sabato 13 aprile 2019

COMPIERE GLI ESORCISMI FA PARTE DELLE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE E SPIRITUALE


COMPIERE GLI ESORCISMI FA PARTE 
DELLE OPERE DI MISERICORDIA 
CORPORALE E SPIRITUALE

La Chiesa da cristo Signore ha ricevuto il compito di contrastare con gli esorcismi tale azione straordinaria, continuando così nel tempo la missione del suo Maestro. Trascurare questo comando vuol dire abbandonare nelle mani dei loro carnefici i nostri fratelli e sorelle che subiscono questa azione crudele e che possono essere aiutati solo da questo ministero, che Cristo ha affidato alla Chiesa e che rientra, senza dubbio, tra le opere di misericordia corporale e spirituale. Un’omissione, in questo campo, è paragonabile al comportamento di un poliziotto che, vedendo un malvivente massacrare un innocente, non gli venisse in aiuto; oppure di un medico, che lasciasse il suo paziente alle prese con la sua malattia, senza fare nulla per guarirlo o, almeno, per dargli sollievo.
Sulla base di tutto quello che Gesù ha fatto per liberare quanti erano oppressi dalla potenza del demonio, si può ritenere che Dio chiederà conto sia a coloro che si sono sottratti a tale responsabilità, come anche a coloro che, vuoi per prevenzione intellettuale, vuoi per superficialità e scarsità di discernimento, si oppongono volutamente all’esercizio del ministero degli esorcismi o ne minimizzano l’importanza. Il posseduto necessita, infatti, dell’aiuto dell’esorcismo e della direzione spirituale, non solo perché soffre sotto i colpi del grande oppressore dell’umanità, ma soprattutto perché l’obiettivo che il demonio si propone è solo un mezzo attraverso il quale egli spera di portare al peccato colui che egli tormenta.

Dal libro: Gli angeli ribelli - di Padre Francesco Bamonte

mercoledì 10 aprile 2019

Gli Angeli sono dotati di un intelletto


Gli Angeli sono dotati di un intelletto

Gli Angeli sono “dotati” di un intelletto chiarissimo e di una volontà fermissima e, quando si decidono, decidono anche di rimanere per sempre in ciò che hanno scelto, senza ritornare sulla loro decisione: vogliono per sempre fermamente ciò che hanno conosciuto lucidamente, in forza della loro natura spirituale, hanno un'unica possibilità di scelta fra il bene e male; dopodiché la loro volontà si fissa per sempre nella scelta compiuta, rendendo impossibile ogni cambiamento. Per questo motivo, come gli angeli rimasti fedeli a Dio sono fissati per motivo, come gli angeli rimasti fedeli a Dio sono fissati per sempre nell'eterna contemplazione di Dio, così gli angeli ribelli permangono immutabilmente nel loro peccato.
“L'impossibilità del perdono dipende dall'impossibilità del pentimento: il diavolo e gli altri angeli cattivi non possono ottenere perdono del loro peccato non avendo alcuna possibilità di pentirsi. Ma l'impossibilità del pentimento dipende da se stessi e dalla loro particolare natura. Sono essi stessi che hanno indurito la loro volontà (cuore) con un rifiuto pienamente libero e cosciente del bene; volontà non condizionata dalle fragilità (errori e passioni) che accompagnano la natura umana”.

Dal libro: Gli angeli ribelli - Padre Francesco Bamonte

DESCRIZIONE DELLA CADUTA DI LUCIFERO


DESCRIZIONE DELLA 
CADUTA DI LUCIFERO

Descrizione della caduta di lucifero e di come
egli cerchi di vendicarsi nei confronti di Dio

Un giorno un esorcista, dopo aver elevato intense preghiere di lode a Dio e aver invitato tutte le creature a lodare con lui il loro Signore, sentì il demonio dire: “Non pensavo, non pensavo che ci mandasse qui sulla terra, pensavamo che ci mandasse in un’altra parte del cielo, non umiliati in mezzo agli uomini. No, pensavamo che ci mandasse in un’altra parte del cielo infinito, e invece ci ha mandati quaggiù, ma quaggiù, non ti preoccupare, “ci siamo adattati”, “ci siamo adattati bene”!.
In un altro esorcismo, mentre pregava san Michele, il sacerdote sentì satana esprimersi con voce lamentevole: “Michele e gli altri con lui mi hanno scaraventato (giù). Erano tanti e avevamo con loro il potere dell’Altissimo. Michele e tutti gli altri mi hanno detto “Da questo momento non sei più niente”. Allora ho combattuto, ma Michele mi ha mandato via. Con la sua spada mi ha fatto precipitare dicendomi:”Vattene via! Questo non è più il tuo posto. Vai negli abissi, vai nelle tenebre!”. E io sono dovuto andare via insieme con gli altri. Mentre precipitavamo, ho detto che li avrei combattuti togliendo le anime a Dio.
A questo punto, cambiando la voce e assumendo un tono di sfida, continuò dicendo: “E a Lui (si riferiva a Dio) gli ho detto: Noi siamo grandi quanto Te, noi siamo potenti quanto Te, noi comanderemo nel regno nostro, noi regneremo sul mondo. Il potere del peccato sarà il nostro altare, su quello sacrificheremo le anime dei tuoi figli maledetti, su quell’altare faremo scorrere il sangue dei tuoi figli maledetti”.
Gli altri che mi seguirono dissero a Lui (cioè a Dio):”c’è un dio per chi odia e questo dio è il mio dio”. E Lui rispose (cioè ancora Dio): “Verranno con te quelli che vogliono venire con te; e verranno da Me e da mio Figlio e dallo Spirito Santo, quelli che vogliono vivere nel mio Regno, dal quale Io ti ho cacciato, perché tu mi hai disubbidito”.
Un esorcista invocava san Michele, e lucifero in quella occasione manifestò quale fosse stata la reazione dell’arcangelo San Michele, di fronte alla sua rivolta contro l’amore di Dio: “Michele è quello che si è indignato, si è indignato della mia opposizione a Dio e per la mia mancanza di rispetto del nostro Creatore, del nostro Dio. Ora il suo ruolo è quello di essersi messo completamente a disposizione di tutte le anime che io voglio prendermi, e specialmente delle anime che Quello (Gesù) ha più care a Lui, tiene più vicine a Lui. Lui cerca di proteggere tutti, ma ci sono alcune che non si lasciano proteggere, perché camminano su altre vie”.
La battaglia con San Michele, che ora continua sulla terra, Lucifero l’ha descritta così : Sono l’angelo sterminatore: voglio sterminarvi tutti, voglio ammazzarvi tutti, ma viene sempre quello, mi viene sempre contro. Ce l’ha sempre con me. Viene con la sua spada e mi “squadra” e io non posso fare più quello che vorrei fare. Io voglio portare la guerra tra gli uomini e lui sta cercando di fare la pace, di impedire guerre tra di voi. Lui così mi combatte, cercando di distruggere tutto quello che io tento di fare. Io cerco di fare tutto quello che posso e lui viene e fa sempre il contrario di quello che io voglio fare, Quando voi pregate lui, mi dà fastidio, perché sventa i miei piani e li distrugge. Io cerco di fomentare guerre e azioni cattive di ogni genere. Tutto quello che c’è di male io posso farlo quando non c’è lui, ma quando c’è lui non posso, perché lui ha un potere al di sopra del mio.
Il diavolo cacciato via dal cielo vuole vendicarsi in qualche modo contro Dio, sia portando nel mondo umano la stessa ribellione suscitata fra gli angeli, sia sottraendo a Dio il maggior numero possibile di uomini. Questo è il motivo per cui, durante gli esorcismi, tante volte i demoni stessi affermano, in maniera molto chiara, che la loro principale attività in mezzo agli uomini non è la possessione, ma la tentazione. Una volta, durante un esorcismo, un demonio riassunse questa loro attività tentatrice fra gli uomini in una sintesi eccezionale e categorica, con queste parole:  Il nostro “dovere” è tentare, sempre, chiunque, dovunque e comunque. Qualcuno cade nella nostra rete, qualcuno ci cade per sempre! Lui (Dio) vuole anime libere e sante, io voglio anime schiave. A me interessa la volontà degli uomini. Voi potete ancora accostarvi a Lui e noi non vogliamo, non dovete. Voi dovete essere come noi, questa è la nostra vendetta su di Lui!.

Dal libro: Gli angeli ribelli – Padre Francesco Bamonte

lunedì 8 aprile 2019

LA CADUTA DEGLI ANGELI


LA CADUTA DEGLI ANGELI

Come stelle che si spengono, un terzo
degli angeli precipitò sulla terra.


Sempre nel libro dell’apocalisse, al capitolo 12, vv. 3 – 4, leggiamo. “Allora apparve un altro segno nel Cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra”.
Secondo la maggior parte degli esegeti l’immagine di un terzo delle stelle del cielo, trascinate giù dalla coda del drago, rappresenta la caduta degli angeli cattivi, che hanno seguito satana.

sabato 30 marzo 2019

Maria Madre di Gesù e Madre Nostra

Maria Madre di Gesù e Madre Nostra

Dopo ogni tempesta ritorna il silenzio

Dopo ogni tempesta ritorna il silenzio

 

Lascia fare a me

Lascia fare a me

Vivi di amore in unione con me

Vivi di amore in unione con me

 

Preghiera di liberazione per spezzare i legami maligni che provengono dai nostri antenati

Preghiera di liberazione per spezzare i legami maligni 
che provengono dai nostri antenati



Preghiera di liberazione dai mali causati dal maligno

Preghiera di liberazione dai mali causati dal maligno

 

Preghiera di liberazione contro ogni male

Preghiera di liberazione contro ogni male

 

mercoledì 27 marzo 2019

IL SIGNIFICATO DEL TERMINE LUCIFERO


IL SIGNIFICATO DEL TERMINE LUCIFERO

Perché quell’angelo, poi decaduto, che era all’inizio il più luminoso fra tutti, fu chiamato dai Padri Lucifer? La versione latina della Sacra Scrittura, la Vulgata, sin dall’inizio ha tradotto l’espressione ebraica hèlèl di Isaia 14, 12, che vuol dire splendente, con lucifer, termine latino che vuol dire portatore di luce. Questo termine è lo stesso che usa anche il testo della Sacra Scrittura approvato dalla Commissione Episcopale Italiana (CEI), per cui in entrambe le versioni (Vulgata e testo CEI) si legge : “Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora?”. Il pianeta venere la sera, dopo il tramonto del sole, era chiamato dai greci hèsperos, dai latini hèsperus o vesper, mentre per lo splendore che assume al mattino prima dell’alba, era chiamato dai greci heosfòros e dai latini lucifer. I Padri della Chiesa hanno fatto questa analogia: come nel cielo di mattina poco prima del levar del sole vediamo splendere più di qualsiasi stella il pianeta venere, allo stesso modo, fra gli angeli, ve ne era uno che prima della sua caduta splendeva in bellezza più di ogni altro fra gli angeli di Dio. Fu a seguito di quest’analogia che vari Padri della Chiesa applicarono il termine Lucifer a quello che era il più luminoso degli angeli, poi ribellatosi a Dio. Tale appellativo gli venne attribuito nella tradizione cristiana come suo nome proprio, ma tale denominazione non si riscontra espressamente nella Sacra Scrittura. Licifer (in Italiano Lucidero), più che un vero e proprio nome del diavolo, è una immagine quanto mai espressiva per indicare quello che all’inizio era il più stupendo angelo creato da Dio, divenuto successivamente il capo degli spiriti angelici ribelli a Dio. Numerosi teologi e Padri della Chiesa (Origene, Tertulliano, Cipriano, Ambrogio, Cirillo Alessandrino ecc.) adoperavano il termine Lucifer, che di per sé esprime una condizione felice, per indicare satana, che nel Nuovo Testamento è presentato come capo dei demoni, i quali lo aiutano nella sua azione perniciosa in mezzo agli uomini. Il nome Lucifer, così, venne ad avere un senso malefico.

(Padre Francesco Bamonte – Dal Libro: Gli angeli ribelli