mercoledì 26 aprile 2017

NON POTREBBE DIO BLOCCARE L’OPERA DI SATANA?






NON POTREBBE DIO BLOCCARE
L’OPERA DI SATANA?
Don Amort a Radio Maria



Non potrebbe Dio bloccare l’opera di Satana? Non potrebbe bloccare l’opera degli stregoni, dei maghi, di coloro che fanno fatture, malefici, che sono di danno così grande alle persone che occorrono anche anni di esorcismi per arrivare alla liberazione?”.
Una domanda simile a questa è la seguente: “Non poteva Gesù bloccare Giuda? Perché l’ha scelto fra i Dodici Apostoli? Perché proprio lui, che era ladro, ha dato in consegna la borsa dei denari?”.
Sono domande che possono sorgere spontanee, ma dobbiamo ricordare sempre che Dio ci ha creati liberi e ci tiene a rispettare la nostra libertà. Quanti sforzi ha fatto Gesù perché Giuda si convertisse e vincesse il suo vizio tremendo che era quello di essere ladro!
Quanti sforzi ha fatto in quei tre anni in cui anche Giuda, insieme agli altri, andava a predicare con Gesù e insieme agli altri Apostoli guariva malati, cacciava demòni. E poi il demonio è entrato in lui.
Come si spiegano queste cose? Potrebbe Dio bloccare l’azione di satana? Certamente potrebbe, ma allora come si manifesterebbe la nostra libertà nello scegliere il bene e nel rifuggire dal male, come si manifesterebbe il nostro sforzo di obbedire a Dio e non a satana?
Se Dio bloccasse satana, non avremmo più la possibilità di dimostrare la nostra fedeltà a Dio, perché tale possibilità è un frutto purissimo della nostra libertà.
Sia ben chiaro: il Signore ci vuole santi, il Signore ci vuole in Paradisi, ma come dice la Madonna di Medjugorje, “non per forza”.
Dio quindi non blocca satana, ma dà a noi tutte le grazie per resistergli. La Bibbia ci dice chiaramente che Dio non permette che siamo tentati al di sopra delle nostre forze.
Naturalmente dobbiamo usare i mezzi necessari e non esporci al pericolo. Gesù dice: “Vigilate e pregate per non cadere in tentazione”.
I nostri sforzi umani non sono sufficienti a farci vincere le tentazioni, a farci evitare di cadere nel peccato, occorre anche l’aiuto della preghiera. Sant’Alfonso Maria de Liguori ripeteva spesso questa frase: “Chi prega certamente si salva, chi non prega certamente si danna”.

lunedì 24 aprile 2017

LA BIBLIOMANZIA


LA BIBLIOMANZIA

 
Non è consigliato aprire la Bibbia a caso senza pregare e per curiosità, perché non si cada nella pratica della bibliomanzia, cioè mi riferisco in particolare a molti cattolici che hanno la mania di aprire la Bibbia a caso senza pregare solo per curiosità, o per sapere cosa Dio gli chiede ma poi non lo fanno. Aprono una pagina della Sacra Scrittura e la richiudono perché non gli piace e la riaprono di nuovo, finché poi trovano ciò che gli piace. Questo è sbagliato.
Per esempio, è quello che accadde a Sant’Agostino, che nel momento cruciale della sua conversione, aveva con sé le Lettere di San Paolo e aprendole deciso a prendere come volontà di Dio il primo passo che vi avrebbe letto, gli capitò Romani 13, dove si dice: “non fra impurità e licenze”, “indossiamo le armi della luce”. Subito sentì che leggendo gli veniva addosso una luce e una serenità tali che capì di poter vivere casto. Lo stesso accadde a san Francesco, quando non sapeva ancora cosa fare, andò in una chiesa e aprì tre volte il Vangelo e ogni volta usciva fuori un brano che parlava dell’invio degli apostoli senza bastone, bisaccia, senza denaro, senza due tuniche, e disse: questo è quello che il Signore vuole per noi. Ma gli esempi si moltiplicano fino ai nostri giorni. Teresa di Lisieux non sapeva che cosa fare, aprì la Lettera ai Corinzi e vi trovò la sua vocazione a essere il cuore, a essere la carità.
Questo uso della Scrittura si può fare solamente quando si vive in un clima spirituale di ubbidienza a Dio. Non si scherza con Dio, perché Dio non si interroga per scherzo, si interroga anzitutto decisi a fare quello che Lui ci farà capire e fare ciò che Egli ci chiede.


 
Il popolo israelita, fortemente influenzato nei secoli dalla cattività egiziana e babilonese, difficilmente riuscì a troncare i rapporti con l’idolatria e con le usanze esoteriche dei popoli con cui veniva a contatto. Tra di queste vi fu la bibliomanzia (dal greco “βιβλίον” e “μαντεία”, “divinazione attraverso i libri“), ovvero un sistema di pratiche in cui alcuni passi della Bibbia, nello specifico i Salmi ed altri libri dell’Antico Testamento, venivano utilizzati per scopi magici o superstiziosi.
Questo termine fu registrato per la prima volta in una versione della “
Cyclopaedia“, la prima enciclopedia della storia pubblicata a Londra nel 1728, e viene associato alla rapsodomanzia (“divinazione attraverso una poema/ode“) ed alla sticomanzia (“divinazione attraverso un verso/passaggio scelto a caso“).
Gli storici, pur non concordando riguardo l’epoca o il secolo di nascita di questa usanza occulta, ritengono altamente determinante l’influenza ellenica in quanto, come ricorda
Richard Heim in “Incantamenta Magica Graeca Latina” (1892), i greci erano soliti trarre presagi dai testi omerici. Allo stesso modo, i romani conoscevano bene la pratica delle sortes, e in particolare le sortes Virgilianæ e le sortes Homericæ. Da quest’ultime nacque, molto probabilmente, la pratica presso alcuni cristiani vicino allo gnosticismo delle sortes Sanctorum (la divinazione attraverso il Nuovo Testamento e la Bibbia in termini più generali).

In tempi remoti molti erano i passaggi biblici che venivano interpretati secondo una stretta logica esoterica: si passava dal legarsi un filo sulle dita o portare alcuni talismani basandosi su di un passo del
Deuteronomio (6:8) sino all’incidere enigmatiche parole o frasi sugli stipiti della casa seguendo un’indicazione dell’Esodo (12:22).
Allo stesso modo, le sessanta lettere ebraiche della benedizione sacerdotale in
Numeri 6:22-27 venivano da alcuni ritenute delle imprecisate “sessanta potenze d’Israele” da invocare contro i terrori della notte, ovvero gli spiriti del male. Queste invocazioni non di rado contenevano versi di salmi apocrifi, salmi denominati “canzoni contro i demoni” (“Shir shel Pega’im”, vedere articolo “I demòni nella tradizione biblica e popolare antica“), ed alcuni passaggi son perfino stati ritrovati incisi in un’antica tomba a Kerč’ secondo quanto riportato dal biblista Lajos Blau in “Das altjüdische Zauberwesen” (1898).
Il passo dell’
Esodo 15:26, assieme ad alcuni estratti del Salmo 3 e del Levitico, furono utilizzati per scopi curativi e per scongiurare i brutti sogni. I Salmi 28 e 29 venivano invece recitati affinchè coloro che bevevano acqua da torrenti o laghi il mercoledì e il sabato sera non affogassero.
In verità sarebbe davvero arduo citare in questa sede tutti i versetti dell’Antico Testamento che gli israeliti usavano con intenti magici. Mi limiterò, per far comprendere al lettore la modalità, a listare alcuni esempi riportati dallo studio del 1902 “
Mitteilungen der Gesellschaft für Jüdische Volkskunde“:

Genesi 1:1-2: Per rendersi invisibile.
Genesi 1:1-5: (Solamente le ultime lettere) Per confondere una persona.
Genesi 21:1-2: Per alleviare le sofferenze del parto.
Genesi 24:1-4: Per divinazione e giuramenti.
Genesi 32:31: Per evitare pericoli durante il viaggio.
Esodo 11:7: Per proteggersi contro i cani randagi.
Numeri 11:2: Per proteggersi dal fuoco.
Proverbi 16:1: Per rafforzare la memoria.

Allo stesso modo di tutte le altre forme di magia formatesi all’interno del contesto culturale israelita, anche la bibliomanzia fu ben presto adottata anche da popoli stranieri.
Come fa notare Blau, diversi papiri magici del secondo e terzo secolo d.C. (per approfondimenti sui papiri magici rimando al mio articolo “
La magia popolare. Un confronto con il mondo antico“) mostrano una chiara origine ebraica con molti passaggi biblici utilizzati per scopi occulti.
Anche il Libro dei Salmi, come detto, trovava ampio spazio, assieme alla Torah, nel sistema esoterico antico: questa pratica viene, a volte, definita salmomanzia (personalmente trovo futile il termine poichè anche i Salmi sono contenuti nella Bibbia, pertanto si parla sempre di bibliomanzia).
I versi, essendo da sempre tra i preferiti per le preghiere, con molta facilità divenivano incantesimi, frasi da ripetere in maniera ossessiva per scongiurare la malasorte o incisioni su tavolette magiche. Questa usanza d’origine chiaramente ebraica fu adottata successivamente anche dai cristiani siriani ed europei nei primi secoli dopo Cristo. Sebbene non vi siano particolari esempi da esporre in questa sede, è bene ricordare che l’uso dei Salmi era comunque assai diffuso per un gran numero di necessità.

Cleidomanzia

Di tutte le strane arti occulte che si sono sviluppate attorno alle Sacre Scritture, la cleidomanzia (dal greco “κλείς” e “μαντεία”, “divinazione attraverso la chiave“) appare essere la più misteriosa.
Pochissimo si sa riguardo il rituale oltre al fatto che sia d’origine cristiano-misterica. Secondo alcune fonti la cleidomanzia era praticata in ambito giudiziario da pochi iniziati in quanto complicata, in determinate fasi lunari: il nome dell’accusato veniva scritto su un foglio arrotolato attorno una chiave legata a una Bibbia; il tutto veniva messo nelle mani d’una vergine che doveva recitare alcune formule sottovoce. A seconda di come si muoveva il foglio arrotolato veniva poi espresso il giudizio sulla persona indagata: qualora fosse stato fermo era innocente, qualora si fosse mosso era colpevole.
Al posto della vergine vi potevano anche essere due uomini; altre volte la chiave veniva posizionata sulla pagina del Salmo 15 e, chiusa la Bibbia, veniva fissata sulla giarrettiera d’una donna.
Il metodo poteva tuttavia variare ed esser sottoposto a grottesche interpretazioni. A volte, infatti, piuttosto che accettare l’innocenza – o presunta tale in quanto si tratta di rituale magico – d’un accusato, si preferiva dire: “
il foglio non si è mosso, Dio non ci ha comunicato nulla“.

Nel Cristianesimo: oltre il caos

Riconosco l’esistenza d’una gran confusione sul termine “bibliomanzia” al giorno d’oggi.
Cercherò brevemente di spiegare, con la maggior chiarezza possibile, l’origine dell’ammasso caotico di concezioni e la differenza che intercorre tra la pratica magica e il semplice interesse per le Sacre Scritture.

Esempio di bibliomanzia effettuata con i tarocchi
Così come altre forme di magia, anche la bibliomanzia venne ben presto vietata agli albori del Cristianesimo: nel Concilio di Vannes, un sinodo locale svoltosi a Vannes nel 465 d.C., si decretò che la pena per questo tipo di divinazione fosse la scomunica (Canone 16). Solamente qualche decennio più tardi, nel Concilio di Agde (506 d.C.) e in quello di Orléans (511 d.C.), la sentenza venne ribadita. Tuttavia, secondo quanto riporta la Chamber’s Encyclopedia (1878), la bibliomanzia sopravvisse sotto bizarre forme – come nella sopracitata cleidomanzia – sino alla conquista normanna dell’Inghilterra, periodo nella quale sembrerebbe aver conosciuto un forte revival proprio nell’isola britannica.
È possibile immaginare un ulteriore diffusione tra il XV e il XVI secolo grazie all’invenzione della stampa – ricordiamo la Bibbia di Gutenberg e la riforma protestante, ovvero l’apertura dell’interpretazione libera delle Sacre Scritture.
La divinazione della Bibbia, in termini più generali, in questo nuovo ambito assunse nel corso dei secoli un carattere ben diverso da quello ebraico sopraesposto: mentre gli israeliti seguivano una determinata logica biblica, i cristiani preferivano aprire il Libro Sacro e fermarsi su di una pagina a caso per conoscere il futuro o avere responsi.

Il Theological dictionary (del reverendo Charles Buck, 1828) e la Encyclopædia ecclesiastica (di Thomas Anthony Trollope, 1834) affermano che la pratica magica era a volte utilizzata nelle consacrazioni, e che alcune persone molto devote, a causa dell’ossessivo ricorso alla “divinazione sacra”, erano cadute in uno stato di profonda depressione e disperazione.
Il sito evangelico gotquestions.org riporta un curioso aneddoto riguardo la pericolosità della bibliomanzia:

Si narra la storia d’un uomo che voleva capire cosa Dio avesse in serbo per il suo futuro.
Chiuse allora gli occhi, aprì la Bibbia a caso e lasciò che il suo dito cadesse sulla pagina. Quando aprì gli occhi lesse: “Ed egli s’allontanò e andò ad impiccarsi.” (Matteo 27:5). Non amando particolarmente quella risposta, tentò nuovamente.
Questa volta il dito si fermò sulla frase: “Va’ e comportati allo stesso modo.” (Luca 10:37). Decise di tentare ancora una volta, insoddisfatto dei risultati. Questa volta il dito cadde sulla frase: “Quello che devi fare fallo al più presto” (Giovanni 13:27).

Al di là della facile ironia, l’esempio mostra quanto possa essere deleterio l’affidarsi al caso nella speranza di ricevere vaticini.
Al giorno d’oggi, come in molti nel corso di questi anni mi hanno segnalato, questa pratica viene spesso incoscientemente promossa da catechisti, sacerdoti e confessori, nella speranza – credo – di ravvivare l’interesse per le Sacre Scritture. In molti, oltretutto, erroneamente scambiano l’aprire una Bibbia per “scoprire” nuove letture con la divinazione.
In realtà la distinzione è semplice e riguarda gli intenti: il credere di ricevere rivelazioni divine sul proprio futuro o per altre amenità attraverso passi biblici trovati a caso è magia. Al contrario, “esplorare” sia l’Antico che il Nuovo Testamento attraverso l’apertura a caso con fini di studio o approfondimento della fede è un bene che consiglio a tutti di fare.

Il dono del discernimento degli spiriti

Il dono del discernimento degli spiriti




San Paolo lo elenca nella lista dei carismi: Ad un altro è dato il discernimento degli spiriti (1Cor 12,10).
Discernere significa distinguere tra cose diverse e contrarie. Tuttavia non si tratta di un giudizio o un’opinione che formuliamo sulla bontà o cattiveria di persone od eventi visti alla luce della nostra fede o delle nostre conoscenze. Non è una conclusione dettata dalla nostra competenza o dalla nostra intuizione. E’ invece un dono soprannaturale, datoci dallo Spirito Santo, in determinate circostanze, che ci rende capaci di giudicare se, in una data persona o in un certo ambiente, vi è lo Spirito di Dio che agisce o vi sono invece degli spiriti maligni. E’ il dono che ci apre gli occhi sul mondo dell’invisibile, dove agiscono buoni e cattivi spiriti. E’ un’illuminazione soprannaturale che ci mostra l’origine profonda di certi fenomeni misteriosi umanamente inesplicabili. Non è quindi un giudizio temerario o sospetto che pronunciamo sulle persone magari basandosi sugli atteggiamenti ed i comportamenti esteriori. La stessa espressione “discernimento degli spiriti” dice chiaro che abbiamo a che fare con gli spiriti, non con gli uomini e la loro condotta. Non vengono quindi pronunciati giudizi su talune manifestazioni esterne, ma veniamo a conoscenza dell’origine di queste manifestazioni. Non vengono giudicati gli uomini, ma quel che negli uomini è da Dio, o falsamente pretende di esserlo. Un celebre esempio riguarda Paolo durante la sua evangelizzazione:
Mentre andavamo alla preghiera, venne verso di noi una giovane schiava, che aveva uno spirito di Divinazione e procurava molto guadagno ai suoi padroni facendo l’indovina. Essa seguiva Paolo e noi gridando: Questi uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la via della salvezza. Questo fece per molti giorni finché Paolo, mal sopportando la cosa, si volse e disse allo spirito: In nome di Gesù Cristo ti ordino di partire da lei». E lo spirito partì all’istante (At 16,16-18).
Si nota facilmente che, sebbene la schiava stesse dicendo alle persone di ascoltare Paolo perché vero servo di Dio, egli riconosce in costei l’ispirazione di uno spirito maligno e, nonostante le parole veritiere, lo obbliga ad uscire ed andarsene. Il giudizio umano privo del dono di discernimento, sarebbe giunto a ritenere i discorsi della donna come provenienti da Dio, quando in realtà si trattava di Satana.
Il discernimento possiamo considerarlo come il guardiano degli altri doni. Infatti è li pronto a proteggere la genuinità dei doni dello Spirito dalle possibili falsificazioni o camuffamenti che può creare il Demonio.
Satana infatti è esperto ad imitare i doni dello Spirito Santo e a presentarli, con sottile astuzia, come autentici. Egli sa presentarsi come angelo di luce anche ai santi.
Ecco che lo Spirito viene in nostro aiuto col dono del discernimento degli spiriti per farci vedere dove sono la verità e l’errore in un libro o in un discorso, dove sono il grano e la zizzania in una comunità, dove sono gli agnelli e i lupi vestiti da agnelli, dove sono i veri e falsi discepoli, dove sono la vera pace e la gioia dello Spirito e dove la gioia artificiosa ed i disagio nervoso e opprimente creato da Satana.
Qualche volta qualcuno dei presenti, attraverso il dono di discernimento, individua la persona o le persone che sono causa di disturbo e di turbamento.
Celebri sono anche i casi di alcuni santi, come San Filippo Neri e Don Bosco, che a contatto con certe persone incallite nei vizi sentivano anche un fetore insopportabile.
Più si è vicini a Dio, più si vive la vita dello Spirito Santo e più si diventa sensibili all’azione perversa degli opposti spiriti maligni.
Essendo il vero guardiano dei carismi, il discernimento degli spiriti ha soprattutto la funzione di segnalarci il vero e il falso, le vere e le false profezie, le vere guarigioni operate da Gesù e le false guarigioni operate da Satana, le malattie dovute a cause naturali e quelle che hanno origine diaboliche.


Spezzate le catene di Sant'Antonio

Spezzate la catene di Sant’Antonio



ARRIVANO SPESSO NELLE NOSTRE CASELLE DI POSTA RICHIESTE DI TIPO “CATENA DI SANT’ANTONIO” SIA PER MOTIVI FUTILI (ES. “INVIA AD ALTRI 15 NOMI QUESTA MAIL E RICEVERAI FORTUNA IN AMORE”), CHE PER INTERESSE, MA ANCHE PER MOTIVI APPARENTEMENTE NOBILI, COME RACCOLTE DI FONDI PER CHI È IN OSPEDALE… EBBENE, NE VOGLIAMO PARLARE? IL CRISTIANO COME DEVE COMPORTARSI DAVANTI A QUESTE RICHIESTE?”
La catena di sant’antonio è una delle tante superstizioni che purtroppo rendono molti uomini succubi e schiavi. Potremmo infatti elencarne molte altre, tipo “l’incontro con un gatto nero”, “il passare sotto una scala”, “portare con se una zampa di coniglio”, “toccare ferro” e il terrore del giorno “venerdi 17”. Tutte superstizioni che pur non avendo alcuna base razionale, senza contare che vengono persino condannate dalla parola di Dio, “Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: …stregoneria…”, Galati 5,19-20; sono purtroppo ugualmente dure a morire. Infatti anche se molti affermano pubblicamente di non essere schiavi di tali cose, in privato non poche volte dimostrano esattamente il contrario. Perché sono dure a morire?
Perché vi sono uomini che si dimostrano così succubi di superstizioni come quella riguardante la “catena di sant’antonio?”. Alcuni pensano che si nasce superstiziosi oppure che vi sono persone le quali purtroppo c’è l’hanno nel sangue. Ma nessuna delle due ipostesi corrisponde a verità. Spesse volte una persona diventa superstiziosa crescendo. Specialmente nel primissimo periodo della sua vita quando la mente è altamente ricettiva e “assorbe” tutto, senza discernere se sia buono o sbagliato. Infatti proprio in quel periodo può imparare cose errate come appunto comportamenti superstiziosi rimanendo infine impelagato in essi. Si, le pratiche legate in qualche modo alla magia, sono agli occhi di Dio, abominevoli. Di conseguenza tale è il giudizio del Signore anche nei confronti della pratica superstiziosa chiamata “la catena di sant’Antonio”, un qualcosa da detestare e rigettare se si vuole veramente stare in pace con Dio e avere con lui una relazione sana e duratura. Dio ci aiuti a fare la sua volontà.
Abbiamo classificato questi appelli portafortuna come “truffa” perché promettono cose che non si avverano. Ci sono molte dimostrazioni viventi: non ne abbiamo mandato via una di queste catene quando l’abbiamo ricevuta, eppure nel nostro piccolo possiamo considerarci degli eletti visto che non ci è mai accaduto è mancato nulla.
In secondo luogo, queste catene di sant’Antonio non sono neppure gradevoli come segno di auguri. Siccome appestano la Rete da tempo immemorabile, tutti gli utenti le hanno già viste e riviste in tutte le salse e probabilmente non ne possono più, per cui mandare la catena agli amici come augurio di buona fortuna è come spedire del formaggio stantio per augurare buon appetito.
Nel caso degli appelli poetici, potreste obiettare che delle parole gentili non fanno male a nessuno. In realtà chi è in Internet da più di qualche settimana ha già ricevuto almeno tredici volte tutte le catene di sant’Antonio poetiche possibili e immaginabili e quindi, francamente, ne ha piene le scatole. Se mandate frasi poetiche già viste e riciclate, fate l’effetto di chi ricicla i regali a Natale. Insomma, l’effetto “formaggio stantio” è comunque assicurato. Se volete dire qualcosa di bello a qualcuno, ditelo con le vostre parole.
Pertanto il mio invito è di non diffondere queste catene. Non servono a niente, se non a intasare le caselle di posta di milioni di utenti.
Appelli per bambini malati di leucemia in cerca di donatori di sangue, allarmi per virus informatici letali, promesse di guadagni facili grazie a Bill Gates e altro ancora: gli argomenti delle catene di Sant’Antonio che girano su Internet e in particolare su Facebook sono tanti e molto eterogenei, ma sono tutti accomunati dalla richiesta perentoria di inoltrarli il più possibile. Questo li ha trasformati in una delle piaghe di Internet e molti utenti si chiedono chi abbia così tanto interesse a generare e diffondere queste catene e se possano esserci dei danni.
È raro che queste catene siano fabbricate da chi vuole disseminare virus informatici, per cui non costituiscono un pericolo tecnico diretto. Talvolta vengono confezionate dagli spammer, i pubblicitari-spazzatura di Internet, per collaudare i propri sistemi di distribuzione delle pubblicità indesiderate, ma di solito nascono in buona fede: un utente viene a conoscenza di una notizia o ne è protagonista diretto (per esempio i genitori di un bambino malato) e la diffonde agli amici, i quali la inoltrano ai loro amici, e così via. Spesso la notizia è un equivoco o viene distorta dal passaparola, ma la buona fede iniziale rimane. In casi come questi il danno è involontario ma è reale, perché in queste catene confluiscono centinaia di indirizzi di e-mail di destinatari, che vengono poi raccolti dagli spammer per inondarci di mail pubblicitarie indesiderate, causando scocciature e perdite di tempo. Se proprio si vuole inoltrare una catena di Sant’Antonio, quindi, sarebbe opportuno farlo nascondendo l’elenco dei destinatari: tutti i principali programmi di gestione della mail lo consentono (funzione “BCC” o “CCN” o “copia carbone nascosta”).
In alcuni casi, molto rari, si riesce a risalire al creatore di una catena. È successo, per esempio, con quella che promette un compenso in denaro, offerto da Microsoft, per chiunque inoltri la catena a un certo numero di contatti: la catena sarebbe infatti un test di Internet Explorer. Non è vero: si tratta di una burla inventata nel 1997 da Bryan Mack, all’epoca studente nell’Iowa, per parodiare le offerte per fare soldi in fretta via Internet che spopolavano già allora. Mack la inviò per scherzo ai propri amici, che la diffusero a macchia d’olio. Alcuni la presero sul serio e da lì nacque il mito. Prudenza, quindi, prima di inoltrare; se non c’è modo di verificare una catena, è meglio non diffonderla. Questo è il consiglio di Palo Attivissimo autore dell’articolo che apparirà sulla prossima BdS.
Corrono in ospedale per donare sangue a un bimbo. Tutto falso: aperta un’indagine
Ecco una delle ultime catene apparse in Italia:

Cuneo, migliaia di sms chiedono aiuto per un bambino di 17 mesi malato di leucemia Sono venuti a sapere che un bambino malato di leucemia aveva bisogno di sangue e subito si sono precipitati in ospedale per fare le loro donazioni. Ma hanno scoperto che l’appello, lanciato via sms e raccolto da decine di persone nel Cuneese, era falso. E sul caso adesso stanno indagando i carabinieri. A inoltrare l’sms che invocava aiuto era stato un sedicente “responsabile della Rianimazione di Savigliano”. Ecco il testo, ricevuto da migliaia di persone: “Giralo per favore. Bimbo 17 mesi necessita sangue gruppo B positivo per leucemia fulminante, fai girare l’sms per favore è urgente. Inviala a tutti i tuoi numeri è importantissimo”. L’appello ha subito provocato decine di chiamate, con il conseguente intasamento del centralino dell’ospedale “Santissima Annunziata” di Savigliano. L’ospedale ha subito confermare l’infondatezza della richiesta d’aiuto e la direzione ha sottolineato che, in caso di emergenza, non sono mai questi i metodi che i reparti interessati usano per contattare i donatori.



sabato 22 aprile 2017

OGGETTI MALEFICATI


OGGETTI MALEFICATI

(Padre Amorth)

Vi faccio notare che tra gli oggetti maleficati molte volte vi sono quelli comperati in Cina, in Egitto, nei Paesi Sudafricani. Capita di andare in questi luoghi, dove ci sono quelle maschere di volti che si comprano come soprammobili, come ricordo, come souvenir, in buona fede; molte volte, invece, si tratta di oggetti maleficati e, allora, ripensando a quando sono cominciati i problemi, ci si rende conto che effettivamente i disturbi sono incominciati da quando si sono esposti in casa questi oggetti che devono, quindi, essere distrutti: Se sono di legno si devono bruciare; se sono di metallo si devono distruggere scalpellandoli; se sono di metallo si devono gettare o in mare o in un canale o in una fognatura; (poi a prima dovete benedirli gettando acqua benedetta sugli oggetti, pregando o il Santo Rosario o il Pater… Quando bruciate gli oggetti fatelo fuori dalla vostra abitazione e non gettateli mai nella spazzatura della vostra casa, gettateli fuori nei cassonetti della spazzatura che poi li portano nel bruciatore).
(Aggiungo di non comprare statue strane, cioè idoli come elefante, buddha, mano di fatima, dea bendata, medaglia di pace con croce al rovescio, ecc)...

Satana può compiere prodigi anche identici alle piaghe d’Egitto






Satana può compiere prodigi
anche identici alle piaghe d’Egitto

Dal libro Don amorth a Radio Maria

Nel libro dell’Esodo tratta delle piaghe d’Egitto. In Esso si nota, infatti, come Mosè in nome di Dio e i maghi con la forza di Satana possono compiere di identici prodigi. Questo vuol dire che dal fatto in sé non si può capire, talvolta, se viene da Dio o dal demonio. Ho conosciuto purtroppo tanti falsi carismatici che per suggerimento del demonio sbalordiscono le persone; per esempio dicono a una persona cose di cui solo lei è a conoscenza, ma non si tratta di autentici carismatici, non sono uomini di Dio. Il demonio li conosce, suggerisce loro quelle cose.
Ci sono moltissimi maghi, cartomanti che vanno in chiesa due volte al giorno, che hanno il loro studio pieno di immagini sacre, di crocifissi e che appunto sbalordiscono le persone con queste cose che non vengono da dio e che sono suggerite loro dal demonio.
Talvolta, come dicevo, il fatto in sé è identico, ma bisogna risalire alla causa iniziale, per comprendere se è opera di Dio o di satana. Ci vuole, quindi, un apposito discernimento, che può essere fatto soltanto da una persona che sia pratica di queste cose, che ne abbia esperienza.
Il secondo motivo per cui ritengo utile richiamarmi in particolare all’episodio delle piaghe d’Egitto è che fenomeni analoghi a questi si verificano anche oggi.
Per esempio, la prima piaga d’Egitto è l’acqua trasformata in sangue. Vari miei amici esorcisti hanno visto in case private, costruite di recente, fornite di impianti idraulici innestati negli acquedotti comunali, rubinetti che emettevano sangue invece di acqua. Ne ho parlato anche in un mio libro, ma ve lo ripeto perché questo episodio mi è stato raccontato da un carissimo amico esorcista deceduto alcuni anni fa, don Pellegrino Ernetti, benedettino, che per tanti e tanti anni è stato l’esorcista principale a Venezia e ha istruito anche tanti esorcisti.
In una casa in cui si verificavano i soliti fenomeni strani, di porte che si aprivano e si chiudevano, finestre che si aprivano e si chiudevano, avveniva che, aprendo i rubinetti, usciva sangue. Hanno chiamato il parroco perché benedicesse la casa. Non appena il parroco ha aperto la porta d’ingresso dell’appartamento di questa famiglia, una sedia si è sollevata, gli ha sbattuto contro e l’ha buttato per terra. Questo parroco non ha mai più voluto mettere piede in quella casa.
Allora hanno chiamato due professori universitari dell’Università di Padova, analisti. Questi sono andati, hanno aperto il rubinetto e hanno visto uscire del sangue; hanno aperto un altro rubinetto e hanno visto ancora sangue. Ancora increduli sono saliti sul tetto a vedere le vasche centrali e hanno trovato dell’acqua. Allora sono scesi, hanno aperto un rubinetto del bagno e ne è uscito di nuovo sangue.
Hanno riempito un fiasco di questo sangue e sono andati via borbottando increduli. Quando sono tornati alla loro sede universitaria e hanno analizzato questo sangue, hanno visto che si trattava di sangue umano.
(Certamente pensiamo dopo che è stato analizzato il sangue, che gruppo era?, nel libro non ne fa riferimento. Aggiungo a questo caso del fatto di un falso veggente un certo Ludovico Pedone, che ha fatto analizzare il sangue che esce dai suoi occhi, che risulta sia il suo, da questo si capisce che c’è l’inganno del demonio.)
Li ha presi un terrore talmente grande che non hanno mai più voluto occuparsi di questo fenomeno e si sono rifiutati di ritornare in quella casa nella maniera più assoluta.
In particolare le persone più lontane dalla fede, quando si trovano di fronte a certi fenomeni, si spaventano moltissimo.
Ho visto molti reazioni, ma anche atei, preti comportarsi allo stesso modo, assistendo a certi fatti: per esempio, assistendo a una seduta con una persona posseduta dal demonio mentre veniva esorcizzata, li ho visti passare dall’incredulità al terrore.
L’Esodo ci parla della seconda, terza, quarta piaga, dell’invasione delle rane, delle zanzare, dei mosconi, che hanno infestato le case degli egiziani, non le case degli ebrei; possiamo aggiungervi anche l’ottava piaga, l’invasione delle cavallette.
Spesso da varie persone mi è stata narrata l’invasione di formiche, di insetti, talvolta anche non identificabili, che si trovavano dentro al frigorifero, in mezzo ai cibi chiusi nella carta dentro il frigo.
Anche in questo caso la preghiera è un mezzo importante di liberazione. Il Rituale per gli esorcisti ha una preghiera apposita contro questi animaletti, in particolare contro le formiche.
Ho visto con i miei occhi delle case invase da mosche, da formiche volanti, da insetti talvolta identificabili, che si trovavano anche dentro alle federe del cuscino, sul letto, tra le lenzuola e sparivano di colpo, completamente, spargendo acqua santa o esorcizzando l’ambiente o ripetendo le preghiere del Rituale contro l’invasione degli insetti.
L’Esodo ci parla anche di un male misterioso che uccideva il bestiame: una peste molto grave. E’ la quinta piaga: un’ulcera che colpiva uomini e animali.
Sesta piaga: il demonio ha il potere di causare sia malattie di carattere organico, che guariscono poi per via medica, sia malattie di indole puramente malefica, sulle quali i farmaci non hanno alcun potere, ma che ci curano solo con i mezzi di grazia tra cui gli esorcismi. Principalmente sono fondamentali i comuni mezzi di grazia: la preghiera, i sacramenti. Io metto sotto cura tutti quelli che vengono da me per farsi esorcizzare: Messa possibilmente quotidiana, comunque almeno la Messa domenicale e qualche visita eucaristica lungo la settimana; il Rosario tutti i giorni, nel limite del possibile con tutta la famiglia riunita.
Tornando alle malattie, ogni esorcista può raccontare di casi di cisti, tumori, malattie variamente diagnosticate che sono sparite dopo un esorcismo, lasciando i medici di stucco.
Anche la nona piaga, tre giorni di buio, può trovare il corrispettivo in improvvise cecità che hanno colpito persone per un certo tempo, dovute a cause malefiche. Su questo però non mi soffermo ora, perché entriamo nel campo delle vessazioni alle persone, oggi parliamo invece delle infestazioni riguardanti le cose.
(Riguardo dei tre giorni di buio della nona piaga, mi fa pensare quello che hanno detto alcuni santi e veri veggenti sui tre giorni di buio in tutta la terra.)

mercoledì 19 aprile 2017

E’ difficile che attecchisce un maleficio in un anima che vive in grazia di Dio






E’ difficile che attecchisce un maleficio
in un anima che vive in grazia di Dio

Domande e risposte Padre Amorth su radio Maria


Ascoltatore:
Senta Padre, volevo chiedere una delucidazione. Prima ha fatto l’esempio di una persona colpita da un maleficio, eseguito del quale non entra più nessuno nel suo negozio e ha detto che un fatto simile si può verificare anche sulla casa, sulla persona stessa… Volevo sapere se quando una persona che vive un cammino di fede, è vicina ai sacramenti, soprattutto alla Riconciliazione, all’Eucarestia, prega con fedeltà subisce un maleficio questo non sorbisce effetto, perché il Signore le fa da scudo.

Padre Amorth:
Si, diciamo pure questo: se una persona è in grazia di Dio, prega e si accosta ai sacramenti, un maleficio difficilmente attecchisce. Questo non significa, però, che ne sia completamente esentata, può comunque accadere. La storia della Chiesa ci porta l’esempio di tanti santi che sono stati tormentati dal demonio o che sono stati addirittura posseduti dal demonio, anche se non ne viene detta espressamente la causa. Il motivo per cui il Signore ha permesso questo lo sa solamente lui. Quindi è possibile che anche una persona santa, che vive in grazia di Dio, venga colpita. Certamente è più facile liberarla, ma è possibile che succeda che sia maleficiata. Oltre il novanta per cento delle persone possedute o disturbate dal demonio lo sono a causa di malefici subiti.
Ecco allora perché è importante la domanda che mi è stata fatta. Certo, è più protetto chi vive in grazia di Dio, chi prega, chi frequenta i sacramenti ha una grande difesa, però se il Signore in questi casi consente che il maleficio abbia effetto è per una ragione che non sempre comprendiamo.
Anche se il male, il disturbo, la sofferenza incolpevole dovuta a un maleficio ottengono spesso tanti ritorni a Dio. Da queste sofferenze, da questo male, Dio riesce a ricavare un bene immenso.

martedì 18 aprile 2017

Falsi Profeti








Falsi Profeti

Guardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti.
(Matteo 24:4-5)

Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
(1 Giovanni 2:22)




Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci.
(Matteo 7:15)



Il termine – in latino medioevale falsis prophetis ed in greco ψευδοπροφήτης, “pseudo profeta” – viene ampiamente usato nelle Sacre scritture, in special modo nel Nuovo Testamento e nel libro dell’Apocalisse in riferimento a personaggi che falsamente vantano il dono della profezia.
Come giustamente farà notare l’Apostolo Giovanni nell’estratto che abbiamo citato in precedenza, lo scopo principale del falso profeta è la negazione di Cristo e della Trinità, obiettivo di Satana allo stesso modo.
Tutto ciò sarà anche il fine ultimo dell’Anticristo, che si proclamerà egli stesso dio.
Proprio per questo motivo quello che viene definito “spirito dell’anticristo” risiede in tutti quelli che negano Dio, anche i falsi profeti. Si distingueranno perchè parleranno per compiacere gli uomini e non Dio, imporrano il culto della loro personalità e cambieranno le Sacre Scritture a loro piacimento.
È facile immaginare la gravità della colpa dei personaggi che, per vana gloria, asseriscono di possedere presunte verità “nascoste”, distorcendo la vera dottrina e sviando i fedeli dal retto cammino.
Riteniamo pertanto giusto analizzare tali individui e sette, sottolineando le falsità che tentano di far riconoscere al mondo come rivelazioni divine.




La lista è aggiornata periodicamente. Per visualizzare la descrizione è necessario cliccare sul nome desiderato.




Vissarion - Chiesa dell'Ultimo Testamento

Jehovah Wanyonyi

Sun Myung Moon - Chiesa dell'Unificazione

Inri Cristo

Josè Luis de Jesùs Miranda - Cresciendo en gracia

Giorgio Bongiovanni

Conchiglia - Movimento d’amore San Juan Diego

Stefania Caterina

Oprah Winfrey

Guido Bortoluzzi - Genesi Biblica

Akiva Yossef

Apollo Quiboloy - Chiesa Restaurazionista Cristiana

Wayne Bent

Mitsuo Matayoshi

Messaggi da Gesù Cristo - Jesus to mankind

Edgar Cayce

Amrir di Maya

“Swami” Roberto Casarin - Anima Universale

“Principessa” Nakamaru

Salvatore Brizzi

Lord Rayel

Osho Rajneesh

Benny Hinn - Il “profeta” Manasseh Jordan

Christmas Mager

Alan John Miller - Divine Truth

Via di Cristo - Headquarters of Christ's way

Daniel Meurois Givaudan

Allison Misti

Santos Bonacci
Samuele di Gallinaro 
Fratel Cosimo 
Fratel Elia 
Madonna di Zaro – Simona e Angela 
Anguera – Pedro Regis (Prima erano vere la Apparizioni dopo il 2000 false, non più.) 
Gruppo dell’amore della Trinità – Oliveto Citra 
Ludovico Pedone 
Paola Albertini 
Sabrina - Messaggi del sacro cuore 
Edson Glauber 
Mario D'Ignazio - Brindisi
Debora Marasco - Manduria
Tony Laggetta


L’elenco sui falsi profeti verrà ancora aggiornato