venerdì 31 gennaio 2014

IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE DELLA POSSESSIONE

IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE DELLA POSSESSIONE

L’attenta osservazione delle modalità e delle regole che condizionano il manifestarsi e il ripetersi di una sospetta possessione demoniaca, permette di scoprire se essa c’è realmente. Per tale motivo, chi si è trovato di fronte a vari casi di autentica possessione demoniaca è più facilitato nel discernere quelle vere da quelle false.  Ecco perché alla pietà, alla scienza, alla prudenza e alla integrità di vita di chi esamina la persona sofferente è di grande importanza che si  aggiunga anche l’esperienza. Il Rituale Romanum alla norma n.2 dl Titulus XII De exorcizandis obsessis a demonio, dice :L’esorcista deve applicarsi a trarre molti insegnamenti da autori esperti e dalla sua stessa esperienza. 
Come dicevo nell’introduzione, vi sono tre categorie di persone che oggi cercano un esorcista: una prima, costituita da quelle che sono convinte di essere perseguitate o  possedute dal demonio, ma non lo sono; una seconda, costituita da quelle che volutamente o inconsapevolmente simulano di essere possedute; una terza, costituita da coloro che subiscono realmente fenomeni e disturbi dovuti a un’azione straordinaria del demonio. Le prime attribuiscono direttamente allo Spirito del male ogni cosa negativa che capiti loro: Gli affari vanno male? E’ colpa del demonio. Mi hanno sicuramente fatto una fattura! In famiglia tutto va male? E’ colpa dl demonio! Ho una malattia? E’ colpa del demonio!. Dice giustamente Don Amorth:Vi sono persone che hanno la mania di essere posseduti e fanno il giro di tutti gli esorcisti, fino a che non ne trovano uno che finalmente dice loro: Sì, tu hai un demonio!. A tal proposito scrive l’esorcista Fra Benigno:A volte, per convincere qualcuno che è propenso a pensare di essere posseduto o vessato dal Maligno [e non lo è], dico più o meno così: Senta, non vorrei che lei reagisca, adesso, alla stessa maniera di quel tale che era convinto di avere un cancro e che, quando il medico diagnosticò che cancro non c’era, se ne ritornò a casa triste e desolato. Ebbene, il suo non è assolutamente un caso di possessione o di vessazione. Gioisca per quello che le sto dicendo e se ne ritorni a casa.
In questa prima categoria non c’è una simulazione, ma solo una convinzione errata, senza fenomeni e senza reazioni particolari. Considerando invece la seconda categoria, costituita da coloro che simulano una possessione, quei soggetti che si comportano così, volontariamente, sono persone che non hanno il coraggio di ammettere le proprie incapacità e le proprie fragilità. Non volendo assumersi le proprie responsabilità, vanno dall’esorcista fingendo le stesse reazioni proprie di un posseduto, sperando che il sacerdote si lasci ingannare e attribuisca tali fenomeni a una possessione demoniaca, che in realtà non c’è.  Costoro non vogliono  né maturare né crescere, perché sanno che, smascherate le loro fragilità, devono darsi da fare per vincerle e allora scaricano sulla presunta possessione la colpa dei loro mali. La vita è sacrificio per tutti, impegno per se stessi e per gli altri: se quei tali vivono male, fanno vivere male anche gli altri, se allora per essere lasciati in pace da chi gli sta intorno, scaricano sul demonio le proprie responsabilità, per questioni di comodo. Tra le false possessioni annoveriamo anche quelli che si fingono posseduti volontariamente perché, soffrendo carenze di affetto, cercano in tal modo di richiamare l’attenzione e la compassione su di sé per averne.
Collochiamo pure, sempre in questo quadro di simulazione, coloro che agiscono così involontariamente, o per somatizzazione o per suggestione. In alcuni soggetti che hanno letto o sentito parlare di queste cose o hanno visto scene scioccanti o hanno sentito le urla di vere o presunte persone possedute, le somatizzazioni o le suggestioni possono manifestarsi in pseudo possessioni. Le somatizzazioni sono disturbi mentali, che provocano sintomi e malesseri fisici reali, la cui gravità e durata non possono essere imputate a una patologia oggettiva. Si tratta di alterazioni della salute, a volte più gravi a volte meno gravi la cui origine è psichica e, a mio parere, anche morale e spirituale. Derivano infatti da memorie dolorose dell’infanzia o della gioventù, da carenze affettive o da ferite della vita mai guarite, da figure materne e paterne che sono mancate, da violenze subite o procurate, da insufficienza di maturità psicologico-affettiva, dalla propria personalità danneggiata e bisognosa di essere ricostruita, da odi, risentimenti e perdoni non dati, da disordini in campo sessuale, da peccati gravi mai confessati. In tutte queste situazioni, l’influsso del demonio, se può esserci stato, è da considerarsi sul piano dell’azione ordinaria, per cui non c’è bisogno di esorcismo (eccetto il caso in cui si riscontrassero i segni tipici dell’autentica azione straordinaria del demonio). Necessita, invece, una profonda guarigione interiore, che è il risultato non di una serie di esorcismi, ma di un autentico cammino di preghiera, presentando a Cristo Gesù tutte le nostre ferite e tutto ciò che di negativo (subìto o commesso da noi) c’è stato nella nostra vita passata affinché egli, entrando con il suo amore e il suo perdono in queste aree della nostra vita, le risani e gli effetti che permangono nel presente possano così gradualmente scomparire. In questo cammino, naturalmente, non può essere trascurato il sacramento della Confessione, senza il quale non può esserci mai vera e profonda guarigione interiore.
A un esorcista attento, soprattutto se ha avuto a che fare nel corso del suo ministero con le vere possessioni, è facile riconoscere una pseudo possessione da somatizzazione, perché non si può imitare facilmente il comportamento di un posseduto. Questi, infatti, parla perfettamente lingue, del tempo presente o del passato, che non conosce, dice cose o cita fatti che non può in alcun modo sapere; sprigiona una forza sproporzionata al proprio sapere; sprigiona una forza sproporzionata al proprio peso e alla propria età; mostra una profonda avversione a tutto ciò che è sacro, pur ignorandone la presenza nascosta o manifesta altri fenomeni che non rientrano nelle possibilità di una persona, ma solo in quelle di un essere non umano e che poi elencherò. Di per sé, come dirò anche più avanti, non è da escludere che anche una somatizzazione possa avere origine da un’azione straordinaria del demonio, ma bisogna che vi siano una serie di indizi, che sono quelli che ho sopra riportato o altri, che esamineremo estesamente tra breve. Certamente la grande maggioranza delle somatizzazioni è di origine psichica, psicologica, morale o spirituale. Un altro aspetto della simulazione involontaria è il fenomeno della suggestione, dal momento che essa non è mai associata alle manifestazioni tipiche del posseduto. Chi è suggestionato dal timore della possessione, simula quelle che egli ritiene le reazioni di un posseduto: in genere, nel suggestionato, si manifesta l’avversione al sacro perché egli ha sentito che di fronte a una immagine sacra o all’esorcista stesso doveva muoversi, agitarsi, inveire; la forza che sprigiona dal corpo è una reazione emotiva e nervosa; le lingue sconosciute sono, in realtà, un linguaggio inventato dalla sua fantasia, perché non corrispondono ad alcuna lingua che si parli attualmente nel mondo o che è stata parlata nel passato, e se è una lingua che oggi si parla nel mondo o che è stata parlata nel passato, potrebbe essere stata da lui precedentemente imparata. Quando però, queste manifestazioni si associano a fenomeni che esulano assolutamente dalle capacità di quella persona e non sono riconducibili a espressioni della sua personalità, alla sua cultura e alla sua esperienza, passata o recente, e che quindi vanno al di là delle immagini, pulsioni, sensazioni e ricordi nati dall’interazione con la realtà esterna e che l’inconscio e il subconscio possono rielaborare, allora l’ipotesi della suggestione e/o della simulazione volontaria o involontaria di possessione non regge più e la possessione può diventare così evidente, che l’azione straordinaria del demonio diviene una certezza morale. Ne vedremo alcuni esempi nell’elenco che sto per riportare. Una di queste manifestazioni del demonio è proprio così come la Bibbia, in particolare il Nuovo Testamento, lo rivela: una personalità dinamica, piena di odio implacabile e dotata di una volontà decisa a distruggere la persona che possiede, un avversario pieno di astuzia e d’inganno, che ben sa quello che è in grado di fare e i suoi limiti. Invece c’è una falsa possessione, si manifestano idee e concetti popolari che riproducono quello che la persona stessa immagina sia il demonio. Tuttavia, nel medesimo tempo, l’esorcista deve essere molto accorto perché, quando c’è una vera possessione, il demonio, proprio per la sua grande intelligenza, pur di depistarlo – soprattutto nella fase delicatissima del discernimento – può mettere in atto il trucco di manifestare comportamenti grotteschi ed espressioni ridicole, in modo da far pensare a una malattia mentale.
Un altro criterio importante, per distinguere la possessione da una malattia psichica, è che la persona posseduta alterna momenti di crisi a periodi di calma, nei quali torna pressoché tranquilla e normale, riuscendo a svolgere le sue attività senza eccessive difficoltà, al punto che, chi incontra, non sospetta minimamente del male che l’affligge. Non così accade per la malattia psichica, che invece è costante.
Un ulteriore criterio di discernimento è il seguente: una persona posseduta, il giorno p di notte, può avere momenti di crisi, durante i quali il demonio può fare apertamente segno della sua presenza. Tuttavia, quando c’è una possessione reale, egli è costretto a manifestarsi anche se non vuole, obbligato dall’esorcismo o dalla preghiera o, a volte, persino dalla sola presenza di una persona che viva in profonda comunione con Dio. Per questo motivo, come vedremo più avanti, di fronte a un fondato sospetto, l’esorcista può procedere come a un fondato sospetto, l’esorcista può procedere come è implicitamente permesso dal nuovo rito a un esorcismo della sola forma invocativa, che ha funzione, oltre che di liberazione, anche di esplorazione e di diagnosi. Propri perché l’esorcismo – e solo l’esorcismo – può verificare se i fenomeni di sospetto nascondono una causa malefica o no, i primi esorcismi hanno importanza diagnostica più che curativa.  Vi sono, però, due situazioni in cui le cose si complicano. In primo luogo, quando subentra nel soggetto una reale possessione, che va ad aggravar una precedente debolezza psicologica o una malattia psichica o fisica in atto, per cui si soffrono, allo stesso tempo, reali mali psicologici, psichici o fisici, insieme a un’azione straordinaria del demonio, per cui bisogna ricorrere sia al medico, sia all’esorcista. Una seconda situazione particolare si verifica quando una malattia fisica, psichica o determinante tendenze e comportamenti sono prodotti da una possessione: in questo caso, come accennavo precedentemente, anche una somatizzazione potrebbe essere un apparente male psicologico, dietro al quale il demonio tenta, in realtà, di nascondere la sua azione straordinaria.
A tal riguardo, conosco vari casi di psichiatrici che avevano imbottito di farmaci i loro pazienti, mentre essi non ne avevano affatto bisogno: la guarigione è avvenuta quando hanno iniziato a ricever esorcismi.  E non si è trattato, evidentemente, di un semplice effetto psicologico, come se l’esorcismo fosse un placebo, ma di un’autentica liberazione da un’azione straordinaria del maligno.
Scrive il padre Francoise Dermine, domenicano: Se la malattia può esistere regolarmente al di fuori di un’azione diabolica, rimane pur vero che quest’ultima sfrutta naturalmente gli stati morbosi, soprattutto quelli della mente, determinandoli p aggiungendosi; inoltre, “le scoperte scientifiche non offrono nessun valido argomento per negare la realtà del maligno …
Senza voler cadere in eccessi, noi siamo attualmente a considerare la possibilità di una influenza maligna, sia come fenomeno aggiunto, che aggrava talvolta una alterazione psichica in atto, sia come causa di una malattia psichica evidente, che ne è solamente l’effetto . (…) Conviene esaminare la qualità e la tonalità sintomi. Molte affezioni neuro psichiche presentano sintomi analoghi a quelli della infestazione maligna. Allucinazioni interne ed esterne possono trovarsi negli psicastenici e negli isterici; deliri, idee impulsive possono trovarsi nei malinconici e in tante forme di depressione psichica; possono anche ritrovarsi negli infestati” (parole scritte dallo psicanalista Philippe Madre nel suo libro Ma liberaci dal male, REM, Roma 1980, pp. 87-88). E se è vero che “tutto il mondo giace sotto il potere del maligno” (1Gv 3,8), allora c’è da pensare che ci troviamo di fronte a un’azione a tutto campo del demonio, che l’influsso malefico sia più frequente e diffuso di quanto sembri e non goda della debita attenzione nella genesi di certi nostri mali. San Pio da Pietrelcina come del resto il beato carmelitano spagnolo P. Francesco Palau, sosteneva, per esempio, che molti degenti ospedali psichiatrici in realtà non sono ammalati, bensì vittime di mali preternaturali. Santa Teresa di Gesù Bambino non esitava a imputare la malattia dalla quale fui colpita veniva certamente dal demonio. (…) Non so descrivere una malattia così strana: ora sono persuasa che era opera del demonio, ma per molto tempo dopo la mia guarigione ho creduto di aver fatto apposta a essere malata, e quello fu un vero martirio per la mia anima” (Opere complete, Libreria Editrice Vaticana, Roma 1997; qui Manoscritto A ai nn. 86 e 88).
La casistica storica registra una vasta gamma di fenomeni demoniaci straordinari, che ora presenterò. Invito, però, il lettore a non fare l’errore di pensare che debbano manifestarsi tutti insieme, nel medesimo caso di possessione: essi hanno soltanto un valore indicativo, nel senso che, quando più numerosi appaiono tali segni, sintomi o manifestazioni in chi subisce una crisi di sospetta possessione, tanto più crescerà la certezza dell’azione diabolica.
1) Parlare o comprendere lingue sconosciute alla persona

Durante una manifestazione di possessione demoniaca può accadere che una persona:
-         · Parli perfettamente lingue che non ha mai imparato
-         · sia moderne che antiche, facendo discorsi coerenti e ordinati – e le comprenda, se altri le parlano; 
-         · Scriva in maniera automatica e rapida cose vari, in lingua sconosciuta.

2) Conoscenza di cose o fatti che la persona non può sapere

Durante una manifestazione di possessione, il demonio, attraverso la persona, può:
-          ·Rivelar qualcosa  di segreto o un peccato nascosto;
-          · Chiamare per nome una persona sconosciuta al posseduto;
-         · Dir  fatti nascosti o dimenticati dei presenti, che la persona posseduta non può saper (nella vita di Santi l’origine di questo fenomeno non è certamente diabolico, ma soprannaturale);
-          · Riportar avvenimenti che stanno accadendo a distanza o avvenimenti del passato (anche questo fenomeno può avere un’origine soprannaturale o diabolica);
-          · Recitare interi brani di libri mai letti né ascoltati dalla persona posseduta;
-          · Sostenere discussioni teologiche  elevate, che la persona non è in grado di fare, o dibattere anche su argomenti i più disparati.  Per esempi, una persona, che ha scarse e superficiali conoscenze religiose, comincia a manifestare altri pensieri teologici (quando c’è una schizofrenia, si manifesta solo quello che esiste nel subconscio o nei ricordi che sono nella sua memoria).

Nella mia esperienza di esorcista, quando ho un caso nuovo, dopo aver pregato e fatto pregare per molti giorni lo Spirito Santo perché venga in aiuto al mio discernimento, alle volte ho presentato oggetti – quali, ad esempio, crocifissi, corone del Rosario, medagliette ecc. – mando, nel nome di Gesù, di dirmi di chi fossero, dopo una iniziale riluttanza a rispondere, mi sono sentito dire esattamente il nome della persona alla quale quegli oggetti appartenevano. Ricordo, ad esempio, che una volta una persona mi presentò per un giorno un guanto di Padre Pio, che io nascosi in una busta. Era impossibile poterne conoscere il contenuto dall’esterno ma, appena la tirai fuori di tasca, il demonio, attraverso quella persona, urlò: Quel guanto no, quel guanto no! Togli quel guanto!. Quale non fu lo stupore dei familiari, che nulla sapevano del contenuto di quella busta, quando, aprendola davanti a loro, videro che c’era realmente un guanto di stoffa, senza dita, perché era uno di quelli che Padre Pio portava per coprire le sue stigmate.
Altre volte, ancora, ho presentato una candela, senza dire da quale chiesa o santuario fosse stata prelevata. Ho domandato al demonio, nel nome di Gesù, di dirmi da dove giungesse e mi sono sentito rispondere con precisione l’esatta provenienza. Un’altra volta avevo ermeticamente chiuso in un sacchetto una reliquia , ho ordinato al demonio, nel nome di Gesù, di dirmi cosa c’era in quel sacchetto che avevo in mano. Il demonio già da un po’ di tempo stava cercando di far credere a quella donna posseduta di essere pazza e, in un primo momento, mi rispose: Non te lo dirò mai, perché se te lo dico, lei non crederà più di essere pazza. Io con decisione gli ordinai di nuovo, nel nome di Gesù, di dirlo. Il demonio continuava a gridare che non l’avrebbe mai detto. Ma, dopo poco, cominciò a cedere e gridò:E’ un osso. 
A questa risposta subito dissi: E’ vero, è un osso, ma di chi è quest’osso?. Con grande sforzo, come se dovesse superare una ripugnanza invincibile, rispose: Santa e si fermò. Allora lo incalzai, continuando a ordinargli di proseguire e, un istante dopo, ecco che disse: Gemma, Gemma!. E io ancora insistetti e domandai: Gemma chi?. E lui, ormai capitolando completamente, esclamò: Galgani, Galgani!. Io e i miei collaboratori, pieni di gioia, lodammo il Signore e ringraziammo Santa Gemma Galgani.

Un’altra volta avvenne la stessa cosa con una reliquia di Santa Maria Goretti, dopodiché il demonio esclamò: E’ perfettina, precisina, la santarellina. Mi ha offeso profondamente questa bastarda, tanto ce ne sono a milioni che non sono come lei, a me basta e avanza!. Un altro giorno, senza dire che cosa fosse, presentai, durante un esorcismo, una reliquia della Santa Croce. Dopo un iniziale ritrosia a rispondere, il demonio disse, con evidente fatica, come di chi è senza più forze: Dio in se stesso. In questo oggetto si “trova” Dio. Dio stesso, lo sai, è grazia, amore e potenza, è la mia dannazione. Non posso parlarne di più perché mi uccide. In questa croce c’è amore, potenza, perdono. Dio in se stesso è amore per voi, voi esseri umani. L’unico che vi ama, non credete a nessun altro, non credete a noi, non possiamo amarvi, possiamo solo distruggervi. E’ lui che mi obbliga a dire questo, ecco perché sto soffrendo così tanto.
Durante un altro esorcismo, avendo una teca di alluminio chiusa, nella quale c’era un frammento della Santa Croce, la presentai e domandai che cosa ci fosse in quella teca che avevo fra le mani. Il demonio rispose: E’ la Croce del tuo Dio!. Una volta senza svelarne l’origine, al posto dell’acqua benedetta ho messo nell’aspersorio acqua proveniente dalla sorgente che la Madonna fece scaturire durante le apparizioni a Santa Bernadetta a Lourdes,  subito il demonio disse con rabbia: Questa è melma della fogna. E’ acqua che è uscita da quello schifo e solo fango può essere. Gli ho ordinato nel nome di Gesù di dirmi chiaramente che cosa intendeva affermare con queste parole.                        
Dopo poco sempre più arrabbiato rispose: Viene da quella grotta maledetta di Lourdes.
Qualcuno potrebbe dire: E’ telepatia! Il demonio non c’entra niente!. Io rispondo: Non credo affatto alla telepatia, semplicemente perché, se il demonio non può leggere i pensieri della mente dell’uomo, ma può solo provocare a dedurli, figurarsi se lo può fare un uomo (a meno che non sia Dio stesso a rivelarglieli). Solo in due situazioni il demonio può conoscere direttamente ciò che sta pensando una persona: se Dio glielo fa sapere e se l’esorcista pronuncia mentalmente le parole dell’esorcismo. In quest’ultimo caso, però, non si tratta di telepatia, perché l’esorcista più che un pensiero, sta dando l’ordine sia pure mentalmente, al demonio, nel nome di Gesù, di andarsene. Se poi ancora qualcuno volesse sostenere l’ipotesi della telepatia, allora, mi chiedo, come si possa spiegare questo fatto: Per il discernimento, un esorcista, dopo aver molto pregato e fatto pregare, presenta una reliquia o un oggetto che nemmeno lui sa a chi appartenga, ma lo sa solo chi gliel’ha dato. Ebbene: succede che il demonio indichi con precisione di chi sia quel sacro oggetto!             
L’esorcista si accerta, successivamente, e trova piena conferma da coloro che glielo avevano prestato. Tutto ciò accade – e credo che Dio lo permetta proprio per questo – sia per aiutare l’esorcista, sia per compassione nei confronti di chi è tornato dal demonio, affinché non permanga più alcun dubbio sull’origine della sua sofferenza.

Se Dio permette, il demonio può rivelare segreti della coscienza di persone, se questi segreti non sono stati già assolti mediante la confessione e il perdono. Un esorcista ricorda che il demonio attraverso una donna posseduta si rivolse a un uomo non conosciuto da quella donna e gli disse: Tu durante l’ultima guerra hai ucciso due persone per interessi privati e non ne hai mai chiesto perdono! Se non sei ancora in mio poter lo devi a tua mamma che hai interposto tra me e te un uomo di preghiere.

Uno dei casi più importanti per l’abbondanza delle manifestazioni e per la chiarissima evidenza dell’intervento diabolico, è quello dei due fratelli Burner di Illfurt in Alsazia : Teobaldo, nato il 21 agosto 1855 e Giuseppe nato il 29 aprile 1857, i quali dall’autunno del 1864 a quello del 1869, soffrirono una fortissima possessione diabolica con una serie di fenomeni che tutti hanno potuto ripetutamente osservare e che furono accuratamente raccolti  e che indirettamente furono causa di un numero notevole di seri propositi di vita migliore e di conversioni. Alcuni fra i numerosissimi episodi accaduti di conoscenza di fatti che il demonio manifestava attraverso i due bambini, e che essi non potevano sapere, sono questi.
Un giorno un abitante di Spechabac, villaggio vicino a Illfurt, venne a visitare i due bambini. A metà strada egli passò vicino a un ceppo di vite con dolcissima uva. La tentazione era forte, e già egli stava per cogliere un grappolo, quando vi resistette e procedette il suo cammino. Ma quale non fu il suo stupore, arrivando in casa Butner, di sentire la voce del demonio dirgli attraverso i due bambini: Non è vero che hai trovato per strada della magnifica uva? Perché non l’hai colta? Era così dolce!. Non di rado vi furono dei visitatori che come colpiti dal fulmine, fuggirono pallidi e tremanti quando satana svelava loro improvvisamente qualche loro terribile segreto o qualche grave peccato della loro vita trascorsa che essi credevano ormai dimenticati, oppure sconosciuti.
Un giorno il sindaco di una città vicino a Strasburgo, avendo molto sentito parlare dei due bambini, decise di andare a visitarli con un assessore e un gruppo dei suoi consiglieri comunali; essendo stati informati che il demonio attraverso quei bambini spesso rinfacciava i peccati dei visitatori, si recarono tutti in chiesa a confessarsi e poi partirono alla volta di Illfurt. I bambini ignoravano del tutto chi essi fossero, né furono preavvisati del loro arrivo, ma appena essi li videro, il demonio esclamò attraverso Teobaldo: Ecco il sindaco di … con l’assessore e altri consiglieri, e tutti con la coscienza ben poco tranquilla, perché sono andati in chiesa a farsela raschiare prima di venire qui! Ma c’è uno di loro che non si è messo in regola, perché non ha detto di aver rubato delle rape.          
E il demonio subito affermò seccamente: Essi non hanno ricevuto il denaro!. Ascoltando queste parole, tutti i presenti compresero che era vero ciò che era stato detto e allora il sindaco, intimorito, esclamò: Andiamocene, signori miei! Ci mancherebbe solo che costui rimproverasse qualche cosa anche a me!.
Un giorno senza che i bambini ne conoscessero la provenienza, il sacerdote inviò loro dei fichi benedetti. Essi li rifiutarono con orrore, gridando: Buttate via queste teste di sorci!                              
Il calottino (si riferiva al sacerdote) li ha avvelenati con le sue smorfie!. Se gli venivano portati cibi o bevande in cui precedentemente, senza che essi lo sapevano , qualcuno avesse lasciato cadere delle gocce di acqua benedetta, essi rifiutavano sistematicamente di prenderli e alle volte sbattevano contro il muro il piatto o il bicchiere che però non si rompeva mai: queste reazioni erano assenti se le gocce d’acqua benedetta non erano state versate sulle pietanze o nelle bevande.

3) Forza fisica o peso abnorme

Durante una manifestazione di possessione demoniaca, la persona:
-           · Può sviluppare (ma non necessariamente) una forza fisica sproporzionata per il peso o per l’età che ha (durante un esorcismo, un ragazzo di 11 anni faceva letteralmente "volare" quattro uomini robusti, che cercavano di immobilizzarlo; una ragazzina di 14 anni, che pesava circa 40 chili, durante la manifestazione della possessione era in grado di buttare per aria sei persone, impegnate a tenerla ferma);
-         · Può trasportare, da una parte all’altra, pesi che, per l’età e per la condizione fisica, sono del tutto fuori dalle sue possibilità (durante la manifestazione della possessione, persone adulte e bambini  hanno sollevato pesi che più persone non avrebbero potuto sollevare; addirittura bambini posseduti hanno trasportato oggetti pesantissimi, che non avrebbero potuto in alcun modo spostare.                        
      Un bambino di 10 anni, durante un esorcismo, sollevò un tavolo enorme e pesante: l’esorcista, tastandogli i muscoli delle braccia, constatò che non avrebbe mai potuto farlo con le sue sole forze);
-          ·Può assumere un peso enorme, come un blocco di marmo, diventando inamovibile e tornaconto alla normalità solo grazie alla preghiera e alla benedizione del sacerdote.

4) Avversione al sacro

Il nuovo rito degli esorcismi, riportando l’avversione al sacro come uno dei segni della possibile azione straordinaria del demonio, dice: Il maligno è nemico di Dio e di quanto mette in contatto i fedeli con l’agire salvifico divino, per cui occorre fare attenzione  anche ad altri segni, soprattutto di ordine morale e spirituale, che rivelano, sotto forma diversa, l’intervento diabolico. Possono essere una forte avversione a Dio, alla Santissima Persona di Gesù, alla Beata Vergine Maria, ai Santi, alla Chiesa, alla Parola di Dio, alle realtà sacre, soprattutto ai sacramenti, alle immagini sacre. Occorre fare attenzione al rapporto tra tutti questi segni con la fede  l’impegno spirituale nella vita cristiana.
Il demonio, nemico acerrimo di Dio e avversario spietato dell’uomo, odia tutto ciò che è sacro o che ha riferimento alla vita e al progresso spirituale dell’uomo, per questo i periodi di crisi non più facilità insorgono di fronte a tutto quello che reca sollievo spirituale, come compier una pratica di pietà, recitare un’orazione, visitar un luogo sacro, prendere oggetti benedetti, ricevere una benedizione, sentir parlare di cose spirituali. Nei casi più gravi, i periodi di crisi possono esser determinati anche da quelle azioni che comportano un sollievo puramente naturale, come il mangiare, il bere, prendersi una lecita distensione, un divertimento sano, esprimere un desiderio, eccetra .
L’avversione al sacro, che ha origine in una possessione, si può manifestare in tanti modi diversi. Una persona:
-         · Può aver ripugnanza alla preghiera, anche se ha sempre pregato;
-          · Se inizia a pregare, o qualcuno prega per lei, anche solo mentalmente, può mettere rutti o tossi continue, vomito;
-          · Può non riuscire ad aver un minimo di attenzione nel seguire le preghiere o le celebrazioni;
-          · Può avere una ripugnanza invincibile per i luoghi santi e, se riesce a entrarvi, può avere reazioni come sbadigli irrefrenabili e colpi di sonno, tosse irrefrenabile, eruttazioni, sensazioni di stanchezza, di nausea, di confusione mentale, di svenimento; se vi è una celebrazione liturgica, talvolta non può nemmeno più star in chiesa;
-          · Accostandosi al soprannaturale, può aver pensieri osceni;
-          · Può non riuscire a pregare, perché la bocca si blocca: non può pronunciare neppure la prima parola di una preghiera, come il Padre nostro;
-         ·Può respingere, anche con furore, l’invito a ripetere o a leggere brani della Sacra Scrittura;
-         · Può sentirsi male nei pressi dei tabernacoli, nei santuari mariani o nei luoghi dove sono conservate reliquie di santi;
-          · Può avvertire come un peso insopportabile la mano dl sacerdote imposta sulla testa;
-          · Può ricevere bruciature sul corpo a seguito del contatto con il Crocifisso o con altri oggetti sacri;
-          · Può non riuscir ad alzarsi alla panca per andare a ricevere l’eucaristia e, se ci riesce, la bocca e i denti talvolta si chiudo, come paralizzati;
-          S riesce a ricevere la Santa Comunione, a volte può sentire un sapore molto gradevole e trovare grande difficoltà nell’ingoiarla e una volta inghiottita, può sentire stimolo a vomitare;
-         · La domenica e nei giorni dell’anno in cui ci sono feste liturgiche importanti sta molto male;
-          · Può esser sensibile e avere ripugnanza per tutto ciò che è benedetto: acqua, cibi, vestiti, oggetti sacri (immagini, corone del Rosario, crocifissi, reliquie …) , anche se l’acqua, i cibi o i vestiti, vengono dati senza che sappia che sono stati benedetti (ad esempio: facendole indossare dei vestiti benedetti, può accadere che, appena li ha indossati, se li strappi di dosso, non sopportandone il contatto; l’acqua benedetta potrebbe essere subito sputata, senza rendersi conto del perché; se è stata messa una medaglietta benedetta nel guanciale, può accadere che non voglia più usare quel cuscino). Si noti, però, che anche in questi test il demonio può riuscire a nascondersi: possono essere prove indicative, perciò, solo in caso positivo. Se un oggetto è insensibile ad esse, non si può assolutamente escludere la presenza malefica: il demonio fa di tutto, infatti, per non farsi scoprire.
-          · Racconta Don Amorth: Una mamma era affranta per le stranezze che notava in un suo figliolo: in certi momenti si arrabbiava con urla pazzesche, bestemmiava e poi, quando ritornava calmo, non ricordava nulla di questo suo comportamento. Non pregava e non avrebbe accettato di farsi benedire da un sacerdote. Un giorno, mentre il figlio era al lavoro e, come al solito, era uscito indossando la sua tuta da meccanico, la madre fece benedire i vestiti con l’apposita preghiera del Rituale. Di ritorno dal lavoro, il figlio si tolse la tuta sporca e si rivestì, senza nulla sospettare. Dopo pochi secondi si tolse i vestiti con furia, quasi se li strappò di dosso, e si rimise la tuta da lavoro senza dire nulla. Non ci fu verso che indossasse più quei vestiti benedetti, distinguendoli bene dagli altri del suo piccolo guardaroba, che non erano stati benedetti. Questo fatto dimostrava ulteriormente la necessità di esorcismi su quel giovanotto.
-         · A una mamma di una ragazza di 10 anni, che ha notato fatti insoliti nella figlia, al punto da sospettare seriamente di una presenza malefica, don Amorth ha consigliato di cucinarle la minestra con acqua benedetta. Ha provato e ha visto che tutte le volte che le mette il piatto davanti, la figlia, senza neppure assaggiare la minestra, dice: Non mi va, e mette il piatto da parte, senza nessuna reazione violenta. Se invece non ha usato l’acqua benedetta, questo non succede;
-         · Può avere reazioni violente, che la rendono furiosa e aggressiva, anche se di propria natura non lo è. In particolare, rompe oggetti, si scaglia sui presenti. Tutto questo può accadere anche se c’è qualcuno che sta pregando solo mentalmente. Capita frequentemente, in questi casi, che la persona, ritornata alla calma, non ricordi più nulla del suo comportamento.
-          · Una famiglia, abbastanza numerosa, era a tavola e tutti stavano mangiando e chiacchierando. Il padre, fortemente insospettito da strani comportamenti del figlio, cominciò a recitare mentalmente l’Ave Maria. Non era neppure giunto a piena di grazia, che questo figlio si alzò di scatto gridando: Papà, smettila!.

Nelle norme del Titulus XII De exorcizandis obsessis a demonio del Rituale Romanum si lascia aperto il campo alla possibilità di ulteriori segni, di fenomeni e di presenze demoniache straordinarie, quando si dice: e altri fenomeni di questo genere che più sono numerosi e più sono indicativi (n.3). Ecco, di seguito, un lungo elenco da un’esperienza di secoli. Si consideri sempre che essi possono presentarsi, in una persona posseduta, nel corso di una manifestazione del maligno, sia durante l’esorcismo sia al di fuori di esso:
-          · La persona può cadere come in una specie di sonno profondo e sul suo volto comincia ad apparire l’espressione della collera; poi il viso si stravolge, si sfigura, si deforma;
-          · Gli occhi possono apparire fiammeggianti, oppure completamente sbarrati, senza il battere delle ciglia; oppure si chiudono, in maniera serrata e, se si aprono (con gran fatica) si vedono le pupille completamente rivoltante, in su o in giù, nella cavità orbitale; queste manifestazioni possono anche verificarsi alternandosi l’una all’altra;
-          · Può cambiare il timbro della voce, che si deforma in cupa, cavernosa oppure baritonale o lugubre o rauca; altre volte, invece, diviene stridula, metallica;
-          · Con le mani e con le dita quella persona può fare gesti e segni tipici della stregoneria o del satanismo o di gruppi esoterocciltisti; oppure mostra i pugni serrati in segno di sfida (quando è una vera possessione, è il demonio stesso che fa questi gesti attraverso la persona);
-          · Se la crisi avviene durante l’esorcismo, il posseduto insulta e tenta di aggredire in particolare l’esorcista;
-          · Qualche volta queste manifestazioni si accompagnano a conati di vomito o a schiuma dalla bocca;
-          · Il posseduto può subire addirittura modifiche alle articolazioni del corpo, con allungamenti momentanei delle braccia o dei piedi o delle dita o delle mani, quasi fossero di gomma elastica;
-          · Può imitare i movimenti e i versi di un’animale, emettendo ghigni bestiali: ad esempio ringhiare o abbaiare come un cane; ululare come un lupo nelle notti di luna piena; miagolare, muoversi e saltare con un gatto; grugnire come un maiale; correre in giro a quattro zampe; può assumere i movimenti e le espressioni di un volatile (potrebbe esser quello di un corvo, oppure muovere il collo e cantare come un gallo); può strisciare e sibilare come un serpante;
-         · Può vomitare oggetti come aghi, chiodi, pezzi di catene, sassi, ciocche di capelli, vetri, pezzi di stoffa, carne, fiori, corde, anelli, orecchini e altre cose tra le più varie. Questi oggetti sono quelli sui quali p stato operato il maleficio. Essi ordinariamente fuoriescono dalla bocca, ma non sempre provengono dallo stomaco della persona, così si spiega perché il posseduto non subisce mai danni fisici, anche quando ad esempi escono grossi pezzi di vetro, si tratta infatti di un’azione di transfert dell’oggetto maleficiato nell’istante in cui esce dalla bocca; in genere questo fenomeno è segno della progressiva liberazione della persona, ma la liberazione non è legata necessariamente a queste manifestazioni;
-          Può avere comportamenti strani, inspiegabili, di cui poi non ricorda più nulla e dei quali non è cosciente mentre li compie. Ad esempio:
·         Balla, spinta da una forza che spesso la costringe a farlo in maniera frenetica, sino a cadere sfinita (tale fenomeno è molto frequente nei casi di auto possessione dei riti magico-spiritici dell’Africa e del Sud-America);
·         Suona perfettamente strumenti musicali, senza aver mai imparato a usarli o canta perfettamente secondo i canoni musicali, senza conoscerli; il canto può anche essere associato al ballo irrefrenabile.
Nel 1920 una donna posseduta dal demonio, in certe ore del giorno una forza misteriosa si impossessava del suo corpo ed ella, benché con riluttanza, ballava su di un ritmo di tango per ore e ore, sino a caderne sfinita; nel medesimo tempo cantava canti, romanzi, brani d’opera mai da lei prima uditi, teneva lunghe conferenze in lingue straniere, mai imparate, a folle immaginarie.                    
La donna ricevette esorcismi nel convento di Santa Maria di Campagna a Piacenza da padre Pier Paolo Veronesi su mandato del Vescovo Monsignor Pellizzari.
·         Prende le posizioni più strane e stupefacenti, come camminare a ritroso su una parete o addirittura con i piedi sul soffitto e la testa in giù;
·         Qualcun altro è stato alzato dal suolo, sospeso nell’aria e poi riportato a terra; oppure trasportato a grande altezza e a grande distanza dal luogo dove è stato prelevato (nel caso dell’autentica estasi il fenomeno della levitazione è di origine soprannaturale).
Nella mia esperienza di esorcista ricordo che un giorno il parroco mi inviò a benedire in una casa. Quella famiglia aveva un ragazzo, seduto su una poltrona e fino a un attimo prima calmissimo, cominciò a urlare, entrando poco dopo in una specie di sonno, finché in silenzio scivolò verso il pavimento. Senza toccare terra, levitando a circa quattro, cinque centimetri dal suolo, sotto gli occhi attoniti dei genitori e dei nonni che non avevano mai visto una cosa del genere, iniziò a sibilare e a fare gli stessi movimenti di un serpente, muovendosi in quel modo per la stanza.
Nel 1920 l’allora Vescovo di Piacenza, Monsignor Pellizzari, affidò a padre Per Paolo Veronesi il ministero dell’esorcismo per una donna, che ho già sopra citato. Qualche tempo prima che fosse sottoposta agli esorcismi, ella, oltre a malesseri vari e a fenomeni sconcertanti, un giorno aveva letteralmente volato a circa mezzo metro da terra, attraversando i campi e salendo la collina in direzione della chiesa, presso la quale si stava recando con i suoi familiari. Vedendola arrivare, i fedeli che stavano uscendo dalla chiesa, presi da terrore, cominciarono a urlare e a gesticolare. Nello  stesso tempo delle galline, che razzolavano sui campi, fuggirono svolazzando e alcuni cani presenti , spaventati, cominciarono ad abbaiare. La donna, continuando nel suo volo, arrivò sul piazzale della chiesa; tutti in preda al panico le fecero largo e lei, sempre in volo, con la testa bassa e facendo sterzo della persona, infilò la porta semiaperta della chiesa e andò a cadere lunga distesa proprio davanti all’altare maggiore, su cui era esposto il quadro di Sant’Espedito.                       
Il parroco accorse e, intuita la cosa, la benedisse. La donna rinvenne e per diversi giorni stette benissimo.
Racconta il sacerdote esorcista francescano, fra Benigno: E’ stato uno dei casi più gravi che io abbia mai incontrato: il maligno lo faceva soffrir terribilmente attraverso battiture che lasciavano segni sul suo corpo. Una volta, lo trasportò di notte nel cimitero ed egli si svegliò seduto sopra una tomba. Immaginarsi la paura di trovarsi solo e chiuso in quel posto! A fatica dovette scavalcare le mura di cinta, provocandosi escoriazioni. Lo stesso percorso, in senso inverso, infatti, per come sono strutturate le mura di quel cimitero, non era possibile farlo.
Narra Don Gabriele Amorth: Un sacerdote esorcizzava a chiesa chiusa in Africa. A un certo punto la persona posseduta si è sollevata dalla sedia, levitando in alto lentamente, sino a toccare con la testa il soffitto della chiesa. Il piccolo gruppetto dei familiari e  degli amici presenti era terrorizzato al pensiero che potesse improvvisamente cader e sfracellarsi. Il sacerdote ha fatto segno di stare calmi, ha continuato tranquillamente l’esorcismo e lentamente la persona posseduta è scesa e si è andata a seder; poi si è svegliata dalla trance, senza ricordare nulla.


ALTRI SEGNI INDIZIARI DELLA POSSESSIONE
Altri segni indiziari di una possessione, possono essere:
-          · Avvicinandosi il giorno dell’incontro con l’esorcismo, talora proprio il giorno precedente, la persona sta molto male oppure è inquieta, nervosa, anche se non è stata avvertita dell’incontro;
-          · Essa cerca tutte le scuse possibili per non andare dall’esorcista, con impedimenti di vario genere, come malesseri fisici o avvenimenti avversi; in questi casi, se non ha qualcuno che la costringa, la persona non va all’appuntamento (può essere una reazione solo psicologica, è vero, ma potrebbe anche trattarsi di un tentativo del demonio per sottrarsi agli esorcismi);
-          · Anche se la persona riesce, con grande sforzo, a recarsi dall’esorcista, prova già da casa un malessere crescente, che arriva al culmine quando, giunta dall’esorcista, questi comincia a pregare;
-          · Talvolta il posseduto fa sogni o ha visoni in cui ha l’illusione che il Signore o la Madonna o qualche santo lo abbia liberato: così evita di andare all’appuntamento con l’esorcista, magari facendogli sapere di essere già liberato;
-         · Alle volte il demonio finge di essere uscito dal corpo e di aver cessato di arrecare disturbo, sperando così che la sua vittima non vada più dall’esorcista.

Passo ora a elencare alcune disfunzioni fisiche e mali psichici e psicologici che possono essere originati da un’azione straordinaria del demonio, in concomitanza con i fenomeni sopra descritti. Sottolineo fortemente che i mali che sto per descrivere, per quanto alcuni siano gravi o gravissimi, se non sono collegati in qualche modo ai fenomeni sopra descritti o alle cause che possono stare all’origine di un’azione straordinaria del demonio, e che ho precedentemente elencate, non è possibile considerarli di origine malefica. Quando, però, quest’azione c’è realmente, tali eventi potrebbero  manifestarsi e, come vedremo, possono essere identici o simili a quelli che vengono curati dai medici o dagli psichiatrici. Un indizio, che può far sospettare la loro origine malefica, è il seguente: le persone che ne soffrono, non ricevono alcun giovamento dalle cure mediche, ma solo dalle benedizioni e dagli esorcismi, accompagnati da un cammino di preghiera:
-          · Malesseri fortissimi, soprattutto alla testa e allo stomaco, solo in alcune ore precise della giornata o in certi giorni della settimana, refrattari a qualunque farmaco e senza nessun riscontro dagli strumenti clinici;
-         · Grande difficoltà a dirigere il cibo, pur non avendo alcun male allo stomaco;
-         · Non avere alcun effetto o addirittura subire l’effetto contrario da farmaci che normalmente guariscono quella malattia: ad esempio, mali alla testa e allo stomaco refrattari a qualunque farmaco; oppure un calmante che eccita di più. Ciò può dipendere, certamente, anche da cause naturali, per cui questo fatto da solo non significa nulla: se però è associato ad altri fenomeni, tra quelli precedentemente riportati, e si vede che con una benedizione la persona comincia a migliorare, potrebbe esservi una origine malefica. E’ il caso, ad esempio, di una persona che, non potendo dormire, dopo una benedizione riprende a dormire normalmente;
-         · Indebolimento progressivo del corpo, senza nessun riscontro clinico di malattia fisiologica, psicologica o psichiatrica;
-          · Avere momenti di cecità, di sordità o di mutezza; o vivere stati di improvviso inebetimento o di confusione mentale, pur essendo perfettamente sani;
-         · Avere svenimenti improvvisi, durante i quali, se qualcuno prega, anche solo mentalmente, o se un sacerdote impartisce delle benedizioni, la persona reagisce violentemente;
-          · Avere paralisi temporanee, in determinate ore del giorno o della notte o in certi giorni della settimana; o anche paralisi permanenti (se si attenuano o scompaiono grazi a benedizioni e a preghiere di liberazione, può sussistere il fondato sospetto di una causa malefica, per cui si può intervenire con l’esorcismo);
-        ·  Avere modificazioni delle funzioni fisiche fondamentali del corpo, che vengono o accelerate o ritardate o sospese o comunque modificate: nutrizione, crescita, generazione, digestione, secrezione, circolazione del sangue, respirazione, assimilazione, mestruazioni, fecondazione, canale spermatico come legato ecc. (anche in questo caso si può sospettare una presenza malefica solo se tali problemi fisici sono collegati a circostanze iniziali e a modalità particolari);
-         · Avere un senso di soffocamento, perché la gola si gonfia oppure è stretta, come per strangolamento (tale fenomeno può accentuarsi particolarmente se durante  benedizioni, le preghiere di liberazione o gli esorcismi viene poggiata la stola alla gola o al collo della persona).

Avere :
-          · Sensazione di qualcosa che si muove alla bocca del stomaco;
-          · Sensazione di un boccone in gola, che sale e che scende;
-          · Male al ventre;
-          · Gonfiore del ventre;
-          · Colpi nel ventre;
-          · Sensazione di corrente gelida o di fiamme nel ventre;
-         · Il male che, talvolta, si sposta in altre zone del corpo, senza che i medici ne comprendano le cause e senza che si ottenga frutto con i farmaci:
-        · Crisi di vomito frequenti;
-        ·  Parti del corpo che palpitano;
-         · Sensazione al capo e nel corpo, come se fossero infiammati;
-         · Sensazione d’improvvise ventate di freddo o di caldo che attraversano il corpo oppure solo le braccia o le reni;
-         ·Tumori maligni, che i medici hanno diagnosticato come irrimediabili e che invece scompaiono dopo benedizioni o preghiere di liberazione;
-         ·Insonnie tetre, con frequenti incubi;
-          ·Voci nella mente, di cui a volte si riesce talvolta a percepire il senso, altre volte no;
-          · Un blocco dl cervello, che genera uno stato confusionale, a tal punto da non ricordare più nemmeno la propria identità né il luogo in cui si trova;
-         · Un’improvvisa chiusura allo studio: un giovane, intelligente e ch non ha mai avuto difficoltà a scuola, improvvisamente non riesce più a studiare perché non riesce più a concentrarsi;
-         · L’impressione di essere fissati, anche se si è soli in un luogo chiuso;
-         · Improvvisi sensi di terrore, senza alcun motivo che lo giustifichi;
-         · Bisogno irrefrenabile di ridere in situazioni tutt’altro che allegre (può essere un fatto nervoso o una reazione psicologica; si può sospettare un’azione malefica sempre secondo i criteri suggeriti in precedenza);
-         · La tendenza a evitare le cose liete e a ricercare quelle tristi;
             Infine, può capitare:
-          · di  sentirsi toccati da una mano invisibile;
-          · si possono vedere persone o cose che altri non vedono (può trattarsi di suggestioni, di sdoppiamenti di personalità, di allucinazioni: anche qui vi sono fondati sospetti di azioni malefiche se si verificano le condizioni sopra citate).
O può succedere:
-          · di mangiare e di dormire poco;
-          · di mangiare e di dormire molto;
-         · di sentire il cervello (o un’altra parte del corpo) come trafitto da spilli, da spilloni, da chiodi o da lame (questo fenomeno può verificarsi anche nel caso delle sole vessazioni).

Consapevole della delicatezza estrema dell’argomento e per evitare gli equivoci che facilmente potrebbero generarsi in questo campo (considerando, cioè, i fenomeni sopra citati solo dal punto di vista puramente umano, senza nemmeno ipotizzare un possibile riferimento alla possessione demoniaca) concludo ripentendo, ancora una volta, che tali fenomeni normalmente dipendono da cause ordinarie; possono far sospettare un’azione straordinaria del demonio solo se associati ad altri sintomi, riportati nell’insieme di questo elenco e, in particolare, se sono riconducibili a certi fatti, a seguito dei quali hanno iniziato a manifestarsi. Facciamo un esempio: Un ragazzo – al quale non piacciono i film dell’orrore né è abituato a vederli e che neppure ha subito o ha assistito a scene di violenza – subisce continui incubi nel sonno, avverte mal di testa o mal di stomaco, di cui non ha mai sofferto; non riesce più a studiare, a riposare, né a mangiare. Scopriamo che tutto è iniziato dopo una seduta spiritica, fatta con i suoi amici. Certamente i disturbi che manifesta potrebbero essere semplicemente l’effetto di uno shock, cioè di una forte paura che ha provato dentro di sé, ma se in alcuni momenti della giornata, e in maniera particolare mentre prega, rivelasse segni, sintomi o fenomeni strani (durante i quali mostra di conoscere fatti o lingue che non può sapere, manifesta una avversione al sacro che non ha mai avuto prima di allora al punto da diventare furioso, aggressivo, e presenta qualche altro fenomeno tra quelli sopra elencati, oppure tra quelli elencati in precedenza nei casi di vessazione od ossessione), allora potrebbe trattarsi di un’azione straordinaria del demonio. Tanto più il sospetto diventerebbe certezza morale, quanto più numerosi si riscontrano segni, manifestazioni o fenomeni particolari.

(Padre Francesco Bamonte)

LA POSSESSIONE DEMONIACA


LA POSSESSIONE DEMONIACA

La possessione demoniaca non è uno sdoppiamento della personalità, come avviene nel caso di malattia psichica. Si tratta invece di una sorta di  sostituzione temporanea della persona, durante la quale subentra il dominio dispotico, brutale e violento, di uno spirito demoniaco (o anche di più di uno), che agisce come vuole, senza che la vittima possa resistere: tale fenomeno si può definirsi momento della crisi. La possessione è stabile, anche se si alterna a periodi più o meno lunghi di calma. Nel momento della crisi, il demonio si può manifestare con contorsioni, scoppi di rabbia irrefrenabile verso la persona stessa posseduta e verso gli altri, una grande forza fisica, conoscenza di lingue ignote e di cose che la persona non può sapere, insieme a una enorme avversione al sacro, che si esprime attraverso bestemmie, maledizioni, parole empie, blasfeme e/o oscene. Durante la crisi, la persona non è in grado di opporre resistenza: fa e subisce quello che il diavolo vuole. Può essere, però, cosciente di ciò che avviene (per tutto il tempo della crisi), oppure si possono alternare momenti in cui è cosciente ad altri, in cui non è cosciente. In questo alternarsi, alcuni riescono anche a reagire al demonio con la preghiera, altri no; o, infine, nei casi più gravi, la persona durante la crisi può entrare con in una specie di coma e perdere completamente la coscienza di ciò che accade. Si può verificare che, dopo qualche minuto, qualche ora o qualche giorno gli torni in mente, come dei flash, alcuni momenti della crisi oppure che gli torni in mente solo quando gli viene raccontato da chi assistito. Questa diversità negli stati di coscienza dipende dal fatto che ci sono possessioni demoniache più forti e altre più deboli. Durante la crisi, essendo la volontà bloccata, la persona non è minimamente responsabile di qualunque azione compia. Insieme a questi, si può manifestare tutta un’ampia gamma di fenomeni di vario genere, che descriverò tra breve. La persona posseduta quasi sempre subisce vessazioni fisiche, che però provengono dall’azione del demonio all’interno del corpo. Ad esse può associarsi l’ossessione, ma non necessariamente chi ha vessazioni od ossessioni demoniache è anche posseduto.
(Padre Francesco Bamonte)

ALCUNI ESEMPI DI OSSESSIONI


ALCUNI  ESEMPI DI OSSESSIONI

Nella seguente testimonianza alcuni elementi inducono a pensare a una sofferenza psichica, associata o causata da un’azione straordinaria del demonio: da giovane universitario, ero un cristiano non praticante. In un momento di grande difficoltà con gli studi temevo fortemente di non riuscire più a laurearmi. Ne parlai a una persona amica, la quale mi propone di andare con lei in una maga. La donna, che affermava di essere dedita alla “magia bianca”, praticava la caffeomanzia, sostenendo che quest’arte divinatoria le era stata insegnata dal defunto marito di nazionalità egiziana.  Preparò lei stessa il caffè alla turca, che poi mi fece bere, raccomandandomi di non consumarlo tutto, ma lasciarne un po’ sul fondo. Sia mentre lo preparava, sia mentre io lo bevevo, la donna recitò tutta una serie di complesse preghiere, nelle quali ciò che mi colpì, in particolare, fu la ripetizione, varie volte, del nome di san Cipriano. Bevendo, lasciai, come mi aveva detto, un fondo che lei versò su un piattino. Lo guardò attentamente e poi mi disse che mi sarei laureato, ma con molti sacrifici e rinunce.                            
Tornato a casa, non erano passate nemmeno due ore dal mio incontro con la maga, e dentro di me cominciai ad avere un pensiero ossessionante, che mai prima di allora avevo avuto: “Fai un patto con il demonio e lui ti aiuterà a laurearti”. Sentivo quel pensiero nascere in me intenso, angosciante, quasi travolgente, al punto che in certi momenti dovevo lottare fortemente, con tutto me stesso, per non aderire con la mia volontà a ciò che esso mi proponeva. Sebbene razionalmente lo sapessi estraneo alla mia volontà, quell’insano pensiero lo avvertivo come interno alla mia persona e, pertanto, allarmante, pericoloso; da qui il combattimento spirituale e le tante sofferenze che esso mi ha causato nel corso degli anni. Le cure di tre diversi psichiatri non solo non mi hanno aiutato, ma hanno peggiorato la mia salute per i pesanti effetti collaterali dei medicinali. Mi sono rivolto allora a un esorcista, il quale mi ha riavvicinato a Dio. Grazie al suo aiuto, anche se con grande sforzo, non ho mai ceduto, ma ancora oggi che ho riscoperto la mia fede cattolica, pratico i sacramenti e ricevo benedizioni particolari, di tanto in tanto devo lottare contro il pensiero ossessionante del patto con il demonio per avere successo nella vita. Nei momenti di maggior fervore spirituale il pensiero si allontana, si dirada, perde forza e lo avverto nella sua reale estraneità, per poi ripresentarsi impetuoso nei momenti di debolezza, che accompagnano le inevitabili difficoltà esistenziali. Talvolta insorge improvvisamente, imperioso, con potenza crescente e, dopo alcuni minuti, raggiunge un’acme a cui fa immediatamente seguito la pace interiore: la pace di chi sa di volere accettare sempre e comunque la volontà di Dio.
Un fatto analogo è accaduto a un sacerdote, al quale, un giorno gli fu portato da una persona un sacchettino che gli era stato dato da un mago. Il sacerdote, incuriosito, volle sapere cosa ci fosse dentro. Quando quella persona andò via, mentre cercava di aprirlo, schizzò da quel sacchetto della polvere che gli andò sul volto e che certamente respirò, almeno in parte. Quando, poco dopo, andò a celebrare la Santa Messa, al momento della consacrazione eucaristica sentì risuonare con una forza incredibile nella sua mente le peggiori bestemmie: un fatto mai accadutogli prima di allora! Da quel giorno, tutte le volte che celebrava la Santa Messa, quando arriva il momento della consacrazione eucaristica, contro la sua volontà, si ripete lo stesso fenomeno.
Una ragazza alla quale mancava un esame per laurearsi, non riusciva più a studiare perché appena si metteva sui libri, immediatamente la sua mente era occupata da immagini di un romanzo rosa che aveva letto alcuni anni prima, incredibilmente vive, colorate e intense, che gli apparivano come in cartone animato. Non gli era mai capitata una cosa simile. Nonostante tutti i suoi sforzi non riusciva a sbloccarsi. I genitori, ignari di tutto, non riuscivano a comprendere cosa stesse accadendo alla figlia. Bastò che l’esorcista pregasse mentalmente dicendo: Nel nome di Gesù io spezzo ogni legame malefico presente in te con il romanzo rosa …  e con i due protagonisti del romanzo rosa, N. e N., che la ragazza si sentì immediatamente come alleggerita da un peso e quando tornò a casa sua riuscì finalmente a riprendere gli studi e a laurearsi felicemente. 
(Padre Francesco Bamonte)

IL DISCERNIMENTO DELLE OSSESSIONI DEMONIACHE


IL  DISCERNIMENTO DELLE OSSESSIONI DEMONIACHE

Data la somiglianza e, spesso, il legame stretto tra reali ossessioni demoniache e malattie psichiatriche, il discernimento non sempre  è facile. Vi sono casi in cui queste ultime hanno un’origine esclusivamente patologica; altri casi in cui hanno, all’origine, un’azione straordinaria del demonio e altri ancora dove l’azione straordinaria del demonio amplifica, in maniera abnorme, piccoli pensieri e modesti comportamenti compulsivi, che possono essere normali quando sono saltuari, fugaci e soprattutto controllabili, ma che diventano, improvvisamente, invasivi, assillanti e continui sotto quest’azione, disturbando pesantemente la psiche di una persona. Inoltre dobbiamo considerare che anche un soggetto isterico o squilibrato può essere vittima di una ossessione diabolica, la quale finisce con il sovrapporsi e con l’aggravare il suo stato. Per tutti questi motivi il campo delle ossessioni demoniache è uno dei più difficili da valutare, più delle vessazioni e delle possessioni demoniache. Queste, infatti, per i segni esterni che il più delle volte manifestano, sono molto più facilmente identificabili. Per arrivare a conclusioni concrete, ogni caso deve essere esaminato a parte. Un dato, che potrebbe dare un inizio significativo sull’origine di una ossessione, è la presenza di un blocco, parziale o totale, nei confronti della preghiera; o, addirittura, l’odio verso tutto ciò che è sacro, senza alcuna motivazione. Ma non sempre è così.
Molti esorcisti hanno constatato che anche persone che pregano e ricevono regolarmente i sacramenti e non presentano questi sintomi o questi atteggiamenti, possono essere soggette a forme ossessive di origine malefica. Bisogna quindi considerare che vi sono situazioni nelle quali il discernimento che permetta di verificare se una ossessione è dovuta a un’azione straordinaria del demonio, è possibile farlo solo guardando all’efficacia o alla non efficacia degli esorcismi stessi (come, in medicina, si formula talvolta una corretta diagnosi valutando l’efficacia o la non efficacia di particolari cure mediche). Si consideri anche, infine, che, proprio a causa di una sovrapposizione dell’azione malefica su una ossessione patologia, c’è bisogno talora di intervenire sia con una terapia medica, sia con l’esorcismo.
(P. Francesco Bamonte)

OSSESIONI DEMINIACHE

       

OSSESIONI DEMINIACHE

Per evitare di confonderle con le patologie psichiatriche, alcuni preferiscono definirle con il termine di vessazioni demoniache mentali ( psichiche) oppure vessazioni demoniache interne (o interiori) ; Altri con il termine infestazione demoniaca personale.
Tuttavia, come vedremo, è possibile che la componente malefica e quella psichica siano simultanee.
Le ossessioni demoniache sono quei casi di aggressione del demonio nei quali, pur non bloccando, durante la crisi, la facoltà intellettiva e la libera volontà della persona, egli riesce però a comunicare alla mente  ( immaginazione e memoria) pensieri o immagini ossessive, talvolta razionalmente assurdi, ma tali che la vittima non è in grado di respingere. La persona si sente tormentata da un’idea fissa, da un’immagine che avverte come estranea a sé e che cerca in ogni modo di respingere. Essa si imprime profondamente nella sua mente e nel suo spirito – quasi fosse forma che si imprima nella cera – al  punto da sembrare realmente sua. Le ossessioni possono essere di diverse forme e di diverso grado e intensità e possono giungere fino al punto da dominare completamente la mente di una persona. In quel caso si manifestano come fortissime e prolungate tentazioni. Esse possono prendere tutta l’attenzione della persona e sono insistenti, malgrado una resistenza decisa e bene impostata, a volte anche eroica. Possono essere tentazioni dei sensi assurde (alimentari o sessuali), ma soprattutto sono contro Dio  e tutti gli aspetti religiosi che ci tengono legati a lui. Solo l’abbandono in Dio aiutano a soccombere in questa sommersione e l’esorcismo è talora necessario per liberare da questa violenza esteriore o interiore. Spesso le idee come anche le sensazioni ossessive sono accompagnate dalla convinzione di essere impazziti e la persona diventa sempre più cuba, triste, prostrata e disperata. Alcuni, senza alcuna giustificata motivazione sono afflitti e agitati dal pensiero e dall’impulso di fare del male agli altri; altri sono ossessionati dalla convinzione che solo un patto con satana potrà stare bene o procurare loro la via sicura per avere successo nella vita; altri sono ossessionati dal pensiero di profanare l’Eucarestia; altri dal pensiero di essere irrimediabilmente dannati; latri ancora dal pensiero e dall’impulso al suicidio (non sono rari i casi in cui la persona, contro la sua volontà, immagina persino i particolari precisi del proprio suicidio). Le ossessioni possono manifestarsi anche soltanto come delle sensazioni estremamente intense, come ad esempio quella di sentirsi simili a un cadavere ambulante, o di sentirsi sepolti in una tomba, oppure sentire odori ripugnanti ecc. Il grande teologo della vita spirituale, Royo Marìn, ricorda che il demonio può anche tormentare una persona dandole una ripugnanza , quasi insuperabile, verso il compimento dei propri doveri oppure un desiderio fortissimo di ciò che è proibito, può comunicare alla mente fantasie importune, noiose, indecenti, che sussistono nonostante i continui sforzi di allontanarle. Può provocare fremiti d’ira, dubbi, sensi di angoscia, di disperazione, moti istintivi di antipatia e di ribellione; o, al contrario, impulsi affettivi e pericolose tenerezze, che non hanno nessuna giustificazione in se stesse e dalle quali la persona in questione trova una grande difficoltà a liberarsi.
Le ossessioni demoniache possono colpire tutti, sia chi non è credente, sia i fedeli comuni, sia le anime più fervorose che si sono impegnate in una vita più intensa di pietà e di preghiera.
(P. Francesco Bamonte)

LE VESSAZIONI


LE VESSAZIONI

Sono aggressioni fisiche a una persona da parte dei demòni, con tagli oppure scottature, graffi, punture, morsi,bastonate, colpi che lasciano lividi, tumefazioni e piaghe a sangue, frattura di ossa. Tutto questo avviene anche sotto gli occhi di chi eventualmente si trova ad assistere. Alcuni hanno ricevuto, come incise nella pelle, lettere, parole o segni che persistono per un certo tempo e poi scompaiono. Nelle vie dei santi ci vengono segnalate anche altre forme di vessazione, ancora più gravi: alcuni sono stati fatti bersaglio di pietre, di sterco o di feci, scagliate su di loro e provenienti come dal nulla, altri sono stati scaraventati giù dal letto o dalle scale, scagliati in aria oppure sbattuti a terra o su una parete, trascinati da una mano invisibile per i capelli; altri ancora sono stati trasportati a lunga distanza dal luogo dove si trovavano. Questi stessi fenomeni possono essere associati alla possessione.
Queste aggressioni dl Maligno possono avvenire anche sotto forma di malattie che perdurano stabilmente, come nei casi evangelici della donna curva o del sordomuto, che sono imprigionati a queste malattie dal demonio (in questi casi, infatti, Gesù li guarisce cacciando il demonio); oppure sotto forma di malattie che compaiono e scompaiono improvvisamente, senza una precisa diagnosi clinica (è un fenomeno frequente nella vita dei mistici).
Oltre che sulla salute, le vessazioni demoniache possono prodursi sul lavoro, sugli affetti, sui rapporti con gli altri (arrabbiature senza motivo, tendenza all’isolamento totale… ), come anche sotto forma di continue disgrazie personali e familiari o di danni fisici, economici e morali.
Sono vessazioni demoniache, per esempio, tutte le sventure che sono descritte nel libro di Giobbe, le prove di Tobia (gli insulti della moglie, la cecità ecc.), la spina nel fianco di cui parla l’apostolo Paolo: Affinché non mi insuperbissi per le rivelazioni che mi erano state fatte, il Signore ha permesso che un angelo di satana mi schiaffeggiasse (Cor 5,5).
Possono essere considerate vessazioni anche quelle persecuzioni accanite, insistenti e inspiegabili sotto il profilo umano, che i demòni suscitano contro una persona retta da parte di altre. Si verificano spesso nelle vite dei grandi santi, ad esempio, tra i casi più recenti nel tempo, vediamo le terribili persecuzioni subite da san Luigi Orione, da San Pio da Pietrelcina, dalla serva di Dio Madre Speranza ecc. Le vessazioni demoniache possono colpire, in diverso grado e in diversi modi, individui, gruppi anche molto numerosi, parrocchie, conventi, istituti religiosi, aziende ecc.

ALCUNI ESEMPI DI VESSAZIONI
Racconta Don Amorth: Una donna, quando andava a letto aveva la sensazione che le gambe le si elettrizzassero. Movimenti molto forti, da far sobbalzare il etto matrimoniale e che duravano parecchie ore, praticamente tutta la notte. I medici non riscontravano nulla e le medicine suggerite non hanno dato nessun effetto. Il marito, seguendo i consigli di esorcista, ha incominciato a fare delle croci con acqua benedetta sulle gambe della moglie, quando iniziavano i fenomeni. Subito i movimenti si calmavano e poi cessavano; dopo un po’ hanno cessato del tutto.
Nella mia esperienza di esorcista, ricordo che una volta un sacerdote mi mandò una casalinga della sua parrocchia che da quasi venti anni, nonostante avesse consultato diversi medici e preso varie medicine, continuava a soffrire puntualmente, solo al sabato e alla domenica, di un fortissimo mal di testa. La donna frequentava quotidianamente la santa Messa e i sacramenti. L’unico sospetto di possibili azione straordinaria del demonio lo ebbi quando mi riferì che una sua sorella esercitava la magia e ciò che mi disse intorno alla sorella mi fece sospettare una ripercussione malefica sulla donna, che tra l’altro non aveva alcun dio verso la sorella e pregava per lei perché non praticasse più la magia. Ritenni c’erano le condizioni indispensabili per procedere ad un esorcismo a scopo diagnostico. La donna rimase molto calma lungo tutto il tempo dell’esorcismo e non manifestò alcun segno insolito. La salutai e le chiesi di farmi avere notizie sugli sviluppi della situazione. Dopo poco più di un mese, la donna mi telefonò felicissima dicendomi che per la prima volta, dopo tanti anni, aveva trascorso i sabati e le domeniche senza più alcun minimo mal di testa. Attualmente sono trascorso cinque anni e la signora continua a stare bene.
(P. Francesco Bamonte)

L’angeologia e la demonologia sono scomparse dai programmi di molte Facoltà teologiche


L’angeologia e la demonologia sono scomparse dai programmi di molte Facoltà teologiche

L’angeologia e la demonologia, che pure dovrebbero far parte dei corsi istituzionali, sono scomparse dai programmi di molte Facoltà teologiche o sono solo materie facoltative, invece la cosiddetta parapsicologia, adottata a pieno diritto dalla New Age, è entrata a far parte dei corsi ufficiali di alcune di queste Facoltà.
Scrive uno dei fautori della parapsicologia: In Brasile i seminaristi di filosofia e teologia fanno corsi di parapsicologia scientifica e sanno distinguere molto bene quelle manifestazioni che in Italia definiscono “possessioni diaboliche” e sottopongono di conseguenza agli esorcismi. Lì, sono tranquillamente risolte con tecniche di logoterapia (il dialogo) e di terapia neuro-muscolare (il training autogeno per rilassarsi). In moltissime diocesi i vescovi e i sacerdoti, ormai ben informati sui fenomeni  di parapsicologia, hanno definitivamente eliminato la figura stessa dell’esorcista.
S questa dichiarazione fosse vera, occorrerebbe riconoscere che in alcuni Seminari viene insegnata un’autentica menzogna, cioè che la mente umana e l’inconscio siano capaci di andare ben oltre i loro naturali limiti. La Sacra Scrittura e l’esperienza bi millenaria della Chiesa hanno verificato con chiarezza che, una volta accertata la mancanza di frode o di mistificazione umana, quando accadono fenomeni di questo tipo c’è sempre alla loro origine o una forza preternaturale (una presenza angelica cattiva, cioè demoniaca) o soprannaturale (una presenza angelica buona o Dio stesso). In fondo, la cosiddetta parapsicologia è materialista e, pur non avendo alcun fondamento scientifico, si pone sullo stesso piano di quella corrente scientifica presuntuosa e superba), che si illude di saper spiegare esaurientemente ogni aspetto dell’uomo. 
(Padre Francesco Bamonte)

"Per propria colpa: i peccati di superstizione e le pratiche occulte"



"Per propria colpa:
i peccati di superstizione e le pratiche occulte"


Non pochi sono convinti che la superstizione e le pratiche occulte siano innocue, ma non si rendono conto che esse, invece, possono aprire ampie brecce al demonio, perché possa esplicare la sua attività straordinaria sulle cose. Nell’esercizio del ministero degli esorcismi si constata che un certo numero di casi di azione straordinaria del demonio deriva dal fatto che la persona si è avvicinata alle pratiche occulte senza sapere a che cosa stesse andando incontro. Ecco, allora, che per un discernimento dell’azione demoniaca straordinaria è importante osservare se certi fenomeni hanno avuto inizio dopo uno o più particolari o circostanze particolari e che possono essere compresi tra quelli che elenco qui di seguito:

- Partecipazione a sedute spiritiche o anche aver solo assistito a sedute spiritiche o anche aver solo assistito ad esse;

- Aver frequentato medium, maghi, cartomanti o aver esercitato la medianità, la magia, la cartomanzia:

- Aver fatto uso di amuleti e talismani, soprattutto se ricevuti da maghi, i quali li hanno sottoposti a riti di evocazione e di propiziazione degli spiriti;

- Aver praticato certe tecniche quali la meditazione trascendentale, il reiki, l’apertura dei chakra, quelle New Age..;

- Aver regolato le proprie attività facendo uso del pendolino (radiostesia);

- Aver fatto uso della cosiddetta piramide accumulatrice di energia;

- Essersi sottoposti a sedute per ricevere i cosiddetti fluidi scaccia malanni;

- Aver portato dall’Africa, dall’Asia o dal Sud-America oggetti propri della magia locale, comprati come souvenir;

- Aver assistito o partecipato a riti di vudù o di macumba o di candomblè;

- Aver fatto parte di sètte, gruppi o associazioni, massoneria.. nelle quali si svolgono riti esoterici e pratiche di occultismo;

- Aver fatto parte di sètte sataniche o aver preso sporadicamente parte a riti di satanismo, come il patto di sangue stipulato con il demonio, partecipazione a messe nere, partecipazione a omicidi rituali, profanazione volontaria dell’Eucaristia;

- Aver ascoltato, per lunghi periodi di tempo e per molte ore al giorno, musica con messaggi che invitano al culto si Satana o alla violenza, alla necrofilia, alla bestemmia, all’omicidio, al suicidio.

- Queste pratiche superstiziose e le varie forme di occultismo descritte, associate ai vizi che diventano dipendenze alienanti (alcool, droga, depravazioni sessuali di qualsiasi tipo, bestemmie ecc.) rendono ancor più vulnerabili all’azione straordinaria del demonio.

(P. Francesco Bamonte)

COSA S’INTENDE PER POSSESSIONE DEMONIACA?



COSA S’INTENDE PER POSSESSIONE DEMONIACA?

Come vedremo, per possessione demoniaca s’intende la presa di possesso del corpo da parte del demonio, che lo considera come suo e lo utilizza a suo piacimento. E’ importantissimo chiarire che questa  presenza nel corpo non è paragonabile alla presenza  dell’anima  nel corpo. L’anima è forma sostanziale del corpo, non è nel corpo come in un luogo, ma è il principio vitale intrinseco che, unito al corpo, dà luogo alla natura e alla forma umana. Il demonio, quando possiede un corpo, non lo possiede in questo modo, perché non dà al corpo una natura o una forma diabolica: semplicemente entra nel corpo e lo comanda, facendone docile strumento del suo potere dispotico, senza che la vittima possa opporgli resistenza. Agisce nel corpo dell’uomo come movente aggiunto esterno, movente che può coesistere con quello interno, cioè con l’anima, che è il movente intrinseco costituente, con il corpo, la stessa natura umana.
L’anima può essere posseduta dal demonio? No, se per possessione dell’anima s’intende l’abitazione del demonio in essa. Sì, se per possessione dell’anima s’intende l’imprigionamento esterno dell’anima attraverso il peccato, che potremmo meglio definire asservimento dell’anima al demonio, schiavitù morale, provocata dal consenso a ciò che va gravemente contro l’ordine stabilito da Dio e, dunque, contro di noi e contro gli altri. Definiamo tale realtà come peccato mortale. Il demonio non può abitare l’anima, non vi può essere una possessione demoniaca dell’anima come quella fisica. Il peccato mortale non fa entrare il demonio nell’anima dell’uomo, ma crea una dipendenza diventa tanto più forte oppressiva secondo l’entità, la malvagità e il numero dei peccati commessi ed è molto più pericolosa della possessione fisica, perché può condurre alla perdizione eterna. L’anima di chi è abitualmente in peccato mortale è schiava del demonio, ma la maggioranza di coloro che sono in peccato mortale non sono posseduti dal demonio nel corpo. Solo alcuni hanno contemporaneamente sia l’anima schiava dl demonio (cioè in peccato mortale), sia la possessione demoniaca del corpo. Altri infine sono posseduti nel corpo, ma la loro anima è abitata da Dio Padre, Figlio, Spirito Santo, perché sono nella grazia santificante e chi muore con l’anima abitata dalla Santissima Trinità, anche se è posseduto dal demonio nel corpo, va in Paradiso. Come una malattia non pregiudica la salvezza eterna di una persona, così la possessione non pregiudica la bontà, la volontà e l’amore verso Dio. Ecco perché, nel Vangelo, vediamo che Gesù quando s’imbatte in una persona posseduta dal demonio nel corpo, mosso a compassione e spinto dalla carità, esorcizza il demonio, per liberar quella persona dal dominio dispotico e dai tormenti che subisce. Nel caso invece di chi, per il proprio agire, si è dato, sia pure in maniera indiretta, volontariamente al demonio e non intende convertirsi e rinunciare al peccato, Gesù non fa alcun esorcismo, perché sa che il suo intervento non servirebbe a liberarlo. Quella persona, infatti, almeno implicitamente vuol stare con il demonio e ha aperto la porta a una morale dipendenza dal demonio stesso, che Gesù qualifica come paternità (… voi che avete per padre il diavolo e volete compier i desideri del padre vostro, perché non vi è verità in lui … : Gv 8,44). Ed è per tal paternità che Gesù definisce costoro figli del diavolo.
Giuda, ad esempio, nella sua anima era certamente schiavo del demonio e in maniera fortissima, ma Gesù non gli ha fatto alcun esorcismo, perché la sua volontà era ormai compromessa con il demonio e l’esorcismo non ha alcuna efficacia sulla volontà di un uomo che decide liberamente per il peccato.
L’azione ordinaria e più estesa dei demòni fra gli uomini non è dunque la possessione demoniaca, ma è la tentazione: il nostro nemico cerca di sedurci con le realtà sensibili, agendo sui nostri sensi esterni (vista, tatto, udito, odorato, gusto) e su quelli interni (memoria, immaginazione e intelletto). In tal modo egli prova a sollecitare il consenso della nostra libera volontà al male, con lo scopo di provocare e rafforzare sempre più in noi una dipendenza morale da lui. La sua è un’opera di seduzione: egli tenta d’insinuarsi nell’intimo, nella interiorità della persona e di spingerla al male influendo sulla sua libera volontà. Sotto questo punto di vista il demonio influenza la persona lasciandola libera e ottenendo quindi il suo consenso. Ciò che la persona compie in queste condizioni lo fa responsabilmente, proprio perché lo vuol fare. Nella Presentazione della CEI del Rito degli esorcismi e preghiere per circostanze particolari si dice: Satana riesce a impadronirsi davvero dell’uomo in ciò che ha di più intimo e prezioso quando questi, con atto libero e personale, si mette in suo potere con il peccato. Per questo la vigilanza deve essere esercitata soprattutto nei confronti dell’azione ordinaria di Satana, con la quale egli continua a tentare gli uomini al male. Proprio la tentazione è il pericolo più grave e dannoso, in quanto si oppone direttamente al disegno salvifico e all’edificazione del Regno. Il credente vigila, perciò, per non essere ingannato e prega ogni giorno con le parole suggerite da Gesù”Padre, non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male” (Mt 6,13). Sarebbe quindi da stolti prestare tanta attenzione all’eventuale presenza del maligno in alcuni fenomeni insoliti e non preoccuparsi affatto della realtà quotidiana della tentazione e del peccato, in cui Satana, “omicida fin dal principio” e “padre della menzogna” (Gv 8,44), è sicuramente all’opera.


Padre Francesco Bamonte.                          

I DEMONI NON POSSONO CONOSCERE IL FUTURO



I DEMONI NON POSSONO CONOSCERE 

IL FUTURO 

La conoscenza del futuro è esclusiva di Dio e di coloro ai quali egli lo rivela: Dio non pre-vede, ma vede il futuro.                                   
Vede contemporaneamente nel suo presente (nell’ora, nell’adesso dell’eternità) il passato, il presente e il futuro, tutto insieme. I demòni, invece, possono conoscere quello che potrebbe accadere in base a ciò che essi stessi hanno deciso di compiere (sempre che il loro programma non sia poi vanificato dall’intervento di Dio) o in base a ciò che conoscono perché lo hanno pre-visto, ed è ancora ignoto agli uomini. Ad esempio, possono aver individuato in anticipo una perturbazione atmosferica meglio di quanto sia consentito con i nostri strumenti tecnologici o aver visto qualcuno mettersi in viaggio, precederlo e annunziare il suo arrivo. Possono, in misura maggiore rispetto a noi, data la loro natura spirituale, pre- vedere l’avvenire a partire dalle sue cause. Anche quelle stesse cose, però, che i demòni hanno la capacità di preannunciare, avendole osservate nel loro inizio, possono subire improvvise variazioni, a causa di disposizioni da essi completamente ignorate.
Scrive Sant’Agostino:Le predizioni degli spiriti demoniaci sono dovute ad abilità particolari, ben diverse da quelle che consentono ai Santi angeli e ai profeti di Dio di compiere e loro. Infatti questi, se annunziano qualcosa, lo fanno per disposizione divina e dopo aver ascoltato, è così che non ingannano né sono ingannati, e io loro presagi di conseguenza sono veri e degni della massima considerazione. Invece gli spiriti demoniaci non solo s’ingannano, ma traggono anche gli altri in errore. S’ingannano innanzitutto perché quando predicono le proprie pretese, queste vengono improvvisamente sconvolte dall’alto. Un po’ come se uomini, sottoposti all’altrui autorità, dopo aver disposto l’esecuzione di qualcosa se lo vedessero proibire, dopo lunga perorazione, immediatamente dai loro superiori. Gli spiriti demoniaci sbagliano nelle questioni naturali al pari di medici, marinai e contadini, ma sono in grado – grazie alle caratteristiche dei loro corpi aerei – di conoscere anticipatamente molte cose in maniera più acuta e potente; ma anche queste cose subiscono improvvise variazioni a causa di disposizioni da essi completamente ignorate, ma non dagli angeli che adorano il sommo Dio. Tutto ciò assomiglia un po’ al caso di quel medico che, dopo aver diagnosticato al malato una pronta guarigione, sulla base di precedenti sintomi, se lo cede morire all’improvviso per qualcosa d’imprevisto; o ancora quel marinaio che, dopo avere calcolato la durata di una tempesta di venti, vedesse il Cristo – mentre naviga con i suoi discepoli – ordinare alla furia di calmarsi, con le seguenti parole: “E allora ci fu una grande calma” (Mt 8, 26); similmente accade all’agricoltore che, dopo avere promesso, grazie alla sua conoscenza della terra e dei semi, un innesto di vite in grado di fruttificare abbondantemente, vedesse, per una improvvisa variazione climatica, seccare tutto o addirittura distruggere tutto per il capriccio di un potente. Così stanno, dunque, le cose riguardo alla mantica e alle capacità divinatorie degli spiriti demoniaci, i quali, pur prevedendo qualcosa in base a cause minori e abituali, vedono vanificare le loro previsioni, da cause più importanti e nascoste.

Padre Francesco Bamonte


I DEMONI NON POSSONO CONOSCERE TUTTO DI UNA PERSONA



I DEMONI NON POSSONO CONOSCERE

TUTTO DI UNA PERSONA


L’anima dell’uomo è conosciuta perfettamente solo da Dio. La Madonna, gli angeli, i santi, conoscono l’anima di un uomo solo in quanto, godendo la visione beatifica di Dio, possono vedere in lui anche la realtà interiore dell’uomo. Sulla terra solo per uno speciale dono di Dio (come è avvenuto per alcuni Santi)n un uomo può conoscere lo stato interiore di un altro o i suoi pensieri.                                                                                                                 
I demòni non possono giungere a conoscere la nostra anima e i nostri pensieri; possono solo provare, con la loro acutezza e profondità, a dedurre i nostri pensieri e quello che avviene dentro di noi, ascoltando le nostre parole, guardando le espressioni del nostro volto, studiando il nostro comportamento, e le nostre attitudini, propensioni, simpatie, antipatie, il difetto predominante, il lato debole.                         
In pratica, essi cercano di dedurre i nostri pensieri e i nostri sentimenti dai segni esteriori che li manifestano, come un insegnante attento riesce a capire le disattenzioni di un alunno, da certi piccoli comportamenti esteriori e visibili.       Sia affannano, sempre partendo da questi dati, a prevedere in anticipo ciò che intendiamo dire o fare, ma la maggior parte dei nostri pensieri, sentimenti e scelte, sfuggono alla loro conoscenza. Per di più, essi possono conoscere tutti i singoli fatti che accadono nel mondo o le singole azioni di una persona: conoscono solo quelle costatabili nei momenti in cui agiscono in quel luogo o con quella determinata persona o per scambio di comunicazione fra di loro. C’è poi da aggiungere che le loro azioni perniciose nei nostri confronti vengono ostacolate anche dagli interventi degli angeli buoni, dalla preghiera e dal nostro grado di comunione con Dio.

(Padre Francesco Bamonte).

venerdì 29 novembre 2013

L'inganno dei falsi scritti "Gocce di luce"



Gli scritti di Gocce di Luce non sono di origine divina, ma scritti di origine umana di una mente che ha studiato, che ha avuto una certa formazione al sacerdozio, 
Don armando Maria.
In diverse false apparizioni molti sacerdoti hanno sostenuto i falsi veggenti, ma in questo caso è un sacerdote stesso ad ingannare le anime con lo scrivere falsi scritti postandoli come veri e inventandosi che siano scritte da una donna che vuole rimanere nascosta, nell'anonimato. 
Quando sentite parlare di apparizioni o scritti che vorrebbero apparire come divine chiedete informazioni al Vescovo del luogo e ai sacerdoti che lo conoscono e che abbiano una maturità certa da svelare i falsi veggenti.
Oggi sono molto alla moda i falsi veggenti, spuntano come funghi, e chi legge tali loro scritti e li segue danneggia la propria anima con seri problemi spirituali e fisici...
Una donna che scrive nell'anonimato e che conosce 
il diritto canonico? 
Invito i cattolici a stare molto attenti ed essere prudenti.





C. V. M.






sabato 16 novembre 2013

LE MORTI SUBITANEE E IMPREVISTE SONO UNA GIUSTIZIA O UNA MISERICORDIA DEL BUON DIO?


LE MORTI SUBITANEE E IMPREVISTE SONO UNA    GIUSTIZIA O UNA MISERICORDIA DEL BUON DIO?


Codesto genere di morti talvolta sono una giustizia e talvolta una misericordia. Quando un'anima è timida e Dio sa che è preparata e pronta a comparire dinanzi a Lui, per risparmiarle gli spaventi che potrebbe provare all'ultimo momento, la porta via da questo mondo con una morte subitanea. Talvolta anche il buon Dio prende le anime nella sua giustizia. Esse non sono per questo del tutto perdute, ma private degli ultimi Sacramenti o ricevendoli in fretta, senza essersi preparate all'ultimo passo, il loro Purgatorio è molto più doloroso e si prolunga maggiormente. Altre, avendo colmato la misura dei loro delitti ed essendo rimaste sorde a tutte le grazie divine, il buon Dio le toglie dalla terra affinché non vi provichino ancor più la sua vendetta. 

IL FUOCO DEL PURGATORIO E' UN FUOCO COME QUELLO DELLA TERRA?

Sì, con la differenza che il fuoco del Purgatorio è un purificatore della giustizia di Dio e quello della terra è ben tollerabile paragonato a quello del Purgatorio. E' un'ombra a confronto dei grandi bracieri della giustizia divina.

COME DUNQUE UN'ANIMA PUO' BRUCIARE?

Per un giusto permesso del buon Dio; l'anima che è stata la vera colpevole, poiché il corpo non ha fatto che obbedirle (infatti qual male vedete commettere da un corpo morto?), l'anima soffre come se fosse il corpo che soffrisse.

DITEMI, CHE COSA AVVIENE ALL'AGONIA E DOPO? L'ANIMA SI TROVA NELLA LUCE O NELLE TENEBRE? SOTTO QUAL FORMA VIENE PRONUNCIATA LA SENTENZA?

Io non ho avuto agonia, voi lo sapete, ma posso dirvi che in quell'ultimo momento decisivo il demonio sfoga tutta la sua rabbia attorno ai morenti. Il buon Dio, per fare acquistar maggior merito alle anime, permette che subiscano quelle ultime prove, quegli ultimi combattimenti: le anime forti e generose, al fine d'avere un posto ancor più bello in Cielo, hanno sovente, al termine della loro vita e nelle ansie della morte, simili terribili lotte contro l'angelo delle tenebre (voi ne siete stata testimone), ma ne escono vittoriose. Il buon Dio non permette che un'anima, che si è data tutta a Lui durante la vita, perisca in quegli ultimi momenti. Le persone che hanno amato la Santa Vergine, che L'hanno invocata tutta la loro vita, ricevono da Lei molte grazie nelle ultime lotte. La stessa cosa si verifica anche per quelle che sono state devote di San Giuseppe, di San Michele o di qualche altro Santo. Allora soprattutto, come già vi ho detto, si è felici di avere un intercessore presso Dio in quel penoso momento. Vi sono anime che muoiono tranquille, senza provar nulla di quel che vi ho detto. Il buon Dio ha i suoi disegni in tutto: Egli fa o permette tutto per il bene particolare di ciascuno.

Come dirvi e descrivervi quel che avviene dopo l'agonia? Non è possibile comprenderlo bene senza esserci passati. Nondimeno cercherò di spiegarvelo meglio che posso. L'anima, nel lasciare il corpo, si trova tutta perduta, tutta investita (se così posso dire) da Dio. Essa si trova in una luce tale che in un batter d'occhio vede tutta la sua vita e, in conseguenza, quel che merita. Lei stessa in questa visione sì chiara pronuncia la propria sentenza.
L'anima non vede il buon Dio, ma è annientata dalla sua presenza. Se è un'anima colpevole come lo ero io e che, per conseguenza, ha meritato il Purgatorio, essa è talmente oppressa sotto il peso dei peccati che le restano da espiare, che da se stesa si sprofonda nel Purgatorio.
Allora solamente si comprende il buon Dio, il suo amore per le anime e quale disgrazia sia il peccato agli occhi della sua Maestà Divina. San Michele quando è là quando l'anima lascia il corpo; lui solo io ho visto e vedono tutte le anime. Egli è come il testimone e l'esecutore della giustizia divina. Io ho visto anche il mio angelo custode.
Questo è per farvi comprendere come possa dirsi che San Michele porti le anime in Purgatorio... poiché un'anima non si porta, ma è pur vero, nel senso ch'egli è là, presente all'esecuzione della sentenza. Tutto quel che avviene nell'altro mondo è un mistero per il vostro. 

E QUANDO QUEST'ANIMA CHE VA DIRETTAMENTE IN CIELO?

Per quest'anima, l'unione cominciata con Gesù continua alla morte: ecco il Cielo, ma l'unione del Cielo è ben più intima di quella della terra.