martedì 22 maggio 2012
lunedì 21 maggio 2012
La potente e sorprendente lettera del Vescovo Miccichè
Padre Giulio Maria Scozzaro
Domenica 20 maggio 2012
La potente e sorprendente lettera di ieri del Vescovo
Miccichè, dopo avere subito una punizione incredibile e impensabile. Da ieri
non è più il Vescovo di Trapani, è stato sollevato non per motivi disciplinari
o per il danno economico commesso da un Prete della diocesi, la sua rimozione è
senza un motivo. Nella sua lettera forte e che chiarisce ogni dubbio, afferma
che i vertici della Chiesa lo avevano già deciso prima ancora di capire la
verità sul furto commesso da un Prete, malizioso anche nel contraffare la firma
del Vescovo Miccichè come ha scoperto la magistratura. E per i magistrati il
Vescovo Miccichè è parte lesa, è stato lui ad aver subito danni in ogni senso.
Ma alcuni Cardinali della gerarchia della Chiesa hanno
forzato la verità per ottenere la sua rimozione. Il motivo? Il Vescovo Miccichè
non appartiene alla massoneria ecclesiastica. È sufficiente come
motivazione per rimuoverlo, con un atto inconsueto e sorprendete? Per loro ogni pretesto
è una verità!!! Del Vescovo Miccichè rimangono le lotte contro
la massoneria nella città di Trapani.
Per il Giubileo del 2000 scrisse una lettera alla
diocesi in cui evidenziava con preoccupazione il condizionamento della
massoneria nella città. In tutti gli anni della sua presenza a Trapani ha sempre
detto nelle omelie e scritto nelle lettere ai fedeli, che Chiesa e massoneria
sono inconciliabili.
Atti coraggiosi da vero apostolo di Dio del Vescovo
Miccichè, ma si è scontrato e ha dovuto fare i conti soprattutto con quella
massoneria che invece è all’interno della Chiesa e che oramai condiziona tutto.
Ma questi potenti ne avranno per poco tempo, Gesù non permetterà che la sua
Chiesa rimanga così avversata da nemici interni, lupi famelici travestiti da
agnelli.
Questo scriveva il Vescovo Miccichè alla diocesi nel
2000 per il Giubileo: “Non è possibile
una vera conversione senza un’attenta e vera presa di coscienza del peccato
personale, ecclesiale e sociale”. Già solo queste parole indisposero qualcuno,
ma solo dopo il 2008 cominciarono gli attacchi subdoli contro lui per
allontanarlo dalla diocesi e metterla nelle mani di un altro affiliato alla
massoneria ecclesiastica. E così sarà!!!
Senza alcuna sorpresa ho potuto notare che il Vescovo
Miccichè nella sua lettera di ieri, scrive determinate cose molto gravi su quei
Cardinali e Vescovi che non seguono più Dio e che io avevo già scritto nel mio
libro “La corruzione nella Chiesa” di
un anno fa. Riporto alcuni passaggi molto forti della lettera di saluto alla
diocesi del Vescovo Miccichè:
(…) come
fulmine a ciel sereno in un momento in cui finalmente la verità era venuta a
galla con la conferma del mio retto agire in Vaticano, mi viene comunicato che
la Santa Sede ha proceduto alla mia rimozione dalla cura pastorale della
Diocesi di Trapani. Nella lettera inviatami dal Nunzio Apostolico in Italia,
però, non si fa
menzione delle motivazioni che stanno alla base del provvedimento adottato.
Pertanto,
per quanto possa apparire incredibile, non mi è dato sapere i motivi che
avrebbero reso necessario un atto così platealmente punitivo: motivi che
secondo la legge canonica devono essere gravissimi ma che certamente sono
falsi.
(…) la
Magistratura ha ravvisato l’assoluta insussistenza delle accuse. E la stessa
Santa Sede ha dichiarato perfettamente corretto il mio agire contro don
Antonino Treppiedi.
Ma è chiaro
che il complotto che si è mosso contro di me non aveva solo riferimenti locali
ma ha trovato sponde, purtroppo, anche in più alti livelli della Chiesa dove il verdetto
contro di me era stato scritto prima di qualsiasi effettiva verifica.
Un complotto che ha
coagulato forze interne ed esterne alla Chiesa.
È chiaro che i miei
superiori (della Santa Sede) non
hanno saputo o voluto capire cosa stava succedendo in questa diocesi, lasciando
il clero e soprattutto il popolo di Dio in balìa di calunnie meschine di cui
l’opinione pubblica è stata abbondantemente nutrita.
(…) il danno
subito non solo dalla mia persona ma da tutta la Chiesa di Trapani venga ristabilito
almeno civilmente e penalmente. Ma quello che mi preme soprattutto è respingere
ogni tentazione di superbia e non chiedere nulla per me ma per voi, porzione di
Vigna del Signore, che con tutti i miei limiti ho cercato di servire fedelmente
negli ultimi 14 anni dando vita ad iniziative e realtà che mai si erano viste
nella Chiesa Trapanese.
Forse pago
anche per questo?
Pago per
aver denunciato la cultura mafiosa presente anche al nostro interno invitando
ad un serio esame di coscienza durante il Giubileo?
Pago per aver denunciato
la cappa della massoneria?
Pago per non
aver fatto accordi con nessun politico per avere contributi ed elargizioni?
Pago per
essermi esposto dove la Chiesa non si era mai esposta?
Pago per
aver dovuto imporre una condanna al presbitero che si è reso responsabile di
situazioni censurabili?
Con quanto mi sta
accadendo sento il dovere di avvertire i fratelli vescovi: non osate agire
contro chi è troppo legato ai potenti della terra perché altrimenti ne
pagherete le conseguenze!
Non ho
accettato nessun altro compromesso né la richiesta fattami qualche giorno fa,
all’improvviso, di mie dimissioni: quando si mette mano all’aratro non ci si
tira indietro, fino alla fine, anche a costo di passare, agli occhi dei potenti e dei maligni,
come un perdente. Sono fiero di essere un perdente agli occhi del mondo.
Pregare sarà la pace per la mia anima.
Pregherò perché il fumo di
Satana, così come diceva Paolo VI, che sembra essersi impossessato di alcuni
settori della Chiesa, non prevalga sul Corpo di Cristo.
Carissimi
figli e fratelli, nei momenti più difficili sappiamo che la Croce di Cristo ci
sostiene e ci riporta all’essenziale. Come ha detto una volta Benedetto XVI: “A
volte ci sentiamo sotto torchio come i grappoli d’uva che vengono pigiati
completamente. Ma sappiamo che uniti a Cristo diventiamo vino maturo. Dio sa
trasformare in amore anche le cose pesanti e opprimenti della nostra vita”.
Questo è un estratto della lettera che certamente
metterà ancora più agitazione nei cuori induriti di quanti lo hanno falsamente
accusato alla Santa Sede e ne hanno richiesto la rimozione. Qualcuno mi ha
chiesto se poteva inviare la lettera del Vescovo Miccichè ad altri via email,
certo che si può, è la sua lettera ufficiale dopo la batosta improvvisa ed
incomprensibile piombata addosso a lui.
Voglio che in tutti voi ci sia una distinzione tra la
massoneria ecclesiastica che vuole distruggere la sana dottrina della Chiesa,
presentando un falso Gesù e una falsa Chiesa nella dottrina modernista e protestante,
dalla massoneria civile che incorpora anche molte persone che non hanno nulla contro la Chiesa ma
vi appartengono per convenienze sociali. È sempre sbagliato farne
parte ma almeno non combattono la Chiesa e non causano danni ingiusti e contro
la verità.
Oggi la liturgia ci ricorda l’Ascensione del Signore,
ci richiama a questa straordinaria verità: tutti siamo chiamati verso il Cielo,
a salire in Paradiso al termine della nostra vita, ma sono molti quelli che
invece scenderanno nei piani bassi in compagnia di tutti i diavoli e lì
rimarranno eternamente. Se per un poco di tempo i cattivi di questo mondo si
considerano vittoriosi e dominatori, verrà il momento della verità che
trionferà interamente e straordinariamente.
Sono
molti quelli che non salgono al Cielo ma si dannano eternamente, hanno rovinato
le loro anime e rese deforme a causa di peccati contro la giustizia, la verità,
l’amore verso il prossimo.
Anche se nei nostri cuori perdoniamo tutti e preghiamo
per i nostri nemici, la Giustizia di Dio sarà implacabile contro coloro che
avranno reso un martirio la vita dei buoni e degli onesti. Soffrono i buoni per
un po’ di anni, ma ricevono in eredità la vera felicità e la gloria che dura
per l’eternità. Soffrono i buoni ma la loro sofferenza è preghiera sublime
gradita a Gesù, e Lui in cambio trasfigura le loro anime e le arricchisce di
Grazie.
Vi
assicuro che ne vale la pena soffrire per un po’ di anni e guadagnare molti
meriti davanti a Gesù, che servono per purificarci e per abbellire di incalcolabili
doni la nostra vita. È mortificante subire ingiustizie e diffamazioni
diaboliche, ma si ricevono grandi Grazie se si rimane sereni anche perché verrà
il momento del trionfo già in questa vita.
Tutti siamo chiamati in Paradiso, non tutti però
vivono nella verità, nella giustizia e nell’amore, e perdono ogni possibilità
di salvare eternamente le loro anime. Noi continuiamo ad amare tutti e a
purificare i nostri cuori, distaccandoci da ogni peccato volontario e dai comportamenti
che si oppongono al Vangelo.
Sforzatevi,
cari figli, e riceverete incalcolabili Grazie e consolazioni in questa vita e
poi l’eternità di gloria e felicità.
Continuiamo le intense
preghiere alla Madonna con la recita giornaliera del Santo Rosario per me, per
vincere l’attacco portato da satana, sciogliendo questo nodo oppressivo. Chi mi
vuole bene, preghi molto per me.
Vi benedico
e prego per tutti voi. Pregate per me ogni giorno nella Messa e nel Rosario.
venerdì 18 maggio 2012
ANGELI DECADUTI - GIUDA NON SI E’ SALVATO
ANGELI DECADUTI
GIUDA NON SI E’ SALVATO
Il non
credere più alla presenza di satana deriva dal fatto che ormai il mondo è pieno
di satana e l’unico modo che lui, il menzognero, ha per vincere sull’uomo, è di
farsi negare.
Sotto tutte
le favole, sono cose da Medioevo; il diavolo è l’invenzione dei preti. Questa è
la battaglia che satana ha quasi vinto in questo nostro secolo: il farci
credere e dire che lui non esiste!
L’uomo che
dice : “satana non esiste”, vuole semplicemente giustificare il suo cattivo
operato.
Negare
l’esistenza di satana, vuol dire dare del bugiardo non solo a chi materialmente
ha scritto, ma anche a Dio, e a questo punto il giochino è fatto.
Padre Candido Amantini Esorcista:
“Qualche
tempo fa, invitato ad una cena di catechisti, presenti il parroco e il
cappellano della parrocchia, si parlava della infinita Misericordia di Dio, e
qualcuno asserì pure di essere certo della salvezza di Giuda Iscariota.
Intervenendo
nella discussione dissi chiaramente il mio parere corretto della Chiesa, che
rispecchia il contenuto dei Vangeli, è cioè che Giuda non si è salvato
perché non ha chiesto, a differenza di
Pietro, perdono al Signore per la sua gravissima colpa:
(Valtorta,
pag. 149- vol. X)
“Sol che
Giuda mia avesse gettato uno sguardo di pentimento io gli avrei ottenuto il
perdono da Dio … Da mesi
peccava e nessuna mia parola, nessuno atto mio, valse a fermarlo, tanto era
forte la sua volontà di peccare …”
Troppi
credono che Giuda abbia commesso cosa da poco. Alcuni giungono anzi a dire che
egli è un benemerito perché senza di lui la Redenzione non sarebbe venuta e che
perciò egli è giustificato al cospetto di Dio. In verità vi dico che se
l’inferno non fosse già esistito, ed esistito perfetto nei suoi tormenti,
sarebbe stato creato per Giuda ancor più orrendo ed eterno, perché di tutti i
peccatori e i dannati egli è il più dannato e peccatore …
Ha egli non
volle pentirsi …
Ha unito
bestemmie, resistenze alle voci della grazia. Ha resistito a tutto. Ha voluto
resistere. Ha voluto tradire. E’ la volontà quella che conta nelle cose, sia
nel bene che nel male. (Valtorta, pag. 302- vol IX)
Infatti Dio
vuole tutti salvi e perciò non si salva solo colui che non vuol salvarsi. Nel
Vangelo di Luca, cap. 22, 3 leggiamo: “Allora satana entrò in Giuda, detto
Iscariota, che era nel numero dei dodici”.
Dal Vangelo
di Giovanni, cap. 13, 27 leggiamo:”E’ allora, dopo quel boccone, satana entrò
in lui”.
Tutto ciò
porta ad una sola considerazione, che Giuda volontariamente ha aperto il suo
cuore a satana, e compie così le opere malvagie, era ladro e lussurioso e
superbo ed è stata questa la sua rovina. A questo possiamo aggiungere anche la
testimonianza rivelata durante un esorcismo. Il demonio è costretto
dall’esorcista a dire la verità in nome di Maria SS.ma e di Gesù. Il 6 marzo
1982 fu fatto un esorcismo, dove il demonio si presenta con il nome di Giuda
Iscariota; l’esorcista gli chiede di dire la verità e solo la verità nel nome
di Maria SS.ma e questa è la risposta:
“Io ero superbo. La superbia fu il
mio peccato capitale, la mia principale colpa. Quando io andai dall’Alto,
questo non fu come scopo primo e ultimo la strada dell’umiltà e non fu come di
conseguenza il motivo principale per associarmi all’Alto. Io volevo salire!
Arrivare in alto. Soltanto questo fu il motivo principale di associarmi
all’Alto! Io mi lasciai consacrare Apostolo con questa superbia nel cuore. Io
ero troppo superbo per pentirmi dei peccati. Poi venne la disperazione, perché
io sapevo di aver tradito il Sangue Innocente! L’Alto ebbe perfino compassione
perché io ero così disperato …
Egli mi avrebbe voluto aiutare
volentieri, ma era troppo tardi, troppo tardi, ormai, magari io non fossi mai
nato, mai … mai nato! Chiunque spezzi il suo cuore pentito e si getti nella
polvere, questi viene perdonato! Ma non lo volli, perché la superbia strapesava
terribilmente, perché i maligni e l’inferno mi avevano ormai fra le unghie,
sicché io non potevo più … non volli più! Io accuso me stesso! Io mi accuso!
Non dite, non ripetete: egli è disperato. (La disperazione non è il peccato
principale) di regola. La superbia è il peccato (primo), il peccato capo,
principale. Un pover’uomo disperato, tentato e spinto dai demoni, non è
colpevole egli solo, quando sono gli altri uomini a spingerlo alla
disperazione! Me una persona superba, un
uomo ostinato, che non ha nessuna compassione degli altri, che giudica e senza
esitazione ingiustamente pronuncia la condanna su di loro, senza lasciarli
parlare, colui che giudica con durezza di cuore, costui può essere ormai già
caduto! lo devo dire, è molto pericoloso. Io l’ho
provato sul mio proprio corpo! Questo mi portò all’impiccagione. Semplicemente
io non potevo identificarmi con l’Umiltà! Essa non si accordava al mio tipo!
Non mi si addiceva! Io l’ho condannata. Io non volli essere umile … Io vorrei per mille volte, mille anni subire
i tormenti più tremendi, pene agonie di morte e tormenti sulla croce, solo pur
di poter di nuovo uscire dall’inferno e di avere ancora una possibilità, di
ottenere anche solo l’ultimo posto in Paradiso … Io sono costretto e
senza via d’uscita, soprattutto perché io ero apostolo. Poiché la consacrazione e l’ufficio
sacerdotale è a me congiunto, per questo io ardo mille volte di più … Io lo
devo dire …
Avvertite i Vescovi, avvertite i
sacerdoti per amo di Dio e del Cielo! Avvertiteli … E forse pure anche un
semplice portinaio, se egli è consacrato, ha una incredibile responsabilità
davanti all’Alto! “
Si capisce allora che affermare e credere che Giuda si
sia salvato equivale a non considerare quella GIUSTIZIA di cui tutti, dico
tutti, abbiamo paura; vogliamo solo credere nella bontà e nella Misericordia di
Dio, ma purtroppo per noi, dove finisce la Misericordia di Dio, inizia la
Giustizia di Dio. Non si deve tacere la verità perché è un offesa verso Gesù,
perché lasciando volutamente nell’errore chi dell’errore fa una bandiera per
poter fare e suoi comodi, e ciò non è bene perché poi, in definitiva, queste
persone portano l’errore non solo nei loro cuori e non vogliono correggersi, ma
lo portano anche negli altri e la rovina delle loro anime è enorme. Dire la
verità di chi sparge eresie non è giudicare, ma è carità verso il prossimo.
Mentre dire cose non vere per diffamare le persone è peccato grave.
Così tutti quelli che si considerano cattolici e spargono
eresie e più in Alto sono, questi sono
traditori di Cristo e daranno conto a Dio, perché il consacrato ha una grande
responsabilità davanti a Dio, ed è
responsabile delle anime a loro affidate.
Satana è profondo conoscitore della materia, è furbo,
intelligentissimo ed è puro spirito, per cui non fa nessuna fatica ad apparire
nella forma che vuole. Prende forme di oggetti, animali, persone, ufo …
La Sacra Bibbia è piena di episodi che parlano della
reale presenza del demonio nel mondo, ma a tutti i quali non credono e quindi
non comprendono il Sacrificio di Cristo, consiglio di andare a trovare quei
pochi esorcisti che lavorano dalla mattina alla sera per poter liberare queste
povere creature indemoniate o vessate dal demonio, perché un conto è parlarne e
un altro conto è assistere ad un vero esorcismo. Provare per credere. Più un
esorcista prega e vive santamente, più avrà effetto l’esorcismo.
L’insegnamento della Bibbia, della Patristica, con il
magistero della Chiesa Cattolica è chiaro ed inequivocabile :Angeli e demoni
sono esseri spirituali dotati di personalità, volontà e libertà; satana non è
“L’IDEA ASTRATTA DEL MALE”, come qualche teologo moderno afferma in aperto contrasto
con gli insegnamenti che specie Gesù ha voluto sottolineare nei Santi Vangeli.
Quindi chi non crede a questa realtà, per quanto terribile essa sia, non
comprenderà l’opera Redentrice di Cristo e di conseguenza farà anche fatica a
credere in Cristo.
Il IV Concilio Lateranese recita così: “ Il diavolo
(ossia satana) e gli altri demoni per natura furono creati buoni da Dio; ma
essi sono diventati cattivi per loro colpa”. Gli angeli buoni esistono, come
gli angeli cattivi come vi è scritto nella Sacra Scrittura e nei documenti del
Concilio. Il problema è che soprattutto i cattolici non leggono più e questo
dato di fatto porta a delle inevitabili conseguenze. I Santi Arcangeli Michele
- Chi come Dio?, Gabriele - il portatore,Raffaele - il guaritore, sono stati dimenticati, non
vengono più pregati, non sono più invocati. Il Cielo vuole che in questo tempo
finale vengano invocati gli angeli … in questo tempo spaventoso, nel tempo del
tempo finale, quando l’Anticristo ormai sarà all’opera, già da lui iniziata. E
pensare che, dopo il Concilio, la preghiera che Leone XIII, aveva ordinato di
recitare alla fine della Santa Messa è stata abolita. San Michele è il capo
degli angeli, il suo nome vuol dire” CHI COME DIO?” e deriva dal fatto che ci
viene raccontato dell’Apocalisse di San
Giovanni al cap. 12, 7-9.
Sul Gargano, a Monte Sant’angelo, sorge un santuario
dedicato a San Michele Arcangelo. Questo
fatto corrobora tutto ciò che nella Bibbia si dice di San Michele. La sua
realtà, la sua presenza, come quella di San Gabriele, o di San Raffaele, o di
tutti gli angeli che vi sono iscritti nella Sacra Scrittura e costante nella
nostra società. Attenti, invece a chi parla e scrive di angeli che non
riguardano gli angeli elencati nella Sacra Scrittura e che non tratta la Chiesa
Cattolica. La New Age scrive di angeli, di nomi non elencati nella Sacra
Scrittura, e tali nomi sono satanici; sono veri imbroglioni.
Se poi noi, con i nostri occhi umani non lo vediamo,
perché troppo poco spirituali, o se lo SCIMMIOTTATORE di Dio si nasconde per
vincere la sua battaglia, affinché ciascuno di noi dica: “Gli angeli, buoni o
cattivi non ci sono, sono solo immagine del bene e del male”, allora dico che l’idea non ha nome, non può
avere nome.
Bisogna fare poi un’altra considerazione, che a mio
modestissimo parere è fondamentale, e cioè che esiste una gerarchia Celeste che
è a dir poco impressionante. Si parla di Troni, Dominazioni, Principati,
Potestà, Serafini, Arcangeli, Angeli, Cherubini. Sono categorie di Angeli, a
cui spettano compiti diversi. E come esiste questa suddivisione per gli Angeli
buoni, esiste per gli angeli che hanno seguito satana nella ribellione a Dio.
I demoni non sono tutti uguali
Nerone aveva
fatto parte un giorno del secondo ordine del coro dei Cherubini, gli Angeli
dell’Orazione.Più o meno pari come forza erano poi Giuda ed Abu Gasch,
che si consideravano appartenenti alle Potenze del Cielo, non era facile invece
catalogare Erode e Barabba, che tuttavia
appartenevano all’ordine degli Angeli inferiori, probabilmente del penultimo
coro, mentre Caino riconosceva
nettamente di far parte del coro più basso. Giuda al confronto di Caino
è più superiore, potente generale, al
cui comando si mettevano in movimento armate intere, mentre Caino caporale poteva comandare
al massimo un paio di demoni. I diavoli si distinguono chiaramente in base al
loro di “specializzazione”, così per esempio i furti do Ostie erano una
caratteristica dell’influsso di Giuda,
i tagli erano tipici di Abu Gasc,
le profanazioni invece di Nerone.
I diavoli sono divisi a
legioni, si pensa allora a sette leggioni che avevano come fondamento di
tale suddivisione i sette vizi capitali. Secondo questo concetto, per
esempio Nerone dovrebbe
appartenere alla legione dell’impurità.
Caino invece da solo, per esempio, non è in grado di procurare dei
tagli, tutt’al più poteva farlo se Abu
Gosch lo aiutava. Viceversa, non era tra i compiti di Abu Gosch quello di identificare
nei compiti di Giuda. Poi non
tutti i diavoli vanno presi in considerazione per un caso di possessione. La
possessione come è stata già messo in evidenza, rappresenta per i diavoli una
condanna molto dura, tanto dura che non viene inflitta a tutti. Mentre dunque l’incarnazione
rappresenta una profonda unione interiore, sostanziale del Verbo con l’uomo,
nel caso della possessione un diavolo è unito esternamente ad una persona, come
Paolo al suo soldato romano di guardia (A 28, 16).
Il diavolo è costretto quindi ad orientarsi all’uomo,
deve adeguarsi alle limitate possibilità del suo corpo, può trasmettere i suoi
ricchi pensieri soltanto servendosi del modesto vocabolario di un uomo, svolge
un ruolo modesto, mortificato, spesso addirittura ridicolo e soprattutto deve
attendere finché Dio non scioglie questo vincolo attraverso un intervento esterno.
A questa situazione si riferivano gli amari lamenti dei diavoli quando
dicevano: “Non avendo riconosciuto il Verbo, ora noi spiriti entrati nell’uomo
dobbiamo adeguarci alle sue capacità e forze. Noi non possiamo dirigere, non
possiamo andare al di là di tali limiti, siamo legati a questo corpo. Dobbiamo
sperimentare in lui la seconda morte (l’inferno) e questo finché lo vuole il Nazareno (Belzebù). Per i diavoli non è un piacere vivere in una
persona è una punizione, oscurità e notte. E’ terribile pure per lucifero sentirsi unito ad un
uomo. Questa è punizione, umile sottomissione di fronte All’Altissimo. Il fatto
di parlare attraverso gli uomini non è una benedizioni (di Dio), per loro è una
vergogna più grande questa sottomissione. Giuda
spinge al tradimento ed al sacrilegio. I singoli diavoli hanno fatto notare di
essere rispettivamente quel demonio che un giorno spinse il Caino della Bibbia, oppure Giuda o Erode a commettere il peccato. Per loro era una dura
punizione doversi riconoscere colpevoli davanti agli uomini. –
Nella possessione, il demonio agisce violentando e
riducendo all’impotenza l’intelletto e la volontà della persona. Ogni singolo
diavolo influisce ed imprime sul corpo del posseduto, quando i fenomeni si
manifestano evidenti in tutta la loro chiarezza, un determinato elemento
caratteristico. Questo vale per il cambiamento della voce, una specialmente per
l’espressione del volto: da essa, infatti, Caino,
Giuda, Abu Gosch erano riconoscibili esteriormente. Inoltre essi
mostrano anche altre caratteristiche diverse.
L’invidia è considerata il quarto dei 7 vizzi capitali,
Quindi Caino dovrebbe alla
quarta legione ed è il più basso del coro degli angeli.
Bisogna pronunciare l’esorcismo Battesimale hai
bambini, ma farlo bene che può danneggiare, alle volte ho saputo che è avvenuto
una possessione nel bambino per aver fatto male l’esorcismo il sacerdote. (Caino).
Caino
pare essere uno dei pochi diavoli che possono entrare in una persona fin dall’infanzia,
cosa che invece veniva espressamente negata agli altri.
Caino ha
il compito di preparare la venuta degli altri diavoli, soprattutto di Giuda (si diviene poi vagabondi
e fuggiaschi).
Caino: è
lo spirito dell’incompatibilità, che continuamente aizza e semina zizzania. Ha
anche il compito di umiliare.
Quando Caino
scende nell’anima è come un acquazzone, espressione che sta ad indicare la tempesta
violenta, al contrario di Giuda,
“quale scende come una pioggia fine e penetra dovunque; si stende sull’anima
come uno scroscio di pioggia”.
Giuda
aveva fatto parte del coro delle “ Potenze del Cielo” ed era stato assegnato
alla seconda legione a causa della sua avidità. Giuda è il demonio del tradimento e dei sacrilegi.
“Erode
e Barabba”: (contro i preti
per prigione). – Questa coppia di demoni ha delle caratteristiche molto meno
chiare. Essi appartenevano tutti e due al penultimo coro e, a quanto pare,
anche ambedue alla sesta legione, quella dell’ira.
Erode:
ipocrisia religiosa.
Barabba:
falso giudizio.
“Un’anima posseduta da Erode e Barabba
fù spinta a preparare la trappola per i preti. Falsi giudizi, grandi processi
contro la moralità”.
Avvento: Erode.
Settimana Santa: Giuda.
Sono volgari anche dall’espressione del volto del
posseduto. (Barabba era strabico)
“Abu Gosch”
Per la sua volgarità dell’aspetto e delle espressioni, Abu Gosch non è da meno dei due
diavoli precedenti. A causa della sua ferocia, anche questo veniva considerato
apparentemente alla legione dell’ira.
In quanto a potere egli era pari a Giuda, insieme al quale aveva fatto parte del coro delle Potenze
Celesti. (Causa tagli al posseduto) e lui diceva duramente l’esorcismo:”Dalle
persone nelle quali entri io deve scorrere sangue”.
“Abu Gosch
significa” : Padre del mucchio, capo bandito.
Abu Gosch, si riferisce al cattivo ladrone che fu
crocifisso con Gesù e morì senza pentirsi. E’ il più rozzo di tutti i
diavoli.
Nerone:
secondo coro degli angeli e alla terza legione, l’impurità. Ha il compito delle
profanazioni si presenta pure con bilancia in mano:”scopo di far cadere coloro
che vogliono aiutare il posseduto”.
Belzebù: “è
molto vivace ed intelligente, solo raramente volgare nelle sue espressioni.
Quand’è arrabbiato sputa l’esorcista. Straordinariamente fiero, particolarmente
dopo sconfitte subite, per cui in questo senso andava bene nella prima legione
(quella della fierezza).
Egli apparteneva al coro più alto degli Arcangeli e non
era tanto inferiore a lucifero.
Per indicare la sua colpa egli diceva: “Io un tempo dovevo annunciare agli
uomini l’incarnazione, ma non volli farlo”.
Ora capo condottiero degli angeli ribelli, conbattè
contro Michele.
Lucifero: A
lui devono obbedienza. Ma anche lui è legato come loro e non può fare ciò che
vuole:” finché lo vuole il Nazareno”.
Lucifero era stato un tempo l’angelo più alto, quello che
stava più di ogni altro vicino a Dio. Per ciò in lui la pena dell’essere stato
cacciato da Dio è più grande che per tutti gli altri diavoli, cosicché nessuno
degli altri riesce a capirlo completamente in questo particolare.
Il suo portamento è principesco. Non si abbassa a piccoli
tormenti ad esempio dei tagli al posseduto; è un affare che riguarda gli altri.
Lui dà un senso di freddo che fa rabbrividire.
Anche lui viveva tutto preso dal pensiero dell’incarnazione,
contro la quale protesta. Il fatto che Cristo nella sua Incarnazione si fosse
abbassato a diventare Bambino rappresentava per lui, che invece si era
ribellato, il rimprovero più grande. Lucifero:
odio contro il Nazareno.
Per lucifero il prete Cattolico rappresenta il Nazareno.
Per lui il prete è colui che porta nelle mani il Nazareno.
Caino è il diavolo dell’invidia.
Genera nel mondo la lotta di classe.
Giuda è
il diavolo dei sacrilegi e del tradimento. Il suo influsso si manifesta nelle
molte comunicazioni indegne e nelle tante uscite dei Monasteri e caduti e dei
tanti laici che escono dalla Chiesa Cattolica. Tutti costoro tradiscono Cristo.
Nerone è
il diavolo dell’impurità. Basta rivolgere uno sguardo al nostro mondo
ipersessualizzato, per capire come e quando egli operi.
Erode è
il diavolo del’ipocrisia religiosa.
Barabba è
il diavolo dell’iniquo giudizio.
Abu
Gosch è il diavolo dello spargimento di sangue, della guerra e
dell’assassinio.
Belzebù è
il diavolo della guerra sistematica condotta contro la Chiesa, degli attacchi
concentrati contro di essa in tutti i campi. Il XX secolo è un tempo di
persecuzione di cristiani, quale il mondo non aveva mai prima conosciuto in
questa asprezza.
Lucifero è
il Signore che tutti devono servire e che tutto dirige, dal suo cenno dipendono
tutti i diavoli. Egli vuole costruire il proprio regno: il mondo intero deve
diventare il regno di satana.
Il 31 Ottobre è il compleanno di satana.
I satanisti fanno sedute spiritiche per far scendere
satana e i suoi morti, torna sulla terra. Il loro dio della morte : Somin.
La festa do Alloween, festa pagana, satanica, facevano
offerte di pecore nere, gatti neri, cavalli, uomini. Facevano sacrifici di
neonati, che secondo loro allontanava il male. Si vestivano tipo di streghe per
allontanare il male.
Il loro dire “scherzetto, dolcetto”, era un lanciare la
maledizione alle famiglie che non li esaudivano quando facevano richieste. –
Dracula è esistito, abitava in Trasilvania, ed ha
massacrato molta gente, che li aiutava al suo castello con la scusa di far
festa e beveva poi il loro sangue. Ma Dracula persona umana non di quelli che
fanno vedere i film, agiva malvagiamente perché faceva parte di satana, infatti
fino ad oggi ci sono delle sette che si comportano stile Dracula, si fanno pure
trapiantare dei denti appuntiti come bei fil di Dracula.
PREGHIERE CHE NON
SOPPORTANO I DEMONI
Non
sopportano Preghiera di San Michele:
Asmod – demonio dell’odio
Albatros – demonio della gola e del torace
Arok – dem.. che fa diventare scemo
Alzus - dem.. delle articolazioni
Ajrol – dem.. della nuca
Elvaroth – dem.. dei muscoli
Elmador – dem.. degli arti
Emaus – dem.. delle caviglie
Ilbarol – dem.. del nervo sciatico
Lucifero – capo di tutti i demoni
Tuberoch – dem.. delle spalle
Zais – dem.. delle malattie
----------------------------------------------------
Non sopportano le preghiere a San Giuseppe:
Asmod – demonio dell’odio
Albatros – demonio della gola e del torace
Arok – dem.. che fa diventare scemo
Alzus - dem.. delle articolazioni
Ajrol – dem.. della nuca
Elvaroth – dem.. dei muscoli
Elmador – dem.. degli arti
Emaus – dem.. delle caviglie
Ilbarol – dem.. del nervo sciatico
Lucifero – capo di tutti i demoni
Tuberoch – dem.. delle spalle
Zais – dem.. delle malattie
----------------------------------------------------
Non sopportano le preghiere a San Giuseppe:
Asmodeo – dem.. del sesso e dell’impurità
Afragol – dem.. della discordia tra marito e moglie
Alfarot – dem.. delle viscere
Astrarom – dem.. del successo che fa diventare cicchi
Aroth – dem.. della schiena
Almingo – dem.. del fondoschiena
Alfat – dem.. del fegato
Almar – dem.. dei tendini
Anatros – dem.. dei nervi dei piedi
Emol – dem.. della gola
Emador – dem.. della rotula
Elchemer – dem.. della pelle
Imador – dei nervi del corpo
Ulvar – dell’utero e della pancia
Uterh – dei fianchi
Zelcol – dell’osso cervicale
-----------------------
Non sopportano la Consacrazione a S. Michele”principe nobilissimo”.
Afragol – dem.. della discordia tra marito e moglie
Alfarot – dem.. delle viscere
Astrarom – dem.. del successo che fa diventare cicchi
Aroth – dem.. della schiena
Almingo – dem.. del fondoschiena
Alfat – dem.. del fegato
Almar – dem.. dei tendini
Anatros – dem.. dei nervi dei piedi
Emol – dem.. della gola
Emador – dem.. della rotula
Elchemer – dem.. della pelle
Imador – dei nervi del corpo
Ulvar – dell’utero e della pancia
Uterh – dei fianchi
Zelcol – dell’osso cervicale
-----------------------
Non sopportano la Consacrazione a S. Michele”principe nobilissimo”.
Almarok – dem.. della luna piena
Iron – dem.. che fa diventare pazzi
-------------------------------
Non sopporta la Santa Messa:
Iron – dem.. che fa diventare pazzi
-------------------------------
Non sopporta la Santa Messa:
Alvar – dem.. dell’alcool e ubriachezza
-------------------------------------------
Non sopportano il credo:
Almarengo – dem.. della divinazione
Astrarth – dem.. degli occhi
Belzebul – demm della discordia
--------------------------------------------------
Non sopportano la sequenza dello Spirito Santo:
-------------------------------------------
Non sopportano il credo:
Almarengo – dem.. della divinazione
Astrarth – dem.. degli occhi
Belzebul – demm della discordia
--------------------------------------------------
Non sopportano la sequenza dello Spirito Santo:
Emadus – dem.. della rovina economica
Legione e Levaier – delle fatture; non sopporta anche il canto “Vieni Spirito di Dio” e lo stesso non lo sopporta satana.
-------------------------------------------
Non sopportano il Santo Rosario:
Alkar – dem… delle piegature del ginocchio
Demonio del suicidio
Elvar – dem.. che non fa studiare
Elvados – delle ovaie
Elvaros – del polpaccio
Ilvastor – della carne
Olmar – della cassa toracica
Tenebros – della testa
Ulderic – delle legature dei nervi,; non sopporta anche la preghiera Signore Gesù
Ulrerig – del rancore
Uner – dei capelli
Zeus – della mente
Zeur – delle dita
-------------------------------------
Almaroth – dem.. dello stomaco non sopporta la preghiera a S. Giuseppe- la preghiera a S.Michele e il Santo Rosario.
Legione e Levaier – delle fatture; non sopporta anche il canto “Vieni Spirito di Dio” e lo stesso non lo sopporta satana.
-------------------------------------------
Non sopportano il Santo Rosario:
Alkar – dem… delle piegature del ginocchio
Demonio del suicidio
Elvar – dem.. che non fa studiare
Elvados – delle ovaie
Elvaros – del polpaccio
Ilvastor – della carne
Olmar – della cassa toracica
Tenebros – della testa
Ulderic – delle legature dei nervi,; non sopporta anche la preghiera Signore Gesù
Ulrerig – del rancore
Uner – dei capelli
Zeus – della mente
Zeur – delle dita
-------------------------------------
Almaroth – dem.. dello stomaco non sopporta la preghiera a S. Giuseppe- la preghiera a S.Michele e il Santo Rosario.
Arston – dem.. della colonna vertebrale non
sopporta preghiere contro il maleficio
Almador – dem.. dello sterno non sopporta la coroncina della divina provvidenza.
Anime dannte – non sopportano l’eterno riposo recitato 100 volte
Andrapos – dem.. dell’intestino non sopportano la coroncina della divina misericordia
Elvarist – dem.. delle corde vocali non sopporta la Salve Regina
Elbaroth – dem.. delle ossa delle dta non sopporta la preghiera per spezzare le forze sataniche
Imar – dem.. del tallone non sopporta la preghiera a S. Giuseppe e la preghiera per spezzare ogni maleficio e il S. Rosarioolmar – dem.. delle tube non sopporta i Vespri
Odar – dem.. del menisco non sopporta “Signore Gesù”
Rugatth – dem.. delle natiche / Vespri
Ruval – dem.. dell’avambraccio/ “O Dio Creatore e difensore”
Spiriti nauti e sordi – non sopportano le mani consacrate dei Sacerdoti in genere allo stomaco e alla schiena e la S. Comunione.
Ruath – dem.. dei muscoli del collo e delle spalle /coroncina a S. Antonio
Ulbador – dem.. delle coscie / Santa MessaUrath – dem.. dei centri nervosi /preghiera riparatrice
Umar – dem.. dell’orta / Croce Santa
Ulcar – dem.. delle costole /adorazione Eucar.. la Consacrazione a Gesù Sacramentato
Ural – dem.. della mandibola / S. Antonio giglio giocondo
Almador – dem.. dello sterno non sopporta la coroncina della divina provvidenza.
Anime dannte – non sopportano l’eterno riposo recitato 100 volte
Andrapos – dem.. dell’intestino non sopportano la coroncina della divina misericordia
Elvarist – dem.. delle corde vocali non sopporta la Salve Regina
Elbaroth – dem.. delle ossa delle dta non sopporta la preghiera per spezzare le forze sataniche
Imar – dem.. del tallone non sopporta la preghiera a S. Giuseppe e la preghiera per spezzare ogni maleficio e il S. Rosarioolmar – dem.. delle tube non sopporta i Vespri
Odar – dem.. del menisco non sopporta “Signore Gesù”
Rugatth – dem.. delle natiche / Vespri
Ruval – dem.. dell’avambraccio/ “O Dio Creatore e difensore”
Spiriti nauti e sordi – non sopportano le mani consacrate dei Sacerdoti in genere allo stomaco e alla schiena e la S. Comunione.
Ruath – dem.. dei muscoli del collo e delle spalle /coroncina a S. Antonio
Ulbador – dem.. delle coscie / Santa MessaUrath – dem.. dei centri nervosi /preghiera riparatrice
Umar – dem.. dell’orta / Croce Santa
Ulcar – dem.. delle costole /adorazione Eucar.. la Consacrazione a Gesù Sacramentato
Ural – dem.. della mandibola / S. Antonio giglio giocondo
mercoledì 16 maggio 2012
"L'ANIMA CHE NON VIVE IN GRAZIA, E' COME QUESTO FIORE APPASSITO"
"L'ANIMA CHE NON VIVE IN GRAZIA,
E' COME QUESTO FIORE APPASSITO"
Il fiore ha bisogno di essere
annaffiato per non farlo morire. L'anima è come il giardino che bisogna
coltivare, pulire, estirpare l'erba cattiva...
L'uomo che non vive in grazia è sempre in continua agitazione, sempre insoddisfatto e continua a volere avere per colmare il vuoto in sè. E' come un'anima affamata, solo che mangia cibo cattivo che poi lo fa stare male e più affamato di prima. L'uomo_donna, in latino (HOMO - MATRONA), che vive in peccato il suo volto e i suoi occhi diventano cupi. Un anima in grazia, che prega... emana luce dagli occhi, dal volto, anche il linguaggio e il suo agire diviene luce, pur se ogni tanto cade per debolezza e si rialza.
"SANTA TERESA D’AVILA (Castello interiore)"
Sì, sappiamo di avere un’anima, perché l’abbiamo sentito e perché ce l’insegna la fede, ma così all’ingrosso, tanto vero che ben poche volte pensiamo alle ricchezze che sono in lei, alla sua grande eccellenza e a Colui che in essa abita.
E ciò spiega la nostra grande negligenza nel procurare di conservarne la bellezza. Le nostre preoccupazioni si fermano tutte alla rozzezza del castone, alle mura del castello, ossia a questi nostri corpi.
6 – Mi diceva ultimamente un gran teologo che le anime senza orazione sono come un corpo storpiato o paralitico che ha mani e piedi, ma non li può muovere. Ve ne sono di così ammalate e talmente avvezze a vivere fra le cose esteriori, da esser refrattarie a qualsiasi cura, quasi impotenti a rientrare in se stesse.
Abituate a un continuo contatto con i rettili e gli animali che stanno intorno al castello, si son fatte quasi come quelli, e non sanno più vincersi, nonostante la nobiltà della loro natura e la possibilità che hanno di trattare nientemeno che con Dio.
Se queste anime non cercano d’intendere la loro immensa miseria e non vi pongono rimedio, avverrà che per non volger lo sguardo a se stesse, si trasformeranno in altrettante statue di sale, come avvenne alla moglie di Lot per essersi voltata indietro.
1 – Prima di andare innanzi, vi prego di considerare come si trasformi questo castello meraviglioso e risplendente, questa perla orientale, quest’albero di vita piantato nelle stesse acque vive della vita che è Dio, quando s’imbratti di peccato mortale.
Non vi sono tenebre così dense, né cose tanto tetre e buie, che non ne siano superate e di molto. Il Sole che gli compartiva tanta bellezza e splendore è come se più non vi sia, perché, pur rimanendo ancora nel suo centro, l’anima tuttavia non ne partecipa più.
Conserva sempre la capacità di goderlo, come il cristallo di riflettere i raggi, ma intanto non vi è più nulla che le sia di merito; e finché dura in quello stato, non le giovano a nulla per l’acquisto della gloria neppure le sue buone opere, perché, non procedendo esse da quel principio per cui la nostra virtù è virtù – voglio dire da Dio, da cui, anzi, si allontanano – non gli possono essere accette.
Infatti, chi commette un peccato mortale intende di contentare,non Dio, ma il demonio; e siccome il demonio non è che tenebra, la povera anima si fa tenebra con lui.
2 – So di una persona [Parla di se stessa, ndr] a cui il Signore volle far vedere lo stato di un’anima in peccato mortale.
Secondo lei, sarebbe impossibile, comprendendolo bene, che alcuno potesse ancora peccare, anche se per fuggirne le occasioni dovesse soffrire i maggiori tormenti immaginabili.
Da ciò le venne un ardentissimo desiderio che tutti se ne persuadessero. E io ora vi scongiuro, figliuole, di pregar molto il Signore per coloro che si trovano in questo stato, trasformati in una stessa tenebra con le loro opere.
Come da una fonte limpidissima non sgorgano che limpidi ruscelli, così di un’anima in grazia: le sue opere riescono assai grate agli occhi di Dio e degli uomini, perché procedenti da quella fonte di vita nella quale essa è piantata come un albero, e fuor dalla quale non avrebbe né freschezza né fecondità. Quell’acqua la conserva, impedisce che inaridisca e le ottiene frutti saporosi, ma se l’anima l’abbandona di sua colpa per mettersi in un’altra dalle acque sudice e fetenti, non sgorgherebbe da lei che la stessa abominevole sporcizia.
3 – Si deve intanto considerare che la fonte, o, a meglio dire, il Sole splendente che sta nel centro dell’anima, non perde per questo il suo splendore né la sua bellezza. Continua a star nell’anima, e non vi è nulla che lo possa scolorire. Supponete un cristallo esposto ai raggi del sole, ravvolto in un panno molto nero: il sole dardeggerà sulla stoffa, ma il cristallo non ne verrà illuminato.
4 – Anime redente dal sangue di Gesù Cristo, aprite gli occhi e abbiate pietà di voi stesse! Com’è possibile che, persuase di questa verità, non procuriate di togliere la pece che copre il vostro cristallo? Se la morte vi sorprende in questo stato, quella luce non la godrete mai più!...
O Gesù! ... Che orrore vedere un’anima priva di questo lume! Come rimangono le povere stanze del castello!
Che turbamento s’impossessa dei sensi che ne sono gli abitanti!
n che stato di accecamento e mal governo cadono, le potenze che ne sono le guardie, i maggiordomi e gli scalchi!
Ma siccome l’albero è piantato nella stessa terra del demonio, che altro ne può venire?
persona spirituale meravigliarsi non tanto di ciò che faccia un’anima in peccato mortale, quanto di ciò che non faccia.
Ci liberi Iddio, nella sua misericordia, da male così funesto, il solo che quaggiù possa meritare questo nome, degno di castighi che non avranno mai fine.
In ciò, figliuole mie, dobbiamo esser sempre timorose, né mai desistere dal pregare Iddio di liberarcene, perché se Egli non custodisce la città, invano lavoriamo noi, che siamo il nulla medesimo.
L'uomo che non vive in grazia è sempre in continua agitazione, sempre insoddisfatto e continua a volere avere per colmare il vuoto in sè. E' come un'anima affamata, solo che mangia cibo cattivo che poi lo fa stare male e più affamato di prima. L'uomo_donna, in latino (HOMO - MATRONA), che vive in peccato il suo volto e i suoi occhi diventano cupi. Un anima in grazia, che prega... emana luce dagli occhi, dal volto, anche il linguaggio e il suo agire diviene luce, pur se ogni tanto cade per debolezza e si rialza.
"SANTA TERESA D’AVILA (Castello interiore)"
Sì, sappiamo di avere un’anima, perché l’abbiamo sentito e perché ce l’insegna la fede, ma così all’ingrosso, tanto vero che ben poche volte pensiamo alle ricchezze che sono in lei, alla sua grande eccellenza e a Colui che in essa abita.
E ciò spiega la nostra grande negligenza nel procurare di conservarne la bellezza. Le nostre preoccupazioni si fermano tutte alla rozzezza del castone, alle mura del castello, ossia a questi nostri corpi.
6 – Mi diceva ultimamente un gran teologo che le anime senza orazione sono come un corpo storpiato o paralitico che ha mani e piedi, ma non li può muovere. Ve ne sono di così ammalate e talmente avvezze a vivere fra le cose esteriori, da esser refrattarie a qualsiasi cura, quasi impotenti a rientrare in se stesse.
Abituate a un continuo contatto con i rettili e gli animali che stanno intorno al castello, si son fatte quasi come quelli, e non sanno più vincersi, nonostante la nobiltà della loro natura e la possibilità che hanno di trattare nientemeno che con Dio.
Se queste anime non cercano d’intendere la loro immensa miseria e non vi pongono rimedio, avverrà che per non volger lo sguardo a se stesse, si trasformeranno in altrettante statue di sale, come avvenne alla moglie di Lot per essersi voltata indietro.
1 – Prima di andare innanzi, vi prego di considerare come si trasformi questo castello meraviglioso e risplendente, questa perla orientale, quest’albero di vita piantato nelle stesse acque vive della vita che è Dio, quando s’imbratti di peccato mortale.
Non vi sono tenebre così dense, né cose tanto tetre e buie, che non ne siano superate e di molto. Il Sole che gli compartiva tanta bellezza e splendore è come se più non vi sia, perché, pur rimanendo ancora nel suo centro, l’anima tuttavia non ne partecipa più.
Conserva sempre la capacità di goderlo, come il cristallo di riflettere i raggi, ma intanto non vi è più nulla che le sia di merito; e finché dura in quello stato, non le giovano a nulla per l’acquisto della gloria neppure le sue buone opere, perché, non procedendo esse da quel principio per cui la nostra virtù è virtù – voglio dire da Dio, da cui, anzi, si allontanano – non gli possono essere accette.
Infatti, chi commette un peccato mortale intende di contentare,non Dio, ma il demonio; e siccome il demonio non è che tenebra, la povera anima si fa tenebra con lui.
2 – So di una persona [Parla di se stessa, ndr] a cui il Signore volle far vedere lo stato di un’anima in peccato mortale.
Secondo lei, sarebbe impossibile, comprendendolo bene, che alcuno potesse ancora peccare, anche se per fuggirne le occasioni dovesse soffrire i maggiori tormenti immaginabili.
Da ciò le venne un ardentissimo desiderio che tutti se ne persuadessero. E io ora vi scongiuro, figliuole, di pregar molto il Signore per coloro che si trovano in questo stato, trasformati in una stessa tenebra con le loro opere.
Come da una fonte limpidissima non sgorgano che limpidi ruscelli, così di un’anima in grazia: le sue opere riescono assai grate agli occhi di Dio e degli uomini, perché procedenti da quella fonte di vita nella quale essa è piantata come un albero, e fuor dalla quale non avrebbe né freschezza né fecondità. Quell’acqua la conserva, impedisce che inaridisca e le ottiene frutti saporosi, ma se l’anima l’abbandona di sua colpa per mettersi in un’altra dalle acque sudice e fetenti, non sgorgherebbe da lei che la stessa abominevole sporcizia.
3 – Si deve intanto considerare che la fonte, o, a meglio dire, il Sole splendente che sta nel centro dell’anima, non perde per questo il suo splendore né la sua bellezza. Continua a star nell’anima, e non vi è nulla che lo possa scolorire. Supponete un cristallo esposto ai raggi del sole, ravvolto in un panno molto nero: il sole dardeggerà sulla stoffa, ma il cristallo non ne verrà illuminato.
4 – Anime redente dal sangue di Gesù Cristo, aprite gli occhi e abbiate pietà di voi stesse! Com’è possibile che, persuase di questa verità, non procuriate di togliere la pece che copre il vostro cristallo? Se la morte vi sorprende in questo stato, quella luce non la godrete mai più!...
O Gesù! ... Che orrore vedere un’anima priva di questo lume! Come rimangono le povere stanze del castello!
Che turbamento s’impossessa dei sensi che ne sono gli abitanti!
n che stato di accecamento e mal governo cadono, le potenze che ne sono le guardie, i maggiordomi e gli scalchi!
Ma siccome l’albero è piantato nella stessa terra del demonio, che altro ne può venire?
persona spirituale meravigliarsi non tanto di ciò che faccia un’anima in peccato mortale, quanto di ciò che non faccia.
Ci liberi Iddio, nella sua misericordia, da male così funesto, il solo che quaggiù possa meritare questo nome, degno di castighi che non avranno mai fine.
In ciò, figliuole mie, dobbiamo esser sempre timorose, né mai desistere dal pregare Iddio di liberarcene, perché se Egli non custodisce la città, invano lavoriamo noi, che siamo il nulla medesimo.
Discernimento degli spiriti e dei veri dai falsi profeti.
Discernimento degli spiriti e dei veri
dai falsi profeti.
“Nel soprannaturale vi sono due correnti: quello che viene da Dio e quello che viene dal nemico di Dio.
Esteriormente
sono quasi identici, perché Satana sa simulare.
Ma
questi sono i segni che distinguono i miei: pace profonda; ordine nel
manifestarsi dei fenomeni; accrescimento delle facoltà naturali di intelligenza
e memoria; ricordo di ciò che si è visto ed udito con perfetta esattezza.
Nel
soggetto si verifica una volenterosa fretta di fare ciò che dico, che fa
elevare in maniera rapida ma duratura e superiore alle comuni volontà di
santificarsi; non è mai contento del bene raggiunto, ma lavora instancabilmente
per giungere a perfezione più grande, non per orgoglio ma per amore di Me. In
quelli che non sono miei, ma sono falsi contemplativi e strumenti del demonio,
manca anzitutto questa instancabile metamorfosi, mentre si beano di ciò che
hanno. Talora, all’inizio, hanno avuto realmente doni da me; ma poi cominciano
a provare l’orgoglio di essere qualcosa, che cresce smisuratamente fino a
diventare mostruoso. Si mettono l’aureola di false luci. Sfruttano la celebrità
per incoronarsi.
Si
contemplano e si sentono già a posto e già arrivati; si accecano ed Io mi
ritiro, perché ormai, anche se non lo vedono, in loro parla Satana.
Preferiscono la bella veste, la celebrità ed i battimani alla croce, la nudità,
le spine, il nascondimento, l’assiduo operare in se stessi… Sono istrioni della
santità e Dio li abbandona al padre della Menzogna e delle Tenebre.
Un
segno evidente: anche se in apparenza non regrediscono, è visibile anche ai
superficiali che non migliorano. Osservate il vaso! Osservate se è umile
all’eccesso, se è santamente operoso all’eccesso. Se vedete che la sua
evoluzione al bene è lenta o manca, aprite gli occhi. Apriteli due volte se
vedete che ha piacere ad essere notata. Apriteli settanta volte se la trovate
superba ed in menzogna…”. Ecco un altro passo dove si parla del discernimento
degli spiriti, specie di Satana: “Non è possibile fare errore tra Dio e Satana,
fra voci celesti e voci infernali, se chi le ode tiene presente non le delizie
delle parole, ma gli effetti che esse producono. Satana può scimmiottare Dio
nell’eloquio, ma non può comunicare quella grazia e pace che sempre producono
le parole divine o di spiriti di luce. Non può produrre grazia e santità,
perché le sue parole sono sempre mescolate ad insinuazioni che non possono
essere accolte da un’anima in grazia. E non può produrre senso di pace, perché
l’anima in grazia trasale di orrore per le voci infernali, e anche se
l’individuo non ha altri segni per riconoscere chi è lo spirito che parla,
basta questo brivido d’anima per dare all’uomo il segnale che è la Tenebra
quella che in quel momento si manifesta”.
MARIA VALTORTA (Quaderni ‘45-50, 214-218).
MARIA VALTORTA (Quaderni ‘45-50, 214-218).
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