l’indagine è ancora in corso – di non  notificare prima oppure adesso tutti  i punti per cui l’Istituto è sotto inchiesta riservandosi, come ha sempre fatto, di PUBBLICARE TUTTO FIN NEI PARTICOLARI QUANDO CI SARÀ LA DOCUMENTAZIONE  DEFINITIVA, IL PRONUNCIAMENTO  FINALE UFFICIALE E LE CONCLUSIONI SARANNO DEFINITIVAMENTE  PROVATE al di là di ogni ragionevole dubbio e al di là di tutti i tentativi di depistaggio operati da frati e suore manelliani.
RAGAZZE  IN  VICOLO  CIECO — 7) Condividiamo quanto è stato giustamente già detto: “Quando si parla di sensus Ecclesiae viene subito in mente il giudizio negativo delle Suore Francescane dell’Immacolata su altri Istituti femminili contro i quali s’improvvisavano sarte dotate del metro al laser per quantificare la lunghezza della gonna al di sotto del ginocchio o peggio la lunghezza delle maniche dal gomito in giù, o peggio la lunghezza del velo copricapo. Ricordiamo che le Suore Francescane dell’Immacolata professano la Regola Bollata di san Francesco dove, al capitolo secondo, il Serafico Padre richiama al dovere della carità che impone di non giudicare gli altri ma di giudicare piuttosto se stessi./…/ Ragazze entrate poco più che adolescenti nella vita religiosa presso le suore francescane dell’immacolata si ritrovano, loro malgrado, fuori dall’istituto.Pur avendo riconosciuto e sperimentato l’insostenibilità della vita nel chiostro sono incapaci di oggettivizzare un qualunque giudizio critico per quell’opera di spersonalizzazione che l’insana formazione della loro famiglia religiosa ha arrecato” (cfr. articolo Orgoglio  luciferino “La verità sul commissariamento”). Un bel pò di suore vorrebbero uscire: ma non hanno titoli di studio (il fondatore non le ha fatte studiare), non sanno fare un lavoro, la famiglia non ha soldi né può mantenerle, spesso hanno più di quarant’anni e pensano: SE ESCO COSA FACCIO? NON HO NULLA! NON SO DOVE ANDARE!  Ci sono infine molte suore, oggi, che si lasciano morire, perché sono senza speranza, si lasciano andare, perché credono che non c’è nulla da fare, che il sistema “mafioso” creato da manelli non è abbattibile.
DIVINIZZAZIONE  DEL  FONDATORE—- 8) Là dove l’ipocrisia raggiunge il colmo è quando – negando l’idolatria del fondatore – affermano che “la nostra fedeltà verso i nostri fondatori, da alcuni è INFONDATAMENTE e INSPIEGABILMENTE contrapposta a quella dovuta alla sede di Pietro”. Come è stato già giustamente  detto: “Un’altra malattia di cui le nostre religiose sembrano afflitte è la DIVINIZZAZIONE DEL FONDATORE e delle superiore” (cfr. articolo Orgoglio luciferino, “La verità sul commissariamento”). Padre Alessandro Calloni ci ha indicato chiaramente: “il problema è che ALCUNI DI LORO HANNO LEGATO LA LORO VOCAZIONE AD UN UOMO E NON A DIO E SE VIENE MENO QUELL’UOMO SONO DI FATTO FINITI PURE LORO”Inutile negare che nell’Istituto  veniva inculcato chemanelli era “il sacerdote piu importante della Santa Chiesa, era l’unico capace di guidarci spiritualmente. Il culto della sua personalità è sempre stato molto inculcato a tutte le suore fin dall’inizio della vita religiosa”.  Per ilCULTO ABNORME DELLA PERSONALITÀ DI MANELLI rimandiamo al n.  3  dell’articolo “Istituto F.I. – Abusi non negoziabili” – PRIMA PARTE. Precise le parole che- riprendendo quelle del Papa Francesco – così stigmatizzano uno dei principali difetti delle suorine: “Quelle  delle suorine, in particolare è “la malattia del “circolo chiuso”, dove l’appartenenza al gruppo diventa più forte di quella al corpo (mistico) e, in alcune situazioni, a Cristo stesso” (cfr. articolo Orgoglio  luciferino, “La verità sul commissariamento”). Non c’è bisogno di molte parole per constatare – come ha riferito un frate nell’intervista a Radio Spada – che in quell’Istituto – massimamente tra le suorine – “NON SI MUOVEVA FOGLIA CHE MANELLI NON VOGLIA”  e che era lui che decideva su tutto  e su  tutti. Basta  andare sui loro blog per vedere come, perfino oggi che sono sotto inchiesta, per difendere manelli non si vergognano dI attaccare la Congregazione e di  criticare sempre il Papa (ma anche i papi precedenti erano criticati e censurati, soprattutto dalle suorine di Città di Castello), come a dire: PER LORO IL VERO E UNICO PAPA ……..È MANELLI, anche se non è detto in nessuna pubblicazione ufficiale. Parafrasando la loro “nota stonata” – solo  facciata perbenistica e quasi niente sostanza, potremmo, alla luce di quest’ultimo punto e della loro certa idolatria del fondatore, parafrasare così quelle frasi  di  circostanza (si noti come evitano sempre di citare espressamente Papa Francesco) usate al termine del loro papiro:  A) “La nostra vita religiosa è interamente spesa e offerta per sostenere la Madre Chiesa e IL SUO SUPREMO PASTORE” (N.d.R. = Leggi …… MANELLI!!! = N.d.R.).   B) “Manelli (Cristo), VIA, VERITÀ E VITA È L’UNICA E DEFINITIVA “PAROLA” in cui confidiamo e a cui spetta il giudizio delle nostre “voci” umane”.
 9) Non c’è dubbio che – per quanto riguarda il loro atteggiamento  di fondo – sono come una specie di BANDA  DI FARISEE  IPOCRITE!!   SU DI LORO  SI È DETTO ANCORA  POCHISSIMO! Dovranno pagare soprattutto per le numerose ragazze a cui hanno rovinato la vocazione e in tanti casi anche probabilmente l’equilibrio psicologico, oltre che la salute!
10) Queste poche cose aberranti sono sufficienti per invitare tutti non solo a tenere lontano ogni ragazza (figlie, nipoti, amiche, ecc.) da questo istituto. Se poi è vero che solo per una frase del Card. Aviz sul commissariamento delle suore detta in una intervista, sembra che siano andate addirittura in Congregazione e probabilmente con un avvocato,  questa sarebbe una ulteriore prova che hanno una formazione  bacata, non ecclesiale, e quindi bisogna impegnarsi a persuadere tutti sul vero volto di questo Istituto e a boicottare ogni attenzione o ingresso di ragazze in questo Istituto. Per il bene delle ragazze.
11) Un grandissimo numero di testimonianze concordano nel fatto che nell’Istituto delle suore manelliane è concentrato il maggior livello di fanatismo, di settarismo e anche di dispotismo oltre che il più alto livello di complicità con tutti gli aspetti negativi indicati nel post “F.I. – Gli abusi dell’Istituto” – Prima e seconda parte – Quasi l’unanimità delle testimonianze affermano l’incapacità e la cattiva conduzione di UNA DECINA DI SUPERIORE DELLE SUORE, sottolineando ANCHE LE LORO AZIONI CATTIVE. Noi speriamo che siano effettivamente solo dieci, anche se temiamo che il numero è in difetto. Ecco perché è urgente e necessario il commissariamento delle suore ma anche un intervento più forte per estirpare in radice la loro testardaggine e la loro abnorme superstizione idolatrica nei riguardi del santone-sfera-di-cristallo-rovina-vocazioni di Frigento.

PRECISAZIONE  FINALE 

FARISEI - IPOCRITI - 4
Tutti coloro che hanno apprezzato e condiviso questo post dimostrano di conoscere molto bene dall’interno (meglio di altri) la gravità della situazione interna di quell’Istituto e L’URGENZA DI PROVVEDIMENTI SERI E DRASTICI per correggere le brutture e le deviazioni manelliane. Indugiare o voler in qualche modo tenere coperto lo “sporco” –  anche se in buona fede è – di fatto – solo complicità con le malefatte manelliane. BISOGNA SMASCHERARE LE MENZOGNE E LE IPOCRISIE SENZA MEZZI TERMINI, SENZA “SE” E SENZA “MA”. Hanno dimenticato che Gesù, mentre era mite con le cadute dei peccatori UMILI, è stato particolarmente duro con i farisei IPOCRITI. Gli antichi sapevano bene che “il medico pietoso fa la piaga purulenta”. Non è questione di toni ma di fatti gravi.
In un tribunale ciò che conta è solo se le prove presentate, sia dalla difesa che dall’accusa, sono vere e documentate. Il resto sono solo chiacchiere inutili. Una nostra sorella ci ha personalmente confidato: “SONO STATA VITTIMA DELLE EPURAZIONI DELLE SUORE….”. E a lei va tutta la nostra sincera solidarietà! Vogliamo citare solo altre due valide testimonianze. Oltre a quella su citata della nostra stimata Ellen Cristiane Silva (“Tutto quanto scritto in questo post è la pura verità. detta benissimo!!!”) da noi sempre apprezzata per il suo splendido amore alla verità e per la sua denuncia chiara – SENZA TENTENNAMENTI E SENZA ASSURDI SCRUPOLI DI COSCIENZA – dei “panni sporchi” di questo Istituto-“DOPPIA-VITA”, vogliamo segnalare anche la testimonianza incisiva ed efficace di un’altra sorella che dimostra anch’essa di conoscere in modo approfondito e diretto (probabilmente anche sulla sua pelle) gli “SCHELETRI NELL’ARMADIO” dei manelliani/e e che ha compreso L’ESTREMA IMPORTANZA E URGENZA DI SMASCHERARLI PROPRIO perché essi, invece di accettare umilmente la correzione della Chiesa, ACCUSANO, senza  vergogna, LA CHIESA DI FALSITÀ e continuano a dipingersi ipocritamente – contro la realtà – COME SE NON AVESSERO MAI SBAGLIATO e MAI COMMESSO ABUSI. A proposito del nostro post Maria Letizia, sul suo blog, senza giri di parole (e senza aver paura delle parole!) ha scritto: “Diffondete. Tutti devono conoscere la verità”. Si tratta di quella verità “PESANTE” E “FORTE” che richiede PAROLE FORTI E SENZA COMPROMESSO di cui, nel nostro post, È STATO DETTO ANCORA POCO e di cui, invece, molto – con più precisione e con molti particolari – dovrà venire fuori presto. Per il bene di tutti e soprattutto per il bene vero di questo Istituto martoriato dalle deviazioni manelliane.

                                                                                                        Riccardo  Piccarreta