martedì 12 marzo 2019

LA CONFESSIONE – I SACRAMENTI





LA CONFESSIONE – I SACRAMENTI

Più ci si confessa e più si conosce se stessi, i propri difetti; quindi non è un’esagerazione quella dei Santi di confessarsi ogni giorno, di sentirsi grandi peccatori, no: è conoscere se stessi. Se la Bibbia dice: “Il giusto pecca sette volte al giorno”, noi che non siamo giusti quante volte pecchiamo in un giorno?
Il Beato Alberione, negli ultimi anni di vita si confessava tutte le sere: ognuno conosce i bisogni dell’anima sua e vi si conforma. Chi vuol farsi santo, non basta confessarsi una volta al mese, o ogni 15 giorni, ma almeno ogni settimana pere non dimenticare i propri peccati. Aiuta a conoscersi meglio, come ogni sera bisogna fare l’esame di coscienza.
Il sacerdote riceve i poteri per amministrare i sacramenti quando viene ordinato sacerdote; c’è proprio la consegna del calice e dell’Ostia, a chi rimetterai i peccati saranno rimessi … Nel rituale della consacrazione del Sacerdote c’è proprio la consegna dei poteri. In un discorso, non ricordo se pubblico o privato, Giovanni Paolo II ha detto: 2 La grandezza che mi è stata data è il sacerdozio, poi essere Vescovo, Cardinale, Papa è tutto un di più che non vale la ricchezza che mi è stata data quando sono stato ordinato sacerdote”.
Anche il potere del vescovo di ordinare è un potere divino, ma quando uno è sacerdote il resto passa in secondo piano. Dovrebbero pensarci bene i sacerdoti, dovrebbero pensarci bene!

Noi sappiamo che nei sacramenti Dio opera direttamente. Il Sacerdote può avere la consapevolezza di compiere un atto divino oppure no. Chissà se il sacramento è “più forte” se il sacerdote è consapevole …
Per niente: non c’è nessuna differenza, perché il sacramento è dato a beneficio dei fedeli. Faccio un esempio: Santa Teresa D’Avila aveva molte illuminazioni del Signore. C’è stato un periodo della sua vita in cui era costretta, perché non aveva nessun’altra possibilità, ad andare ad assistere alla Messa di un sacerdote che lei sapeva essere in peccato mortale e che celebrava come avrebbe scritto una cartolina. Un giorno il Signore le ha fatto vedere, mentre questo sacerdote distribuiva la comunione, una pisside che lui aveva appena consacrato. L’Ostia era luminosissima, mentre le sue dita erano di carbone. Ciò per mostrare proprio che tutto quello che viene fatto a beneficio dei fedeli è valido.
A un fedele non interessava niente sapere se il sacerdote crede o se ha doti di preghiera: la Messa è sempre valida anche in caso di peccato mortale dell’ufficiante.
Tante volte mi sono sentito dire:” Ma io la confessione la faccio con Dio, perché devo farla con un uomo che è peccatore come me?”. Perché quell’uomo, peccatore come o più di te, ha da Dio il potere di assolverti, mentre un angelo, mentre la stessa Madonna, questo potere non ce l’ha! Mettiamo che la Madonna ti appaia, che tu confessi a lei i tuoi peccati, lei ti dice:” Figliolo, vai a confessarti da un sacerdote che può rimettere i peccati”. Anche l’arcangelo Michele, lui che è il capo delle milizie celesti, non può consacrare e confessare, mentre un sacerdote in peccato mortale si, perché è in vista del bene dei fedeli, non in vista dell’onore del sacerdote. Il Signore le cose le ha fatte bene!”.


Dal libro: Padre amorth - La mia battaglia con Dio contro satana