sabato 17 dicembre 2011

L’AVARIZIA


L’AVARIZIA

Quando fate la carità non pubblicizzatelo perché lo sappiano tutti in modo da ricevere applausi, lodi…
In diverse parrocchie si fa carità per protagonismo, per essere ammirati; ma se poi passa un vero povero che chiede del cibo, del denaro, o vende oggetti religiosi per guadagnare qualcosa per la sua famiglia o per aiutare altre famiglie disagiate la parrocchia, i laici mostrano avarizia, senza interesse chiudono il cuore.
L’avarizia è il secondo dei sette peccati,dei vizi capitali, è un peccato.
Luca, capitolo 12.
Or qualcuno della folla gli disse: «Maestro, di' a mio fratello che divida con me l'eredità» (13). Ma egli gli disse: «O uomo, chi mi ha costituito giudice e arbitro su di voi?» (14). Poi disse loro: «Fate attenzione e guardatevi dall'avarizia, perché la vita di uno non consiste nell'abbondanza delle cose che possiede» (15). Ed egli disse loro una parabola: «La tenuta di un uomo ricco diede un abbondante raccolto (16); ed egli ragionava fra sé dicendo: Che farò, perché non ho posto dove riporre i miei raccolti? (17) E disse: "Questo farò, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, dove riporrò tutti i miei raccolti e i miei beni, (18) poi dirò all'anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi (19). Ma Dio gli disse: "Stolto, questa stessa notte l'anima tua ti sarà ridomandata e di chi saranno le cose che tu hai preparato?" (20) Così avviene a chi accumula tesori per sé e non è ricco verso Dio» (21)”.

L’avarizia, avidità, ingordigia, egoismo, il pensare solo a se stessi fondamentali, o mortali, secondo l’elenco che ci è pervenuto dalla tradizione cristiana e che sto considerando in questo periodo. Quali sono? (1) la superbia, (2) l’avarizia, (3) la lussuria, (4) l’ira, (5) la gola, (6) l’invidia, (7) l’accidia.
l termine “avarizia”, l’essere avari, gretti, spilorci, taccagni, tirchi, in italiano non esprime completamente il concetto biblico espresso dal secondo peccato capitale. Al concetto di “avarizia” bisogna associare quello di “cupidigia” che, secondo la Bibbia, è la radice di tutti i mali, l’atteggiamento, cioè, che abbiamo verso i beni di questo mondo.
Riprendo in questo modo un’antica spiegazione del concetto: “Quando … il cuore dell’uomo è in sé confuso e turbato e l’anima ha perduto il conforto di Dio, allora egli cerca un vano sollievo nei beni di questo mondo. L’avarizia … è una brama che si ha nel cuore di possedere cose terrene. Altri dicono che l’avarizia consiste nell’ammassare molti beni, senza dare nulla a chi è nel bisogno. Si capisce che l’avarizia non riguarda solo la terra e gli averi, ma talvolta anche il sapere e la gloria: in ogni specie di eccesso c’è avarizia e cupidigia! E la differenza fra l’avarizia e la cupidigia è questa: la cupidigia consiste nel bramare quello che non si ha e l’avarizia sta nel tenere e serbare quello che si ha, senza giusta necessità”.
La prima è dunque desiderare avidamente, la seconda avidamente conservare per se stessi ed accumulare. L’avarizia è l’avidità, il movimento centrifugo che cerca di afferrare per sé i beni di questo mondo. La misericordia, invece è il movimento centripeto a dare, a condividere con altri  i beni del mondo, persino con chi non se lo merita.
Altri hanno detto (cito a memoria): “l’avarizia può derubarci di gran parte della nostra umanità, ci può spogliare di ogni compassione. Quando si diventa infatuati del perseguire ricchezze, perdiamo del tutto il buon senso”.
L’avarizia è un altro dei peccati capitali e mortali: perché essa conduce ad altri peccati, come la menzogna, il furto, il gioco d’azzardo[i][ii], l'usura, l'inganno, la durezza con il prossimo, la frode, la perfidia, lo spergiuro, la violenza, il tradimento, l'indurimento del cuore contro la misericordia, il sospetto ed il giudizio temerario, la rapina. Una persona avara o avida diventa posseduta, posseduta da ciò che possiede: è una schiavitù senza dubbio mortale.
La Bibbia dice: “L'avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori” (1 Ti. 6:10). Anticamente, per indicare l’avidità si parlava di concupiscenza, o cupidigia, il desiderio immoderato di possedimenti temporali che può essere valutato in denaro. Non è sbagliato provvedere a noi stessi ed alle nostre famiglie, e nemmeno è sbagliato risparmiare per il futuro: è sbagliato l’accumulo fine a sé stesso, ed è qualcosa che ci fa spostare lo sguardo dal culto e dal servizio dovuto al Dio vero e vivente e concentrarlo sul culto e servizio di un idolo.
Virtù opposte sono il sapersi accontentare, e la generosità. Il Nuovo Testamento dice: “Ora la pietà è un mezzo di grande guadagno, quando uno è contento del proprio stato” (1 Ti. 6:6).
Hanno scritto: “L’avarizia è grande mancanza di sapienza, una follia filosofica, perché presume che la felicità venga dal possedere, dall’avere cose. Questa è una menzogna”. Eppure milioni di persone ne sono ingannate.

Gesù e l’avarizia
Nei Vangeli Gesù dice: “Guardatevi dall’avarizia” (Lu. 12:15), o meglio: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia” (CEI), perché vi è una grande varietà o forme di cupidigia, di avarizia. C’è avidità di denaro, …avidità di giocattoli per adulti, avidità di prestigio, avidità di sicurezza futura, l’avidità d’avere più ancora, quando uno è già ricco. Agur dice bene in Pr. 30:8,9 “Non darmi né povertà né ricchezza, cibami del pane che mi è necessario, perché, una volta sazio, non ti rinneghi e dica: Chi è l’Eterno? Oppure, divenuto povero, non rubi e profani il nome del mio Dio”. Vi è pure l’avidità che ci porta a desiderare essere in controllo totale delle situazioni e dell’uso egoistico dei beni. Siamo avidi di cose materiali, perché non abbiamo alcuna soddisfazione interiore con Dio.
Vi sono molti tipi di avarizia, e Gesù ci dice di stare in guardia contro tutte le sue varianti. Evidentemente questo è un compito costante, una vocazione, simile a quella del carceriere. Dobbiamo tenere l’avarizia sotto chiave,. Dobbiamo legarla a ceppi e catene. Dobbiamo metterla sotto custodia, vigilando sempre a che non fugga.
Rinuncia. Cristo chiese ai Suoi discepoli di rinunciare a tutti i possedimenti terreni, di lasciarci dietro ogni cosa e di seguirlo. Egli non vuole che nulla si frapponga al discepolato. Forse che la cupidigia ti sta ostacolando o rallentando? Forse oggi dovresti essere più onesto di quanto tu sia stato recentemente. Nella tua vita, forse che l’avidità, la cupidigia, la concupiscenza, costituisce un problema, un peccato? Spesso, per essere discepoli di Gesù è necessaria determinazione. Gesù disse: “Nessuno che ha messo la mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio” (Lu. 9:62).
In diverse parrocchie si fa la lista per il cibo per le famiglie bisognose del paese, della città; ma ci sono famiglie che nel loro nascondimento hanno problemi economici, non arrivano a fine mese, non hanno soldi per pagare la luce, il necessario, né il cibo necessario. Per un uomo è umiliante andare a dire alla Parrocchia di essere aiutato perché non ha cibo per la sua famiglia con bambini a carico, perché poi fanno il giro del paese e quella famiglia viene discriminata, mal guardata, ecc…
Si faccia la carità in modo da non pubblicizzare per essere ammirati, lodati…
La carità non si fa solo a chi va in Chiesa, a chi è cattolico, ma a tutti quelli che hanno bisogno ma senza pubblicizzare per non umiliare chi riceve.




martedì 13 dicembre 2011

DIFENDESSERO LA FEDE IN GESU’ CRISTO (E I DOGMI) CON LA STESSA TENACIA CON CUI SI BATTONO PER ICI E OTTO PER MILLE…


DIFENDESSERO LA FEDE IN GESU’ CRISTO
(E I DOGMI) CON LA STESSA TENACIA
CON CUI SI BATTONO PER ICI E OTTO PER MILLE…

di Antonio Socci

La campagna sull’ “Ici della Chiesa” è stata lanciata dai radicali per anticlericalismo, ma gli ecclesiastici hanno dato una risposta così disastrosa che alla fine la Chiesa – oltre a doversi piegare sull’Ici – ne ha ricavato pure un grande danno di immagine e di credibilità. 
Parlavo di faziosità radicale. Scrive Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, che la scorsa estate i radicali presentarono un emendamento alla manovra-bis che voleva colpire esclusivamente “gli enti religiosi cattolici”.
In modo da negare “soltanto ad essi i benefici stabiliti dalla legge” per le opere “senza fini di lucro. Neanche citati tutti gli altri soggetti (altre religioni, associazioni laiche, patronati, realtà politiche e sindacali)”.
Questo, dice Tarquinio, dimostra che i radicali sono mossi da ostilità discriminatoria contro la Chiesa.
ERRORI
Ma perché una campagna radicale che per mesi l’opinione pubblica ha snobbato, d’improvviso è stata abbracciata da tanti diventando una polemica di massa contro la Chiesa?
Perché il governo Monti ha usato l’Ici per realizzare gran parte della sua stangata sulle famiglie e sui pensionati e perché la Chiesa– basti vedere l’Avvenire – è stata una sfegatata sostenitrice di tale stangata.
D’improvviso dal giornale dei vescovi sono spariti gli appelli accorati per il “quoziente familiare” che erano stati ripetuti nei mesi precedenti.
Che “a pagare siano ancora le famiglie”, come ha denunciato il Forum delle associazioni familiari, è diventato irrilevante: gli italiani – per il giornale dei vescovi – devono pagare e zitti.
“Il governo sta facendo gli interventi giusti, quelli che devono essere fatti” recitava l’editoriale di mercoledì scorso. Sono provvedimenti “sostanzialmente equi” e tale manovra ora deve essere “sostenuta dai cittadini”.
Sulla stessa prima pagina di Avvenire, sempre mercoledì, c’era un altro editoriale, firmato dal direttore, il quale però si opponeva a qualunque sacrificio da parte della Chiesa sostenendo che i trattamenti di favore sull’Ici non esistono.
CONFUSIONE
Sennonché, proprio nelle stesse ore, il Segretario di Stato vaticano, cardinal Bertone, diceva cose sull’Ici e la Chiesa che suonavano come una smentita di Avvenire: “E’ un problema particolare: da studiare e da approfondire”.
Non solo. Giovedì c’è stata un’altra dichiarazione, stavolta di Andrea Riccardi, presidente della Comunità di S. Egidio, appena nominato ministro nel governo tecnico, che ha detto: “La Chiesa dovrebbe pagare l’Imu in caso di attività commerciali”.
Come “dovrebbe”? Non lo sta facendo già? Se il ministro – che si presenta come “supercattolico” – dice che “dovrebbe pagare” si evince che qualche problema c’è.
Il ministro ha poi aggiunto che bisogna vedere “caso per caso, se c’è stata mala fede si intervenga”.
Tutto questo ha alimentato la confusione e i sospetti della gente. Allora proviamo a fare chiarezza.
IL PROBLEMA
Nessuno discute l’esenzione dall’Ici per gli edifici usati per il culto, l’educazione o la carità. E nessuno discute che sugli edifici ad uso commerciale la Chiesa già paghi la tassa sugli immobili.
Il problema nasce dalle situazioni ibride. O meglio da come è stata scritta dallo Stato italiano la norma che esenta dal pagamento dell’Ici le attività della Chiesa che abbiano un carattere “non esclusivamente commerciale”.
La vaghezza ha legittimato diverse interpretazioni. Non si trattava di andare a caccia di eventuali abusi, quanto di correggere una norma confusa (che riguarda pure circoli ricreativi, sportivi, partiti, sindacati e enti no profit laici).
Il caos è alimentato pure dal fatto che la legge si rimette alla discrezionalità dei comuni. Cosicché ognuno fa come crede.
Come si vede non c’è niente di scandaloso e la Chiesa avrebbe evitato polemiche e avrebbe fatto un figurone se, subito (per quanto la riguarda) avesse dichiarato: lo Stato riscriva quella norma se – nella sua vaghezza – ha appurato che permette esenzioni immotivate dall’Ici o addirittura abusi.  
Purtroppo però questo messaggio dalla Chiesa non è arrivato. La Cei ha negato fino a ieri che esistesse il problema.
Inoltre Avvenire e il Segretario di Stato vaticano hanno dato pieno sostegno alla stangata del governo dicendo agli italiani vessati da tasse e Ici che “i sacrifici fanno parte della vita” e bisogna farli.
A questo punto è stato naturale per tanti aderire alla campagna radicale rispondendo: bene, allora fateli anche voi.
AUTOGOL
Solo ieri, dopo che Monti ha fatto capire che era in attesa dell’esito della procedura d’infrazione aperta dalla Ue (su quella norma) e poi il governo sarebbe intervenuto, anche il cardinal Bagnasco si è arreso e ha dichiarato la disponibilità della Cei “se ci sono punti della legge da rivedere o da discutere”.
Confermando così che il problema (prima negato) esisteva e dando l’impressione di cedere a pressioni ormai insostenibili.
O magari per timore che si apra un altro fronte. Infatti la manovra del governo che rivaluta le rendite catastali “grazia” gli edifici della Chiesa. Già ieri “Il Sole 24 ore” faceva su questo un titolo un po’ scandalistico.
In realtà la cosa ha un suo senso e la vera assurdità riguarda le banche, graziate da una rivalutazione di soli 20 punti, mentre per le abitazioni delle famiglie il moltiplicatore delle rivalutazioni va da 100 a 160.
Ma “Il Sole” preferisce puntare il dito contro la Chiesa anziché contro le banche.
Del resto se la Chiesa, invece di prendere la difesa delle famiglie tartassate, applaude alla stangata, alimenta un risentimento che la porta al centro delle polemiche e accende un anticlericalismo pericoloso e ingiusto che ne fa un capro espiatorio su cui tutti possono picchiare.
È un vero peccato che la Cei non abbia giocato d’anticipo come avrebbe potuto e dovuto.
Questo infatti è lo stile di una realtà come la Chiesa, che è al servizio dell’uomo e corre sempre in soccorso di tutti: degli alluvionati, dei disoccupati, delle famiglie indigenti, stanziando grandi fondi e costruendo opere di carità.
Perché dunque non ha difeso le famiglie dalla stangata, anche rifiutando alcune agevolazioni per dare il suo contributo ai sacrifici degli italiani?
IL TESORO
Il problema è che quando si parla di Ici e di otto per mille, si scatena una reazione furibonda nel mondo ecclesiastico.
Perché? Non si capisce.
Si può dire però che se la stessa vivacissima reazione scattasse anche in difesa della fede in Gesù Cristo e dei dogmi (messi in discussione pure da tanti teologi), il cristianesimo sarebbe fiorentissimo.
In questi giorni perfino “Famiglia cristiana” – che di solito è pappa e ciccia con la sinistra – si è messa a scagliare anatemi contro la “provocazione laicista” sull’Ici allestita dai “soliti radicali, qualche politico socialista e qualche agit-prop di Rifondazione comunista, ampiamente seguiti dalla stampa laica e di sinistra”.
Com’è che “Famiglia cristiana” si scaglia contro i “laicisti”, la “stampa di sinistra” e perfino “i comunisti” solo quando si occupano dei soldi degli enti ecclesiastici?
Siamo sicuri che il “tesoro” della Chiesa sia nell’Ici e nell’otto per mille? Ovviamente no. L’unico vero “tesoro” della Chiesa è Gesù Cristo.
Tanti uomini e donne di Dio – in nome di Gesù – danno la vita per alleviare la sofferenza delle persone, nei corpi e nelle anime, nelle nostre città come nella giungla amazzonica.
E la loro santità è così affascinante che attira gli aiuti di tanta gente senza bisogno di leggi dello Stato.
Come Madre Teresa o come Padre Pio, costoro, per costruire le loro opere di carità, confidano in Dio, non nella sicurezza data da una legge. E testimoniano che Dio non li delude.
Cosa c’insegnano? Semplice. Che la Chiesa non deve preoccuparsi tanto dell’Ici quanto della sua santità, “il resto vi sarà dato in sovrappiù”.
Giovedì il Papa ha detto: “L’unica insidia di cui la Chiesa può e deve aver timore è il peccato dei suoi membri”. Per questo anche nelle persecuzioni vince se si rivolge “alla sua Madre celeste e chiede aiuto”.
Ma occorre la fede.

“Libero”,  10 dicembre 2011

lunedì 12 dicembre 2011

LO SCANDALO DEL TEMPIO SATANICO A SAN GIOVANNI ROTONDO DEDICATO A SAN PADRE PIO

LO SCANDALO DEL TEMPIO SATANICO A SAN GIOVANNI ROTONDO DEDICATO A SAN PADRE PIO
Alcuni nomi dei cardinali corrotti iscritti alla Massoneria

Lettera di risposta dell’autore di “Chiesa Viva sulla nuova Chiesa massonica” dedicata a San Padre Pio.
Chi tenderà di far tacere la nostra voce, sentirà tante altre voci.
Dopo aver documentato ampiamente che il nuovo Santuario dedicato a Padre Pio a San Giovanni Rotondo è perfettamente massonico, e dopo aver mostrato centinaia di simboli massonici presenti in quell’opera, ciò che mi preme sottolineare è che molti, dopo aver letto questo Dossier sulla “Nuova Chiesa” dedicato a San Padre Pio, dopo il primo momento di shok e di turbamento, possono essere assaliti da dubbi per la loro mancanza di preparazione sull’argomento Massoneria.
Ma più  il tempo passa, senza che emerga una chiara posizione ufficiale da parte del Vaticano,e , come tutti sanno, anche col silenzio totale da parte dei Cardinali, responsabili del progetto della costruzione della “Nuova Chiesa”, vale sempre di più il detto : “Chi tace, acconsente!”
Quando l’incredulità pian piano svanisce, subentra, però, una doverosa domanda:<>
La risposta implicita è inquietante. I casi sono due: o si tratta di persone che si sono fatte truffare in modo colossale, oppure si tratta di persone che sapevano quel che facevano! Esclusa la prima ipotesi, per evidenti motivi, questo solleva il problema dell’incarico dato da Padre Pio al Sacerdote di Brescia Luigi Villa di dedicare tutta la sua vita a combattere la Massoneria ecclesiastica, e il suo ammonimento finale: <>
Questa frase è stata pronunciata negli anni 60! E a che punto si trova, oggi, il Vaticano? La Massoneria è arrivata ai vertici della Chiesa, come si disse a Fatima.
Per non dilungarmi troppo su questo argomento, consiglio alcune pubblicazioni e libri  che don Villa ha scritto  su questi  temi. Su “Chiesa viva” del luglio – Agosto 1992, era stata pubblicata la famosa e mai querelata “Lista Pecorelli”, contenente i nomi di più di cento alti Prelati con tanto di giorno, mese, anno di iscrizione alla Massoneria, numero di matricola e sigla, per ciascun nome. Riporto qualche nome:

- Il Vescovo Alberto Abiondi;
- Il Rettore della Lateranese, Franco Biffi;
- Il Cardinale Sebastiano Baggio;
- Il Sacerdote Ernesto Balducci;
- Il Vescovo Luigi Bettazzi;
- Mons. Annibale Bignini:
- Il Gesuita Giovanni Caprile direttore di Civiltà Cattolica;
- Il Cardinale Agostino Casaroli;
- Il Vescovo Alessandro Gottardi;
- L’ex Nunzio in Argentina, Cardinale Pio Laghi;
- il segretario di Paolo VI, Pasquale Macchi;
- L’Abate Marsili Salvatore;
- L’attuale Cardinale Francesco Marchisano ;
- Il Presidente dell’istituto Opere religiose, Paolo Marcinkus;
- Il reggente alla casa pontificia, Mons. Dino Monduzzi;
- Il Cardinale Virgilio Noè;
- Il Cardinale Salvatore Pappalardo;
- Il Cardinale Michele Pellegrino;
- Il Cardinale Ugo Poletti;
- Il Cardinale Leo Suenens;
- Il p Maria Turoldo;
- Il Cardinale Agostino Bea;
- Il Cardinale Jean Villot; - ecc. ecc..


Come si può notare, vi sono i segretari di stato: Casaroli, Villot; il responsabile della Riforma Liturgica, Bignini; il segretario personale di Paolo VI, Macchi; ma per avere un’idea precisa delle responsabilità, dell’operato e del tradimento di questi Prelati , e anche per uscire dai dubbi sull’appartenenza di questi personaggi alla Massoneria, consiglio di leggere i due libri di don Villa:”Paolo VI, beato?” e “Paolo VI, processo a un Papa”, che sono stati diffusi in migliaia di copie tra il Clero italiano e di cui offro alcuni stralci, presi dal capitolo “La sua apertura alla Massoneria”. Sono riportati documenti e dettagli di gran parte dei Prelati sopra elencati a cui si aggiungono : il Cardinale di Vienna, Franz Kòenig e il Cardinale Achille Lienart.
Nel capitolo sulla Massoneria del 2 libro , tra gli altri documenti, invece , è riportata una lettera dell’8 agosto 1978, scritta dal Cardinale Sebastiano Baggio al Venerabile Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, che riporto: Venerabile Gran Maestro, in seguito al decesso repentino di Paolo VI, si presentano due importanti situazioni che mi preme dirvi: la prima è stata già risolta egregiamente da MAPA (Pasquale Macchi, segretario personale di Paolo VI). Cioè salvare tutti i documenti segreti a noi utili e necessari che Paolo VI aveva gelosamente rinchiusi nel suo studio. MAPA, la stessa notte, partì da Castelgandolfo e fece la urgente e segreta operazione . Tali documenti Vi verranno presto consegnati. La seconda è ancora più grave: la successione a Paolo VI, per la quale mi avete promesso tutta la Vostra opera, mobilitando tutte la Vostre forze, affinché sia ricompensata la mia fedele opera. Non Vi do consiglio sapendo assai bene la Vostra capacità. Solo attendo fiducioso. Sperando presto di abbracciarvi.
(Firmato con la sua sigla SB, in grandezza più del normale, e iniziali incrociate)
Questo è il Cardinale Sebastiano Baggio che implora la sua elezione al Pontificato al … Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia! Ma chi comanda in Vaticano?
In un dossier dal titolo:”Una nomina scandalo!” da noi stampato, in occasione della nomina di mons. Francesco Marchisano (oggi Cardinale, uno della lista Pecorelli”) a Vicario Generale per lo stato del Vaticano, e diffuso in decine di migliaia di copie tra il Clero di tutt’Italia, si riportano tre lettere che Marchisano ha indirizzato al Venerabile Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, in cui si dettagliano i piani per disgregare i Seminari italiani. Ecco i testi delle lettere:
23 maggio 1961
Illustre e Venerabile Gran Maestro,
con molta gioia ho ricevuto, tramite il F. MAPA (Macchi Pasquale), il Vostro delicato incarico: organizzare silenziosamente in tutto il Piemonte e nella Lombardia come disgregare gli studi e la disciplina nei Seminari. Non Vi nascondo che il compito è immane e mi occorrono molti collaboratori, specialmente presso il corpo docente, e che Voi mi dovreste segnalare perché io li avvicini quanto prima e studi insieme la tattica. Mi riservo comunicazioni più precise dopo un incontro e un abboccamento personale con MAPA. Intanto vogliate gradire il mio devoto saluto. Frama
                                                     
                                                                                    ***
Illustre e Venerabile Gran Maestro, dopo aver avvicinato e contattato più volte i FF. Pelmi (Pellegrino Michele) e Bifra (Biffi Franco) per presentare un primo piano di lavoro. Egli consiglia di iniziare con la disgregazione dei programmi di studio, insistendo presso i nostri fedeli docenti perché, con argomenti di nuova pseudo-teologia e pseudo-filosofia, gettino il seme presso gli alunni, oggi sitibondi di novità. In tal modo, la disgregazione disciplinare sarà una semplice conseguenza che verrà spontaneamente, senza che noi ce ne occupiamo: penseranno gli stessi alunni.
E’ pertanto indispensabile che Voi paghiate bene quei docenti, dei quali già avete l’elenco lo farò da solerte sorvegliante e Vi riferirò tutto fedelmente.
Con il più devoto e cordiale saluto. Frama

                                                                                    ***

14 ottobre 1961
Illustre e Venerabile Gran Maestro, nella riunione di ieri sera, presenti i FF. Pelmi (Pellegrino Michele), Mapa (Macchi Pasquale), Bifra (Biffi Franco), Salma (Marsili Salvatore), Buan (Bugnini Annibale), Algo (Gotti Alessandro) e Vino (Vincenzo Noè), ho potuto concludere quanto segue:
-anzitutto, si dovrebbe iniziare degli esperimenti presso alcuni Seminari d’Italia, quelli di Trento e di Torino, oppure quello di Udine dove abbiamo un bel numero di FF (fratelli massoni);
- in secondo luogo, bisogna diffondere, in tutti i Seminari, il nostro concetto di libertà e dignità della persona umana senza alcuna remora ne da parte dei superiori, ne da parte di alcuna legge. Occorre una stampa capillare.
A questo punto, urge una riunione con tutti Voi per decidere come agire e a chi affidare i vari compiti.
Con il mio devoto saluto. Frama

***

Come si vede, Mons. Marchisano, nel nominare i suoi collaboratori nel piano di distruzione dei Seminari italiani, usa le sigle dei nomi dei Prelati massoni della “Lista Pecorelli” e tra questi traditori, mentre la figura di spicco è sicuramente il segretario personale di Paolo VI, Pasquale Macchi, compare anche il Cardinale Virgilio Noè che, attualmente, mi è stato detto, è il diretto superiore di Mons. Crispino Valenziano che dava ordini all’architetto Renzo Piano a San Giovanni Rotondo.
Da questi pochi documenti pubblicati, diffusi a decine di migliaia di copie e mai contestati da nessuno, risulta evidente che chi comanda in Vaticano è la Massoneria, al cui Venerabile Gran Maestro si rivolgono i vari Cardinali quando desiderano essere eletti al Soglio Pontificio!
Questa è una vergogna infame alla quale non si potrebbe neppure prestare attenzione se non fosse per gli ammonimenti che la Madonna ci ha fatto pervenire a la Salette: <>, oppure quelli che la Madonna ci ha dato a Fatima nel famoso “3 Segreto”: <>.
Dopo lo shock e l’incredulità per il “Tempio satanico”a San Giovanni Rotondo, la gente sarà presa da un sacro furore che creerà due gravi problemi, principalmente a quei Prelati che hanno mostrato tanta arroganza e follia nel partecipare alle orribili offese fatte alla SS. Trinità e a San Padre Pio:
1)San Giovanni Rotondo, ma soprattutto quelli che intendevano arricchirsi alle sue spalle col “turismo religioso”, verranno colpiti finanziariamente per il mancato afflusso di pellegrini, perché penso che la presenza di un “Tempio satanico” non sia una grande attrattiva per chi è devoto a Padre Pio;                       2)la furia della gente, e soprattutto quella di lingua inglese, sarà tale che sicuramente si arriverà a chiedere dove sono finiti e come sono stati spesi tutti i soldi che sono stati donati per edificare un “Santuario cattolico” e non un “Tempio satanico”; infine, si dovrà pur pensare che l’esistenza di un tale “Tempio satanico” è uno scandalo di tali dimensioni da gridare vendetta al cospetto di Dio e priva di benedizioni San Giovanni Rotondo; quindi, questo “Tempio satanico” dovrà essere raso al suolo! Rimane, infine, un ultimo problema per i Prelati traditori e per tutti gli ignavi che, con chissà quali pretesti, si opporranno alla distruzione di questo “Tempio satanico”: dovranno vedersela con la SS. Trinità, che è stata tremendamente offesa e con lo stesso San Padre Pio che, prima di morire ci ammonì: <>
Oltre la lista Pecorelli, esiste la lista di Mons. Marinelli pubblicata in molti scritti, coi nomi di alti Prelati italiani in parte apparsi nel libro Via col vento in Vaticano. Ex massoni hanno testimoniato l’autenticità dell’appartenenza di questi Prelati. Ecco alcuni nomi di Cardinali iscritti alla Massoneria, ma la lista ne comprende tanti altri:

-il Cardinale Angelo Sodano ex segretario di stato:
-il Cardinale Tarcisio Bertone segretario di stato;
-il Cardinale Fiorenzo Angelini della Pastorale sanitaria;
-il Cardinale Crescenzo Sepe di Napoli;
-il Cardinale Salvatore De Giorgi che era a Palermo;
-il Cardinale Carlo Martini che era emerito di Milano.
- il Cardinale Paolo Romeo attualmente a Palermo

Di questi, il più inserito nella Massoneria è il Cardinale Bertone, massone di assoluta convinzione e di carriera ambigua. Il suo sguardo e le sue iniziative non manifestano verità. Ha distolto e corrompe i seminaristi romani e tanti giovani Sacerdoti con il Torneo Vaticano di calcio. Uno scandalo. Lui ha gestito falsamente il 3 segreto di Fatima, proibì a suor Lucia di parlare e scrivere, ha fatto stremare e fuggire Milingo. Il vero 3 segreto è stato occultato da Sodano e Bertone: contiene la gravissima apostasia in Vaticano causata dai Prelati massoni e modernisti. Non hanno voluto svelare questa verità. I Prelati massoni non appartengono tutti alla stessa Loggia, piuttosto lottano tra loro. In Vaticano sono presenti almeno quattro Logge massoniche, con professionisti ed impiegati.
Senza l’aiuto della Massoneria, questi falsi Prelati sarebbero rimasti forse dei miseri ed irrivelanti parroci di paese. Il Cardinale De Giorgi fu incapace a guidare le Diocesi di Foggia e dopo Taranto, dimettendosi, ma la Massoneria lo ha promosso alla prestigiosa sede di Palermo. Per non parlare della facile carriera del Cardinale Sepe di Napoli.
La gratitudine dei Prelati alla Massoneria è totale, la loro vita è un inganno, sempre docili al maleficio progetto del Gran Maestro. Mascherano la loro ipocrisia con omelie ed azioni pastorali futili. Lo vivono come un mestiere, una falsa devozione mascherata. Questi Prelati vogliono trasformare la Chiesa da Divina a umana. “Con la bocca benedicono, nel loro cuore maledicono” (Salmo 61). I Prelati massoni sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione, come scrisse l’allora Prefetto Ratzinger (Ora Papa), contro la Massoneria (1983).
In Italia molti Cardinali e Vescovi sono massoni e comandati dalla Massoneria. Si irritano al punto da disprezzare chi contrasta il loro piano massonico contro la Chiesa di Gesù. Sono Prelati carrieristi, traditori per protestantizzare la Chiesa. Profanano tutto ciò che è sacro, hanno come dio il potere, l’ambizione della carriera, che trasforma tanti poveri parroci in servi del demonio, servi della Massoneria. Uomini senza coscienza.
Altro piano dei Cardinali e Vescovi massoni è di ignorare l’opera del demonio e di proibire la presenza degli esorcisti. Indeboliscono la Chiesa, lasciando indisturbato il demonio.
La dannazione eterna sarà la giusta condanna per questi traditori di Dio: il demonio attende il loro arrivo nell’inferno.

                                                            
                                                                                                    
                                                                                                               Dott. Franco Adessa e Dott. Alberto Felici

venerdì 9 dicembre 2011

La prostituzione del teologo: cercare gli applausi e non la verità

 
Raccomanda ai membri della Commissione Teologica Internazionale la contemplazione.
Il teologo si prostituisce quando, anziché cercare la verità, persegue gli applausi della “dittatura delle opinioni comuni”, ha spiegato Benedetto XVI questo venerdì ai membri della Commissione Teologica Internazionale.
Il Papa ha presieduto l’Eucaristia nella cappella “Redemptoris Mater” del Palazzo Apostolico Vaticano, insieme a teologi e teologhe -meno di trenta-, e ha rivolto loro un’omelia spontanea di commento alle letture liturgiche del giorno.
“Parlare per trovare applausi, parlare orientandosi a quanto gli uomini vogliono sentire, parlare in obbedienza alla dittatura delle opinione comuni, è considerato come una specie di prostituzione della parola e dell'anima”, ha detto citando il primo capitolo della prima lettera di San Pietro (versetto 22).
Si tratta di una forma di “castità”, ha affermato, che implica “non sottomettersi a questi standard, non cercare gli applausi, ma cercare l'obbedienza alla verità”.
“E penso che questa sia la virtù fondamentale del teologo – ha riconosciuto il Papa teologo –, questa disciplina anche dura dell'obbedienza alla verità che ci fa collaboratori della verità, bocca della verità, perché non parliamo noi in questo fiume di parole di oggi, ma realmente purificati e resi casti dall'obbedienza alla verità, la verità parli in noi. E possiamo così essere veramente portatori della verità”.
Ricordando un’espressione di uno dei teologi più grandi di tutti i tempi, San Tommaso d'Aquino (1221-1274), ha spiegato che “nella teologia Dio non è l'oggetto del quale parliamo. Questa è la nostra concezione normale. In realtà, Dio non è l'oggetto; Dio è il soggetto della teologia”.
“Chi parla nella teologia, il soggetto parlante, dovrebbe essere Dio stesso. E il nostro parlare e pensare dovrebbe solo servire perché possa essere ascoltato, possa trovare spazio nel mondo, il parlare di Dio, la Parola di Dio”.
Il Cardinale Joseph Ratzinger aveva nel suo stemma arcivescovile e cardinalizio il motto “Cooperatores Veritatis”. Esso rimane come sua aspirazione e programma personale, ma non compare nello stemma papale, secondo la comune tradizione degli stemmi dei Sommi Pontefici negli ultimi secoli.
Affinché i teologi possano raggiungere questa specie di purificazione, il Papa ha raccomandato “silenzio e contemplazione”, che “servono per conservare, nella dispersione della vita quotidiana, una permanente unione con Dio”.
“Questo è lo scopo: che nella nostra anima sia sempre presente l'unione con Dio e trasformi tutto il nostro essere”.
Silenzio e contemplazione, ha aggiunto, “servono per poter trovare nella dispersione di ogni giorno questa profonda, continua, unione con Dio”.
“Silenzio e contemplazione: la bella vocazione del teologo è parlare. Questa è la sua missione: nella loquacità del nostro tempo, e di altri tempi, nell’inflazione delle parole, rendere presenti le parole essenziali”.
“Nelle parole rendere presente la Parola, la Parola che viene da Dio, la Parola che è Dio”.